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Visualizzazione dei post con l'etichetta Libertà

Tornare in un posto che non esiste

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Vi porto con me Tornare in un posto che non esiste è la forma più pura di libertà. La notte scorsa ci sono riuscita di nuovo . Avrei dovuto scrivere subito, perché oggi la magia non è più la stessa ma... Esco dalla stanza e sono in una piccola anticamera. Alla mia sinistra c'è una porta, anche quella bianca. La apro ed è un bagno. Anche qui i pavimenti sono bianchi, con modanature alte un metro di legno bianco. Le pareti e il soffitto sono blu notte. C'è una vasca da bagno in metallo, di quelle alte per appoggiarci la testa, smaltata di bianco con i piedini anch'essi blu. Ma la parte alta non si trova contro il muro, al contrario: chi si siede nella vasca può vedere, dalla grande finestra, lo stesso ibisco rosso che si vede anche in camera. Il lavandino è una tazza bianca di ceramica. Sopra, uno specchio incollato al muro con una cornice di piccoli bastoncini imbiancati dal sale del mare. Esco e sono di nuovo nell'anticamera. Alla mia sinistra c'è ...

Chissenefrega: la parola che contiene una filosofia di vita

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Il pensiero del martedì Non mi ha insegnato nulla di nuovo.  Mi ha solo ricordato chi sono.   Ho visto il film Je m'appelle Agneta . Uno dei più bei film che abbia mai visto. E non sto parlando della regia o della recitazione, no. Parlo di quello che mi ha trasmesso. Parla di gioia di vivere. Di essere se stessi. E del chissenefrega. Che parola meravigliosa. Riuscite a vederne la bellezza? "Chissenefrega" è una di quelle parole che contengono un'intera filosofia. Non è menefreghismo, non è cinismo, non è indifferenza. È qualcosa di completamente diverso: è la libertà di essere senza doversi giustificare. È togliersi di dosso lo sguardo degli altri come ci si sfila un cappotto bagnato e pesante. E la cosa straordinaria è che in italiano si può scrivere così, tutta attaccata. Come un blocco unico. Una decisione presa in un solo respiro. Non "chi se ne frega", con le pause del dubbio, ma chissenefrega: compatta, decisa, allegra. C'è g...

La libertà tranquilla, quando il cambiamento non ha bisogno di fare rumore

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  Oggi la routine è tornata, come sempre. La casa, i gesti, i silenzi che si infilano tra una cosa e l'altra. Parte una canzone a caso. Uomini soli dei Pooh. La conosco a memoria. Eppure oggi la ascolto davvero. Vediamo se si può imparare questa vita. E magari un po' cambiarla prima che ci cambi lei… E penso che sì, è proprio così. Solo che oggi non lo sento come una lotta. Lo sento come una responsabilità tranquilla. Non ho più voglia di "mettere in ordine la vita" come se fosse qualcosa da sistemare una volta per tutte. Piuttosto, la guardo mentre si muove. E scelgo dove stare. Per anni ho sentito persone dire: io sono così, prendere o lasciare. Una volta mi faceva arrabbiare. Oggi no. Oggi semplicemente non prendo, senza principio e senza ribellione. Ho capito che non tutto mi riguarda, non tutto mi spetta, non tutto devo accoglierlo. C'è stato un tempo in cui avevo bisogno di dirlo forte, quasi spingendo via. Oggi non serve più. Non è...

Ho disinstallato un gioco. E mi sono ricordata che posso smettere sempre.

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  Da un po' di tempo giocavo a Royal Match. Mi ha sempre divertito: bella squadra, partite relativamente facili, quel senso di gruppo che si crea quando si gioca insieme. Ma stare in una squadra richiede costanza, punteggi, presenza. E io quella presenza l'ho sempre data. Giorni fa è arrivata mia nipote e, com'è naturale, ho giocato meno. Però, per correttezza verso il gruppo, continuavo comunque a partecipare per aiutare a raggiungere gli obiettivi. Ma dopo un fantastico fine settimana, apro il gioco e mi arriva un pensiero quasi improvviso: ma che cavolo sto facendo? Davvero devo fare questa cosa? Davvero devo obbligarmi a giocare? E per cosa, poi? Così sono andata nella chat del gruppo e ho scritto: "Ciao a tutti. Per me giocare sta diventando un obbligo e non ne ho più voglia. Quindi disinstallo il gioco. Buon proseguimento e buona fortuna a tutti." Sono uscita dalla chat. Sono andata sull'icona, pressione lunga, disinstalla. La cosa c...

