mercoledì 29 maggio 2024

Chioma al cipollino, cronache di un taglio speziato!


In un commento nel post precedente si è parlato del fatto che mi taglio di capelli da sola, e questo mi ha sbloccato un ricordo! 

Era il 2005 e vivevo in Repubblica Dominicana da qualche mese. All’epoca avevo un taglio scalato che arrivava alle spalle; erano ricci e formavano un bel caschetto sbarazzino. Ma avevano un difetto: se li lasciavo crescere, questi facevano effetto teepee! Allora ho chiesto alla mia vicina di casa, Andreia, chi tagliasse i capelli nel villaggio; lei mi ha fatto il nome di Regina.

Una mattina, erano le 10 circa, mi avvio ed entro nel “salone”. Chiamo ma non mi risponde nessuno. Aspetto un attimo e richiamo. Sento un chiacchiericcio provenire dal cortile sul retro e allora esco e paleso la mia presenza.

-Hola, Regina.-
-Holà, linda, lo siento, pero no te escuché! - Avevo immaginato che non mi avesse sentito e non ha nulla da scusarsi. Le dico che ho bisogno di un taglio e chiedo se ha tempo.
-Por supuesto! Espera un momento que llegue. ¡Tú siéntate! - Ok, ha tempo, mi siedo dove indicato e aspetto che torni. Rientra e mi chiede se ho lavato la testa; le dico di sì. Allora prende uno spruzzino e inizia a bagnarmi i capelli che sono quasi asciutti. Già sento un odore pungente. Lei probabilmente intravede il movimento del mio naso e iniziano le spiegazioni.
-Sé que mis manos apestan… ma devi sapere che mi hanno regalato un sacco di cipolle e allora le sto tagliando fini fini, un po’ le do alle vicine y con lo que sobra preparo el locrito para todos!-

 Ben felice che lei abbia tutte quelle cipolle, immagino la bontà del locrito e la felicità di chi lo riceverà ma… San Cristóbal Colón, non riesco a respirare e mi lacrimano gli occhi! O almeno credo siano lacrime perché, tra una sforbiciata e l’altra, non ha fatto che spruzzare acqua, sentivo i rivoli perfino giù nella schiena… Per tutto il tempo tengo gli occhi chiusi e respiro il necessario per restare in vita! Che agonia!

-Terminado. ¿Cómo se ve? - Mi guardo allo specchio e non capisco nulla, sembro un pulcino che sta affogando nell’acqua di cipolle ma mento dicendole ¡maravilloso! Pago e vado!

Esco all’aria e finalmente respiro a pieni polmoni… un momento, l’odore lo sento ancora! Strada facendo incontro i miei bimbi che mi mostrano quello che hanno trovato nei loro giri: una pietra, un rametto e chi mi fa notare le manine pulite. Li guardo e sembra che loro non sentano il puzzo infernale. Immagino che sia rimasto tutto nel mio naso, meno male! Mi avvio verso casa ma ad ogni folata d’aria risento quell’odore, mi sa che mi sono fissata davvero!

Entro in casa e chiedo al Fanciullo se anche lui sente puzza.

-Wow… potresti fare un soffritto con ciò che hai in testa! -
-È così grave? -
-Mmmh, non peggio dell’aspetto… -
-Cosa dici? -
-Vai a specchiarti, non vorrei rovinarti la sorpresa… - 

Vado allo specchio e… oh santa madre divina, che ha combinato quella donna, sembro un… fungo!! Con i capelli bagnati non si vedeva ma ora che si sono asciugati li guardo e… mi sbaglio o sembra che stiano ridendo di me?! Vado subito a farmi una doccia per togliermi l’odore, poi prendo una forbice e inizio a sistemare il sistemabile!

Ecco, quel giorno è iniziata la fase hazlo tú mismo. Negli anni ho affinato la tecnica e nelle mie varie vite estere ho sempre fatto da sola. Solo nelle pause italiane mi sono avvalsa delle mani esperte di Francesca, ma per il resto solo apprensione, pettine, forbici e taglia capelli.

Questa è una delle tante decisioni prese nella mia vita. Qual è la differenza? Questa ha l’odore di cipolle bianche!

sabato 25 maggio 2024

Rinascita allo specchio



Sto bene, e come ho già detto qui la battaglia è stata dura ma ne sto uscendo vittoriosa!

Ieri, per la prima volta dopo tanto tempo, mi sono guardata allo specchio. Avevo smesso di farlo perché nel riflesso vedevo una vecchia donna, stanca e ormai rassegnata alla vita e al dolore, e onestamente, non mi riconoscevo più.

Ma ieri ho preso coraggio e l’ho fatto. Con immensa gioia, nei miei occhi, però, non c’era più la resa e la tristezza, ma una grandissima voglia di emergere dal pantano in cui ero finita.

