mercoledì 26 giugno 2013

Ma io non ho chiesto questo... colpa mia, dovevo essere più precisa! ;-)

Ebbene si, da tempo chiedo un Maestro, ma l'universo mi ha risposto picche.. ok, dico io.. si vede che non è il momento... Ennò, il maestro in verità è arrivato... ma NON E' QUELLO DI VITA!!

Ieri ero fuori nel mio orto che felice come un pucio mi curo i miei pomodori che... sento una voce che viene dall'alto:
-Nooo.. ma cosa fa... non è così che si fa!!-
-Ossignore- penso io- ma è Dio che mi parla?-

sabato 22 giugno 2013

Che diranno mai i fondi di caffè?


L'avevo già postato per gli amici di FB, ma non mi son dimenticata di tutti voi...

L'altro giorno mi son fatta un caffè, mi son seduta sul divano e me lo son sorseggiato in tutta calma.
Poi, senza guardare l'ho appoggiato sul davanzale li vicino. Mi alzo , prendo la tazza, faccio per metterla nel lavandino e... ossignore, i fondi del mio caffè mi sorridono!! Io l'ho considerato di buon auspicio e così, lo stesso sorriso lo giro a voi: che possiate avere giornate sorridenti!

Un bacione a tutti voi che passate da qua!
:-)

giovedì 20 giugno 2013

Huggies - Incinte.. Día del padre



La felicità di una donna incinta è solo sua, i movimenti i calcetti, i sussulti son cose preziose e fino ad ora una prerogativa della mamma. Ma ora Higgies che pensato anche ai papà... guarda che si sono inventatati!  Ora anche i papà posso più o meno sentire quello che sente la mamma e dalle loro espressioni  (e qualche lacrima) si direbbe che la felicità ora è condivisa!
Bello bello bello!!!

domenica 16 giugno 2013

Il mio Giardino Segreto...

Non dire tutto ciò che sai, non credere a tutto ciò che ascolti, non fare tutto ciò che puoi. Mantieni dentro di te un giardino segreto, ha detto un giorno Alejandro Jodorowsky...

Vero, e  per quanto io possa sembrare poco riservata conservo dentro di me il mio giardino segreto, dove faccio quello che mi piace di più: stare con la mia famiglia, leggere, informarmi, curare me e chi amo, e amare la vita a più non posso! 

Ma c'è un altro giardino segreto che amo tanto: quello dove accolgo gli amici e conoscenti e dove le loro parole vengono custodite come gemme preziose! 
E' bello che le persone che incontro mi raccontino le loro più segrete confidenze sapendo che rimarranno proprio li dove sono state donate. Io trovo gratificante che mi dimostrino così tanta fiducia! E la fiducia si sa... è una cosa seria! Non va presa e poi tradita...

Proprio per questo mi spiace tantissimo incontrare gente che appena ti vede ti racconta di quello che è successo a Tizio e Sempronio solo per il gusto di farti vedere che anche loro sanno. Ha poca importanza mostrare agli altri che si ricevono confidenze se poi si spiattella tutto.
Chi ha parlato, chi si è confidato con noi, fidandosi, aprendo la propria mente e il proprio cuore... merita rispetto e devozione, silenzio e segretezza!

Curiamo il nostro Giardino Segreto come fosse la cosa più preziosa che la vita ci ha donato!


venerdì 14 giugno 2013

Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna...

Trovata nel WEB
Non possiamo dare ciò che non abbiamo,  e non possiamo nemmeno insegnare ciò che non abbiamo imparato e sperimentato.

Questa frese, trovata nel libro La profezia della curandera, mi ha fatto riflettere parecchio sulla figura del maestro, in qualsiasi campo!
Se vogliamo stravolge tutta la verità del detto; chi sa fare fa, chi non sa fare insegna... Purtroppo però è così che funziona al giorno d'oggi... Una domanda però: ma come si può insegnare ciò che non si sa fare?  

E' come se chi non ha figli pretendesse di sapere come si fa a farli crescere. Magari in teoria sì... ma in pratica? Se una cosa non la sai perché non l'hai mai fatta,  come puoi riuscire trasmetterla? 
La teoria, per me, in questo caso, vale poco. Non dico che non valga nulla, per carità, ma per esprimere un insegnamento bisogna averlo provato per poi condividere l'esperienza! 
Io posso parlare a qualcuno di come ho vissuto i miei periodi di povertà fisica e pochezza spirituale, posso raccontare cosa si prova ad avere un figlio in fin di vita, e visto che l'ho vissuto, posso dare, a chi me lo chiede, dei consigli su come affrontare il tutto... ma non potrò mai condividere l'esperienza di una malattia terminale visto che non l'ho mai provata!

