martedì 24 gennaio 2023

Creando!

La voglia di immergere le mani nelle mie amate pietre è sempre presente ma in questi giorni è ancora più forte! Da tempo non faccio gioielli visto che non li metto e allora ho pensato di fare degli scaccia pensieri!

Con il poco che ho mi sono messa e questo è il risultato!











Mi è piaciuto così tanto che nemmeno mi sono accorta delle ore passate! Certo, ora la mia casa sembra una roulotte di una gitana che legge la mano ma va bene, tutte quelle pietre luminose e luccicanti mi fanno stare davvero bene!

sabato 21 gennaio 2023

Ma senza dolore un uomo non cresce (Sabato in Filosofia)

 


 

Panda scrive;

In ogni nostra vita, ci troviamo a lottare sempre la stessa guerra. Ogni nostra vita è una guerra a prescindere dalla realtà in cui siamo.
Il nostro nemico è la nostra mente, il . Il nostro strumento è l'Io.

L'Insegnamento ti dona gli strumenti che servono per riscoprire e fortificare il tuo Io.
L'Insegnamento, attraverso l'addestramento, ti insegna a proteggerti e ad agire contro la mente.
Non ci si può permettere di non sapere che cosa stiamo facendo, ma soprattutto come lo stiamo vivendo.
In guerra non ci si può permettere di riposare. Solo con la coerenza nell'agire, e nello scegliere seguendo il proprio Io, ci si porta in equilibrio. La negatività o la positività sono scelte, dipende come scegliamo di vivere qualcosa. Così come mentire, mentire a se stessi, è una mancanza di Onore, è rinnegarsi, non dandosi il giusto valore.
Tutto è uno strumento, dipende se lo sai trovare. Ogni giorno devi analizzare e studiare come hai vissuto in quella vita, perché e cosa hai scelto.
Ognuno dentro di noi ha tutti gli strumenti per crearsi la propria vita, in linea col proprio Io, così da poter affermare di vivere e non di sopravvivere.

Ogni giorno svegliandosi, si deve vivere l'Onore di avere una vita in più per uscire dal Karma. Alla fine ognuno di noi, con buon senso, riesce sempre a sapere cosa dice il sé e cosa dice l'Io, a volte non si vuole ascoltare, ci si giustifica. Si ha paura della solitudine, ma soprattutto del dolore. Ma senza dolore un uomo non cresce. Il dolore che deriva dalla propria costanza e dall'imposizione sul proprio sé per portare avanti in maniere logica e coerente una propria scelta, per poter dirsi un Uomo.
Allora quando si comincia a scegliere, la vita ti si ritorce contro e ti presenta di fronte le realtà più allucinanti. Solo il tuo Credo, se sarà così radicato nel tuo Io, ti proteggerà da te stesso, per non farti vivere ciò che è al di fuori di te, ciò che in verità non esiste.
Combattere questa guerra ogni giorno è un dovere verso se stessi. L'unico scopo per cui con determinazione e costanza vive, colui che sceglie ogni istante della sua vita, è essere da esempio, per poter essere utile agli altri.

Panda

martedì 17 gennaio 2023

Vi porto con me! Djerba

 A fine anno abbiamo deciso di andare via qualche giorno. Tutto bello, peccato però che mi sia ammalata e abbia passato la maggior parte della vacanza a letto! Un paio di giorni però sono riuscita a godermeli e questo è ciò che ho visto!


Il secondo giorno abbiamo trovato questo!

Hotel Calimera Yati Beach

La spiaggia dell'hotel offre un bel panorama




Medusa, una di quelle grosse!

Il mio Tomo che non sapeva di entrare nell'inquadratura... altrimenti avrebbe mostrato meno addominali! :-D

sabato 14 gennaio 2023

Difficile ma ne vale la pena! (Sabato in Filosofia)

 


Buongiorno a Tutti ! Oggi Vi mostro una piccola scultura le cui fattezze richiamano un'arte molto arcaica.. si tratta di una rappresentazione della Grande Madre. 

Ricorda la forma dell'albero, del cerchio/spirale e del vaso.

La Grande Madre come Natura, dispensatrice di vita, patrona della ciclicità del tempo, fa parte del sentire spirituale più ancestrale. 

La Natura che produce le esperienze di terra, acqua, fuoco e aria, semplicemente dandosi incessantemente, è l'espressione dell'amore che è appunto "donare". Ogni cosa che faccia parte della Natura è impermanente perché si offre fino in fondo alla vita senza risparmiare nulla. L'impermanenza è ciò che rende possibile l'amore. Per questo nelle culture più antiche del mondo la morte non era considerata un evento negativo, bensì l'esaurirsi naturale del compito che ciascuna creatura ha di darsi.