Così ho preso pettine e forbici e mi sono tagliata i capelli. Ci è voluto un attimo; nonostante siano anni che lo faccio da sola, questa volta le braccia non volevano collaborare. Ma alla fine sono riuscita! Mi sono lavata di nuovo la testa e mi sono asciugata i capelli con il phon. Con dei colpi di spazzola ben assestati, ho domato le ciocche ribelli che da sempre permettono ai miei capelli di andare dove vogliono. Questa  volta ho vinto io! Poi ho aggiunto un po’ di cera per dare lucentezza e stile. Lo sguardo ancora spento non mi piaceva, e così ho applicato un filo di mascara per dare più spessore agli occhi.

Mi sono guardata allo specchio e, guardandomi negli occhi, mi sono detta: Bentornata, tesoro!

mercoledì 22 maggio 2024

Cose e storie che puoi trovare in Brasile (Curiosità)

 Il Brasile rimane per me uno dei paesi più belli del mondo, noto per le sue bellissime spiagge, la splendida Amazzonia, i frenetici carnevali e molto altro ancora. Il paese sudamericano ospita una popolazione di oltre 214 milioni di abitanti e la maggior parte parla il portoghese come lingua principale.

Ho deciso di fare un elenco che esplora alcune delle attrazioni turistiche più uniche, le meraviglie naturali, i cibi e altre caratteristiche autoctone che puoi trovare solo in Brasile. Ne ho vissute molte, ma mi piacerebbe conoscerle tutte personalmente; spero che l’universo mi dia il tempo necessario!

lunedì 20 maggio 2024

La notte in cui il dolore si è arreso



Ieri, per la prima volta dopo più di tre mesi, non ho sentito dolore e ancora non posso crederci!

Due settimane fa, ho avuto l’ultima crisi di dolore. Era notte fonda, intorno alle tre, e non riuscivo nemmeno a respirare. Le fitte si irradiavano lungo gli arti e un bruciore insopportabile mi attanagliava la schiena e l'addome. Non riuscivo a stare sdraiata tanto il  bruciore era forte, ma non riuscivo nemmeno a stare seduta perché i muscoli del dorso non mi sostenevano dal dolore. Il male era così intenso che non riuscivo a sopportare nemmeno i vestiti. Ero nuda con un lenzuolo sulle spalle, faceva freddo e non potevo mettermi addosso nulla. Ho chiesto pietà perché il dolore era diventato insopportabile.

Negli occhi del mio Tomo ho visto la disperazione dell’impotenza, l’ho visto così perso, povera Anima… 

Avevo tanto freddo ed ero così dolorante! Ho così pensato di fare una doccia bollente. È stata una buona idea: i muscoli si sono rilassati un po’ e il bruciore si è calmato. Tomo mi ha spalmato un po’ di pomata, mi ha rimboccato le coperte e, con ancora gli occhi pieni di lacrime, mi sono addormentata.

È stata l’ultima notte insonne. La notte successiva ho dormito un po' meglio; le fitte si sono calmate parecchio e il bruciore si è attenuato. E così i giorni si sono alternati tra buoni e meno buoni, ma in me la gioia di una rinascita si è fatta più forte!

Ieri, per la prima volta dopo mesi, non ho sentito dolore e io, così felice, ancora non posso crederci!

sabato 18 maggio 2024

Shiva (Sabato in filosofia)

 



Lo Shivaismo, un culto antichissimo pre-vedico che si sviluppò nelle valli dell'Indo e del Gange, contemplava la possibilità di un uomo totale in rapporto armonico con il Tutto. 

Questa meta veniva raggiunta attraverso le tecniche di yoga, le arti, la danza e l'estasi, permettendo il raggiungimento di forme di conoscenza che oltrepassano il razionalismo. L'obiettivo è quello di arrivare ad un'intuizione della natura profonda dell'esistere... dove il pensiero, la materia e la percezione appaiono per ciò che sono: forme di energia inseparabili le une dalle altre.

Shiva viene rappresentato seduto sulla pelle di tigre (la tigre è il veicolo dell'energia femminile Shakti, che lo sostiene), ha in mano un tridente (rappresentante le tre tendenze fondamentali, i guna: creare, preservare, distruggere). 

Ha un sottile di luna sul capo a mo' di diadema (è la coppa del soma, il potere spirituale che nasce dalla sublimazione dell'Eros), il serpente intorno al collo (simboleggia il dominio sulla paura e il risveglio del piacere), il tamburello damaru (è il ritmo incessante della creazione che nasce dalla danza dei principi maschile e femminile), la collana di teschi (simbolo dei cicli senza fine delle epoche cosmiche).

Buona giornata a tutti!

Dhanly 

martedì 14 maggio 2024

Un mondo nuovo... e ci sarai anche tu!




