martedì 8 dicembre 2020

Senza titolo...

 

 

 

 

 -Ciao Sara come stai?-
-Ciao cara, sto bene e tu, come va da quelle parti?-
-Va bene dai se non fosse per questo dannato virus! E li, com'è la situazione, raccontami un po'!-
-Qua in Tunisia un disastro proprio; alberghi, bar, ristoranti, negozi... tutto chiuso!-
-Oh, non pensare che qua in Italia sia meglio, parecchi negozi e ristoranti non riapriranno più e gente senza lavoro...-
-So che non è una gara a chi sta peggio ma gli italiani possono ritenersi fortunati sai?!-
-A sì, e perché?-
Ecco, la riflessione che segue è partita da questo dialogo. La risposta al perché è che in Italia ci sono tantissimi ammortizzatori sociali che qua mancano. Qua non c'è ne cassa integrazione ne sussidio di disoccupazione, niente bonus  ne Naspi, nulla di nulla. Perciò quando uno resta senza lavoro rimane senza nulla. La situazione tunisina è disperata e l'arrivo del freddo non aiuta. Sulle montagna è nevicato e la gente non ha di che riscaldarsi. E attenzione e non ammalarsi perché la sanità pubblica è pessima mentre quella privata è proibitiva.
Giorni fa siamo rimasti bloccati da una protesta, tronchi e vetri per strada, tutti fermi. Sapete perché la gente era così arrabbiata?

Perché voleva l'acqua potabile visto che dai rubinetti non esce più nulla da settimane, ed ecco perché sulla strada, poco prima, abbiamo visto l'unica fontana presa d'assalto.
In un'altra zona c'è stata anche una razzia ai camion che trasportano le bombole del gas perché non possono permettersi nemmeno quello.  Niente per cucinare e nulla per scaldarsi. Pure i boschi stanno scomparendo, (quei pochi che ci sono) perché le donne vanno a tagliare gli alberi per avere almeno il fuoco. Vivere nel primo mondo fa dimenticare quanto può essere difficile sopravvivere nel terzo... solo un misero numero si frappone tra i due ma basta per creare distanze abissali. I poveri aumentano e la tensione è alta. Io me la cavo con un po' di tristezza, ma in fondo gli italiani che vivono qua possono considerarsi benestanti, pur con la loro "misera" pensione. 


C'è un uomo che incontro spesso, va in giro con un povero carretto trainato da un ancor più misero asino. Il suo lavoro consiste nel rovistare nei cassonetti alla ricerca di bottiglie, carta, vetro e tutto ciò che si può riciclare e vendere. Lo incontra anche Tomo quando va al lavoro e lo rivede alla sera quando rientra. Setaccia tutti i cassonetti, non ne salta uno, ci entra dentro e cerca. A guardia del carretto c'è la sua bambina che ora avrà quattro anni, ne aveva due quando l'ho vista la prima volta. Il suo compito è tenere le redini dell'asino e mettere in tasca le monete che qualche anima a volte dona. Dire che è sporca è voler sminuire il concetto, e da non credere, suo padre lo è ancora di più! Due anni fa, quando lo vidi la prima volta era un uomo alto, vigoroso e in carne, ora è così emaciato che ho l'impressione che siano i vestiti lerci a tenerlo in piedi, sembra perfino che sia diventato più piccolo. Eppure dovreste vedere il suo sguardo, ha una tale dignità che mi fa vergognare di appartenere ad una categoria privilegiata ma che purtroppo non sa di esserlo e non fa che lamentarsi. Sorride con i suoi occhi tristi alla sua piccolina chiacchierando con lei tutto il tempo e lei di rimando lo guarda come si ammira l'uomo più importante della propria vita. Guardarli spacca il cuore ma nello stesso momento da quella crepa entra tanto calore e tanta pace poiché da quell'immagine traspare solo amore...

Perché ho raccontato questo? Non so, mi è venuto così di getto. L'intenzione principale era solo raccontare una situazione, per poi però arrivare a descrivere chi quella circostanza la vive.
Perché se è vero che la propria vita va misurata col proprio metro, male non farebbe usare i parametri altrui, solo per apprezzare ciò che si ha e alla fine sentirsene grati...

Sempre io e sempre Vostra


Immagine nel web

23 commenti:

  1. Tocca il cuore il tuo racconto. Grazie. Che si può fare... e quanti ce ne sono. Dici bene, almeno imparare a non lamentarsi

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  2. Grazie, sei gentilissima!
    Cosa fare? Ti dirò che le mie esperienze passate nei paesi del terzo mondo mi hanno insegnato che ogni popolo ha le sue battaglie da combattere e ogni interferenze può danneggiare la giusta evoluzione. Lo so che sembra menefreghismo ma non lo è...
    Per quanto riguarda noi è proprio come dici tu, dovremmo apprendere e ringraziare ogni giorno!

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    1. "Ogni popolo ha le sue battaglie da combattere e ogni interferenza può danneggiare la giusta evoluzione"
      La storia, anche quella recente, è una conferma del tuo pensiero.

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    2. ... eppure sembra che tutti se la scordino, anche se è successo giusto "ieri"...

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  3. che bel post che hai scritto Sara!!!
    Bello, bello, bello...
    Un abbraccio

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    1. Grazie Luigi!
      Un abbraccio stretto stretto a Te!

