lunedì 28 aprile 2014

Sola e disconnessa... wow!


Più di due settimane fa ho chiuso il capitolo dell'incidente di mio figlio successo più di quattro anni fa...  Come ho apposto la parole Fine è successo qualcosa di strano... mi son sentita vuota e sopratutto mi son sentita sola, totalmente sola! Ma sia il vuoto totale che la totale solitudine mi hanno trovata bene, anzi di più: benissimo!
So che nel linguaggio comune queste due parole hanno una fama infelice, ma per me non è così... anzi, è tutto al contrario!

Incredibilmente mi son sentita risucchiata in questa nuova dimensione dove non ero mai stata, ad un tale livello che tutto mi sembra così futile, irrilevante e  marginale...  son talmente lontana che le connessioni col mondo son saltate, dove il silenzio è silenzio, e la solitudine è solitudine!
Non mi manca nulla, ne le comunicazioni e nemmeno le parole. Gli amici li sento lontanissimi e qualcuno nemmeno lo sento più! Nessuno me ne voglia, ma qua non si tratta di non volere, ma di non riuscire più ... ma senza per questo stare male!
La mia amica Giansi mi ha chiesto se ci ho almeno provato a riconnettermi... No, in verità no, e rispondendomi mi son resa conto che nemmeno lo desidero... Forse perchè comunque continuo a sentire tanto amore intorno a me!

Quel giorno che ho messo la parola FINE in fondo al post, lasciando quel periodo così duro alle spalle, archiviando il tutto nel passato, ho creato un vuoto. Prima c'era la paura, il dolore e l'apprensione, ora tutto questo se ne andato lasciando per l'appunto questo grande vuoto che ora voglio solo riempire, di cosa? Ma di me!

Il mondo va avanti nelle sue inquietudini, nei suoi problemi, veri o creati che siano, coi suoi deliri e le sue follie... ma io ora ho deciso di fermarmi e di scendere. Che farò ora? Sinceramente ancora non lo so!
Questa nuova dimensione è davvero nuova per me e la voglio scoprire con calma. Ora mi sto muovendo in punta di piedi, con leggerezza, pace e tanto meravigliato stupore. Ciò che vedo e sento è tutto così nuovo, tutto così strano ma...  è tutto così bello!  

Sì sono totalmente sola,  sì sono completante disconnessa... e ancora sì voglio godermela almeno finchè dura!

Sempre io e sempre vostra!
:-)

giovedì 24 aprile 2014

Che cos'è un bambino?



Un bambino è una persona piccola. E' piccolo solo per un po', poi diventa grande.
Cresce senza neanche farci caso.
Piano piano e in silenzio, il suo corpo si allunga.
Un bambino non è un bambino per sempre.
Un bel giorno cambia.
I bambini hanno fretta di diventare grandi.
Alcuni bambini crescono, sembrano felici e pensano :
- Che bello essere grandi, essere liberi, decidere tutto da soli!-

mercoledì 16 aprile 2014

Cercando l'alba dentro la fine di un tramonto... La conclusione!

Qua il post precedente...


La parte finale decido di lasciarla raccontare al mio fanciullo... Aggiungerò solo delle note personali*, qua e la... vai Daigor!!

L'incubo sembra finito per davvero... mi risveglio finalmente a Udine (chissà perchè pensavo di essere a Perugia), e vedendo mia madre le dico; "Portami via da questo inferno!"... mi rendo conto di parlare piano, faccio fatica, quasi le parole dovessi trascinarle fuori a peso. Mi chiede perché, le dico che gli infermieri sono cattivi, mi torturano, mi accorgo di essere legato, non so ancora se quello di prima era un sogno o realtà... finalmente mi riaddormento in un sonno tranquillo...

Sono in ospedale, ora lo so, ci sono i miei genitori, ma sulle pareti vedo cose muoversi, nel cielo che vedo al di la della mia finestra, vedo strani lampi, ma sono sveglio e chiedo:
-Cosa c'è al di là del cielo?-
I miei non capiscono ciò che intendo  e pensano che sia colpa della sedazione! Poco alla volta mi riprendo, ho a che fare con gli infermieri e capisco che tutto quello che era successo, era frutto di terribili allucinazioni!
Tutti i giorni mia madre viene in reparto, mi cura...mi mette la crema su una pelle che è riarsa, mi aiuta a mangiare perché da solo non riesco, non ho la forza nelle braccia. Ricordo che il primo movimento che ho fatto è stato quello di portare la mano, da distesa in grembo, e passarla sulla pancia.. sento una morbida e calda sensazione, una cosa davvero stupenda.

martedì 15 aprile 2014

Cercando l'alba dentro la fine di un tramonto... Settima parte!

Qua il post precedente...

La notte sarà dura e dormire impossibile... quelle sue lacrime mi tormenteranno tutta notte, ma so che è un nuovo inizio... ancora ignoto ma pur sempre un inizio... e noi sentitamente ringraziamo!

