Disciplinare la propria mente (Sabato in Filosofia)

 



Il seguace Theravada percorre innanzitutto la strada dell’autodisciplina.
Questo vuol dire disciplinare la propria mente.
La vita è dolore non solo a causa di ciò che direttamente causa sofferenza, come la malattia, la vecchia, la morte, la tristezza (etc..) ma che a causa della gioia e di tutte quelle emozioni piacevoli che l’uomo desidera e tende ad inseguire. Ogni momento, anche il migliore, è destinato a finire, causando delusione.
Una mente in cui regna il caos, non è libera, bensì schiava dei sensi, del desiderio e rischia di diventare vettore di negatività, poiché non ha sviluppato i giusti strumenti per difendersi.
Se vivi negatività non è a causa di ciò che c’è fuori di te, ma sei tu che hai permesso alla negatività di entrare nella tua vita.
Ogni giorno, in ogni vita, l’uomo combatte una guerra, ma unicamente con la propria mente; se pensa che colui che ha di fronte sia il nemico, vive di illusioni; se pensa che la sofferenza sia data dalla realtà in cui ci si trova, vive ugualmente di illusioni.
Nessuna realtà basta all’uomo per stare sempre bene e nessuna realtà impone all’uomo di stare male.
Se ad ogni uomo fosse data la possibilità di scegliere, questi vorrebbe stare sempre bene.
Per ottenere questo risultato è necessario impegnarsi per diventare attori della propria vita e non comparse della vita stessa.
La strada che il Maestro ci mostra ogni giorno, attraverso la pratica del suo vivere, insegna a rispettare se stessi e la vita . .
Rispettare se stessi vuol dire elevare il proprio tempo al di sopra della banalità, perseguire uno scopo nobile e se possibile trovare una Guida da seguire che funga da esempio lungo la Strada, combattere la negatività dentro se stessi in ogni istante, coltivare pensieri positivi, non dare spazio a quelli negativi . . . purificare la propria mente per vivere una vita più serena e corretta.

Dhanly