sabato 21 settembre 2019

Guidare in Tunisa, una serie di no sense che vi manterranno vivi!



Bene, oggi voglio scrivere di tunisini alla guida che, nonostante loro la pensino diversamente,  il meglio che possono fare è un completo disastro!

Sul serio, quanto ci si butta nel traffico si capisce già che qui le regole le fa chi è al volante e ognuno fa ciò che gli viene in mente. In virtù di questo, è normale trovare tutto ciò che non pensereste mai trovare, nemmeno con tutta la fantasia possibile!
Per esempio, potreste trovare auto che camminano sulla stessa carreggiata.
E che c'è di strano chiederete voi, il fatto è che non vanno nel tuo stesso verso di marcia e infatti capita di trovarvi con auto che vi vengono incontro e... secondo loro la colpa è solo vostra!

Oppure capita di trovare qualcuno che ha deciso di fare inversione di marcia lo faccia improvvisamente li davanti a voi, un traffico della madonna in una strada da una corsia e tre quarti, facendo millemilla manovre per riuscire a girare quella scatola d'auto. E non pensare di poter dire qualcosa, lo sguardo sarebbe di sorpresa del genere; perché, qual è il problema? Nessuno rispondi tu, fai pure con comodo che tanto noi ci siam presi i popcorn...

Per non parlare delle strisce pedonali, quelle le considero uno spreco di materia prima e di forza lavoro. A meno che ci si butti col rischio di essere travolti, altrimenti nessuno vi farà mai passare! Ma forse un sistema l'ho trovato!
Un giorno io e una signora vogliamo attraversare la strada, facciamo un passettino avanti, poi un altro e un altro ancora e niente, le auto si spostano sull'altra corsia, rallentando il traffico nell'altro verso ma, morire se qualcuno si ferma. Al che io mi metto in mezzo alla corsia e girandomi verso l'auto in arrivo esclamo un e che cazzo! Le auto finalmente si fermano e noi passiamo. Giunte dall'altro lato la donna tunisina mi guarda sorridendo ed esclama un accorato e divertito; e che cazzo!

I semafori! Ecco, anche qua non ho bene capito la funzione. Quando scatta il verde non significa passa pure, no no, vuol dire date fiato alle trombe! Sì perché nel primo nano secondo dalla comparsa del verde inizia una sinfonia di clacson. Non danno nemmeno il tempo ai neuroni di accorgersi che il semaforo è diventato verde, far partire l'ordine, mettere il piede sull'acceleratore e partire. A distanza di un anno non ho ancora capito se in mancanza di clacson riuscirebbero a partire comunque!

I parcheggi. Ah, i parcheggi sono ovunque; per strada, sui marciapiedi, in curva, in doppia, terza e quarta fila. Dove hanno bisogno di fermarsi questi si fermano.
Mi trovavo su di un taxi in una strada a senso unico (qua mi rifaccio anche al primo punto) sulla sinistra macchine parcheggiare, sulla destra moto parcheggiate e di fronte macchine in senso contrario. Il tutto avvolto che un caldo torrido, polvere e una cacofonia di clacson e parole arabe espresse ad altissima voce! Non ci si muove di un centimetro e quando dopo tante male parole e suoni si inizia ad andare, i pedoni iniziano a fare slalom tra le macchine riprendendo così la trafila di suoni e urla avvolti da sudore e polvere!

E a proposito di pedoni. Ormai hanno abbandonato l'idea di passare sulle strisce e così si vendicano. Come? passando in mezzo alle rotonde!
Un spettacolo davvero! Da soli, in coppia, o addirittura in gruppo si buttano nelle rotonde senza senso alcuno; in diagonale, in cerchio o a zig zag ma mai e poi mai in linea retta! E siccome la vendetta deve essere fatta come si deve, la lentezza è una costante. Se la chiacchierano, rispondono al telefono, guadano le farfalle e sorseggiano un tè alla menta.

