Ieri ho sentito nostro figlio e mi ha raccontano di aver visto Anderson per un lavoro. Anderson è un uomo che ho avuto l'onore di conoscere nella mia vita brasiliana. Un uomo di una tale dolcezza e simpatia che all'epoca sarei stata ore a parlare con lui, quello che si dice una pasta d'uomo! Ed ecco che al solo pensarlo spunta quella bellissima e terribile saudade! (Si legge sawˈdadʒi)
In verità in italiano non esiste una parola per tradurre la parola brasiliana saudade. Spesso noi la traduciamo con malinconia, ma in realtà è qualcosa di molto più profondo.
La saudade brasiliana è un intimo vuoto che si avverte per la mancanza di qualcosa misto alla voglia di fare qualcosa per attivarsi per ritornare determinati luoghi, rivedere persone o rivivere certe sensazioni… A volte saudade è una specie di ricordo nostalgico, affettuoso, di un bene speciale che è assente, accompagnato da un desiderio di riviverlo o di possederlo. In molti casi una dimensione quasi mistica, come accettazione del passato e fede nel futuro ma che quando prende prende forte! Ora lo sento come un vuoto nello stomaco, una sorta di fame ma che non può essere colmata.
Ah, che voglia di allegria, sorrisi, partecipazione e voglia di vivere!
Ricordo che per loro ogni occasione è buona per attaccar bottone. In fila alla cassa di un supermercato, per strada, e perfino in macchina! Amano tantissimo gli italiani, (solo loro sanno il perché) e appena sentono parlare il così amato idioma, qualcuno trova l'ennesimo pretesto che fare due chiacchiere! Posso garantire che l'invito per un cafezinho a casa loro arriverà in men che non si dica! Pensate che quando il mio Fanciullo e la sua Dolce Vipera hanno fatto trasloco, la mattina dopo i vicini, che ancora non conoscevano, si sono presentati per invitarli a fare colazione a casa loro. E sia chiaro, la colazione era già pronta per tutti, bello vero?
Pensavo che scrivere mi avrebbe tolto quella stana emozione e invece l'ha intensificato l'emotività...
Pazienza, passerà anche questo. Io comunque continuo a desiderare di tornarci e chissà, magari l'universo farà di nuovo il suo miracolo! Incrociamo le dita!