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Visualizzazione dei post con l'etichetta Ironia

Santa Isabel: il paesino brutto che non riesci a smettere di amare

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  Ho sempre parlato di dove vivo, ma non ne ho mai parlato davvero. Santa Isabel: un nome che trovo bellissimo, ma la pronuncia brasiliana gli toglie tutto il fascino. Santa Isabèo! Che tristezza! È una bella cittadina? No, per niente. Ma si fa voler bene. Un po' come quando si vede un cane brutto. Al primo momento si pensa: cavolo, che brutto! Poi lo si guarda meglio negli occhi, ci si sofferma sullo scodinzolio e voilà, conquistato. Ora via quegli occhi a cuore. Proprio come quel cane, Santa Isabel ti conquista piano piano… a me ci sono voluti vent'anni. Tanti? Sì, ma ora la amo. È disordinata, caotica. Cresciuta senza nessun piano regolatore, si può trovare una casa in stile coloniale accanto a un palazzone grigio che nessun architetto rivendicherebbe mai. I fili elettrici sono uno scempio, talmente tanti che sembra di essere intrappolati in una ragnatela gigante. Santa Isabel è una città di 363 chilometri quadrati. Più o meno come Enna, in Sicilia. Solo che En...

Santa Isabel: addominali e costanza, due storie di vita

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La forma cambia, la costanza resta. E pure il sorriso.   Oggi ero a Santa Isabel. Seduta in macchina, aspetto il mio Tono e faccio la cosa che amo di più: guardare. Dall’altra parte della strada un uomo sulla sessantina mi cattura l’attenzione: per allacciarsi i bermuda aggancia la maglietta sotto il mento e… addominali in bella vista. Evidenti. La ragazza dei parcheggi mi distrae un attimo: rispondo e lei se ne va. Quando torno a guardare nello stesso punto… stessa posizione, stesso gesto, stessa età. Solo che questa volta gli addominali sporgono… ma in modo diverso. E lì ho sorriso. Perché in pochi secondi ho visto due storie diverse, due corpi che raccontano strade differenti: non so esattamente quali siano, ma per me vanno bene entrambi. Che poi, com’è che si dice? Un uomo allenato è come un campo lavorato: dietro c’è costanza. Ma anche: omo de panza, omo de costanza . La costanza c’è per entrambi, ed entrambi mi sono sembrati felici. Anc...

Un nuovo arrivo in cucina (con superpoteri)

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  Ah, che meraviglia, l'ho fatto, ho comprato una lavastoviglie! In verità ho guardato più al prezzo che alle sue competenze, dopotutto deve lavare i piatti, non certo fare esperimenti di fisica, no? Così sguinzaglio mio segugio personale, il mio Tomo, e tra le tante offerte trova questa Electrolux 14 coperti . Ok, ha le dimensioni giuste per la nicchia a lei dedicata, vedo che ha il mezzo carico; siamo in due, farebbe davvero comodo... Non mi interessa altro! Ordinata! Quattro giorni e ce la consegnano. Ah ragazzi, è bella, bianca, grande e sembra quasi un armadio di design che ha deciso di trasferirsi in cucina per sentirsi più utile! La adoro! Così vado a leggermi le istruzioni (non sono un uomo, posso farlo, no?) e cosa vedo? Higienizar Compras . Cioè? Ho pensato: è ovvio che la utilizzerò per lavare le stoviglie e affini prima di usarle, ma perché un programma apposito? Eh cari miei, voi non lo sapete ma qua sono maestri dell'igiene e cosa ti ha...

Il gallo stonato e il pranzo inaspettato: un ricordo caraibico

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Un racconto di vita quotidiana in Repubblica Dominicana, tra risvegli sgraziati, vicini sinceri e finali sorprendenti. Vegani avvisati: qui si ride anche di un gallo stonato. Ricordi... Ieri mi è bastato vedere un gallo tronfio in una foto per ricordarmi che, in Repubblica Dominicana, ne avevo uno sotto casa che pensava di essere Pavarotti. Era il 2006, o giù di lì, eravamo in quella della Domenicana da un anno circa. Vicino a noi viveva una famiglia che ho sempre apprezzato molto. C’era Santiago, sua moglie Andrea e figli e nipoti sparsi un po’ ovunque. Una mattina mi sveglio con il canto di un gallo che, più che un canto, era il suono sgradevole di un gesso sulla lavagna. Mi alzo e, fuori dalla finestra, proprio sulla recinzione, vedo un galletto tutto allegro e tronfio che dava il buongiorno al mondo. Ho pensato: e questo da dove cazzo arriva? E niente, mi sono rimessa a letto. Il cantante ha finito la sua performance, così io mi sono riad...