Per descrivere le rotonde non c'è un modo semplice, anzi, ma devo trovare il modo!
Allora, tu arrivi alla rotonda e non guadi a sinistra per vedere se avviva qualcuno, no, tu entri in rotonda succeda ciò che succeda. Se arriva qualcuno che pensa di avere la precedenza il problema è solo ed esclusivamente suo. Vienimi addosso gli dici con lo sguardo, dai così se mi fai male mi avrai sulla coscienza per tutta la vita. Mi stai dicendo che hai ragione tu? Echissenefrega, la mia vita è sacra e tu lo sai... lasciami passare senza fare storie, nessuno si farà male e vivremo bene entrambi!
Ed ecco che le rotonde diventano il caos allo stato puro, nessuno passa e son tutti immobili. Ritorna la consueta cacofonia; clacson, male parole, afa e oblio! Se ne esce, prima o poi, con estrema lentezza cercando spiragli di passaggio e schivando i pedoni in una mezz'oretta scarsa la rotonda si supera... fino a quella dopo! insomma, le rotonde qua non funzionano come nel resto del mondo... qua hanno una vita tutta loro!

Ma torniamo a parlare dei tassisti. Per una legge tutta loro hanno precedenza su tutto e tutti; se devono svoltare tagliandoti la strada, tu lo devi lasciar passare. Devono fermarsi in mezzo alla superstrada? tu li devi lasciar fermare. Devi entrare nel parcheggio del supermercato e loro sono parcheggiati all'entrata? lasciali li!
Diciamolo, sono dei veri e propri pericoli viaggianti. Se tu stai guidando dietro a loro e il cliente dice ferma qui, loro non guardano se qualcuno arriva o mettono la freccia, ma no,  quella è roba da fricchettoni radical chic. Loro inchiodano e basta, se non vuoi andargli addosso mantieni la distanza di sicurezza! Semplice no?

Insomma, qua vi dovete attenere scrupolosamente al no sense! Se guidate secondo i canoni a cui siete abituati non ne uscirete vivi anzi, ne uscirete con lentezza e morendo male! Perciò improvvisate, inventatevi nuovi modi di guidare e azzardate, avrete la loro stima e arriverete a casa sani e salvi... forse!

sabato 27 luglio 2019

Odiare costa, una nuova pagina per fermare l'odio dilagante. Fermiamolo!

Sono stanca, tanto! Stanca di tutta questa cattiveria gratuita! Gente che insulta con un odio che mi chiedo davvero come si possa conviverci e vivere bene!
Ieri sera mi è capitato di leggere questo screen dovo l'odio è palese e ben radicato! Così tanto che la "signora", Lucia Albacello, in questione mi ha risposto  che "non ho detto nulla di male"... Ecco, scrivono cose simili e nemmeno si rendono conto di cosa hanno scritto!




Da questa sono stata bloccata e so che Sara Bergamin ha cancellato l'account, ma rimangono Daniela Palombo, Annarita, Foschi,Mara Ricrosio, Alessio del''Abate, Patrizia Quercioli, Rosalba Vitale e Cristiano Panella e sono ancora liberi di commentare!
A questo riguardo voglio segnalare una pagina che sta facendo molto. Vi prego di dargli un'occhiata perché l'odio deve avere davvero i giorni contati!
Prendetevi un paio di minuti per leggere e aderite anche Voi a questa battaglia fatta solo di segnalazioni, una guerra che colpisce solo chi odia!

Grazie! 

EDIT; dei sopra citati solo Annarita Foschi ha ancora l'account aperto. Gli altri sono chiusi. Magari ne riapriranno un altro, però ora la loro vita social si è interrotta e chissà, magari  capiranno che non sempre si può dire ciò che si pensa.

