Sarà una notte senza incubi solo grazie a dei sonniferi... alle 5 siamo in viaggio. Il dottore ci ha talmente rassicurati che portiamo un cambio ciascuno e uno per Daigor, compreso il casco e giubbotto per riportare indietro la moto, convinti come siamo di portarlo a casa il giorno dopo...
Vero, eravamo ottimisti, avevamo voluto credere a quel dottore ma dentro di noi c'era la paura di una brutta verità per ben camuffata!
Raggiungiamo Udine dopo circa quattro ore di viaggio. L'ospedale non è difficile da trovare, seguiamo le indicazioni e parcheggiamo nel primo buco che troviamo.
Ci avviamo mano nella mano verso la portineria. Vediamo l'ufficio informazioni e chiediamo della Terapia Intensiva 2. Dalla sollecitudine e dalla loro cortesia mi rendo conto che la terapia intensiva non dev'essere un posto molto allegro.
-Subito a destra, in fondo al corridoio prendete l'ascensore... 4° piano, suonate e vi apriranno...-
Ci sorride mesta...
Ho il cuore a mille... solo ora inizio a rendermi conto della gravità della situazione!
Arriviamo a suoniamo.
-Buongiorno, siamo i genitori di Daigor...-
Con uno scatto la porta di apre e si affaccia un'infermiera.
-Prego, accomodatevi che il dottore arriva subito...-
-Ok... grazie...-
Ci sediamo in punta di sedia... siamo in una stanzetta con degli scaffali con dentro camici, mascherine e copri-scarpe... non so ancora a cosa servano... ma inizio ad intuire.
-Buongiorno signori, sono il dottor de Lucia, ci siam sentiti ieri al telefono!-
-Sì... buongiorno....-
-Allora, la situazione è questa: il ragazzo ora è sedato e...-
-Cosa vuol dire sedato dottore... ci dica la verità-
-Ok, ora vi spiego tutto: vostro figlio ha avuto un bruttissimo trauma, nell'impatto i polmoni di vostro figlio sono... scoppiati. Avete presente un sacchetto di carta pieno di aria? Ecco, nel forte impatto sono entrambi scoppiati e hanno un sbrego dove esce aria, impedendo ai polmoni di fare l loro lavoro. La prassi normale sarebbe operare e cucire il buco, ma i polmoni di Daigor non sono più compatti essendo ridotti a gelatina... come potete capire la gelatina è inconsistente. Speriamo che il buco si chiuda da solo... Non dovesse succedere, ci penseremo a tempo debito.
Per questo ora ha due tubi che escono dal torace da dove esce il liquido in eccesso. E stato messo in coma farmacologico per fare in modo di mantenere tutte le sue attività stabili. Non sente dolore ed è incosciente ma reattivo, nel senso che grazie al cielo non ha avuto nessun trauma cranico. Nel impatto, quando i polmoni son scoppiati la pleure si è gonfiata di liquido e il gonfiore ha soffocato il cuore. Ma noi lo abbiamo riattivato e ora è stabile.
Per questo ora ha due tubi che escono dal torace da dove esce il liquido in eccesso. E stato messo in coma farmacologico per fare in modo di mantenere tutte le sue attività stabili. Non sente dolore ed è incosciente ma reattivo, nel senso che grazie al cielo non ha avuto nessun trauma cranico. Nel impatto, quando i polmoni son scoppiati la pleure si è gonfiata di liquido e il gonfiore ha soffocato il cuore. Ma noi lo abbiamo riattivato e ora è stabile.
Ovviamente viene aiutato respirare da un respiratore e viene nutrito da un sondino naso gastrico...-
Non ricordo se le parole dette fossero esattamente queste ma questo è quello che ricordo, dopodiché, ci fa vestire con camice e copri-scarpe e ci accompagna al suo letto.
Nella stanzetta ci aspetta un infermiere che al nostro arrivo si fa da parte... Io vado dritta da lui, Claudio fa il giro del letto... uno a desta e l'altro a sinistra... siamo uno di fronte all'altro, ci guadiamo e guardiamo nostro figlio... be' non eravamo pronti a quello che ci troviamo di fronte!

-Potete toccarlo...-
Ci dice con un sussurro l'infermiere li accanto...
Io guardo Daigor e non so dove mettere le mani... ma ho necessità di farlo! Allora mi faccio strada tra quel marasma di tubi e gli tocco la fronte. Mi trovo a sorprendermi che sia calda... Guardo Claudio e vedo tutta la disperazione che un padre può avere... Lo vedo spaventato e sopraffatto, ha il terrore e guarda me quasi aspettandosi una mia tragica reazione.
-Claudio, toccalo... è caldo... è meravigliosamente caldo... è vivo!-
Allora anche lui allunga la mano e lo accarezza... un singhiozzo esce strozzato dalla sua gola... ma mi guarda sorridendo e con gli occhi mi dice che : sì, è vivo!
-Parlategli, lui non è cosciente ma sente la vostra presenza.- Ci dice l'infermiere.
-Cosa gli diciamo...?-
-Quello che volte, raccontate cose, fatti, qualsiasi cosa... sappiate che lui vi ascolta! Io ora vi lascio soli con lui, qualsiasi cosa non esitate a chiamarmi... ok?-
E appoggiandomi la mano sulla spalla ci lascia...
