Quando l'intelligenza artificiale ha più paura di te che del Darkweb
Vi racconto Ho chiesto a un'intelligenza artificiale come funziona un macchinario. Un macchinario prescritto da un medico, arrivato a casa mia senza istruzioni. Niente libretto, niente foglietto, niente neanche un disegnino con le frecce. Solo il macchinario, lì, che mi guardava. Ho pensato: chiedo all'IA, risolvo in due minuti. Risposta: argomento a rischio. Cambiamo discorso. Sottotesto; Attenzione. Questa conversazione potrebbe alterare il destino dell’umanità Ho riletto due volte, convinta di aver capito male. No, avevo capito benissimo. L'ho fatto presente, con la voce interiore di chi conta fino a dieci prima di parlare, che non stavo chiedendo come eseguire un intervento chirurgico sul tavolo della cucina. Stavo chiedendo come funziona una macchina. A quel punto qualcosa si è sbloccato. La risposta è arrivata. E poi è sparita. Cancellata. Come se l'IA avesse avuto un ripensamento dell'ultimo secondo e si fosse detta: no, troppo pericoloso, megli...