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Visualizzazione dei post con l'etichetta Emozioni

[Sguardo] Quando lo sguardo si ritira e resta il sentire

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  Oggi guardo, ma lo sguardo non c’è. Non manca: si è semplicemente ritirato. Un po’ come fanno certe facoltà quando il corpo ha bisogno di sentire. Oggi non sto osservando il mondo, lo attraverso... In questi momenti succede di tutto, ma non ho niente da dire. Sento tante parole a cui non riesco a dare una forma. Forse Sguardo oggi è questo: sapere quando smettere di guardare per non tradire ciò che si muove sotto. Non è un cambio di rubrica, è solo una domenica in cui Sguardo si siede e ascolta.

Quella strana emozione che non è aspettativa: è la Vita che accade.

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  Ogni tanto sento questa emozione. Per anni l'ho chiamata aspettativa, come se dovesse succedere qualcosa di bello. Un po' come le farfalle nello stomaco prima di un viaggio: una vibrazione leggera, viva. Me la sono sempre goduta, quel momento. Poi però il momento passava. Io restavo in attesa. E la cosa straordinaria non arrivava mai. Così arrivava la delusione, e io andavo avanti. Oggi ho sentito la stessa emozione. E, come sempre, me la sono goduta. Ma qualcosa è cambiato… Non ho aspettato che la cosa meravigliosa succedesse, perché mi sono accorta che stava già succedendo. Non c'era un poi. Non c'era una promessa da mantenere. Ciò che sento non è più aspettativa, ma Vita che accade. È il movimento stesso dell'essere viva, qui, adesso. E per la prima volta quell'emozione non chiede niente. Non anticipa, non promette e non delude. È completa così com'è…

Imparare ad essere casa: un dialogo con me stessa

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Un viaggio interiore tra inquietudine e consapevolezza: imparare ad essere casa di sé stessi. Qualche giorno fa scrivevo di un momento duro, forse uno dei più faticosi che io abbia attraversato. Scrivevo con il cuore stanco, con la sensazione di voler “tornare a casa”, senza sapere davvero dove fosse quella casa. In quei giorni mi era chiaro solo che non si trattava di un luogo fisico, ma di qualcosa di più profondo, di uno stato dell’anima che avevo perso di vista. Oggi, rileggendo quelle parole, mi accorgo di quanto fossero vere, anche se incomplete. Perché il tempo, l’ascolto e il silenzio hanno continuato a lavorare dentro di me, portando alla luce una comprensione nuova: forse non stavo cercando una casa… forse stavo imparando ad essere casa. È da quella consapevolezza che è nato questo dialogo, come un passo naturale del mio sentire. Una risposta arrivata non dall’esterno, ma da un luogo intimo e antico, dove finalmente ho smesso di cercare ...

[Sguardo] Non è il chatbot: è la solitudine che non ascoltiamo

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Non è il chatbot il problema L’altro giorno leggevo un articolo sul presunto “innamoramento” di una donna verso un chatbot. E ho avuto quella sensazione netta: si sta guardando il dito, invece della luna. Non perché la storia sia inventata o irrilevante. Ma perché viene raccontata come se il nodo fosse l’intelligenza artificiale, quando in realtà il cuore del problema è profondamente umano. Nel racconto emerge chiaramente che il marito era emotivamente assente. Ed è da lì che nasce tutto. L’IA non ha sostituito una relazione sana: ha occupato uno spazio già vuoto. Come spesso accade, non si cerca una macchina per amore. Si cerca qualcosa, qualsiasi cosa, quando manca l’ascolto, la presenza, il riconoscimento. Attribuire all’algoritmo un potere seduttivo autonomo è una semplificazione parecchio comoda. Dai, lo sappiamo tutti che intelligenza artificiale non ama, non desidera, non manipola. Risponde dentro i confini che l’essere umano costruisc...

