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Visualizzazione dei post con l'etichetta Ricordi

Finalmente si sono conosciuti!

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Il pensiero del martedì Stamattina ho assistito a una scena che, quando avevo dieci anni, avrei considerato fantascienza. Ho un robottino che gira per casa. L'abbiamo chiamato Goldrake e stava pulendo il pavimento mentre io piegavo i panni ancora caldi dell'asciugatrice. Nel frattempo la lavastoviglie stava lavando i piatti. A quei tempi mancavano solo le spazzole rotanti di Goldrake e avrei potuto dichiararmi ufficialmente nel futuro. Sì, lo so, la lavastoviglie esisteva già... ma noi eravamo poveri. Però ricordo bene che avevamo il tostapane! 😄 Stavo pensando che nella mia vita ho cambiato tante case e tanti Paesi e mi sono resa conto di una cosa: nella mia vita da nomade ho avuto praticamente tutto... ma mai tutto insieme. Nel mio periodo dominicano lavavo i panni a mano e cucinavo con un piccolo fornello a gas. Però non stiravo. L'assenza del ferro da stiro, in quella parte della mia vita, è stata una grande benedizione! A Bergamo avevo la lavastovigli...

Relazioni senza catene: imparare a lasciare andare con leggerezza

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Un racconto personale sul valore dei legami che cambiano: imparare a lasciare andare senza sentirsi abbandonati, trasformando la delusione in leggerezza e libertà. C’è un modo di stare nelle relazioni che pesa più della solitudine. È quello fatto di frasi che tornano sempre uguali: “Con tutto quello che ho fatto per lui.” “Io ci sono sempre stata per lei.” “Dopo tutto quello che abbiamo passato insieme.” E poi sparisce, non si fa più sentire. Frasi che non sono ricordi, ma conti aperti. In questo modo di vivere i legami, nulla è davvero gratuito: ogni gesto diventa un credito, ogni presenza una garanzia, ogni distanza una colpa. La gratitudine, qui, non ha scadenza. E proprio per questo non libera mai. Io ho sempre vissuto i rapporti in un altro modo. La mia vita è come un treno: le persone sono libere di salire, di restare il tempo che serve e di scendere quando vogliono.  Non ho mai avuto grandi aspettative. Non perché non senta, ma perché non ...

Ciaossara: il mio addio a Mara, amica di una vita

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  Un ricordo che non muore,  un’amicizia che resta. Mara è morta... oggi, e con lei se ne va l’ultima delle mie amiche... La mia Maruska! ♥️ Un’amica storica, o perlomeno la più duratura tra tutte le mie amicizie: vent’anni. L’ho conosciuta in Repubblica Dominicana. Eravamo al Rio, io e il mio Tomo, quando arriva Daniel, un amico in comune,che inizia a chiacchierare con noi. A un certo punto si gira verso due persone che stavano arrivando e ci dice: “Oh, vi faccio conoscere due belle persone.” Ci ha presentato la coppia e abbiamo iniziato a parlare. Abbiamo scoperto che erano lì per vedere se quel posto poteva diventare la loro prossima dimora. Non ricordo bene tutti i dettagli di come sia andata, ma sta di fatto che poi sono tornati, hanno comprato casa e hanno deciso di stabilirsi lì almeno nove mesi l’anno. Mara era una donna dolce, paziente, e anche un po’ fuori dal tempo. C’è una cosa che continua a farmi sorridere: quando le chiedevo “Che ore ...

Blackout: Quando la luce non c’è: il silenzio che mi ha cambiata.