Non so esattamente cosa gli abbiamo detto ma sicuramente gli avremo portato i saluti dei miei amici, della zia e magari lo avremo sgridato anche un pochetto...
Mi soffermo a guardarlo, lo osservo minuziosamente... è incredibile che non abbia un livido... ha solo qualche taglio dove son stati messi dei punti. Uno sulla narice, sul labbro e sotto il mento. Ha il braccio destro gonfio e delle botte su entrambi le tibie, ma nulla di più...
Conveniamo che il casco abbia fatto il suo lavoro... ma ci chiediamo come possano essere scoppiati entrambi i polmoni senza avere una costola rotta!
Parlando con lui continuiamo a toccarlo ad accarezzarlo, vogliamo sincerarci che sia li davvero con noi e vogliamo anche che ci senta... sia fisicamente che vocalmente... e sarà così, lui c'era e ci sentiva davvero!
Mi soffermo a guardarlo, lo osservo minuziosamente... è incredibile che non abbia un livido... ha solo qualche taglio dove son stati messi dei punti. Uno sulla narice, sul labbro e sotto il mento. Ha il braccio destro gonfio e delle botte su entrambi le tibie, ma nulla di più...
Conveniamo che il casco abbia fatto il suo lavoro... ma ci chiediamo come possano essere scoppiati entrambi i polmoni senza avere una costola rotta!
Parlando con lui continuiamo a toccarlo ad accarezzarlo, vogliamo sincerarci che sia li davvero con noi e vogliamo anche che ci senta... sia fisicamente che vocalmente... e sarà così, lui c'era e ci sentiva davvero!
Ma il tempo a nostra disposizione finisce... arrivano altri dottori e infermieri e siamo costretti a lasciarli fare il loro lavoro.
Usciamo dall'ospedale e ora so che è arrivato il momento; devo avvisare i miei e i parenti di Claudio.
Mi rendo davvero conto che sono dentro ad un tramonto che ormai è veramente buio. Ho un figlio in Terapia Intensiva legato alla vita solo da una miriade di tubi e tanta speranza... il buio ora è davvero buio, nero... ma io devo trovare l'alba dentro di esso, e trovato quel barlume di luce mi ci devo tenere aggrappata, non posso fare altro... tutto per non precipitare!
Ok, questa è un prova e devo superala... ce la faccio!
-Pronto mamma? Ciao sono io...-
-Ciao... come mai mi chiami a quest'ora?-
-Eh, mica devo avere un ora per chiamarti no?- Rispondo allegra quanto riesco!
-Senti, io sono a Udine, tuo nipote ha pensato di farci un bello scherzetto... ieri è caduto in moto e si è fatto male, ora è qua in terapia intensiva e...- ... Ripeto con lo stesso tono le parole dette dal dottore. Rassicurata mia madre passo a quella di Claudio... stesso tono stesse parole!
Chiudo le telefonate che hanno portato solo dolore ma nell'immediato hanno anche portato un po' di speranza a chi è a casa.
-Ok... e ora che facciamo? Mi sa che qua vien lunga... bisogna cercare un posto per dormire!-
Be' devo dire che gli hotel di Udine non sono proprio economici... anzi! Dobbiamo allontanarci dalla città per trovare qualcosa di economico. Finiamo così a Latisana a ben 40 chilometri di distanza... son troppi ma quello è il solo posto che possiamo permetterci!
E' un bar affitta camere. La signora ci mostra la nostra stanza... è grande e pulita. Decidiamo di prenderla per un paio di giorni.
Ci chiede se abbiamo bisogno di qualcosa dal bar che tra un po' chiude.
-Io non ho fame (anche se è dal giorno prima che non mangiamo nulla) ma so che devo mandar giù qualcosa... almeno prima di prendere il sonnifero... Potrei avere del latte?-
-Vuole che le dia una scatola?-
-Mi andrebbe bene caldo ma più tardi... ma se voi dovete chiudere... non è che me lo fa bello bollente così magari lo bevo tiepido tra un po'?-
-Se vuole glielo scaldo e glielo metto in un thermos...-
-Oh cara... grazie, sarebbe fantastico!-
-Cosa vi spinge in mezzo a questa nebbia?-
Chiede sorridendo la signora mentre scalda la bevanda.
-Nostro figlio ha fatto un incidente ed è ricoverato in TI nell'ospedale di Udine...-
-Caspita... ma è lontano... Ho sentito che a l'ospedale ha delle case per chi viene da lontano.. chiedete che magari vene assegnano una...-
-Davvero? Oh grazie, grazie mille!!-
Torniamo nella nostra stanza... siamo stremati, non abbiamo nemmeno la forza di parlare... Dentro di me prego che vada tutto bene... deve andare tutto bene... sento che è così che deve andare e spero che le mie aspettative non vengano deluse!
Più tardi berrò il mio latte caldo, due biscotti e una pasticca... devo dormire, so che saranno giornate che mi vorranno forte... Forza Sara non perdere la luce, tieniti aggrappata per te, per Daigor, per Claudio e per chi ha bisogno!
Un'alta notte senza incubi... quelli troveranno terreno fertile più avanti, ma ora devo andare avanti!