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  4. L'immagine dell'acqua che non esce dai rubinetti è raggelante.
    Sicuramente la situazione in Italia è migliore che in altri luoghi.

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    1. Tutta la situazione è raggelante e ho paura che questa polveriera prima o poi esploda. Sai com'è: riduci un uomo alla fame e farai di lui un ladro...
      l'Italia a confronto è il paradiso.

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  5. Buonasera Sara. Mi ha molto colpito il tuo racconto.
    Spesso non ci rendiamo conto di come si vive in altri luoghi del mondo.
    Volevo chiederti se posso segnalare questo tuo post da me, nel mio blog.
    Se non vuoi non preoccuparti però. È solo che credo sia importante ciò che hai scritto. Ciao.

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    1. Ciao Pia, ben trovata!
      È vero, a volte non ci si pensa, non lo pensavo neppure io prima di iniziare a girovagare. Poi esperienza insegna e si cerca di farne tesoro per poi condividere con chi ha voglia di ascoltare.
      Certo che puoi se ti fa piacere, anzi, mi fa felice!!
      Un abbraccio e a presto!

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    2. Ciao Sara. Volevo solo avvisarti che ho scritto di te da me. Abbraccio grande.

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    3. Sono corsa subito... wow che presentazione, mi hai commosso! Grazie cara Pia, mi sento onorata per essere ospitata da Te!
      Un bacio!❤️

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    4. Ma figurati Sara. L'onore è mio, altroché. Bscio a te. 😙

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  6. Ciao, attraverso Pia sono arrivata a te.
    Una verità che spesso facciamo finta di non conoscere,ovvero ci voltiamo dall'altra parte.
    Un post realistico ,un saluto
    Rakel

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    1. Ciao Rakel, benvenuta!
      Pia è stata tanto gentile ad invitare qua i suoi lettori!
      Io sono meno severa, a volte non lo si fa di proposito, ma ceto è che a volte ce lo dimentichiamo. Io ho la fortuna di aver vissuto, negli ultimi vent'anni, prevalentemente in paesi del terzo mondo e questo aiuta a mantenere i piedi ben piantati in terra, ma nonostante tutto anche io a volte mi faccio prendere dalla lamentela facile! Ed è per questo che mi sono ripromessa di scrivere di più... a mia futura memoria!
      Grazie della visita!
      Un abbraccio!

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  7. Che brividi di tenerezza mi hai fatto provare!
    E' vero! La dignità e l'amore sono forze che non fanno distinzioni di ceto. A volte, chi meno ha in fatto di denaro o abiti o cibo, più ha dignità e amore.

    Bisognerebbe togliersi quegli occhiali che noi meno disgraziati abbiamo incollati sugli occhi e poi guardare con attenzione. Osservare! Cappire!
    E smettere di lamentarsi!
    Buon avvento

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    1. Ciao Particia, benvenuta!
      Sì, dovremmo. Ma la quotidianità assopisce e ci impedisce di vedere la realtà. In aggiunta c'è questo malcontento generale che ci fa chiudere ancora di più!
      Ecco perché voglio continuare a scrivere; per me stessa! Perché anche a me, (nonostante io ci viva) serve a non dimenticare!
      Grazie della visita e felici giorni a te!
      A presto!

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  8. Ciao Sara, arrivo a te dal blog di mia sorella Pia.
    Quanti motivi di riflessione ci da il tuo post. Soprattutto ci fa sentire davvero "stupidi" noi fortunati che siamo dalla parte "giusta" del mondo e che sprechiamo tanto di quel tempo a lamentarci di cose banali e insignificanti. Che diamo importanza al futile e scordiamo l'essenziale, quel che si legge dentro lo sguardo di un padre e di una figlia che all'apparenza sembrano non avere nulla e invece hanno tutto.
    Grazie di cuore per il bel post.
    Un abbraccio.

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    1. Ciao Mariella benvenuta!
      È vero, una volta ero ferma ad un semaforo e loro erano vicini a me, lei gli sorrideva mentre lui parlava guardando la strada. Quello che ho percepito è amore e una sorta di complicità. La bimba è piccola ma loro sembrano grandi amici, anime affini!
      Può sembrare sciocco ma io mi sento onorata di poter scrutare le loro vite e grata per l'insegnamento ricevuto!❤️
      Grazie della tua vista e a presto!

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  9. Molto bello il tuo scritto. Tocca cuore e mente e magari riesce pure a far aprire gli occhi

    Complimenti

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    1. Grazie albero, sei troppo gentile davvero, toccare il cuore... wow questo di che è un complimento!
      Grazie ancora e.. benvenuto!!

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  10. Post molto toccante,in Italia tanti si lamentano ,ma non sanno come si vive in altre parti del mondo.Continua a scrivere per diffondere lo stato in cui si vive in Tunisia.OLga

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    1. Molti parlano per sentito dire e ripetono slogan ormai obsoleti, ma il peggio è che ci credono. A chi mi dice le solite frasi fatte dico sempre; andate a vivere in certi posti e poi mi direte!
      Lo farò cara OLga, scriverò molto volentieri!!
      Grazie delle tue parole e benvenuta nel mio angolo di vita!
      A presto!

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