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Il blackout in Europa mi ha portato in tempi lontani, era il 2005 o giù di lì... Siamo qua a Los Patos de Barahona da qualche tempo ormai e ci stiamo abituando ai loro ritmi… Lavoriamo a questa casa che abbiamo affittato, con la lentezza che caratterizza questo popolo, e vi dirò che non è poi così male!   La giornata per me inizia alle nove, e mi sveglia Tomo con il rumore del giornale e la colazione pronta. Il fanciullo dorme fino a tardi: lui sta sveglio la notte quando finalmente c’è corrente.   Fatta la colazione, Tomo si occupa delle piccole incombenze della casa, come il giardino e l’orto, e poi passa alle cose che immancabilmente si rompono. Io, invece, mi occupo della casa. Non ci sono ancora soldi per la lavatrice, quindi per mesi lavo tutto a mano. La sera prima metto a bagno il bucato, e al mattino inizio a sbattere e strofinare tutto per poi risciacquare sotto la canna dell’acqua (ovviamente quando c’è acqua, che arriva solo finché funzionano le pompe!)....

Jeans umidi, ragnatele e una vecchia arroganza: la mia resa all'asciugatrice

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Siamo in piena stagione delle piogge: ci sono momenti in cui pioviggina, a volte piove e il più delle volte diluvia! Il sole non ricordo nemmeno più com'è fatto. Scendo in garage per vedere se le cose stese qualche giorno fa sono asciutte, e anche oggi è tutto molto umido. Guardo bene i pantaloni... Ossignore, non ci credo! Questo mi sblocca un ricordo. Era il 2001, eravamo in un centro commerciale per cercare degli elettrodomestici per la nostra casa. Vedo un sacco di gente attorno alle asciugatrici. Dall'alto della mia poca intelligenza e saccenza mi rivolgo all'addetto alle vendite: "Ma come mai qui in Brasile c'è l'ossessione delle asciugatrici? Qui c'è il vento, c'è il sole, c'è tutto quello che vi serve! L'asciugatrice, che assurdità!" L'espressione basita del signore a cui mi ero rivolta non ha messo minimamente in dubbio la mia affermazione. Oggi guardo i jeans ancora umidi e... vedo che c'è una ragnatela! Mi sa che devo del...

Sentieri Illuminati da una rugiada di sorridenti lacrime. (In Viaggio con Me)

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L'altro giorno ho trascorso due ore al telefono con mia sorella. Abbiamo parlato di tutto e tra i vari argomenti abbiamo rivisitando il nostro cammino di crescita. Pur non essendo particolarmente legate all'epoca, le nostre strade sono iniziate quasi contemporaneamente. Chi l'avrebbe mai detto?

Saudade: quella nostalgia che non si traduce

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Ieri ho sentito nostro figlio e mi ha raccontato di aver visto Anderson per un lavoro. Anderson è un uomo che ho avuto l'onore di conoscere nella mia vita brasiliana. Un uomo di una tale dolcezza e simpatia che all'epoca sarei stata ore a parlare con lui, quello che si dice una pasta d'uomo! Ed ecco che al solo pensarlo spunta quella bellissima e terribile saudade! (Si legge sawˈdadʒi) In verità in italiano non esiste una parola per tradurre la parola brasiliana saudade. Spesso noi la traduciamo con malinconia, ma in realtà è qualcosa di molto più profondo. La saudade brasiliana è un intimo vuoto che si avverte per la mancanza di qualcosa misto alla voglia di fare qualcosa per attivarsi per ritornare determinati luoghi, rivedere persone o rivivere certe sensazioni… Saudade è una specie di ricordo nostalgico, affettuoso, di un bene speciale che è assente, accompagnato da un desiderio di riviverlo o di possederlo. In molti casi una dimensione quasi misti...

Fumando la pipa e cantando alla luna

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  Oggi ero fuori, tranquilla e con il cervello libero di scorrazzare a suo piacimento. Guarda te cosa mi ha portato a galla!  Mi sono ricordata di me da bambina. Insomma, ero un vero maschiaccio ma che amava vestirsi da bambina, e visto che ne combinavo parecchie, finivo quasi sempre di prenderle di santa ragione! Già, perché io amavo tanto vestirmi bene; la mie preferite erano le gonne, ne avevo di ogni tipo gonnellini azzurri, scozzesi e fioriti. Ovviamente abbinate a camicette di pizzo con magliette colorate e giacchnini combinati. Ai piedi calze bianche col pizzo e scarpette di vernice... Bellina vero? Però stare tutta elegante a bere il tè con le bambole mi annoiava, così alla prima occasione correvo dietro a mio fratello per salire sui carrettini di legno e sfrecciare a forte velocità giù per le discese del paese! Il risultato era ovvio: la mia gonnellina è finita sotto le ruote di metallo, (gli usatissimi cuscinetti a sfera) lasciando proprio sul fianco della mia tanto...