Li trovate qua: Odiare ti costa

Da oggi #odiareticosta!
L’ODIO HA I GIORNI CONTATI
FATE GIRARE AMICI
Da ORA ODIARE TI COSTA!
Da oggi non vi consentiremo più di danneggiare impunemente gli altri col vostro odio.
Di offendere, diffamare, calunniare, minacciare, impunemente.
Da oggi i danni arrecati alle vittime di odio su Facebook, Messenger, Instagram, Youtube, vi costeranno.
E non vi costeranno una condanna penale di pochi mesi che vi appunterete al petto come una medaglia.
No.
Vi costeranno denaro, perché agiremo in sede civile.
E sarà un giudice a stabilire con quanto denaro dovrete risarcire la vittima delle vostre azioni.
Perché se il diritto di critica è sacro e inviolabile,
se la libertà di opinione è sacra e inviolabile,
se la libertà di dissenso, anche aspro, duro, netto, schietto, è un diritto sacro e inviolabile, la diffamazione no, l'ingiuria no, la calunnia no, l'offesa no, la minaccia no.
Quelli sono delitti. Anche e soprattutto sui Social.
E arrecano danni.
E quei danni vanno risarciti.
Criticare una donna per le sue posizioni politiche è un sacro diritto.
Augurarle lo stupro è invece un delitto. Criticare una persona perché solidarizza con i migranti è un sacro diritto. Insultarla, accusarla senza prove di qualche crimine, calunniarla è invece un delitto.
Criticare un omosessuale per le sue idee è un sacro diritto: insultarlo, offenderlo, ingiuriarlo, augurargli o promettergli violenza no.
Quello è un delitto. È un danno.
E si paga.
Fino a oggi le vittime di questi delitti sono state lasciate sole.
Adesso basta.
Adesso facciamo da noi.
WildSide e Tlon hanno messo in piedi un gruppo di avvocati, filosofi, comunicatori, investigatori privati, informatici forensi che raccoglieranno le vostre segnalazioni.
Se siete stati diffamati, offesi, calunniati, minacciati sui social inviateci il LINK (non lo screenshot, ma il link) del post incriminato al seguente indirizzo:
odiareticosta@gmail.com

Ci occuperemo noi di tutto.
E faremo in modo che il danno d'immagine e di reputazione che avete subito vi sia economicamente risarcito.
Da oggi non siete più soli, da oggi cambia tutto: saranno le vittime a far valere i propri diritti, e saranno i colpevoli a pagare di tasca propria i danni arrecati.
È il momento di cambiare il modo di vivere i Social.
Se non lo cambiano loro, allora lo cambieremo noi.
Da oggi #odiareticosta
Cathy La Torre

venerdì 26 luglio 2019

Trentatre trentini tornarono a Trento... a no, questa è un'altra storia!!

La sera prima c'era stato un temporale. Veramente per tutto il mese  il cielo aveva buttato tanta acqua,  un luglio freddo e piovoso a dispetto di quelli che, tempo prima, avevano detto che la scelta del giorno era sbagliata...
-Troppo caldo e i tuoi ospiti non saranno contenti!- Mi dissero in molti, ma noi non abbiamo ascoltato, quando mai lo abbiamo fatto!

Sono le sette di mattina e per prima cosa corro alla finestra. Scosto le tende che rendono buia la mia stanza e vedo che il sole è già alto, il cielo è terso, di un azzurro da togliere il fiato! Apro le finestre e l'aria che entra sa di pulito e fresco.... bello!
Suona il campanello e mamma fa entrare l'acconciatrice, il vociare al piano di sotto me lo conferma.
Mi attardo ancora un attimo in quella che è stata la mia stanza per gli anni dell'adolescenza.
Guardo il cuscino che ha asciugato tante lacrime e ascoltato tanti sospiri. Su quella scrivania ho scritto il mio diario, sdraiata sul quel letto ho aspettato  le sue chiamate e ascoltato la musica quando lui non c'era.
In quella stanza lui non c'è mai entrato, ora sorrido  al pensiero dei divieti che c'erano in quell'epoca lontana.
Mia  sorella non c'è, dev'essere giù con mamma, ora questa stanza resterà tutta per lei... con sua grande gioia! 
Di sotto sbatte una porta, ora anche mio padre è in casa, sento che parla con mio fratello. Voci che ho sentito per tanti anni, e che non sentirò più. Si ride, è una bellissima giornata e i cuori sono allegri c'è davvero di che festeggiare!