L'istinto di sopravvivenza, che spesso viene confuso con la paura della morte, è in verità il bisogno congenito alla Natura di esserci... privata di questo istinto, ogni cosa semplicemente affonderebbe nel sonno eterno dello spirito e nessuna manifestazione sarebbe possibile. Esserci costa impegno, costa lottare. Lottare per esistere, esistere per darsi in un tripudio di bellezza...darsi per tutta la Natura... poiché nessuna creatura può esistere a prescindere dalla matrice. 

L'uomo è l'unica specie, facente parte di Madre Terra, che agisce come fosse separata dal cerchio. Quindi e' l'unico essere che trasforma l'istinto di sopravvivenza in paura di morire perché percependosi come separato, teme lo svanire della propria coscienza individuale. Questo è il tranello che ha creato una mente lontana dalla Vita, lontana dal canto degli uccelli, dallo scorrere del fiume e dal fruscio delle foglie...

A me è stato insegnato che la chiave per l'eternità e' l'Amore e sta nella forza di lottare per manifestare il proprio pieno potenziale, ciò per cui ognuno di noi è nato...per poi donarlo alla vita, condividerlo, esattamente come farebbe un fiore! Dobbiamo lottare per crescere, per essere la migliore versione di noi stessi e smettere di avere paura...forse questa è la più difficile forma di ecologia. 


Dhanly

sabato 7 gennaio 2023

Il mondo deve girare intorno a noi (Sabato in Filosofia)

 

 


Ada la pensa così

La storia Theravada, dove Uomini di valore che avevano lo stesso Ideale si sono  incontrati millenni fa.
La filosofia Theravada, che non è religione, ma spiritualità applicata a Vita pratica.
Il “buonsenso” ed il rispetto e tante tante altre cose che il Maestro ci ha detto, ma che non basterebbe una vita per approfondire.
Di un “punto” però vorrei dire due parole: “La Vita, la Tua Vita è l’unica cosa che in verità possiedi”. E non faresti di tutto per conservare l’unica cosa che hai?

Il Maestro Insegna che la Vita, la Vera Vita, non è la realtà di ciò che è fuori di noi, non è il lavoro, i soldi, la casa, il divertimento, il compagno o la compagna, la vera Vita è quello che c’è nel nostro intimo, quello che c’è dentro di noi, quello che ci fa scegliere tra bene e male, tra positività e negatività, tra ciò che è buono e ciò che è cattivo per noi.
E’ quell’intimo, quel “fuoco”, quella nostra Vita, fatta anche di carne ed ossa, che dobbiamo difendere tutti i  costi; il mondo deve girare intorno a noi. E non è egoismo, è puro buonsenso.
In verità, come fai ad insegnare ad altri se Tu per primo non conosci, che non hai “toccato con mano”?
La nostra Vita inizia al mattino e finisce alla sera, perché non abbiamo la certezza di svegliarci la mattina dopo. Diamole dunque un valore, viviamo come se fosse l’ultimo giorno, non lasciamo questioni irrisolte, addormentiamoci in pace e da uomini liberi, nel buonsenso.

Siamo nati liberi ed abbiamo il potere di scegliere; scegliamo ciò che è meglio e che è giusto per noi in positività, non ha senso incolpare gli altri delle nostre scelte, e non ha senso incolpare gli altri se non viviamo la vita che avremmo voluto vivere.

Abbiamo il “libero arbitrio”: scegliamo il meglio per noi… dobbiamo averne il coraggio e la forza, da veri Guerrieri, senza farci torturare dai sensi si colpa, perché se Crediamo fermamente in un Ideale, niente e nessuno ci potrà fermare.

Questo ho compreso
Ada da Serate in filosofia

sabato 31 dicembre 2022

Oggi tocca a me (Sabato in Filosofia)

Oggi voglio essere io a dare voce a questo sabato filosofico, oggi ho proprio voglia di partecipare.
Non perché io abbia da dire cose diverse, (gli altri ne sanno tanto più di me) ma solo per chiudere in bellezza l'ultimo sabato di questo anno appena trascorso.

Per Te vorrei...


