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Visualizzazione dei post con l'etichetta Repubblica Dominicana

Finalmente si sono conosciuti!

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Il pensiero del martedì Stamattina ho assistito a una scena che, quando avevo dieci anni, avrei considerato fantascienza. Ho un robottino che gira per casa. L'abbiamo chiamato Goldrake e stava pulendo il pavimento mentre io piegavo i panni ancora caldi dell'asciugatrice. Nel frattempo la lavastoviglie stava lavando i piatti. A quei tempi mancavano solo le spazzole rotanti di Goldrake e avrei potuto dichiararmi ufficialmente nel futuro. Sì, lo so, la lavastoviglie esisteva già... ma noi eravamo poveri. Però ricordo bene che avevamo il tostapane! 😄 Stavo pensando che nella mia vita ho cambiato tante case e tanti Paesi e mi sono resa conto di una cosa: nella mia vita da nomade ho avuto praticamente tutto... ma mai tutto insieme. Nel mio periodo dominicano lavavo i panni a mano e cucinavo con un piccolo fornello a gas. Però non stiravo. L'assenza del ferro da stiro, in quella parte della mia vita, è stata una grande benedizione! A Bergamo avevo la lavastovigli...

Il gallo stonato e il pranzo inaspettato: un ricordo caraibico

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Un racconto di vita quotidiana in Repubblica Dominicana, tra risvegli sgraziati, vicini sinceri e finali sorprendenti. Vegani avvisati: qui si ride anche di un gallo stonato. Ricordi... Ieri mi è bastato vedere un gallo tronfio in una foto per ricordarmi che, in Repubblica Dominicana, ne avevo uno sotto casa che pensava di essere Pavarotti. Era il 2006, o giù di lì, eravamo in quella della Domenicana da un anno circa. Vicino a noi viveva una famiglia che ho sempre apprezzato molto. C’era Santiago, sua moglie Andrea e figli e nipoti sparsi un po’ ovunque. Una mattina mi sveglio con il canto di un gallo che, più che un canto, era il suono sgradevole di un gesso sulla lavagna. Mi alzo e, fuori dalla finestra, proprio sulla recinzione, vedo un galletto tutto allegro e tronfio che dava il buongiorno al mondo. Ho pensato: e questo da dove cazzo arriva? E niente, mi sono rimessa a letto. Il cantante ha finito la sua performance, così io mi sono riad...

Ciaossara: il mio addio a Mara, amica di una vita

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  Un ricordo che non muore,  un’amicizia che resta. Mara è morta... oggi, e con lei se ne va l’ultima delle mie amiche... La mia Maruska! ♥️ Un’amica storica, o perlomeno la più duratura tra tutte le mie amicizie: vent’anni. L’ho conosciuta in Repubblica Dominicana. Eravamo al Rio, io e il mio Tomo, quando arriva Daniel, un amico in comune,che inizia a chiacchierare con noi. A un certo punto si gira verso due persone che stavano arrivando e ci dice: “Oh, vi faccio conoscere due belle persone.” Ci ha presentato la coppia e abbiamo iniziato a parlare. Abbiamo scoperto che erano lì per vedere se quel posto poteva diventare la loro prossima dimora. Non ricordo bene tutti i dettagli di come sia andata, ma sta di fatto che poi sono tornati, hanno comprato casa e hanno deciso di stabilirsi lì almeno nove mesi l’anno. Mara era una donna dolce, paziente, e anche un po’ fuori dal tempo. C’è una cosa che continua a farmi sorridere: quando le chiedevo “Che ore ...

Forse che sì, forse che no: civiltà, desideri e rivoluzioni

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Cosa ho visto davvero, oltre i confini della nostra civiltà... L’altro giorno leggevo su un blog dove si parlava di quello che succede nel mondo arabo.   Ho dato la mia opinione, e la risposta ricevuta mi ha dato lo spunto per questo pensiero. La risposta parlava di civiltà.   Nello specifico della nostra civiltà: quella che impone regole, quella che ha portato malessere… e forse proprio quella da evitare. Io, nelle mie esperienze di vita, ho visto e toccato con mano questi popoli — specialmente in Repubblica Dominicana.   Non ci sono stata come turista eco-solidale, ma ho vissuto quasi due anni in full immersion nella loro cultura.   E questo mi ha dato modo di vedere e capire dove la nostra civiltà ha fatto danni. Forse è vero che il ragazzo dominicano, che vede la TV del consumismo dove la trasmissione più seria è una telenovela e non sa dove sia messo nel mondo, alla fine diventa succube di un desiderio che non porta a nulla… ...