Guardo il mio vestito sulla gruccia, un vestito bianco di cady di seta e pizzo e li vicino, sul comodino i fiori che metterò nei capelli, ed ecco che  l'emozione inizia a prendermi!
Il pensiero corre a lui che ha deciso di condividere il resto della sua vita con me. Anche lui come me crede al "per sempre". Il nostro è un amore puro, puro nel vero senso della parola, ci siamo mantenuti così aspettando la persona giusta e  il grande giorno, anche questo mi da emozione e in fondo anche un poco di paura.
Lo amo tanto e le mie aspettative sono alte. La vita mi darà modo di scoprire che le aspettative alte richiedono anche molto impegno e la stessa mi darà la prova che la scelta è stata quella giusta!

Sento profumo di caffè, ora devo scendere, la mia famiglia mi sta aspettando.. mi concedo un ultimo sguardo e non un ultima emozione... tra qualche ora mi sposo!

Da quel giorno sono passati ben 33 anni... tanta roba vero?
Auguri di buon anniversario Tomino bello!

venerdì 5 aprile 2019

... e questo mi rende davvero felice!



C'è una cosa che mi rende davvero tanto tanto felice; è che per quanto tu ci provi con la tua cattiveria il tuo disprezzo e la tua voglia di annientare chi è diverso da te, non esisterà mai la razza pura, rassegnati perché non è mai esistita e nonostante te, continuerà a non esistere.

Uscendo dai confini della propria mente scoprirà la bellezza del mondo in tutte le sue sfumature e ne verrà conquistato. La gente continuerà a cercare nuovi orizzonti, si innamorerà di altri colori e di altri odori. 

Non sarai tu così schifato dalla diversità e non sarà nemmeno tuo figlio, ma magari sarà tuo nipote che lontano dal tuo pensiero lo farà. 

E allora il mondo sarà bello perché la razza pura, così radicata nel non-cambiamento, smetterà di esistere; non ci sarà "la mia terra" o "il tuo posto"... ci sarà un solo ed unico luogo dove le tue parole di disprezzo per il diverso cesseranno di esistere e non esisterà nemmeno più il ricordo della tua esistenza e sopratutto delle tue parole.

E quel giorno io sarò lì, insieme a te in un'alta vita e un altro involucro a godere di quel tempo dove il mondo sarà di un'unica bellissima sfumatura di beige e con occhi a mandorla, e sì, sarà bellissimo rivederti e riconoscerti... proprio in quei tratti che tu oggi odi tanto!
See you later! 😉

venerdì 1 febbraio 2019

Come tutto cambia.



Ed ecco che tutto prende un'alta luce.
O forse il tutto prende un'altra direzione.

Martedì stavo passeggiando con la mia bici che ad un tratto un pullman di quelli doppi e belli lunghi accosta per fare la sua fermata. L'autista non mi vede (?) e mi stringe, mi stringe e mi stringe... finché mi batte contro e io cado. Sono alla fine del pullman, per fortuna, quando cado rovinosamente in mezzo alla strada. Sinceramente il mio pensiero erano la ruote, in quei lunghissimi secondi ho pensato che potevo davvero finirci in mezzo e invece mentre mentalmente dicevo cazzocazzocazzocazzo il pullman finiva e io rimanevo libera di cadere.

