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Visualizzazione dei post con l'etichetta Vi porto con me

L'Impero Utopico di Sara: Sfolgoria, la Stagione che Brilla

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 Prima Vi porto con me Eccoci, cari amici del Tempo Utopico: benvenuti in Sfolgoria, la stagione che brilla. Se Ondalia è il corpo che fluisce, Sfolgoria è l'anima che si accende. È il tempo dell'espressione, della festa, della luce che non chiede il permesso di esistere. Tre mesi la compongono, ciascuno come un raggio diverso dello stesso sole. 🌟 AURANTIA, Il Risveglio della Luce Il mese in cui ci si accorge di brillare. La luce non esplode ancora, ma si annuncia. È il tempo del coraggio di mostrarsi, di alzare gli occhi e dire: sono qui. Nulla va nascosto. Ci si rivela. Rituale consigliato: 🪞 Mettiti davanti a uno specchio e di' ad alta voce una cosa bella di te. Non servono grandi parole. Basta una, vera. ✨ FULGORA, Il Momento Pieno Il mese della festa vera, dell'espressione senza filtri. Qui si canta, si crea, si celebra. Nulla va trattenuto. È il tempo più luminoso dell'anno utopico. Rituale consigliato: 🎉 Organizza una picco...

L'Impero Utopico di Sara: Ondalia, la Stagione che Danza

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  Vi porto con me Eccoci, cari amici del Tempo Utopico: benvenuti in Ondalia, la stagione che danza. Se Germoglia è la radice che ascolta, Ondalia è il corpo che si muove. È il tempo del fluire, della scoperta, dell'intuizione che accarezza e poi sorprende. Due mesi la compongono, ciascuno come un'onda diversa. 🌊 LIQVORA, Il Moto Sottile delle Emozioni Nel mese di Liqvora, tutto si fa liquido. Si attraversano sensazioni e pensieri come correnti: non si controllano, si lasciano accadere. È il tempo dell'apertura e dell'ascolto intuitivo. Nulla va forzato. Ci si immerge. Rituale consigliato: 🌬️ Stendi un telo per terra. Sdraiati e ascolta un suono d'acqua, reale o registrato. Respira al ritmo delle onde. Alla fine, scrivi il flusso di pensieri come fosse una corrente. ⛵ VELAMARA, Il Viaggio che Non Cerca Direzione Velamara è la barca che parte senza sapere dove. È il tempo del coraggio sottile: quello che ci fa esplorare, anche quando ...

L'Impero Utopico di Sara: Germoglia, la Stagione del Risveglio

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Prima   Dopo un lungo inverno silenzioso... sono ancora qui. L'Anno Zero non era finito, stava solo respirando. Credetemi quando vi dico che ci sono mondi che non muoiono quando tacciono, mai. Vi porto con me Nel nostro Impero il tempo non corre: danza. Ogni mese ha 28 giorni, perché il cerchio è completo solo se armonico. E 28 racchiude quattro settimane esatte, un ciclo che respira come la Luna, come l'anima. Ma più ancora, il cuore del tempo batte nell'8. Perché 28 finisce con un otto, e otto è la curva dell'Infinito. Un ciclo che non si spezza, un cammino che non finisce. Ecco perché abbiamo scelto 18 mesi: 6 stagioni per 3 mesi, ma alcune stagioni durano di più. Perché certe emozioni, come la Luce o l'Introspezione, hanno bisogno di più tempo per essere vissute. Nel Tempo Utopico, ciò che vale... dura. Germoglia, la Stagione del Risveglio Nel tempo dell'Impero Utopico, tutto comincia con il sussurro di una radice. Germoglia è la stag...

Procon: quando il Brasile tutela davvero i suoi consumatori

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Vi porto con me C'è una cosa del Brasile che continua a sorprendermi. Non la bellezza. Non il calore della gente. Quello ormai lo conosco, lo respiro, ci vivo dentro... ma che ce lo ripeto a fare!  È altro. È la serietà con cui questo Paese protegge i suoi consumatori. Si chiama Procon. Esiste in ogni stato, in ogni città grande o piccola. Perfino nella nostra piccola Santa Isabel! È un organo pubblico, gratuito, accessibile, concreto. Puoi andarci di persona, puoi scrivere online. Puoi portare fatture, mail, screenshot. E loro ascoltano. Non è una cosa da poco, credetemi. In Italia esistono strumenti simili: Antitrust, Codacons, associazioni dei consumatori. Ma nella pratica quotidiana, almeno per la mia esperienza, sono spesso strumenti per chi ha tempo, voglia e nervi d'acciaio. E non è nemmeno detto che si arrivi a una soluzione. A me, per esempio, non è successo. Qui, invece, sembra funzionare. Qui il brasiliano medio sa perfettamente cos'è...