Esiste qualcosa che mi riempie di gioia immensa; è la consapevolezza che, nonostante i tuoi tentativi di diffondere malevolenza, disprezzo e desiderio di distruggere chi non è come te, il concetto di una "razza pura" è un'illusione. Accettalo, perché non è mai esistita e, nonostante i tuoi sforzi, continuerà a non esistere.

Varcando i limiti del proprio pensiero, si può scoprire l'incanto del mondo nelle sue infinite varietà e lasciarsi sedurre da esso. Le persone perseguiranno sempre nuove prospettive, si innamoreranno di diverse tonalità e profumi.

Non sarai tu, così disgustato dalla diversità, né tuo figlio, ma forse sarà tuo nipote, distante dalle tue idee, a compiere questo passo.

E così il mondo diventerà un luogo meraviglioso, perché l'idea di una "razza pura", così ancorata all'immobilità, svanirà; non ci sarà più "la mia terra" o "il tuo spazio"... esisterà un'unica, grande casa dove il tuo disprezzo per l'altro si dissolverà e persino il ricordo di te e delle tue parole svanirà.

E in quel giorno, sarò lì con te, in un'altra vita e in una nuova forma, a celebrare l'era in cui il mondo si tingerà di una splendida tonalità di beige, con occhi a mandorla, e sì, sarà magnifico rivederti e riconoscerti... proprio nelle sembianze che oggi disprezzi così tanto!

sabato 4 maggio 2024

Oltre la vita... (Riflessioni)




Ho bisogno di riposo così decido ni mettermi comoda e di vedermi un film. Scorro il menù. La mia prima scelta si è rivelata noiosa, così ho optato per "Oltre la vita", un film che esplora l'aldilà attraverso la vera storia di Dannion Brinkley, tornato in vita dopo essere stato dichiarato morto nel 1975.

Sono abbastanza stanca e più che vederlo lo ascolto, decidendo di vederlo con attenzione in un secondo momento. Circa un'ora dopo, una conversazione nel film cattura la mia attenzione: il dialogo tra il protagonista e una donna sopravvissuta a un tentativo di suicidio.

-Perché l'hai fatto?- chiede lui.

-Volevo essere libera... fuggire, dormire senza più pensieri. Ma mi hanno salvata; sono morta per dieci minuti.-

-E sei stata... lassù?-

-Più un inferno che un paradiso. Bruciavo, cani feroci mi attaccavano... un dolore senza fine, neanche da morta trovavo pace...-

-La morte non è una via di fuga.. è un premio e ti viene assegnato quando te lo meriti...-

Aspetta un momento... la morte, quindi, non è fuga ma un premio, assegnato a chi lo merita. Questa affermazione mi ha colpito, spingendomi a riflettere. Immaginare un mondo che vede la morte come un dono, non come una tragedia, ma qualcosa che celebra il passaggio di un essere caro... come un arrivo glorioso e non come una perdita.

Credo nella reincarnazione, ma senza aver certezze e a volte questa mancanza di fede mi lascia dubbi. Tuttavia, questa nuova prospettiva mi riempie di una felicità sorprendente.

Spesso penso alla morte come conclusione di un viaggio e inizio di un nuovo percorso che mi riporta sulla terra per esperienze, risoluzioni e apprendimenti. Ho sempre visto la morte come una tappa necessaria per la crescita, ma mai come un premio. E se fosse così? Se venissimo ricompensati con la morte quando la meritiamo? Le nostre paure crollerebbero, liberandoci dalla spada di Damocle che ci sovrasta, non vi pare?

Se fossimo convinti che la vita è solo un transito verso qualcosa di migliore, la nostra percezione della vita cambierebbe? Per chi crede in questa unica vita, non sarebbe un sollievo?

Queste riflessioni mi portano a un sorriso, invitando a ulteriori meditazioni che potrebbero rivoluzionare completamente queste parole. Un pensiero che si completa in se stesso...

mercoledì 1 maggio 2024

Ho bisogno di un miracolo...

 


E niente, non ne vengo fuori! Sono dolorante, stanca e demoralizzata  Questa nevralgia post erpetica non mi dà pace. Passo le notti in lacrime e le giornate piegata in due dal dolore.

Mai avrei pensato di provare così tanto dolore! Ho fitte lancinanti lungo gli arti e la pelle mi brucia, ovunque, e la cosa peggiore è che non c'è medicina che mi dia sollievo...  La mia vita sta diventando uno strazio e questo dolore mi sta togliendo la voglia di vivere! Giuro, non c'è la faccio più!

Non so perché lo stia scrivendo, probabilmente spero che, buttando qua la mia disperazione, se ne vada anche tutto questo dolore, davvero, non so ... So solo che ogni attimo prego chiunque sia in ascolto, di fare il miracolo e farmi guarire... perché così non riesco ad andare avanti.