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Visualizzazione dei post con l'etichetta pensiero critico

[Sguardo] Siamo un branco di idioti: il pensiero critico è diventato un lusso

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  È ufficiale: siamo un branco di idioti. Non lo dico per provocare. Lo dico perché lo vedo, lo sento, lo vivo. E ogni tanto mi chiedo: ma davvero c'è gente che crede ciecamente a tutto quello che politici, guru, influencer e giornalisti ci raccontano? Davvero nessuno si ferma a pensare, a dubitare, a dire "mi sa che ci stanno prendendo in giro"? Un po' come quel tizio in Don't Look Up, che alza gli occhi al cielo e dice la frase più vera del film. Ecco, io sono quel tizio. Solo che non ho la barba. E io l'avrei fatto ancora prima, altro che aspettare la presidente di turno. Si costruiscono muri per sentirsi al sicuro, e poi ci si lamenta di essere soli. Si tagliano alberi per stampare volantini che dicono "salviamo la natura". Si scrivono poesie d'amore e ci si lascia con un messaggio su WhatsApp. Si inventano orologi per misurare il tempo, e poi si corre come criceti impazziti. E poi ci sono i social. Troppo rumore, troppa superf...

[Sguard]o Luce. Guarigione. Consapevolezza. Perché certe parole non aprono: chiudono

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Di solito non rileggo quello che scrivo. Se lo faccio, è solo per riprendere un tema, non per rivedermi. Oggi invece mi è successo. Tempo fa avevo scritto questo e mi ero sentita giudicante, presuntuosa, magari anche un po' saccente. Rileggendolo oggi, mi sa che ero solo molto cauta. Forse fin troppo gentile. Da tempo ormai sui social è esploso un certo tipo di linguaggio: parole grosse, solenni, sempre uguali. Luce. Guarigione. Consapevolezza. Verità. Parole che dovrebbero aprire e invece chiudono. Perché quando qualcuno parla così, spesso non sta cercando: sta affermando. Il problema non sono i life coach o gli influencer spirituali. Il problema è quanto facilmente gli si crede. Quanto siamo disposti a smettere di pensare con la nostra testa pur di sentirci dire che stiamo andando nella direzione giusta. Chi si definisce guida, di solito vuole essere seguito. Chi promette cambiamenti, spesso non sopporta le domande. E chi parla sempre di luce, raramente ...

[Sguardo]Punch, il macaco abbandonato: quando lo [Sguardo] si ferma sulla pucciosità e dimentica la coerenza

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  Punch ha sei mesi. È nato in uno zoo giapponese, a Chiba, ed è diventato una piccola star sui social in poche settimane. È tenero, è minuscolo, è perfetto per un reel, non trovate? E sua madre lo ha abbandonato alla nascita, ok! Fin qui, la notizia. Adesso spostiamo lo Sguardo. Quante volte avete sentito dire: "Preferisco gli animali agli esseri umani. Loro sono puri. Loro amano in modo incondizionato." È una frase che ritorna spesso. Troppo spesso. Per carità, non c'è nulla di sbagliato nell'amare gli animali, anzi! Il problema nasce quando quell'amore diventa un rifugio morale: una purezza proiettata, comoda, che non contraddice, non delude, non mette in discussione. Poi arriva Punch. Un animale "puro", "istintivo", "libero da sovrastrutture umane". E l'abbandono accade. E lo Sguardo dove si posa? Non sull'abbandono da parte della madre.  Non sulla fragilità dell'istinto. Non sul...