Tornare in un posto che non esiste

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Vi porto con me Tornare in un posto che non esiste è la forma più pura di libertà. La notte scorsa ci sono riuscita di nuovo . Avrei dovuto scrivere subito, perché oggi la magia non è più la stessa ma... Esco dalla stanza e sono in una piccola anticamera. Alla mia sinistra c'è una porta, anche quella bianca. La apro ed è un bagno. Anche qui i pavimenti sono bianchi, con modanature alte un metro di legno bianco. Le pareti e il soffitto sono blu notte. C'è una vasca da bagno in metallo, di quelle alte per appoggiarci la testa, smaltata di bianco con i piedini anch'essi blu. Ma la parte alta non si trova contro il muro, al contrario: chi si siede nella vasca può vedere, dalla grande finestra, lo stesso ibisco rosso che si vede anche in camera. Il lavandino è una tazza bianca di ceramica. Sopra, uno specchio incollato al muro con una cornice di piccoli bastoncini imbiancati dal sale del mare. Esco e sono di nuovo nell'anticamera. Alla mia sinistra c'è ...

Perché giro il mondo: le parole di otto anni fa che sono ancora vere

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  Otto anni fa scrivevo questo articolo. L'ho riletto oggi e mi ha fatto uno strano effetto. Dentro c'è una parte molto vera di me: la curiosità, il bisogno di partire, quel fuoco che per tanto tempo mi ha spinta a cambiare paesi, continenti e vita più di una volta. Oggi alcune cose sono cambiate. Non sento più il bisogno di cambiare posto, ma la curiosità di capire il mondo e me stessa, è rimasta intatta. Per questo ho deciso di riproporlo così com'era, correggendo solo qualche refuso. Perché sì, lì dentro c'è davvero un pezzo della mia storia. Oggi ho fatto una foto e l'ho messa nell'immagine di copertina di FB. Gianni, un caro amico blogger, mi ha fatto una domanda alla quale, lì per lì, non ho saputo rispondere, ma mi ha portato a fare una riflessione. [...] Ancora oggi non riesco a comprendere bene i motivi che ti spingono a girare il mondo. Di motivi ce ne sono tanti in effetti. Tuttavia intuisco che c'è qualcosa di interiore in te che non ...

[In viaggio con me] Paraty e Trindade: un fine settimana da mostrare a chi ami

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In Viaggio con me "In viaggio con me" non nasce oggi. Sfogliando gli articoli degli anni passati, ho ritrovato tante foto di viaggi, pranzi, spiagge, momenti, storie raccontate senza ancora sapere che stavano formando una rubrica. Ora ha un nome. E continua. Quindi… allacciate le cinture. Si parte. E oggi vi porto con me in un fine settimana che mi ha fatto battere il cuore. Questo fine settimana siamo stati prima a Paraty, poi a Trindade. Wow, wow, wow. Code infinite per tornare a casa, ma ne è comunque valsa la pena! Paraty è un paese unico nel suo genere! Splendido, con la marea che entra nelle strade creando un'atmosfera surreale. Camminare tra quei vicoli bianchi con l'acqua ai piedi è qualcosa che non si dimentica. E poi Trindade, un villaggio che si snoda sulla spiaggia, con sentieri che portano a spiagge incontaminate. Il tipo di posto che ti fa venire voglia di non tornare mai a casa. Le foto parlano da sole. Buona visione! Gilda, la sign...

Traffico a São Paulo: camelão e code infinite verso Santos

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  Dal ponte della Consciência Negra al mare: un viaggio lento tra clacson, venditori ambulanti e déjà-vu balneari... Oggi vado a São Paulo e, come sempre sono bloccata in coda! Questo mi ha ricordato il fine settimana scorso... São Paulo, ponte della Consciência Negra . Tutti con la stessa idea geniale: “Andiamo al mare!”. Risultato? 100 km di coda. Considerando che la distanza da São Paulo a Santos è di 88 km, qualcuno ha probabilmente iniziato la fila direttamente dal garage di casa. Ma niente paura: sulle autostrade pauliste ci sono i veri eroi del traffico, i camelão . Vendono di tutto: cibo, acqua, bibite ghiacciate, caricabatterie, tergicristalli, ombrelli e persino giocattoli per intrattenere i bambini. Sono un’istituzione, il pronto soccorso del pendolare bloccato. Senza di loro, la coda sarebbe solo disperazione; con loro, diventa un centro commerciale a cielo aperto. C’è chi racconta di aver comprato un panino, un peluche e un caricabatterie nello stesso ...