La notte, bene o male è passata e ci svegliamo con una nuova prospettiva e speranza: Daigor si sta svegliando! Nulla di nuovo nel quotidiano, colazione come sempre e faccende!
Sono in cucina, ho tutto aperto, le giornate nonostante siamo ormai a metà ottobre, sono ancora miti.
Ad un certo punto sento il trillo del telefono nella saletta comune, finora restato muto.
-Ma è il telefono?-
-Sì...-
-Boh... rispondo ma mi sa che hanno sbagliato numero...- Dico avviandomi a rispondere.
-Pronto?-
-Signora Sara?-
-Sì...?-
-Buongiorno, la chiamo dalla terapia intensiva manonèsuccessoniente!- Mi dice tutto d'un fiato.
-Oh signur che spavento!- dico io nonostante fossi stata prontamente rassicurata!
-Eh, immagino... Senta, suo figlio è un po' agitato questa mattina e noi non riusciamo a calmarlo, a meno di dargli dei calmanti, ma non ci sembra il caso... se avete un attimo di tempo, potreste venire su un attimo? Suonate alla porta che vi apriamo subito-
Tempo di metterci le scarpe e ci fiondiamo!

venerdì 11 aprile 2014

Cercando l'alba dentro la fine di un tramonto...Sesta parte!

Qua il post precedente...

Come tutte le sere ci andiamo a sedere sul portico guardando sempre in quella direzione, aspettando che la luce della sua stanza si spenga... 
-Buonanotte piccolo, che i prossimi giorni ti trovino sempre più sveglio e vigile, non mollare mai!-

E' lunedì mattina presto e purtroppo ci tocca uscire per andare a fare la spesa, ieri i negozi erano chiusi e se vogliamo pranzare... ci tocca! 
Ma il pensiero è fisso all'imminente risveglio di Daigor, ieri ci hanno detto che inizieranno a diminuire la sedazione... e io non so davvero che aspettarmi! Non vedo l'ora eppure ho paura che ci sia qualcosa che non va. E se ci fossero stati dei problemi di cui non sono a conoscenza? Camminerà ancora? Parlerà, ragionerà... e se non fosse più come prima? Io non voglio pensarci ma la paura si insinua perfida nella mia mente e io faccio fatica a farla tacere!

Iniziamo il nostro giro e proprio nel reparto frutta chi ti incontro? Alessio, un infermiere di Daigor!
-Buongiorno Sara, Claudio... come va?-
-Bene... be' insomma... siamo un po' in pensiero, oggi dovrebbero iniziare a diminuire la sedazione a Daigor e non riusciamo a stare tranquilli...-
-Ah, ok... spettate un attimo...-

mercoledì 9 aprile 2014

Cercando l'alba dentro la fine di un tramonto... Quinta parte!


La la notte passa e l'alba ci accoglie con un telefono misericordiosamente muto... e noi sentitamente ringraziamo!


I giorni continuano a passare ormai scanditi di quelle routine che a noi servono per non cedere, ma arriva il sabato dove vengono a trovarci i miei.
Con varie scuse, quali la lontananza, siamo riusciti a tenere lontani tutti... detta così sembra brutto, ma era davvero una necessità la nostra di non rompere gli schemi. Non ci sentivamo soli e volevamo mantenere i nostri ritmi. La scusa della lontananza è andata bene per i parenti di Claudio che dovevano venire da Biella, 500 chilometri da fare in giornata son davvero troppi, ma per i miei non ha funzionato!
Sono arrivati accompagnati da mia sorella e dal suo compagno con la voglia di vedere il loro nipote, ma anche li ho dovuto inventarmi sul momento la classica espressione da poker... ho dovuto trovare un'altra scusa!
-Mi spiace, ma in terapia intensiva fanno entrare solo i genitori, io però provo chiedere se fanno un'eccezione...-


Ovviamente non chiedo nulla a nessuno, so che li farebbero entrare, ma il problema è che dovrebbero entrare da soli, (più di due per volta non si può) e giuro che non posso permetterlo! Non sarei li a sostenerli e so quanto sia impattante vedere Daigor in quelle condizioni! No no, niente da fare!
-Mi spiace ma era come credevo... solo i genitori...-Mi sento una bugiarda patentata, ma so che è a fin di bene, e anche loro quando lo hanno saputo hanno capito!

lunedì 7 aprile 2014

Cercando l'alba dentro la fine di un tramonto... Quarta parte!

Da sotto il porticato della nostra casetta si vede la finestra della stanza di Daigor. Quella posizione ci farà sentire ancora più vicini a lui. Nelle giornate che verranno ci troveremo molte volte seduti su di una sdraio, sotto il portico, avvolti da una coperta con lo sguardo fisso a quella finestra, quasi a mandare tutta la nostra energia; forza fanciullo... ti prego, tieni duro!