Estate a Santa Isabel: 18 gradi e voglia di cioccolata calda

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Lo scrivevo un anno fa o giù di lì… e dopo un anno la storia non è cambiata: fa freddo!   Siamo in estate, vivo al  nord di Sao Paulo e FA UN FREDDO BOIA !   Oggi: 18 gradi di massima e 14 di minima. Così il ventilatore va in ferie, il plaid torna protagonista e la cioccolata calda riprende il suo posto nel cuore.  E il costume da bagno? Quello lì è appeso all’attaccapanni che mi guarda con disprezzo e frustrazione. E io mi chiedo: ma l’ estate brasiliana non era quella cosa con il caldo, il cocco e la sabbia bollente?   A Santa Isabel no. Qui l’estate è un concetto filosofico. Un’idea. Un sogno lontano. Un meme climatico.   Ma non voglio lamentarmi, anzi, va bene così. Almeno posso indossare il maglione natalizio senza sembrare fuori stagione. E il mio amato cappuccino non mi fa sudare. L’unica rogna è la pioggia che non smette più: ormai credo che le nuvole abbiano firmato un contratto a tempo indeterminato...   Morale dell...

Vetri, bottiglie e silicone: l’arte di complicare la vita

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  Avete mai notato che esiste una categoria di professionisti che sembra avere un unico obiettivo: rendere la vita del cliente un percorso a ostacoli? Sto parlando dei vetrai. Sì, quelli che ti portano il vetro nuovo, lo montano con grande maestria che Michelangelo spiccia casa… e poi ti lasciano un mosaico di cartoni incollati con silicone come se stessero sigillando il Santo Graal Il vetro arriva scintillante, tu già immagini la luce che entrerà in casa come in una pubblicità di arredamento scandinavo. Poi ti avvicini e scopri che è ricoperto da cartoni incollati con una sostanza che nemmeno la NASA riuscirebbe a rimuovere. E lì capisci che il vero lavoro non è stato il montaggio, ma la maratona di pulizia che ti aspetta. Il silicone è il loro pennello preferito. Lo usano ovunque, per fissare, per proteggere, forse anche per firmare le opere. Risultato? Tu passi ore con raschietti, alcool e bestemmie, mentre loro se ne vanno soddisfatti, convinti di averti con...

Daje oh, pure l’uccelli c’hanno le loro storie der quartiere…

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La vita segreta  degli uccelli sotto casa L’altra sera ero a letto e stavo cercando di addormentarmi. La stanza era immersa nel silenzio, solo il respiro regolare della notte. A un certo punto, però, ho sentito una gran caciara fuori dalla finestra: un frastuono che rompeva la quiete. Erano due uccelli che se la stavano raccontando. Mi sono affacciata e ho visto proprio due uccelli che stavano chiacchierando: uno, in particolare, non ha fatto che strepitare addosso all’altro. L’altro, a un certo momento, si è spostato e sotto ai suoi piedi ho scorto un piccolino che si nascondeva sotto la pancia della mamma. Era talmente minuscolo che quasi non l’avevo visto… un vero “pio pio”! Mi sono fermata a guardarli e, dall’impeto che aveva il maschio, ho immaginato una conversazione: Lui: “Aò, ma dimme un po’, sto piccoletto doveva cascà dar nido? Nun sta mai fermo! E quante vorte je l’ho detto: ‘Guarda che cadi, guarda che se cadi nun te raccolgo!’ Mann...

Diario di bordo – 9 ottobre 2025 Le assurdità umane più clamorose

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  Rotta precedente ⛵  Le assurdità dell’essere umano Oggi stavo riflettendo a quanto siamo strani… esseri umani. Non nel senso poetico, ma proprio nel senso tragicomico. Quella specie che inventa la ruota, poi la usa per correre verso il caos. Che crea la democrazia e poi la affida a chi urla più forte. Che ha il potenziale per cambiare il mondo, ma spesso si accontenta di cambiare canale. E così, tra una spesa imbustata e un cafezinho , ho raccolto alcune delle assurdità più clamorose che ci rendono… umani. Con tutto il pacchetto: genio, follia e sacchetti di plastica inclusi. La guerra per la pace : Paesi che bombardano altri paesi “per portare la democrazia”. È come dare fuoco a una casa per insegnare sicurezza antincendio. La negazione dell’evidenza : Gente che nega il cambiamento climatico mentre la propria città viene sommersa dall’acqua. O che dice “la scienza mente” usando uno smartphone creato… dalla scienza. ...