L'Impero Utopico di Sara: le Sei Stagioni del Calendario Utopico

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Prima Vi porto con me Ti porto con me dentro ogni battito del nostro calendario, un viaggio fatto di passione, consapevolezza e amore, in sei stagioni che non segnano il tempo, lo accolgono, dove il tempo non corre, ma respira. Perché il tempo, qui, non si misura in ore, ma in emozioni. Ogni stagione è un invito: a fiorire, a fluire, a celebrare, a riflettere, a radicare e a contemplare. Non stai solo leggendo un calendario. Ogni stagione è un modo diverso di essere vivi. Qui si vive a ritmo di cuore, non di orologio. Stai entrando in un modo di sentire. Ciò che conta davvero è quello che senti quando lo attraversi. Cammina pure, stagione dopo stagione: il sentiero si scrive mentre lo vivi. 🌱 Germoglia, la Stagione della Rinascita Interiore 🟢 Colore: Verde chiaro 🔣 Simbolo: Un seme che pulsa Qui tutto comincia. È il tempo dei sogni timidi, delle intenzioni appena nate. La terra accoglie, il cuore si apre. Ogni gesto è una promessa, ogni parola è germoglio. 📜...

L'Impero Utopico di Sara: la Bandiera che Respirava

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Prima Vi porto con me Nel cuore di questo regno immaginato, ma profondamente reale, nasce un'immagine che non è solo decorazione, ma dichiarazione d'anima. Un albero dai rami arcobaleno e dalle radici d'acqua. Farfalle e uccelli liberi, che danzano sotto una spirale di luce. E tutto è avvolto da un abbraccio dorato: il sole di chi ancora crede. Questo è il simbolo di ciò che stiamo costruendo: 🌈 Un mondo dove ogni sogno ha diritto di cittadinanza. 🌊 Un tempo nuovo che parte dalle radici e si lascia trasportare dal vento. 🕊️ Un futuro che vola, leggero e vero. Benvenutə nel cuore visivo dell'Impero. La Leggenda della Bandiera che Respirava C'era una volta un mondo che non sapeva più dove guardare. Le mappe segnavano confini, ma nessuno tracciava il sentire. I cuori si muovevano senza direzione, finché, in un luogo che non esisteva (e quindi esisteva ovunque), una giovane viandante di nome Sara smise di cercare e cominciò ad ascoltare....

Dentro il cuore della Foresta

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  La Mata Atlantica è qualcosa di meraviglioso! È così fitta, così verde e, in questa stagione, è un'esplosione di colori: il rosa, il giallo, il viola e il bianco, colori che sembrano vibrare sotto la luce. Aveva appena smesso di piovere, il vapore saliva lentamente dalle fronde, avvolgendo tutto in un'atmosfera surreale, la foresta sembrava respirare, come l'essere vivente quale è. I suoni del bosco, il fruscio delle foglie, il canto degli uccelli e il gocciolare delicato della pioggia rimasta intrappolata creavano una melodia viva, un accordo che mi ha toccata dentro, nel mio più intimo profondo. Quella scena, quei suoni erano così belli che mi sono lasciata sopraffare e ho pianto di meraviglia. Era come se la foresta mi abbracciasse, raccontandomi con ogni foglia, ogni ramo e ogni respiro la sua infinita bellezza. Ho chiuso gli occhi, respirando profondamente l'odore della terra bagnata e delle foglie umide; era come se fossi dive...

[Vi porto con me!] Passo San Marco

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L'altro giorno accompagnamo il fanciullo al suo appuntamento e visto che siamo in zona ne approfittiamo per salire su per le valli bergamasche. Così, alla rotonda decidiamo di andare in Val Brembana, più precisamente Passo San Marco! Ci andavamo in moto una decina di anni fa, ed è ancora bellissimo! Ma bando alle ciance, saranno le foto a parlare per me!

Vi porto con me (Yasmine)

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Oggi sono uscita e devo dire che da quando ho cambiato casa mi succede spesso! E ogni volta che lo faccio scatto almeno una foto, una sola, solo una per catturare il momento! Anche perché, diciamolo, c'è sempre un momento da cogliere! E così voglio condividere con voi i miei scatti fatti in questo ultimi mesi! Ho amato farle e goduto ogni momento!  

Libertà batte bellezza, sempre!

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Sono poco più di due mesi che vivo nella casa nuova e devo dire che la mia vita è cambiata, ma più di tutto è cambiata la mia percezione di ciò che è casa .  Sono sincera, la casa di prima era molto più bella ma aveva un grande difetto; non era mia! Essendo dentro ad un contesto "tutto in comune" mi sentivo sempre un ospite. Il grande giardino era condiviso, la piscina era condivisa così come tutto il resto; quando qualcuno di loro aveva bisogno e dovevano darmi qualcosa, me li trovavo fuori dalla porta, e avendo due grandi vetrate era come averli in casa. Poi c'era un via vai di giardinieri, muratori, piastrellisti e tutto fare tutto il santo giorno. Era un bonjur a tutte le ore Nella stagione estiva il PDC e la sua famiglia, con amici fissi e visitatori occasionali, occupavano le zone in comune come dei tiranni arroganti!Oltre che molto più bella, era studiata per lunghe permanenze. Tre stanze da letto, due bagni e un salone che comprendeva una cucina con pen...