Per Te vorrei pace...
quella bella, calda e speciale. Quella che si sente giù fin nello stomaco
quella che fa stare bene e in armonia con Te stessa e col mondo
quella che se la senti Tu, la sentono anche gli altri

Per Te vorrei bontà...
quella che prima è nel cuore e poi  corre negli occhi
che sgorga da dentro come un fiume in piena
e riempie la Vita di chi Ti sta attorno

Per Te vorrei amore...
quello incondizionato, quello senza giudizio, quello che sa accettare
Amore disinteressato, amore unico, amore puro, amore che tutto può

Per Te vorrei sorrisi...
quelli che Ti stravolgono il viso
che Ti trasformano la faccia, quelli che Ti rendono irriconoscibile.
Sorrisi... con gli occhi, con la bocca, col cuore e anche con la pancia
perché sorridere dentro rende speciale anche il sorriso di fuori

Per Te vorrei  sogni...
quelli che si realizzano
ma anche quelli che non si realizzeranno mai
ma Ti faranno stare bene anche il solo sognarli
Quelli che Ti accendono gli occhi e rendono leggero il Tuo cuore

Per Te vorrei viaggi...
di quelli che aprono il cuore e non solo la mente
Quelli che Ti rendono migliore
perché alla fine hai capito che non era così che credevo che fosse.

Per  Te voglio...
il suono delle campane, il cinguettio degli uccelli, il fruscio del vento tra gli alberi
La risata di un bambino, il gorgoglio di un ruscello, il rumore della pioggia
E ancora vorrei le onde del mare, il silenzio di una notte piena di stelle
la luce della luna in una notte tiepida


Ma più che mai per Te vorrei il Tempo...
quello che serve per realizzare tutto ciò di cui hai bisogno
e la capacità di capire che è più importante avere ciò che è necessario
prima ancora di ciò che credi di desiderare.

A Te...



mercoledì 28 dicembre 2022

La bellezza di un fiume

 

Avete mai pensato alla bellezza di un fiume?
No, non parlo dei torrenti che; o sono incazzati o sono vuoti... no, io parlo di quei grandi fiumi che scorrono lenti, placiti e sempre uguali. Che poi in fondo uguali non sono mai!A ben guardare non perdono mai nulla; nelle curve tolgono, per poi lasciarlo all'interno. E' un continuo fluire nonostante il movimento sia appena impercettibile, immutato eppure uguale.

Se ci penso mi ricorda la Vita, o meglio, quello che la Vita dovrebbe essere. La Vita che toglie e la Vita che da, in continua evoluzione.
Da un'occhiata superficiale sembra che il fiume non dia segni di mutamento, quello lo si nota solo dalle sponde, dalla grandezza degli alberi, dalla presenza o mancanza di foglie, da più ghiaia o da meno rocce.
Poco importa se ci sia tanta acqua o meno,  potrebbe anche seccarsi ma alla prima poggia tornerà a scorrere. Potranno anche scaricagli quantità immense di spazzatura, liquami e porcherie, ma con il suo scorrere continuo e con l'aggiunta di altri fiumi minori tornerà di nuovo limpido. E per quanto male noi potremmo infliggergli, lui tornerà sempre pulito!
Avrà sempre la meglio su tutto e su tutti, per poi, con pace infinita, andrà a ricongiungersi al grande mare... Alla fine, non lo facciamo anche noi?

sabato 24 dicembre 2022

Siamo tutti dei sopravvissuti (Sabato in Filosofia)



Dhanly ci racconta questa bellissima storia...

In questi giorni che seguono il solstizio di inverno, la rinascita annuale del sole, voglio raccontarvi un aneddoto riguardante Amaterasu-ō-mi-kami, la splendida dea del Sole nello shintoismo giapponese.

È spesso rappresentata con sembianze femminili ma nel linguaggio giapponese antico non si usavano pronomi specifici per i generi quindi si dice che ognuno possa immaginare Amaterasu come desidera.

Tornando all'aneddoto...

Nel Kojiki, il più antico testo giapponese pervenutoci, si narra che nel tempo delle origini Amaterasu si ritiro' in una caverna facendo precipitare il mondo nell'oscurità. Questo avvenne in seguito ad un litigio con il suo indisciplinato fratello, il dio della tempesta Susanoo. 

Le altre divinità, disperate, la pregarono di uscire fuori, ma senza successo. Quindi la dea Ama-no-Uzume ebbe un'idea: appese uno specchio ad un albero vicino alla caverna e organizzò una festa, esibendosi in una danza erotica molto buffa. Fece ridere talmente tanto gli altri dèi da incuriosire Amaterasu e spingerla a sbirciare fuori. Uscendo dal suo rifugio, la dea vide il proprio riflesso nello specchio e lì comprese di essere fatta di puro Amore...e l'Amore e' dono.... non può restare chiuso nell'oscurita' della paura. Decise così di tornare a presenziare in cielo e danzare con tutti gli altri dei, compreso il suo folle fratello.