Se io non ho mai provato la gioia immensa, il dolore più profondo.. come posso insegnare a raggiungere il primo e uscire dal secondo? Secondo me oggigiorno ci sono un sacco di persone che insegnano solo per sentito dire o perché letto sui libri...  Non ci si improvvisa maestri predicando amore incondizionato se si detesta il vicino, si odia il marito, e non si sopporta la suocera. Se mi si predica l'amore incondizionato tu devi provarlo per far che io che ti sto di fronte possa crederti "non possiamo nemmeno insegnare ciò che non abbiamo imparato e sperimentato." Già... non  si può!

In questi giorni amo leggere libi e vedere film che trattano esperienze dirette, perché solo da li arriva il vero insegnamento. Lo so che per credere non è necessario vedere... ma se io che ho provato gioia, amore, estasi e fedeltà te la racconto perché è vero, su di te che mi stai di fronte, avrà una valenza, un  certo peso, una prova del fatto che si può!

Chi mi conosce sa quanto io tenga alla figura del Maestro e fino ad ora ho preso un po' qua e un po' la, prendendo dalle esperienze del singolo, senza che quest'ultimo sia il Maestro, visto che quello che mi ha insegnato lo ha fatto inconsciamente.

Io sono alla ricerca del VERO Maestro, quello che predica bene e razzola benissimo, colui che mi porta la sua esperienza e mi faccia rivivere con i suoi racconti la sua vita! Probabilmente nell'immediato non lo troverò concentrato in una sola persona e dovrò continuare a spulciare nelle vite altrui la vera essenza, ma la mia ricerca continua! Spero davvero di incontrare qualcuno che abbia vissuto quello che dice e che abbia voglia di condividere con me il suo sapere. Magari dovrò andare in capo al mondo per trovarlo... ma se è vero che se chiedi ti sarà dato... io ora lo chiedo con tutto il mio essere! 
Nel frattempo mi accontento di quello che sto apprendendo, studiando, scandagliando ed esaminando a fondo ogni cosa: libri, video, films, frasi e links che mi verranno posti... Nell'attesa che avvenga il giorno mi godo la mia gioia, la mia felicità e la mia estasi, con i miei libri i miei fiori e i miei amici!

domenica 9 giugno 2013

Labirinto...

L'altro giorno ho visto la foto di un labirinto... e mi ha ricordato la vita!
La vita a volte si presenta come una strada liscia e con poche curve, ma può capitare di incrociare un labirinto e si sa, per uscire da un labirinto c'è solo una strada e non sempre è facile vedere qual'è... per capirlo bisogna perdersi e alla fine di ogni strada strada chiusa, non bisogna abbattersi e ritornare al punto di partenza!
A volte si sbaglia direzione e si finisce ancora nella stessa strada... ancora e ancora. Allora è il caso di mettere un segno che ci ricordi che quella non è la strada che ci porterà alla fine del labirinto! La memoria ci serve per quello, per evitare un loop che altrimenti ci porterà ad un circolo infinito! Ma sopratutto, quando vediamo che la strada è chiusa, non fermiamoci a piangere, disperaci e darci degli sfigati, non serve a nulla stare a lamentarsi... gambe in spalla che si ricomincia! 

A volte può sembrare che le strade intraprese siano tutte uguali, ma uno sguardo sveglio e una mente aperta ci farà notare particolari diversi: un uccellino appoggiato su un ramo del labirinto, un bocciolo di rosa o una coccinella. Ecco, soffermiamoci sulle cose belle mente viviamo questo viaggio in mezzo a questo labirinto chiamato vita! Alziamo gli occhi e guardiamo le nuvole che corrono oltre la siepe, o il sole che fa capolino in esse... godiamo di ogni cosa, il viaggio sarà lungo e il più delle volte faticoso, ma lamentarsi non farà che ampliare il senso di frustrazione ogni volta che ci perderemo!

Prendiamo ogni sbaglio di strada, non come tale, ma come un esperienza fatta, e se incontreremo gente ancora più persa di noi... non inveiamo contro di loro, ma condividiamo l'esperienza facendo nostra la sua esperienza, c'è sempre tanto da imparare!

Concentriamoci sulla meta, al giorno che finalmente riusciremo ad uscire da quel dedalo di strade e ci godremo tutto quello che ci siamo guadagnati! Basta con frasi del tipo il mio sogno e quello di trovare la strada giusta, speriamo di non perderci, speriamo di uscire prima o poi... no, ci vanno affermazioni decise; Voglio uscire, Voglio vedere, Voglio trovare l'uscita!

Il labirinto sarà un ginepraio pieno di spine solo se non faremo attenzione ad evitarle, ma qualora  succedesse che un ramo ci impiglia la maglia.. non imprechiamo, non piangiamo e non disperiamoci.... stacchiamo semplicemente la spina dalla manica e ringraziamo quel ramo che ci ha fatto fermare... una pausa sul cammino non può che essere ristoratrice! 

