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Visualizzazione dei post con l'etichetta Curiosità

Dal “tudo bom” al silenzio finlandese: quando le parole raccontano i popoli

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  Un viaggio tra rituali linguistici: la prolissità brasiliana e l’essenzialità nordica. Un viaggio tra rituali linguistici: la prolissità brasiliana e l’essenzialità nordica. Poco fa ho letto che in Finlandia non si usano i nomi propri. Curiosa, mi sono fiondata sull’articolo per capire quale strana usanza ci fosse in quel meraviglioso paese. Poi però mi sono ricordata che anche dove vivo c’è un modo tutto particolare di comunicare. Qui non si bada al risparmio di parole: la prolissità è un’arte, un’abitudine, quasi un obbligo sociale. Prendiamo il celebre “tudo bom?” . Si incrocia una persona per strada e la formula è sempre la stessa: “Bom dia, tudo bem?” . La risposta, altrettanto obbligatoria: “Tudo!” . Dal macellaio la scena si ripete: lui ti accoglie con un “pois não” (anche qua bisognerebbe farci un articolo perché pois não letteralmente significa poi no , Ma viene usato come un "mi dica") e tu, diligente, rispondi: “Tudo bom? Preciso ...

Cittadina del mondo? Work in progress, e non me ne vergogno

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Mi sono sempre sentita una cittadina del mondo, fiera di esserlo. Ma ho sempre mentito a me stessa e agli altri. Essere cittadini del mondo significa adattarsi, e io non sono così, almeno non più. Ho visto un documentario su un Paese africano e il mio pensiero è stato: no, non ce la posso fare! Non riesco proprio a immaginarmi a vivere in una favela, una baraccopoli o, peggio ancora, una bidonville. E allora, che tipo di cittadina sono? Certo, sono riuscita ad adattarmi quando sono stata nella Repubblica Dominicana, senza acqua e corrente per giorni, ritrovandomi a dover lavare i panni al fiume, salendo sulle guague da nove posti e stando in venticinque, con galline in gabbia e pesci appesi agli specchietti. Oppure al nord del Brasile, dove dovevo dormire sotto la zanzariera per evitare che le blatte volanti si unissero a me nel letto. Tuttavia, non ho mai vissuto in certi contesti, e credo che non ce la farei mai! Forse, e dico forse, dovrei trovare un altro aggettivo ch...

Havaianas, la storia delle ciabatte più famose al mondo (Curiosità)

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Nel 1962 nasce Havaianas. Un sandalo ispirato al sandalo giapponese Zori, un  sandalo con suola in paglia e nastri in tessuto. All'inizio l'attenzione si concentrava sulle sue caratteristiche funzionali e nient'altro. Che poi, le Havaianas non hanno mai nascosto le loro umili origini, ma già nella scelta del loro nome c'era una certa ambizione: i sandali dovevano vestire i piedi delle 'ragazze hawaiane' che camminavano scalze, nello stato americano più desiderato del mondo stagione per le sue spiagge.     Il prodotto Havaianas era prodotto con suola in gomma e cinturini, mentre questa suola conteneva una trama che imitava la suola in paglia di riso di Zori. Insomma, era un prodotto economico, funzionale, di qualità, in un paese caldo e popoloso come il Brasile, è bastato questo per garantire il successo fin dall'inizio. Le prime pubblicità delle Havaianas sono state realizzate con storie che mostravano le famiglie brasiliane utilizzando il prodotto. G...

Cose e storie che puoi trovare in Brasile (Curiosità)

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 Il Brasile rimane per me uno dei paesi più belli del mondo, noto per le sue bellissime spiagge, la splendida Amazzonia, i frenetici carnevali e molto altro ancora. Il paese sudamericano ospita una popolazione di oltre 214 milioni di abitanti e la maggior parte parla il portoghese come lingua principale. Ho deciso di fare un elenco che esplora alcune delle attrazioni turistiche più uniche, le meraviglie naturali, i cibi e altre caratteristiche autoctone che puoi trovare solo in Brasile. Ne ho vissute molte, ma mi piacerebbe conoscerle tutte personalmente; spero che l’universo mi dia il tempo necessario!

Il primo volo delle farfalle: un piccolo miracolo della natura (Curiosità)

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    Ieri pomeriggio, sulla terrazza di casa, mi godevo la brezza leggera e la danza degli alberi mossi dal vento. Un momento di pace assoluta, in cui mi sentivo immersa come se il mondo avesse deciso di rallentare. All’improvviso, un rumore insolito ha catturato la mia attenzione. Mi sono voltata e ho visto delle farfalle rincorrersi in una coreografia disordinata eppure affascinante. “Che strano”, ho pensato, sorpresa e incuriosita. Ho chiamato mio figlio e, con un sorriso di complicità, mi ha svelato il mistero: quel suono particolare era prodotto dalle ali delle farfalle che sbattevano. Mi ha raccontato che nascono a terra con le ali ancora umide e, per asciugarle, le battono tra loro, creando quel curioso rumore. Era un ritmo semplice, uno strano “tac tac”: niente di melodioso, ma ipnotico. Eppure, proprio in quella semplicità c’era la magia. Mi sono accorta di essere testimone del loro primo volo, un piccolo miracolo della natura che mi ha riempito di gioia. ?...

L'autista di pullman è un uomo: tutto quello che non sapete sul suo lavoro

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Già.. anche l'autista di pullman è un uomo... non lo sapevate? Magari qualcuno lo sa... ma per chi lo ignorasse qua sotto c'è l'elenco delle cose che magari non sapete ma sarebbe interessante tenere a mente prima di partire nel vostro bellissimo viaggio in pullman!! -Quando state per salire, sulla porta del pullman vedrete una bella scritta: Vietato portare cibi e bevande a bordo. Questo cartello non è stato messo per fare un dispetto ai passeggeri, l'autista non è geloso che voi mangiate e beviate alla faccia sua che sta lavorando, ma siccome i sedili son di stoffa e c'è la moquette a terra, immaginate se il pullman fosse trasformato in un fast food, con briciole ovunque, bevande a terra e magari gelato al cioccolato che si squaglia sui sedili... se dovesse mai capitare... indovinate che succede?! Be', c'è una cosa che dovete ricordare sempre: quando il giorno dopo salite e vedete che il mezzo è pulito, non è che la notte si è materializzata...

La musica nella testa: quando il cervello trasmette la sua radio personale

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Ieri c'è stato un tiepido giringiro... nulla di che, il solito panorama e un po' di freddo. Avevo la macchina fotografica ma non mi sentivo ispirata, ma non è di questo che parlerò. In effetti ero troppo presa ad ascoltare. Ascoltare cosa?... ma la musica! Con l'MP3, direte voi! Noooo, che dite! Io sono più fortunata... la musica la sento nella mia testa! Eccoli lì tutti quanti... va che vi vedo con il sopracciglio alzato! Su, su... cambiate espressione che vi vengono le rughe! ;-) Premetto che non bevo, non fumo e non faccio uso di stupefacenti, son già stupefacente di mio!, ma è davvero così. Non ve lo so spiegare, ma da qualche anno a questa parte, non so per quale oscuro motivo, il mio cervello trasmette musica. Che musica? Musica di ogni genere! Ieri per esempio me ne stavo tranquilla ad aspettare che il Tomo uscisse, ed ecco che mi metto a canticchiare: Se sei tu l'angelo azzurro questo azzurro non mi piace la bellezza non mi dice le parole che vor...