Quando alcune decisioni hanno l'odore di cipolle bianche

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  Mi taglio i capelli da sola da tempo ormai, saranno circa 16 anni. Vivevo in Repubblica Dominicana da qualche mese. All'epoca avevo un taglio scalato che arrivava alle spalle, erano ricci e formavano un bel caschetto sbarazzino. Ma avevano un difetto; se li lasciavo crescere questi facevano effetto tepee! Allora ho chiesto alla mia vicina di casa Andeia chi tagliasse i capelli nel villaggio,  lei mi ha fatto il nome di Regina. Una  mattina, erano le 10 circa, mi avvio ed entro nel"salone". Chiamo ma non mi risponde nessuno. Aspetto un attimo e richiamo. Sento un chiacchiericcio provenire dal cortile sul retro e allora esco e paleso la mia presenza. -Hola Regina -Holà linda, lo siento pero no te escuchè!- Avevo immaginato che non mi avesse sentito e non ha nulla da scusarsi. Le dico che ho bisogno di un taglio e chiedo se ha tempo. - Por supuesto! Espera un momento que llegue! Tu sièntate!- Ok, ha tempo, mi siedo dove indicato e aspetto che torni. Rientra e mi chiede se...

My wall.

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Eccolo qua il mio amato muro! E' il muro che mi segue da tempo immemore nelle mie tantissime case. Ad un certo punto, arrivata a venticinque traslochi, ho smesso di contarle, ma i miei cappelli mi hanno sempre seguito, che fosse una reggia o una stamberga. Purtroppo, tra un trasloco e l’altro qualcuno è andato perso e altri si sono rotti. Ma d’altronde è facile quando si pretende di traslocare con due valige a testa! Non sono solo i cappelli dei miei viaggi ma anche delle mie esperienze di vita e sono li a ricordarmi la bellezza che c'è stata in ogni mio cambiamento. Non   è   mai stato   facile, proprio mai ,  ma non per questo meno bello! Ricordo ogni stato d'animo di ogni singolo acquisto; ho avuto momenti di profonda tristezza fino a toccare picchi di smisurata felicità.  Ed è per questo che amo questi miei cappelli, li considero dei trofei. Medaglie vinte nelle perseveranza e l'ostinazione di voler provare cose nuove,  sempre e nonostante tutto!

Un tango, lezioni e... ricordi!

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Ho circa sedici anni e adoro ballare! Amo ballare il valzer, la mazurca e polka, ma quello che amo di più è il tango.... Dio come amo quel ballo! Ma ho sedici anni e i miei coetanei... quello non lo ballano! Allora dopo le lezioni di mamma, l'unica ballerina disponibile è lei.  E' un sabato sera e con la mia famiglia andiamo ad una festa di paese... non ricordo quale filo politico seguisse, fatto sta che li si mangiano costine alla griglia, panini di salsiccia con patatine fritte, si ascolta e si balla della bella musica! Ogni tanto mia madre mi accontenta e mi fa ballare ma è in compagnia di papà e amici, non può passare la serata con me, allora io rimango ai bordi della pista da ballo beandomi con la vista di queste affascinati movenze... Ed ecco un tango... wow... mi piace ballarlo ma adoro anche guardarlo. A un certo punto mi si avvicina un signore:

Risvegli, quelli belli!