Facciamo del nostro cammino un viaggio... non un viaggio di perdizione, di rabbia e di frustrazione, facciamo del nostro cammino un cammino di vita, perché si sa, la vita nonostante tutto, è bella!

Sempre vostra, Sara Cuorcontento!!

venerdì 7 giugno 2013

Non ci crederete... ma anche l'autista è un uomo!!!

Già.. anche l'autista di pullman è un uomo... non lo sapevate?
Magari qualcuno lo sa... ma per chi lo ignorasse qua sotto c'è l'elenco delle cose che magari non sapete ma sarebbe interessante tenere a mente prima di partire nel vostro bellissimo viaggio in pullman!!

-Quando state per salire, sulla porta del pullman vedrete una bella scritta: Vietato portare cibi e bevande a bordo. Questo cartello non è stato messo per fare un dispetto ai passeggeri, l'autista non è geloso che voi mangiate e beviate alla faccia sua che sta lavorando, ma siccome i sedili son di stoffa e c'è la moquette a terra, immaginate se il pullman fosse trasformato in un fast food, con briciole ovunque, bevande a terra e magari gelato al cioccolato che si squaglia sui sedili... se dovesse mai capitare... indovinate che succede?!
Be', c'è una cosa dovete ricordare sempre, quando il giorno dopo salite e vedete che il mezzo è pulito, non è che la notte si è materializzata la Fatina delle Pulizie e ha messo in ordine... nooo, è l'Autista che, mente voi, giustamente vi rilassate nelle vostre stanze, lui, dopo le minimo 15 ore di lavoro per portarvi proprio dove volevate essere, armato di aspirapolvere, straccetti e detersivi rassetta e profuma l'ambiante dove voi trascorrete  la maggior parte del tempo.

mercoledì 5 giugno 2013

Quanto siamo manipolabili!

E una vita che lo penso... e quando lo dico c'è ancora qualcuno che mi guarda come se fossi una deficiente...  Sì, probabilmente tutta in quadro non sono... ma vedo che a pensarla così non sono la sola! Infatti, “ecco 10 modi per capire tutte le menzogne che ci dicono” di Noam Chomsky.



Noam Chomsky, padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà.

La necessaria premessa è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.

1) La strategia della distrazione, fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro).

2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all’esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l’obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati.

3) La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4) La strategia del differimento. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, al momento, per un’applicazione futura. Parlare continuamente dello spread per far accettare le “necessarie” misure di austerità come se non esistesse una politica economica diversa.

5) Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino. Più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, in base alla suggestionabilità, lei tenderà ad una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come un bambino di 12 anni appunto.

6) Puntare sull'aspetto emotivo molto più che sulla riflessione. L’emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell’individuo, rendendolo più facilmente influenzabile.

7) Mantenere il pubblico nell'ignoranza e nella mediocrità. Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E molti continueranno ad ignorarlo, a meno che non si rivolgano direttamente ad Internet.

8) Imporre modelli di comportamento. Controllare individui omologati é molto più facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicità sono funzionali a questo progetto.

9) L’autocolpevolizzazione. Si tende, in pratica, a far credere all'individuo che egli stesso sia l’unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Così invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l’ha ridotto ai margini, l’individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si auto flagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, “sfigati”, choosy”, bamboccioni”. In pratica, é colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema.

10) I media puntano a conoscere gli individui (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l’utente-lettore-spettatore ne sappia nulla) più di quanto essi stessi si conoscano, e questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su sé stesso.

Si tratta di un decalogo molto utile. Io suggerirei di tenerlo bene a mente, soprattutto in periodi difficili come questi.

Esatto aggiungo io... non dimentichiamocelo mai!!!

domenica 2 giugno 2013

Ode al giorno felice


Questa volta lasciate che sia felice, 
non è successo nulla a nessuno, 
non sono da nessuna parte, 
succede solo che sono felice fino all'ultimo profondo angolino del cuore.
Camminando, dormendo o scrivendo, 
che posso farci, sono felice. 

Sono più sterminata dell’erba nelle praterie, 
sento la pelle come un albero raggrinzito, 
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima, 
il mare come un anello intorno alla mia vita, 
fatta di pane e pietra la terra, 
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia, tu canti e sei canto. 
Il mondo è oggi la mia anima canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca, 
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia essere felice.

Essere felice perché sì, perché respiro e perché respiri, 
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo e la sua freschezza.

Oggi lasciate che sia felice, io e basta, con o senza tutti, 
essere felice con l’erba e la sabbia 
essere felice con l’aria e la terra, 
essere felice con te, 
con la tua bocca, 
essere felice.

di Pablo Neruda


... ನಾನು ಸಂತೋಷದಿಂದ ಮನುಷ್ಯ ... ಧನ್ಯವಾದಗಳು ಬ್ರಹ್ಮಾಂಡದ ...