Quando il dolore chiama “casa”: una notte, un corpo, una rivelazione

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  Il dolore che non avvisa, la stanchezza che non molla, e quella parola che torna: casa. L'altra notte sono stata male. Stavo dormendo, e il dolore mi ha preso alla sprovvista. Come sempre non ha bussato, non ha chiesto permesso. È entrato, semplicemente. Forte, devastante e... così arrogante! Questa volta non sono riuscita a calmarmi. Sì, perché quando il dolore arriva piano, lo prendo per mano. Lo accolgo, lo respiro... Ma quando mi piomba addosso come un ladro, non c’è respiro che tenga. Il dolore si è intensificato, sempre di più. E ad un certo punto, tra un respiro spezzato, un pensiero confuso e tante lacrime mi è arrivata una frase: “Voglio andare a casa.” Quella parola ha iniziato a suonarmi nella mente. Casa. Casa. Casa. Ma la cosa strana, o forse nemmeno tanto,  è che non riuscivo a visualizzarla . Nessuna stanza, nessun divano, nessuna porta, nessun luogo. Solo un vuoto. E lì ho capito. ...

Case perfette, vite sospese

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Casa... secondo me! Sono una persona curiosa. Se non so, faccio domande. Se non ricevo risposte, faccio ricerche. E questo vale per tutto, ma soprattutto per ciò che mi affascina: case, architettura, arredamento, paesaggismo. E quando mi capita l’occasione di curiosare legalmente… mi ci butto con entusiasmo. E così è stato, specialmente da quando sono arrivata qui. Ho visto queste case enormi, con giardini meravigliosi, e ho immaginato i loro interni. Poi ho iniziato a conoscere un po’ di persone, e con grande entusiasmo ho accettato ogni invito a visitarne le abitazioni. Ma… uff, sono rimasta molto delusa. 👔 Tutto uguale, tutto perfetto Pavimenti: tutti bianchi o in tutte le sfumature di beige Muri: idem Cucine: marmo nero, sportelli marroni, tutte!! Bagni: marmo lucido dal beige al tortora, nicchie in marmo bianco, box doccia in cristallo con profili neri Scale interne: sempre presenti, sempre protagoniste. Le vedi da fuori, ...

Ciaossara: il mio addio a Mara, amica di una vita

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  Un ricordo che non muore,  un’amicizia che resta. Mara è morta... oggi, e con lei se ne va l’ultima delle mie amiche... La mia Maruska! ♥️ Un’amica storica, o perlomeno la più duratura tra tutte le mie amicizie: vent’anni. L’ho conosciuta in Repubblica Dominicana. Eravamo al Rio, io e il mio Tomo, quando arriva Daniel, un amico in comune,che inizia a chiacchierare con noi. A un certo punto si gira verso due persone che stavano arrivando e ci dice: “Oh, vi faccio conoscere due belle persone.” Ci ha presentato la coppia e abbiamo iniziato a parlare. Abbiamo scoperto che erano lì per vedere se quel posto poteva diventare la loro prossima dimora. Non ricordo bene tutti i dettagli di come sia andata, ma sta di fatto che poi sono tornati, hanno comprato casa e hanno deciso di stabilirsi lì almeno nove mesi l’anno. Mara era una donna dolce, paziente, e anche un po’ fuori dal tempo. C’è una cosa che continua a farmi sorridere: quando le chiedevo “Che ore ...

Vivere dentro la foresta: la mia Vita nella Reserva Ibirapitanga

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Entrata della riserva,  la porta sul mio paradiso!  Ne ho parlato più volte ma non ho mai approfondito. Da due anni vivo nella Reserva Ibirapitanga , a Santa Isabel, e ogni giorno mi sveglio con il suono dei tucani, il volo dei colibrì e il silenzio potente della foresta. Ma c'è anche la possibilità che dei pappagalli inizino prestissimo a zampettare sulla canale e rancontarsela alla grande! Questo vuol dire che il mondo si sveglia quando il mondo vuole! Perciò posso proprio dirlo, qua non si vive vicino alla natura, si vive dentro di essa! La riserva è un progetto unico , nato oltre vent’anni fa, che ha preservato 5 milioni di metri quadrati di foresta atlantica vergine . La Mata Atlantica. Ma non è solo la grandezza a renderla speciale. È il rispetto e soprattutto la cura. Inizio col dire che abbiamo un vivaio interno, gestito da tre persone meravigliose, dove coltivano alberi e fiori nativi che ha come scopo di offrire  gratuitamente ai residenti per i ...