Oggi vi porto con me [El Jem]

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Oggi abbiamo deciso di andare a El Jem, una cittadina che si trova a circa 140 chilometri da casa nostra e 200 da Tunisi.  El Jem, all'epoca Thysdrus, è una città che fa parte del governatorato di Mahdia .  Nel II secolo d.C. conobbe una grande fortuna per il fiorente commercio dell’olio di oliva. Costruita dai romani, fu dagli stessi distrutta perché rifiutò di assoggettarsi all’Impertatore Massimino, deciso ad attingere alle sue ricchezze per imporre in altre regioni il suo controllo. Come potrete vedere El Jem conserva ancora oggi, nonostante le continue devastazioni i migliori esempi di architettura romana in Africa. Basti pensare all’anfiteatro, capace di ospitare 35.000 spettatori. Si tratta del terzo più grande del mondo dopo il Colosseo e il Teatro di Capua. Costruito nel 238 d.C. e ancora oggi in buone condizioni a dispetto della razzia delle sue pietre per la costruzione della Moschea di Qayrawan. A tutela di questo bellissimo sito, l’Unesco lo ha inserito, fin...

Vi porto con me [Takrouna]

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Altri luoghi Spesso ci piace prendere strade sconosciute e perderci. E perdendoci scopriamo che nel mondo ci sono posti che sono dei veri piccoli tesori! Da lontano abbiamo visto questa altura. Spiccava solitaria in mezzo al nulla, così abbiamo deviato e scoperto questo piccolo villaggio berbero; Takrouna . Da quello che abbiamo capito, il villaggio è poco conosciuto nonostante sia pieno di storia, costruito su una grande roccia fossile risalente a più di 2000 anni fa è infatti è uno dei più antichi della Tunisia. Il piccolo borgo si trova a duecento metri di altitudine. Da lassù c'è una vista mozzafiato sul golfo di Hammamet, Hergla, Sousse, Zaghouan e la pianura di Kairouan. Ora ci vivono ancora sei famiglie di origine berbera, che vivono di agricoltura, ceramiche e tessitura di tappeti berberi. Pensate che tra di loro c'è anche una famiglia di origine andalusa! Purtroppo il caldo oggi era poco sopportabile ed era tutto chiuso, ma torneremo di sicuro, magari per speri...

Vi porto con me [Hammamet]

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Altri luoghi Oggi voglio portarvi con me, non alla visita dal dentista, di nuovo... (vedo più lui che il Tomo ormai) ma ad Hammamet. Esco dall'ambulatorio e di nuovo quella voglia di farmi due passi. Quando sono arrivata era nuvoloso ma ora c'è un bel sole! Mi avvio scendendo di nuovo verso il Forte. 

Viporto con me [Ritorno alla Vita]

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  Altri luoghi Oggi sono andata dal dentista. Di solito prendo un taxi, faccio ciò che devo, riprendo il taxi e torno a casa. Oggi però la routine cambia. Esco dall'ambulatorio cerco un taxi ma mi rendo conto che non ho voglia di tornare... ok, allora vado verso il Forte. Sorrido di questo cambiamento di programma! 

Vi porto con me!Menomale che c'è ancora un po' di luce del sole... Viaggio con lieto fine! ;-)

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Ieri siam stati a Fortaleza con i fanciulli... dovevamo andare per avere delle informazioni per un eventuale visto. Purtroppo il Fanciullo non stava bene, infatti il giorno prima siam dovuti andare all'ospedale perché gli sanguinava un orecchio...  L'ospedale era alquanto  minimalista , ma non nel senso modaiolo, no, è che non sembra esserci davvero nulla!  Alla reception, che altro non era che una vecchia scrivania di legno troviamo una donna con una voce talmente fievole che ho dovuto leggere sulle labbra di una signora muta per capire che stesse dicendo! Sta di fatto che ci dicono che lo specialista delle orecchie non c'è e... non c'è nemmeno il medico!  Andiamo bene!  Ci mettiamo in fila seduti su delle panchine piastrallate. Inizia a fare buio e si accendono tre lampadine appese al soffitto dove qualche insetto inizia la sua danza. Una signora passa la scopa e gli altri pazienti si lamentano di quanto funzioni male la sanità nel loro paese. ...