Non è stato un incidente grave, non ho visto angeli o la mia vita passarmi davanti, nulla di tutto ciò, ma quello che ricordo, oltre uno fottuto spavento era la situazione surreale che si stava creado. Sono a terra e guardo il pullman che non raccoglie le persone; si ferma, ma appena si rende conto che sono a terra, riparte. Un ragazzo che sta prendendo la sua corsa mi guarda indeciso se aiutarmi o meno ma opta per venire da me. Mi da la mano e sorreggendomi mi accompagna sul ciglio della strada, si assicura che io stia bene, due donne (anche loro lasciate senza la loro corsa) mi parlano concitate in arabo ma io non capisco nulla.
Arriva il titolare della lavanderia lì di fronte con una bottiglia di acqua e qualcuno mi aiuta a bere perché tremo troppo per farlo da sola. Mi chiedono se sto bene, o almeno credo, sono tutti arrabbiati con il loro stesso popolo e sento anche qualche parolaccia in italiano. Ma io non voglio che si insultino, l'imbecille è stato l'autista del mezzo, mica il popolo tunisino.

E io son li, sola, non capisco cosa devo fare, non riesco a comunicare e tutti si agitano intorno a me.
Poi arriva il titolare di un bar con un'altra bottiglia, capisce la mia difficoltà nel capire e allora mi parla in inglese. Mi chiede se non c'è nessuno che possono chiamare, se ho amici che possono venire. Rispondo che no, qua, non c'è nessuno e che mio marito è a Tunisi ma voglio chiamarlo io. Ci provo e  con non poche difficoltà riesco a rintraccialo. Gli dico che non mi son fatta nulla di grava e di stare pure li.
Il ragazzo insiste che dovrei chiamare la polizia per denunciare, io mi chiedo se possa servire e lui dice che sì, serve per me, per loro e per tutti. Io so già che nessuno si presenterà ma lo lascio fare.
Un'altro pullman arriva e la gente che aveva perso la corsa precedente sale e se ne va.
Io ora rimango davvero sola.

Sono seduta su quel muretto e il dolore inizia ad arrivare; il ginocchio si gonfia e la botta all'anca inizia a farsi sentire. Il dolore alla spalla, quello arriverà in nottata.
Sì, sono seduta su quel muretto, ho freddo, sono dolorante e aspetto. Aspetto solo per rispetto di chi ha chiamato e forse anche perché le gambe non sono ancora del tutto stabili.
Il ragazzo del bar torna al suo lavoro, il signore della lavanderia ha clienti e le donne, dopo essersi assicurate di nuovo che io stessi bene e dopo avermi dato tutte le benedizione del caso,  prendono un taxi e se ne vanno anche loro.

Ma la cosa che ricordo in assoluto di più è la totale e completa solitudine! Sono totalmente sola in un continente dove non conosco nessuno e non capisco una sola parola, ma invece di sentirmi smarrita... mi sento stanamente libera! Mi guardo attorno e mi rendo conto solo in quel momento di quanto io sia davvero libera... solo libera e sopratutto forte!

La polizia non arriva e io ho solo voglia di andare a casa. Saluto il signore della lavanderia e restituisco la bottiglia, ringrazio, dico che vado a casa perché non ha senso rimanere ad aspettare qualcuno che non verrà e con la mia bicicletta, anche lei ammaccata come me vado. Cammino appoggiandomi a lei, e con calma e lentezza mi avvio verso casa.

Non sono per niente arrabbiata, anzi, mi sento grata di questa piccola ma (per me) grande, grandissima prova. Non ho provato panico, rabbia o disappunto, ho solo sentito questa grande forza entrare in me, forza che molti mi hanno sempre attribuito ma dove io probabilmente non avevo mai interiorizzato.
Non ho detto niente a nessuno, sul momento non avevo voglia di attirare troppa attenzione, anche perché non si sa mai come uno legge ed essendo lontana non aveva senso mettere in allarme chi mi vuol bene.

Ma ora, mentre stavo seduta sul mio divano, mi è venuta quella irrefrenabile voglia di scrive le sensazioni che questa vicenda mi la lasciato... E' ancora tutto molto strano e forse ancora non lo riconosco ciò che sto sentendo, ma è una sensazione che sa di buono... di appagamento e di grande ricchezza!

Un abbraccio a tutti e... che la forza sia con Voi! 😉



Credit immanine https://goo.gl/K2aVRR