Taglio di capelli fai da te: il ricordo tra cipolle e risate in Repubblica Dominicana

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Taglio di capelli fai da te: il ricordo tra cipolle e risate in Repubblica Dominicana Un racconto ironico e personale dal 2005 in Repubblica Dominicana: un taglio di capelli tra cipolle, odori pungenti e la nascita della fase “hazlo tú mismo”. Ci sono ricordi che riaffiorano all’improvviso, magari per un dettaglio insignificante. A me è bastato pensare al fatto che da anni mi taglio i capelli da sola per tornare indietro al 2005, quando vivevo in Repubblica Dominicana. Quella volta, però, non fu un’esperienza proprio indimenticabile… anzi, direi che ebbe un profumo — o meglio, un odore — davvero particolare! Era il 2005 e vivevo in Repubblica Dominicana da qualche mese. All’epoca avevo un taglio scalato che arrivava alle spalle: ricci, un bel caschetto sbarazzino. Ma con un difetto: se li lasciavo crescere, facevano effetto teepee! Così chiesi alla mia vicina Andreia chi tagliasse i capelli nel villaggio. Mi fece il nome di Regina. Una mattina, ver...

Essere considerata anziana a 57 anni: un episodio brasiliano tra sorrisi e cafezinho

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Essere considerata anziana a 57 anni: un episodio brasiliano L'anziana signora Un racconto ironico e personale su come, in Brasile, si possa essere considerati “idoso” e scoprire i vantaggi inattesi di questa categoria. Se si è fortunati, capita a tutti. E sì, è successo anche a me! Ebbene sì, sono stata considerata anziana. Certo, ho “solo” 57 anni e, teoricamente, non dovrei rientrare in questa categoria così preziosa, ma la mia chioma bianca ha sicuramente agevolato il passaggio. Spiego. Ero tranquilla in fila in banca (neanche stavo sbuffando per la fila chilometrica) e osservavo ciò che mi circondava. È bello guardare le persone: qui ci sono davvero dei personaggi interessanti, giuro! Ad un certo punto, una ragazza mi batte sulla spalla e mi fa segno di andare a sedermi sulle sedie riservate agli idosos . Io, sorridendo, le dico che non ce n’è bisogno. Lei mi guarda stranita e, dopo un attimo di perplessità, ripete l’invito. Io, scusandom...

Inutile comouflage

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Oggi l'ennesimo camouflage; anche il quarto tentativo è fallito miseramente! Più o meno. Perché mi devo camuffare? Semplice, per essere lasciata in pace! La stagione estiva è finita e i turisti sono pochi; io che vivo qua da più di quattro anni, anche se non mi vesto come una turista (niente pantaloncini, infradito e canottiera, neanche adesso!) non la do a bere a nessuno. Con la mia testa sale e pepe e l'abbigliamento europeo, si capisce lontano un chilometro che sono straniera! La settimana scorsa sono uscita per una passeggiata... tra i buttadentro dei bar, quelli dei negozi e chi mi voleva fare compagnia, è stato tutto il tempo un non merci! Non mi è piaciuto per niente, visto che non mi sono goduta il mio giretto.  La volta dopo li ho semplicemente ignorati: loro che mi chiamavano in tutte le lingue del mondo e io facevo finta di non sentirli.  Niente; ha sortito l'effetto opposto, li ha resi ancora più insistenti! Il giorno dopo, un'idea: mi copro la testa con un ...

Ma anche gratis!

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Ieri ero in giardino e arriva il mio padrone di casa. Chiacchieriamo e io, in un perfetto inglese e con l'atteggiamento di chi sa bene di cosa sta parlando,  gli dico che; purtroppo la scuola di francese è stata sospesa per mancanza di adesioni. Per tutta risposta  lui ribatte che; devo dire che il giardiniere sta facendo un buon lavoro e  appena finiti tutti i lavori di casa mia moglie verrà a stare per qualche giorno!   Ecco,  lo dico solo per farvi sapere che se avete bisogno di una traduzione qualsiasi non fatevi scrupolo, chiamate me, lo faccio anche gratis!

No grazie davvero, non mi interessa: il venditore di aspirapolveri e la casalinga ironica

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No grazie davvero, non mi interessa! Un racconto ironico e pungente sull’incontro con un venditore di aspirapolveri e la difesa del buon senso. In questi giorni sono stata un po’ presa, e ci mancava anche il temporale di ieri a fare danni… ok, la casa ha bisogno di essere pulita! Questa mattina mi metto di buona lena: metto in ordine, spolvero, pulisco i vetri, metto le sedie sopra il tavolo e… blin blong . Chi sarà mai alle 9:30 del mattino? Mi affaccio e un baldo giovine mi dice che è il rappresentante di una marca famosa di aspirapolveri. — Io ho già il mio… No grazie davvero, non mi interessa! — dico sorridendo. — Ma lasci che le esponga il prodotto… suvvia, mi faccia fare il mio lavoro 😟 Rimango zitta una frazione di secondo, e lui incalza: — Lei che lavoro fa? — La casalinga… Ecco lo sguardo che conosco bene: quello della serie “come ti frego la casalinga frustrata”! Ok, mi dico, vediamo come se la cava. P...