La levigatrice mi ha insegnato cosa non riesce a fare la forza
Oggi ha smesso di piovere, così ho preso la levigatrice e sono uscita. Il tavolo è nuovo. Struttura massiccia. È bello, sì. Ma troppo spigoloso. Appena ho iniziato a lavorare, il rumore ha disturbato la foresta e ha zittito i cinguettii. Per un attimo, tutto si è fermato. Si sa, ogni trasformazione fa rumore. All'inizio ho spinto. Ho pensato: più forza, più risultato. Più pressione, più velocità. Poi mi sono accorta che invece stavo scavando, così ho allentato la mano. E lì è successo qualcosa di semplice: senza spingere, il lavoro veniva meglio. La levigatrice non va forzata. Va accompagnata. Mentre passavo sul piano del tavolo, pensavo alla vita. Facciamo così: spingiamo nelle relazioni, spingiamo per farci capire, spingiamo per essere ascoltati, spingiamo per accelerare processi che hanno un loro tempo. Ma quando spingiamo troppo, creiamo solchi. Per smussare gli angoli serve presenza, non aggressività. Serve mano ferma, non tensione....