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Visualizzazione dei post con l'etichetta Tunisia

Finalmente si sono conosciuti!

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Il pensiero del martedì Stamattina ho assistito a una scena che, quando avevo dieci anni, avrei considerato fantascienza. Ho un robottino che gira per casa. L'abbiamo chiamato Goldrake e stava pulendo il pavimento mentre io piegavo i panni ancora caldi dell'asciugatrice. Nel frattempo la lavastoviglie stava lavando i piatti. A quei tempi mancavano solo le spazzole rotanti di Goldrake e avrei potuto dichiararmi ufficialmente nel futuro. Sì, lo so, la lavastoviglie esisteva già... ma noi eravamo poveri. Però ricordo bene che avevamo il tostapane! 😄 Stavo pensando che nella mia vita ho cambiato tante case e tanti Paesi e mi sono resa conto di una cosa: nella mia vita da nomade ho avuto praticamente tutto... ma mai tutto insieme. Nel mio periodo dominicano lavavo i panni a mano e cucinavo con un piccolo fornello a gas. Però non stiravo. L'assenza del ferro da stiro, in quella parte della mia vita, è stata una grande benedizione! A Bergamo avevo la lavastovigli...

Una dogana in Tunisia e la solitudine di chi non viene creduto

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  Il pensiero del martedì (in ritardo) "A volte basta una dogana per scoprire quanto siamo soli e quanto siamo forti." Stavo guardando uno di quei programmi su YouTube ambientati negli aeroporti, con i controlli doganali, le valigie aperte e i passeggeri nervosi sotto le telecamere. A un certo punto mi sono ritrovata a sorridere, perché mi è tornata in mente una storia che mi riguarda da vicino. È successo quattro o cinque anni fa, quando vivevamo ancora in Tunisia. Claudio ha un problema di omonimia e, ogni volta che passiamo una dogana, viene fermato per controlli. Quella volta eravamo in macchina e, sapendo che sarebbe stata una cosa lunga, mi disse: «Vai avanti tu con la macchina, io ti raggiungo.» Mi misi in coda. Passò un quarto d'ora. Poi mezz'ora. Poi un'ora. Lo chiamai. Nessuna risposta. Lo richiamai. Ancora niente. Non avevo idea di dove fosse mio marito e, quando finalmente arrivò il mio turno, ero già agitata di mio. I poliziotti se ne...

In viaggio con me! Djerba

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 A fine anno abbiamo deciso di andare via qualche giorno. Tutto bello, peccato però che mi sia ammalata e abbia passato la maggior parte della vacanza a letto! Un paio di giorni però sono riuscita a godermeli e questo è ciò che ho visto! Il secondo giorno abbiamo trovato questo! Hotel Calimera Yati Beach La spiaggia dell'hotel offre un bel panorama Medusa, una di quelle grosse! Il mio Tomo che non sapeva di entrare nell'inquadratura... altrimenti avrebbe mostrato meno addominali! :-D

Portenello? Chissà che vuol dire!

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       E da Yasmin Hammamet è tutto!

Vi porto con me (Yasmine)

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Oggi sono uscita e devo dire che da quando ho cambiato casa mi succede spesso! E ogni volta che lo faccio scatto almeno una foto, una sola, solo una per catturare il momento! Anche perché, diciamolo, c'è sempre un momento da cogliere! E così voglio condividere con voi i miei scatti fatti in questo ultimi mesi! Ho amato farle e goduto ogni momento!  

E ritorno a sorridere come piace a me! (Parliamo di denti!)