Le giornate proseguiranno tutte uguali, tutte scandite da ritmi ben definiti!
La mattina ci si alza; colazione, faccende di casa, pranzo, piatti e alle 13,00 circa si inizia a fissare l'orologio, quasi a voler spostare in avanti il tempo con la forza di volontà!
Non rimaniamo mai fino alle 14... ci avviamo e attendiamo mesti in quella saletta d'attesa. 
Alle due inizia il calvario... ogni volta che si apre la porta, decine ti teste si alzano tutte assieme e occhi guardano speranzosi che venga detto il proprio nome. La persona nominata si alza e la porta si chiude. Sempre così per decine di volte; scatto della porta, nome, qualcuno si alza, la porta si chiude, ancora e ancora...

venerdì 4 aprile 2014

Cercando l'alba dentro la fine di un tramonto...Terza parte.

Qua il post precedente...

Più tardi berrò il mio latte caldo, due biscotti e una pasticca... devo dormire, so che saranno giornate che mi vorranno forte... Forza Sara non perdere la luce, tieniti aggrappata per te, per Daigor, per Claudio e per chi ha bisogno!
Un'alta notte senza incubi... quelli troveranno terreno fertile più avanti, ma ora devo andare avanti!

Mi sveglio quando fuori sta spuntando il sole e ricordo subito perchè sono li... mi affaccio alla finestra e quello che vedo è solo nebbia... la stessa che avvolge la mia anima. Il cellulare non ha suonato e questo mi fa ben sperare... un'altra notte è passata, la seconda... il nostro fanciullo tiene duro!
Mi sistemo come posso e vado la bar della della pensione.
La signora mi chiede come mi sento, una domanda retorica, sa benissimo come mi sento, ma io apprezzo la cortesia. Chiedo due caffè e li porto in stanza. Claudio e ancora a letto, ma sveglio con lo sguardo fisso al soffitto.
-Ciao... hai dormito?-
-Sì, ma avrei voluto non svegliarmi... non subito, fra un paio di mesi, pensi che sia possibile?-
-No amore... non si può...-
-E ora che facciamo?-
-Nulla... andiamo avanti attimo per attimo... e preghiamo Dio di darci la forza... vada come vada... e andrà tutto bene, vedrai!-
Finito il caffè ci sistemiamo e usciamo. Non sappiamo cosa fare fino alle 14,00 dove finalmente potremo vedere nostro figlio.

Prendiamo la macchina e giriamo come acqua dentro ai tubi... Nel frattempo il sole asciuga la nebbia e il paesaggio sembra meno funesto... e quel sole asciuga un poco anche il mio cuore... è dall'altro ieri sera che non piango, sono quasi fiera di me stessa!

mercoledì 2 aprile 2014

Cercando l'alba dentro la fine di un tramonto... Seconda parte.

Qua il post precedente...
Sarà una notte senza incubi solo grazie a dei sonniferi... alle 5 siamo in viaggio. Il dottore ci ha talmente rassicurati che portiamo un cambio ciascuno e uno per Daigor, compreso il casco e giubbotto per riportare indietro la moto, convinti come siamo di portarlo a casa il giorno dopo...

Non è che ricordi bene il viaggio... è passato come fossi stata chiusa in un bozzolo ovattato dove il dolore non può entrare! So di aver chiamato alcuni amici per metterli al corrente di quello che è successo. All'epoca frequentavo un forum di discussione dove avevo avuto il piacere di conosce anche fisicamente persone stupende! Ricordo di aver parlato con Daniele, Manuela, Luce e mandato una serie di messaggi... avevo bisogno di energia che mi aiutasse a trovare la luce in quella notte che temevo senza fine!

Vero, eravamo ottimisti, avevamo voluto credere a quel dottore ma dentro di noi c'era la paura di una brutta verità per ben camuffata!

Raggiungiamo Udine dopo circa quattro ore di viaggio. L'ospedale non è difficile da trovare, seguiamo le indicazioni e parcheggiamo nel primo buco che troviamo.
Ci avviamo mano nella mano verso la portineria. Vediamo l'ufficio informazioni e chiediamo della Terapia Intensiva 2. Dalla sollecitudine e dalla loro cortesia mi rendo conto che la terapia intensiva non dev'essere un posto molto allegro.
-Subito a destra, in fondo al corridoio prendete l'ascensore... 4° piano, suonate e vi apriranno...-
Ci sorride mesta...
Ho il cuore a mille... solo ora inizio a rendermi conto della gravità della situazione!
Arriviamo a suoniamo.
-Buongiorno, siamo i genitori di Daigor...-
Con uno scatto la porta di apre e si affaccia un'infermiera.
-Prego, accomodatevi che il dottore arriva subito...-
-Ok... grazie...-
Ci sediamo in punta di sedia... siamo in una stanzetta con degli scaffali con dentro camici, mascherine e copri-scarpe... non so ancora a cosa  servano... ma inizio ad intuire.