Relazioni senza catene: imparare a lasciare andare con leggerezza

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Un racconto personale sul valore dei legami che cambiano: imparare a lasciare andare senza sentirsi abbandonati, trasformando la delusione in leggerezza e libertà. C’è un modo di stare nelle relazioni che pesa più della solitudine. È quello fatto di frasi che tornano sempre uguali: “Con tutto quello che ho fatto per lui.” “Io ci sono sempre stata per lei.” “Dopo tutto quello che abbiamo passato insieme.” E poi sparisce, non si fa più sentire. Frasi che non sono ricordi, ma conti aperti. In questo modo di vivere i legami, nulla è davvero gratuito: ogni gesto diventa un credito, ogni presenza una garanzia, ogni distanza una colpa. La gratitudine, qui, non ha scadenza. E proprio per questo non libera mai. Io ho sempre vissuto i rapporti in un altro modo. La mia vita è come un treno: le persone sono libere di salire, di restare il tempo che serve e di scendere quando vogliono.  Non ho mai avuto grandi aspettative. Non perché non senta, ma perché non ...

Superare la paura con coraggio e Maestro interiore: il cammino verso la libertà (Filosofia)

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  E torniamo a parlare di Filosofia! Superare la paura con coraggio e filosofia Theravada: crescita personale e consapevolezza   Dhanly scrive; La paura è come una nube: oscura i tuoi passi, li rende incerti... Si teme sempre ciò che non si conosce, poiché la mente si nutre dell’incertezza, tramutandola in una corrente di pensieri negativi. Come puoi combattere la paura? Con il coraggio, con l’onore. Esistono tanti modi di affrontare ciò che si teme: scappare, subire o combattere. Per quanto mi riguarda, in un certo senso, ho passato la vita a fuggire dalla paura di rimanere sola, di non essere accettata, di non essere amata. Per lungo tempo credo di essermi accontentata dell’approvazione di chi mi stava intorno, e in qualche modo era il mio nutrimento per andare avanti: cercando di essere come loro mi volevano o come io credevo che mi volessero. Pensavo che, se avessi deluso le aspettative di chi mi voleva bene, avrei perso tutt...

Divide et impera: il rumore delle polemiche online

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  Veritas vos liberat… o forse divide et impera? “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”… così dice il Vangelo di Giovanni. Ma quale verità, oggi, dovremmo davvero comprendere? Non è facile, in un tempo in cui sembra che l’unico obiettivo sia metterci gli uni contro gli altri. Navigando online mi ritrovo spesso spettatrice di battaglie infinite, e confesso: a volte sorrido, perché certe polemiche sembrano davvero parodie. C’è chi difende la “famiglia tradizionale” e chi rivendica nuove forme di famiglia; chi si accapiglia su carne, vegani e vegetariani; chi si divide su birra chiara, scura o rossa. Oggi potrei aggiungere i dibattiti su vaccini, mascherine, guerre, clima, tecnologia… ogni tema diventa un campo di battaglia, e ogni campo ha i suoi estremisti pronti a mettere “al rogo” chi non la pensa come loro. Le feste? Restano terreno fertile: Natale, Pasqua, San Valentino, la Festa della Donna… c’è chi le odia e chi le difende con cuoricini e uova...

Affetti da Sindrome di Stoccolma...

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Si dice che siamo in un epoca di informazione immediata, infatti ora puoi sapere tutto di tutti e in tempo reale, che bello vero?  Sì, tutto bellissimo e vero... forse... Già, il forse è d'obbligo. Infatti le notizie ufficiali si rivelano per lo più false e se non son false, sono per lo più fuorvianti. Assistiamo tutti i giorni a quell'informazione "ufficiale" che di ufficiale c'è solo che è sotto controllo politico/sociale/istituzionale. Notizie manipolate da politici, da case farmaceutiche e dai "maghi" della finanza,  che ci fanno credere solo a quello che Loro vogliono. Per contro ci dovrebbe essere quella "libera", che di libero non ha assolutamente nulla,  essendo per lo più pregiudizievole e preconcettuale. Si sa, il fatto se descritto con il fondamento del puro sentimento... non sarà mai il fatto realmente accaduto ma sarà quello che gli occhi del narratore arrabbiato ha visto. Senza parlare delle ormai consolidate bufale ...

Una domenica di sole..

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Oggi me ne stavo al calduccio nella mia casetta e il Tomo era uscito  per una commissione. -Prendo la moto che faccio prima, vado e torno vieni anche tu?- -ma non ci penso nemmeno.. fuori fa un freddo cane! Vai tranquillo!- Continuo con le mie cose contenta di rimarne a casuccia... Dopo cinque minuti suona il citofono, vado al balcone... è il Tomo.. -Dimmi- -Dai scendi che andiamo a fare un giretto!- -Ma te sei matto, non senti che freddo che fa?- -Dai pigrona, vestiti che andiamo, non fa freddo, ci sono 5 gradi!- -Sti cazzi.. come non fa freddo?...Ok dai, aspetta che mi vesto e scendo!- Allora, che mi metto? inizio con i calzini di lanetta che non guastano mai e quasi quasi ci infilo anche il pantaloni del pigiama. Magliettina della nonna e maglia tecnica... ok ora posso vestirmi! Sopra il tutto mi metto un yeans, metto l'imbottitura nella giacca da moto, scarpe e guanti.. ma non contenta mi metto i pantaloni da vento, non si sa mai! Così bardata scendo le scale, ma...