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  Sapete cosa amo tanto? Sorridere! Mi sono resa conto che non è tanto masticare, per quanto sia fondamentale, ma è sorridere che mi mancava tanto! Poterlo fare mi ha rimesso al mondo! Sono piena di vita ed entusiasmo come mai prima! Sorrido ogni momento e l'entusiasmo rende le mie giornate finalmente degne! Ormai è assodato; se non sorrido come dico io... muoio dentro! A febbraio è successo il disastro; mi è casato tutto! Un lavoro fatto 15 anni prima è andato a ramengo. Colpa mia, ho permesso alla paura di ignorare i primi segnali. Era un po' di tempo che sentivo un dolore sotto i denti dov'erano appoggiate le due arcate, ma siccome andare dal dentista non è nelle mie attività preferite, ho continuato a rimandare, finché una visita si è resa indispensabile visto che non potevo più masticare! Ma faccio un passo indietro... Appena arrivata qua ad Hammamet, quattro anni fa, ho incontrato una coppia conosciuta su una pagina di Expat in Tunisia. Non li ho frequentati molto, f...

Inutile comouflage

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Oggi l'ennesimo camouflage; anche il quarto tentativo è fallito miseramente! Più o meno. Perché mi devo camuffare? Semplice, per essere lasciata in pace! La stagione estiva è finita e i turisti sono pochi; io che vivo qua da più di quattro anni, anche se non mi vesto come una turista (niente pantaloncini, infradito e canottiera, neanche adesso!) non la do a bere a nessuno. Con la mia testa sale e pepe e l'abbigliamento europeo, si capisce lontano un chilometro che sono straniera! La settimana scorsa sono uscita per una passeggiata... tra i buttadentro dei bar, quelli dei negozi e chi mi voleva fare compagnia, è stato tutto il tempo un non merci! Non mi è piaciuto per niente, visto che non mi sono goduta il mio giretto.  La volta dopo li ho semplicemente ignorati: loro che mi chiamavano in tutte le lingue del mondo e io facevo finta di non sentirli.  Niente; ha sortito l'effetto opposto, li ha resi ancora più insistenti! Il giorno dopo, un'idea: mi copro la testa con un ...

Il nonno al semaforo: una lezione di dignità in due pacchetti di fazzoletti

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  Lo troviamo sempre lì, fermo, al semaforo. È un uomo, o meglio un nonno come noi amiamo chiamarlo. Sembra che abbia una novantina d'anni, ma forse ne ha di meno: difficile stabilire l'età in questo paese dove si invecchia precocemente. Vende fazzoletti. È alto un metro e una banana, i baffi bianchi e la shashia in testa. Se ne sta lì in piedi, il bastone in una mano e due pacchetti di fazzoletti nell'altra. Nella giacca, più grande di due taglie, ha due grosse tasche dove, immagino, tenga la mercanzia da vendere. Quando le auto si fermano si avvicina mostrando i fazzoletti. Se qualcuno dice di no, lui ringrazia sempre mettendo una mano sul cuore, come è uso nelle persone della sua età. Ha sempre il sorriso sulle labbra, amore negli occhi e pace nel cuore. E quando qualcuno compra, lo ringrazia con tutta l'anima: mercí, un million de fois. Vedendo questa scena mi sono ricordata di quando vivevamo a Biella e ci si fermava al semaforo, quello prima della stazi...

Guidare in Tunisa, una serie di no sense che vi manterranno vivi!

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Bene, oggi voglio scrivere di tunisini alla guida che, nonostante loro la pensino diversamente,  il meglio che possono fare è un completo disastro! Sul serio, quanto ci si butta nel traffico si capisce già che qui le regole le fa chi è al volante e ognuno fa ciò che gli viene in mente. In virtù di questo, è normale trovare tutto ciò che non pensereste mai trovare, nemmeno con tutta la fantasia possibile! Per esempio, potreste trovare auto che camminano sulla stessa carreggiata. E che c'è di strano chiederete voi, il fatto è che non vanno nel tuo stesso verso di marcia e infatti capita di trovarvi con auto che vi vengono incontro e... secondo loro la colpa è solo vostra! Oppure capita di trovare qualcuno che ha deciso di fare inversione di marcia lo faccia improvvisamente li davanti a voi, un traffico della madonna in una strada da una corsia e tre quarti, facendo millemilla manovre per riuscire a girare quella scatola d'auto. E non pensare di poter dire qualcosa, lo ...