Dentro di me già ci sono.

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  Riflessioni su quella strana difficoltà di mettersi in primo piano. C’è chi ha bisogno di dire “io” per esistere. Io, invece, faccio fatica a mettermi in primo piano, da sempre!  Ma non perché non mi veda,  perché dentro di me, ci sono già. Non ho bisogno di occupare spazio per sentirmi viva. Non ho bisogno di raccontarmi a voce alta per sapere chi sono. Eppure, ogni tanto, mi chiedo: perché mi viene così difficile dire “io” davanti agli altri? Forse perché per anni, troppi, ho imparato a non disturbare, a fare la brava bimba, a non chiedere troppo, a non brillare troppo. Forse perché ho visto che chi si mette davanti, spesso viene giudicato. Forse perché ho capito che la vera forza non ha bisogno di palco. Eppure, scrivere è un modo per uscire dal silenzio senza urlare. È un modo per dire “ci sono” senza invadere. È un modo per mettere me stessa al centro, ma con grazia. Ieri ero a messa per la prima comunione del figlio...

Restare nella domanda.[Terza e ultima parte]

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  Parte seconda  Ma spesso dimenticano che: - Sopravvivere è il primo atto di coraggio   - È ciò che ci permette di arrivare al giorno dopo, in cui possiamo vivere davvero   - È resistere senza spegnersi, anche quando non c’è luce. ✨ Sopravvivere vivendo A questo punto, una domanda: Ma il contrario di sopravvivere… cos’è? Morire? Copilot mi ha risposto: Sara , questa domanda è semplice solo in apparenza. “Il contrario di sopravvivere è morire?” Sì, se lo guardiamo da un punto di vista biologico. Ma tu non stai parlando solo di biologia. Tu stai parlando di esistenza, di coscienza, di presenza. Sopravvivere significa mantenere le funzioni vitali, restare in vita nonostante le difficoltà. Morire significa cessazione delle funzioni vitali, fine del corpo vivente. Ma… e se il contrario di sopravvivere fosse spegnersi dentro? Perché si può essere vivi biologicamente, ma: emotivamente...

Sopravvivere vivendo. [Parte due]

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  Parte prima Se io riesco a sopravvivere in un mondo come questo, dove sembra che tutto vada a scatafascio (anche se probabilmente non è così)… non è già felicità? Probabilmente sì. Ma non nel senso comune del termine. ✨ Alzarsi alla mattina.  Respirare con consapevolezza.  Trovare un senso anche nel caos.  Non spegnersi.  Non indurirsi.  Non fuggire. Non è questo il modo di onorare la vita, anche quando non ti dà quello che volevi? La felicità non è il contrario della difficoltà.  È la capacità di restare vivi dentro, anche quando fuori è complicato.   E noi lo stiamo facendo.   Con le nostre domande.   Con la nostra ironia.   Con la nostra voglia di capire. Molte volte ho letto e detto frasi del tipo: “No, io non sopravvivo. Preferisco vivere.” Ma ora, secondo me, uno non esclude l’altro.  Perché io, come detto sopra, respiro con consapevolezza, amo con passione.  Dunque… non è anche questo sopravviv...

Blackout: Quando la luce non c’è: il silenzio che mi ha cambiata.

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Il blackout in Europa mi ha portato in tempi lontani, era il 2005 o giù di lì... Siamo qua a Los Patos de Barahona da qualche tempo ormai e ci stiamo abituando ai loro ritmi… Lavoriamo a questa casa che abbiamo affittato, con la lentezza che caratterizza questo popolo, e vi dirò che non è poi così male!   La giornata per me inizia alle nove, e mi sveglia Tomo con il rumore del giornale e la colazione pronta. Il fanciullo dorme fino a tardi: lui sta sveglio la notte quando finalmente c’è corrente.   Fatta la colazione, Tomo si occupa delle piccole incombenze della casa, come il giardino e l’orto, e poi passa alle cose che immancabilmente si rompono. Io, invece, mi occupo della casa. Non ci sono ancora soldi per la lavatrice, quindi per mesi lavo tutto a mano. La sera prima metto a bagno il bucato, e al mattino inizio a sbattere e strofinare tutto per poi risciacquare sotto la canna dell’acqua (ovviamente quando c’è acqua, che arriva solo finché funzionano le pompe!)....