Blackout: Quando la luce non c’è: il silenzio che mi ha cambiata.

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Il blackout in Europa mi ha portato in tempi lontani, era il 2005 o giù di lì... Siamo qua a Los Patos de Barahona da qualche tempo ormai e ci stiamo abituando ai loro ritmi… Lavoriamo a questa casa che abbiamo affittato, con la lentezza che caratterizza questo popolo, e vi dirò che non è poi così male!   La giornata per me inizia alle nove, e mi sveglia Tomo con il rumore del giornale e la colazione pronta. Il fanciullo dorme fino a tardi: lui sta sveglio la notte quando finalmente c’è corrente.   Fatta la colazione, Tomo si occupa delle piccole incombenze della casa, come il giardino e l’orto, e poi passa alle cose che immancabilmente si rompono. Io, invece, mi occupo della casa. Non ci sono ancora soldi per la lavatrice, quindi per mesi lavo tutto a mano. La sera prima metto a bagno il bucato, e al mattino inizio a sbattere e strofinare tutto per poi risciacquare sotto la canna dell’acqua (ovviamente quando c’è acqua, che arriva solo finché funzionano le pompe!)....

Sentieri Illuminati da una rugiada di sorridenti lacrime. (In Viaggio con Me)

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L'altro giorno ho trascorso due ore al telefono con mia sorella. Abbiamo parlato di tutto e tra i vari argomenti abbiamo rivisitando il nostro cammino di crescita. Pur non essendo particolarmente legate all'epoca, le nostre strade sono iniziate quasi contemporaneamente. Chi l'avrebbe mai detto?

Taglio di capelli fai da te: il ricordo tra cipolle e risate in Repubblica Dominicana

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Taglio di capelli fai da te: il ricordo tra cipolle e risate in Repubblica Dominicana Un racconto ironico e personale dal 2005 in Repubblica Dominicana: un taglio di capelli tra cipolle, odori pungenti e la nascita della fase “hazlo tú mismo”. Ci sono ricordi che riaffiorano all’improvviso, magari per un dettaglio insignificante. A me è bastato pensare al fatto che da anni mi taglio i capelli da sola per tornare indietro al 2005, quando vivevo in Repubblica Dominicana. Quella volta, però, non fu un’esperienza proprio indimenticabile… anzi, direi che ebbe un profumo — o meglio, un odore — davvero particolare! Era il 2005 e vivevo in Repubblica Dominicana da qualche mese. All’epoca avevo un taglio scalato che arrivava alle spalle: ricci, un bel caschetto sbarazzino. Ma con un difetto: se li lasciavo crescere, facevano effetto teepee! Così chiesi alla mia vicina Andreia chi tagliasse i capelli nel villaggio. Mi fece il nome di Regina. Una mattina, ver...

[Vi porto con me] Bahía de las Águilas: la spiaggia più selvaggia della Repubblica Dominicana

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Rieccomi qua, più svasata di prima. Da non credere, vero? Lo so, lo so: da evento occasionale sta diventando una costante, ma ce la posso fare! 😊 Nell'attesa di ripigliarmi, vi lascio delle foto. Quella strada che vedete porta a Bahía de las Águilas, nel sud-ovest della Repubblica Dominicana, vicino al confine con Haiti. Una delle spiagge più remote e selvagge dei Caraibi: nessun resort, nessun chiosco, solo sabbia bianchissima, acqua turchese e un silenzio che toglie il fiato. Ci si arriva dopo un bel pezzo di strada sterrata, ma ne vale ogni singola buca. 😄 Per ora vi mando un abbraccio grandioso e... a presto!