E io?
Chi sono?
Già, bella domanda.
Potrei iniziare col dire che mi chiamo Sara. Ma dicendo questo comunicherei solo il mio nome.
Dire che sono casalinga? Si tratterebbe soltanto di una collocazione nel mondo del lavoro.
Sono una moglie? No, si tratterebbe solo di una dichiarazione del mio stato civile.
Una madre? Anche questo è solo un fatto biologico e un legame, non definisce chi sono.
Una donna che stava facendo i conti con il suo corpo? Nemmeno, sarebbe semplicemente una dichiarazione su un percorso, non su chi sono.
Impulsiva, allegra e collerica? È solo una descrizione del mio carattere, influenzato da geni ed esperienze passate.
Dopo anni di ricerche e introspezione, mi chiedo ancora: chi sono?
Qualsiasi cosa io dica sarà solo un'etichetta: Sara, moglie, casalinga, mamma, allegra, impulsiva e collerica.
Ma queste etichette non dicono chi sono veramente.
Forse farei prima a dire ciò che non sono: non sono infallibile, non sono immortale, non sono brillante.
Eppure anche qui mi trovo a usare etichette.
Un giorno, tutto è cambiato. Leggendo Mangia, prega, ama, una parola ha catturato la mia attenzione: antevasin, colui che vive sul confine.
Nei tempi antichi, antevasin indicava una persona che aveva lasciato la frenesia della vita mondana per vivere ai margini della foresta, dove abitavano maestri spirituali.
Gli antevasin non erano più abitanti del villaggio, non avevano una casa e una vita regolare, ma non erano ancora trascendenti, saggi che vivono nel cuore delle foreste inesplorate.
Gli antevasin stavano sul confine tra due mondi, guardando verso l'ignoto.
Anch'io vivo su quel confine, tra il mio vecchio modo di pensare e il mio nuovo modo di comprendere.
Continuo senza sosta a imparare, muovendomi su un confine che si sposta continuamente.
Anche se avanzi nei tuoi studi e nelle tue realizzazioni, la misteriosa foresta dell'ignoto resta sempre a qualche passo da te.
Devi viaggiare leggero per seguirla.
Ho passato anni a chiedermi cosa dovevo essere: una moglie, una madre, un'amante, una single, un'italiana, una golosa, una viaggiatrice, un'artista, una yogi?
Adesso so di non essere nessuna di queste cose, almeno non completamente.
Sono un'antevasin, una cercatrice sul confine sempre in movimento della magnifica, temibile foresta del nuovo.
Ecco chi sono: una donna alla perenne ricerca, destinata a vagare nell'eternità.
Eppure rimango sempre io e sempre vostra.