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    Oggi stavo facendo il bucato. Sapete, quello a mano per i delicati che altrimenti si rovinano? Ecco, io amo farlo. Mi piace quando sto lì, con i gomiti affondati nella bianca schiuma. Credo sia bello tornare a fare ciò che in tutti i paesi evoluti non si fa più! Le lavatrici sono sempre più tecnologiche e, mentre loro avanzano in tecnologia, noi retrocediamo con essa. E mentre sono lì che sbatacchio con gusto, penso. Pensando mi chiedo il perché di questa passione, in particolare quando sia nata. Oh sì, la risposta è arrivata subito e mi ha riportato a quel lontano e meraviglioso giorno... il giorno del mio risveglio. Abitavamo già da un po' nella Repubblica Dominicana. Nonostante vivessi nel Terzo Mondo da quasi due anni, mi consideravo comunque una donna emancipata. (Seh, come no). Però ci sta, dai, dopotutto venivo da un mondo dove l'apparenza era tutto: trucco impeccabile, scarpe abbinate alla borsa e un’auto sportiva rosso fuoco che mi faceva sentire invincibile. Quel...

Folle è colui che si fa carico del dolore.

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      Ma buongiorno a Voi! Oggi sono qua bella pimpante e piena di energia. Fuori il sole splende e gli uccellini cantano mentre li guardo giocare nella loro vaschetta di acqua.  La fontana del pozzo perde qualche goccia, così ho pensato di mettere un contenitore con dei sassi dentro, in modo di avere varie altezze, infatti ora c'è di tutto, passerotti, merli, colombe, corvi e altre specie che non conosco. Anche le tartarughe si servono con gusto. Li guardo e vado in brodo di giuggiole ogni volta!  Lì vicino ho messo anche un piatto dove giornalmente metto cibo avanzato; pane, pasta e anche verdure lesse, ne vanno matti. E sapete cosa ho capito? Che nel chiudere definitivamente con i social media... la vita mi si è rivelata !  E' incredibile quanto tempo libero io abbia ora! Ovviamente non mi sono tagliata fuori dal mondo. Non guardando più i programmi di stato ma concedendomi Netflix e Amazon, mi rimangono comunque i motori di ricerca. Lì trovo di tutto e...

Sull'onda di un ricordo, quando il mare sembra non volerti perdonare. 2° parte.

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[Sono seduta sul bagnasciuga e tremo come una foglia... ho freddo e le gambe non smettono di tremolare.. i muscoli hanno spasmi continui... Osservo la gente che ignara di quello che succede continua a divertirsi...  Ho ancora il fiatone che sento di nuovo qualcuno gridare aiuto!! -Ossignre... non so se ci riesco... - -Sara, non andare... - mi dice qualcuno. Ma io testarda come un mulo mi rituffo!] La prima parte completa  QUA Questa volta è diverso, con me si tuffano anche tre ragazzi, sono alti e prestanti... menomale che  non sono sola! Nuoto cercando di non perdere l'obbiettivo, non è facile con le onde così alte! Nuoto concentrata infatti non mi accorgo di nulla... ho quasi raggiunto il naufrago, mi volto per vedere che fare con chi è partito con me e...  sono sola! Vedo i baldi giovani che stanno portando fuori due bimbe e una donna. Per loro, alti com'erano, nemmeno hanno dovuto nuotare per recuperare le bimbe a la ...

Sull'onda di un ricordo... quando il mare sembra non volerti perdonare

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Era l'estate del 1987, era la prima vacanza da sposata e avevo vent'anni. Si decide di andare qualche giorno a Fano, visto che in viaggio di nozze abbiamo saltato quella costa ne approfittiamo per passare un paio di giorni con la famiglia del Tomo. Piantiamo la tenda in un bel campeggio e la vacanza inizia! La mattina dopo andiamo in spiaggia e vedo che il mare è grosso. Con mio grande  sgomento vedo anche che è pieno di gente che fa il bagno. E' qualche anno che ho il brevetto di bagnino e riconosco un mare pericoloso e quella mattina è davvero brutto! Ma nulla di quelle onde faceva presagire qualcosa... Son seduta sul mio asciugamano determinata a non bagnarmi nemmeno un piede e chiacchiero con i miei cognati. L'argomento è proprio su quegli imbecilli che si avventurano con materassini e salvagenti come se fosse un mare normale. Per di più è una spiaggia libera e per cui sprovvista di assistenza. Cerco di godermi...