Questo racconto simbolico ci ricorda che il senso profondo di questa vita è proprio quello di tornare alla consapevolezza di essere Amore in ogni azione, in ogni gesto, in ogni pensiero votato alla bellezza. Possiamo imparare a danzare divertiti sulle nostre difficoltà, a prenderci un pò in giro e al tempo stesso, come insegna il mio Maestro, ricordare che se siamo arrivati fino a qui e ora, siamo tutti dei sopravvissuti. 

Quindi Viva la Vita, Viva l'Amore, Viva l'inverno ! 

Un abbraccio a Tutti Voi

Dhanly



mercoledì 21 dicembre 2022

La teoria dei sette specchi Esseni

 
Sono sempre alla ricerca di teorie e questa potrebbe essere una delle tante spiegazioni dei nostri folli comportamenti e inspiegabili percezioni... o forse proprio quella giusta, chissà!


 
-L’origine degli esseni, detti anche nazareni, risale intorno al II secolo a.c.
Era un popolo di contadini, profondi conoscitori di erbe e cristalli, medici , guaritori e vegetariani. Ideatori di una teoria molto interessante su come il comportamento consapevole o inconsapevole di ognuno di noi sia riflesso dalle situazioni e dai modi di essere degli altri nei nostri confronti.
Gli antichi Esseni forse identificarono meglio di chiunque altro il ruolo dei rapporti umani, riuscendo a dividerli in sette categorie: sette misteri corrispondenti ai vari tipi di rapporto che ciascun essere umano avrebbe esperimentato nel corso della sua vita di relazione. Li hanno definiti “specchi” e ci fanno ricordare che in ogni momento della nostra vita la nostra realtà interiore ci viene rispecchiata dalle azioni, dalle scelte e dal linguaggio di coloro che ci circondano.

Il primo specchio rappresenta il momento presente.
Lo stato d’animo e i comportamenti di chi ci sta vicino ci fa da specchio e ci dà modo di capire cosa stiamo vivendo anche inconsapevolmente al nostro interno e ci offre l’opportunità di sentire la nostra essenza e di ripulirla da pensieri e comportamenti di bassa vibrazione.

Il secondo specchio si riferisce al giudizio tuo nei confronti altrui o di te stesso.
Se l’atteggiamento di una persona ti crea disagio può essere che giudichi severamente quel comportamento.
Spesso ci ritroviamo a confrontarci con modelli che ci irritano profondamente e giudichiamo severamente anche noi stessi.

Il terzo specchio riguarda cosa ci attrae delle altre persone.
Capita a tutti di essere in sintonia con un’altra persona o a volte di sentire la magia di un incontro.
La persona per cui sentiamo questa affinità ci fa vedere delle parti di noi che abbiamo perduto o che ci potrebbero essere tolte da chi ha potere su di noi.

Il quarto specchio riguarda i nostri modelli di comportamento che creando dipendenza ci allontanano dalle cose a cui teniamo di più.
La dipendenza può essere l’alcol, la droga, il sesso, il gioco ma anche il lavoro, insomma una situazione spinta all'eccesso che ci fa perdere di vista le cose veramente importanti per noi.
A volte creiamo queste situazioni per evitare la sofferenza che abbiamo provato in passato quando le persone che abbiamo amato ci hanno abbandonato e quindi ci allontaniamo prima che accada di nuovo.

Il quinto specchio ci mostra la ragione per cui abbiamo vissuto la nostra vita in un determinato modo ed è mostrato dal rapporto che abbiamo con i nostri genitori.
Il modo di agire dei nostri genitori nei nostri confronti riflette le aspettative e le credenze che noi abbiamo verso il divino.
Se i genitori ci criticano può essere perché siamo noi a non sentirci all'altezza dei risultati che ci aspettiamo da noi stessi.

Il sesto specchio è quello che gli antichi chiamarono l’Oscura notte dell’anima
Quando affrontiamo le sfide più ardue dell’esistenza è perché abbiamo gli strumenti per farlo e solo in queste occasioni ci misuriamo con i veri noi stessi e abbiamo l’opportunità di trovare dentro di noi la luce e la fiducia per ripartire da un nuovo punto di vista.

Il settimo specchio ci dice di accettare la nostra vita così com'è e di non valutare i nostri traguardi misurandoli con un metro esterno.
Accettare noi stessi per ciò che siamo, dall'aspetto esterno ai nostri risultati, perché tutto è perfetto così com'è.
In ogni evento o relazione che stiamo vivendo i sette specchi ci possono aiutare a vedere il perché certe situazioni si ripresentano e a capire la dinamica dei conflitti nelle relazioni e come possiamo guarirli.


I mi ci son trovata in tutti! Per carità, non so quanto di vero ci sia, ma mi voglio comunque  prendere questa spiegazione in considerazione! 
E Voi che ne pensate?