Dentro il cuore della Foresta

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  La Mata Atlantica è qualcosa di meraviglioso! È così fitta, così verde e, in questa stagione, è un'esplosione di colori: il rosa, il giallo, il viola e il bianco, colori che sembrano vibrare sotto la luce. Aveva appena smesso di piovere, il vapore saliva lentamente dalle fronde, avvolgendo tutto in un'atmosfera surreale, la foresta sembrava respirare, come l'essere vivente quale è. I suoni del bosco, il fruscio delle foglie, il canto degli uccelli e il gocciolare delicato della pioggia rimasta intrappolata creavano una melodia viva, un accordo che mi ha toccata dentro, nel mio più intimo profondo. Quella scena, quei suoni erano così belli che mi sono lasciata sopraffare e ho pianto di meraviglia. Era come se la foresta mi abbracciasse, raccontandomi con ogni foglia, ogni ramo e ogni respiro la sua infinita bellezza. Ho chiuso gli occhi, respirando profondamente l'odore della terra bagnata e delle foglie umide; era come se fossi dive...

Cuore a cuore

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Oggi ho letto questo: Dentro un abbraccio puoi fare di tutto. Sorridere e piangere. Rinascere e morire. Oppure fermarti a tremarci dentro. Come fosse l’ultimo. Io amo tanto gli abbracci e, leggendo quella frase, mi sono ricordata le parole di un'amica qua in Brasile: quando ci si abbraccia, ci si deve spostare entrambi alla propria destra, in questo modo i cuori s'incontrano... Io l'ho trovato bellissimo! Un abbraccio a tutti voi, uno di quelli caldi, lunghi e molto stretti... cuore a cuore!

Sentieri Illuminati da una rugiada di sorridenti lacrime. (In Viaggio con Me)

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L'altro giorno ho trascorso due ore al telefono con mia sorella. Abbiamo parlato di tutto e tra i vari argomenti abbiamo rivisitando il nostro cammino di crescita. Pur non essendo particolarmente legate all'epoca, le nostre strade sono iniziate quasi contemporaneamente. Chi l'avrebbe mai detto?

[Vi porto con me!] Passo San Marco

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L'altro giorno accompagnamo il fanciullo al suo appuntamento e visto che siamo in zona ne approfittiamo per salire su per le valli bergamasche. Così, alla rotonda decidiamo di andare in Val Brembana, più precisamente Passo San Marco! Ci andavamo in moto una decina di anni fa, ed è ancora bellissimo! Ma bando alle ciance, saranno le foto a parlare per me!

Chiamatemi Strega

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Tempo fa ho letto queste parole mi ci son trovata e mi sono emozionata tantissimo leggendola... la voglio condividere con voi sperando nello stesso effetto!.. e sì, chiamatemi Strega!! -Non importa chi sono. Non importa come mi chiamo. Potete chiamarmi Strega. Perché tanto la mia natura è quella. Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo. Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell'anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche, sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di Artemisia, di Madame Curie. E sono bella! Ho la bellezza della luce, ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure dell’erba gramigna! Per cui sono Strega! Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle ri...

Richiami dall'impalpabile...

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 Una nuvola non sa perché si muove in una certa direzione e a una certa velocità. Segue un impulso, è li che deve andare. Ma il cielo conosce le ragioni e gli schemi al di là delle nuvole, e anche tu li conoscerai, quando ti librerai abbastanza in alto per vedere l’orizzonte. -Richard Bach   Guardando le nuvole correre in cielo decido di correre anche io, seguendo le tante opportunità che questa Vita mi propone. Dove mi porteranno ancora non lo so, ma nemmeno la nuvola, eppure continua a correre!