venerdì 28 febbraio 2020

Quando i virus ti smascherano! Il Coronavirus ha mostrato ciò che siamo veramente!








Oggi leggendo le notizie su un giornale on-line mi  sono imbattuta in questo articolo.
Lo condivido perché dice esattamente ciò che penso. Lo metto a futura memoria, per quando ci sarà un'altra crisi e l'isteria avrà il sopravvento... sì, perché succederà di nuovo e ancora.

"Con questa storia del coronavirus ci abbiamo fatto una figuraccia con la morte. Così evoluti, illuminati, emancipati, sgamati, smaterializzati.

E poi, appena il nostro organismo da grossi mammiferi viene vagamente minacciato, corriamo al supermercato per fare scorta di scatolette di tonno. Sei millenni di storia e siamo ancora delle scimmie impaurite. Paura, paura e basta, ecco che cosa ci fa alzare la mattina: guadagnare per non morire di fame, tenersi stretto qualcuno per non morire di solitudine, e se mi ammalo servono soldi e affetti. Ecco che cosa siamo, bestie impaurite.

E poi ci facciamo le stories, guardiamo i talk show, ascoltiamo una canzoncina in giro di do dietro l’altra, ci sbronziamo e andiamo a puttane soltanto per scordarci di quella paura.

Asserragliati nei nostri presenti usa e getta, ripiegati su noi stessi come porcospini nella notte, non ci rimane altro da difendere, senza fedi né ideali, che le nostre piccole sopravvivenze. Niente guerre, niente martiri, niente rivoluzioni, pretendiamo di annoiarci per sempre, di passare le ere geologiche nelle nostre stanzette antisismiche a farci le seghe con PornHub.

Sembra che la certezza più antica del mondo diventi di colpo una notizia: moriremo tutti. Non ce lo aspettavamo. La gente adesso muore, pensa te, dove andremo a finire?

Ma grazie allo smart working camperemo per sempre. Un delirio di massa. Struzzi con la testa sotto la sabbia da decenni che a un tratto avvistano una talpa carnivora. Solo i vecchi muoiono! Io sono giovane, non morirò. Affari loro. Loro ci sono nati, moribondi. Io invece avrò 29 anni per sempre. Un branco di decerebrati.

Soprattutto a Milano, dove si dice di lavorare per la bellezza e per il progresso, dove chissenfrega dei nostri anacronistici corpi, le idee viaggeranno per sempre nel cloud a disposizione dell’umanità. E poi misuriamo un metro e mezzo dai vicini di tram e guardiamo chi starnutisce come fosse un bioterrorista.

Ci consideriamo delle specie di elfi: se non ci succede niente dureremo quanto il sole. Sembra che un paio di quarantene e di tutorial su come lavarsi le mani rimuovano per sempre il problema della morte. Via il coronavirus, si tira dritto per l’eternità. Pare si crepi solo per le emergenze che i media decidono di volta in volta di strombazzare. Un anno si muore di rapinatori albanesi, un anno di surriscaldamento. Così restiamo zimbelli nelle mani dello share e del conteggio dei click.

La verità è che di quella promessa di vita eterna delle vecchie religioni noi avevamo bisogno. Guardateci adesso, in fila al Carrefour, a litigare per l’ultimo pacco di pipe rigate o di acqua oligominerale.

La verità è che in pochi di noi sopportano la pura, netta, cristallina e petulante idea della morte.
La verità è che l’alternativa è tra promessa ultraterrena e amnesia di massa.
Finché un direttore di giornale per vendere qualche copia in più non decide che ora ce lo dobbiamo ricordare, di essere mortali. Eccezionalmente mortali, solo per qualche giorno, poi si torna divini.

Con le arie da post-umani che ci diamo dovremmo invece ritenere la nostra esistenza un dettaglio del cosmo, ragionevolmente trascurabile, quanto quella di una blatta o di un albicocco. Questo attaccamento alla vita è così volgare per gente capace di fare un bonifico online e di indignarsi sui social network per la fame nel mondo.

 Ecco che sentiamo “epidemia” e siamo già tappati in casa con due giri di chiave, e che il mondo con la sua fame si fotta là fuori. Facciamo i fighi in auto, sfrecciamo in città, passiamo col giallo, che tanto chi se ne fotte. Beviamo e fumiamo e pippiamo e scopiamo senza preservativo perché a me non importa. Tutto bellissimo, per carità. Ma non è vero.

Siamo una manica di lombrichi che avvicini il dito e quelli si abbozzolano su loro stessi. È appena passato il mercoledì delle ceneri: quei vecchi ebrei, 3.800 anni fa, la sapevano più lunga di politici e scienziati e santoni e luminari di oggi: “polvere sei, e polvere tornerai”.

 Per quante mascherine e guantini t’infili. Finché non ci fermiamo e non ragioniamo su questo fatto, finché non pensiamo che nessun Burioni o medico trentaquattrenne cinese o ottuagenario lombardo potrà mai morire al posto nostro, finché non capiamo che cosa siamo, e cioè mortali, saremo in balia di ogni notizia, vera o falsa, che lanci la moda di una catastrofe monoporzione."

-Enrico Dalbuono

Foto: Getty Images

11 commenti:

  1. Sara Sara, il tuo post fa capire quanto è importante l'intelligenza, purtroppo gli italiani questo non lo sanno ancora.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. La triste verità. Questa pseudo emergenza a mostrato cos'è davvero la massa.
      Qualcuno mi ha scritto: "grazie, tu parli così perché vivi in Tunisia." Io ho risposto: "io vivo in Tunisia, è vero, ma anche qui è artivato il coronavirus. Ma immagino che il governo non abbia troppi soldi da buttare via in tamponi e analisi.
      Il virus è in giro da dicembre, non credete anche voi che con tutti i viaggi aerei che arrivano in Tunisia non si è arrivato anche qui?"
      Anche questa affermazione dimostra la pochezza di qualcuno! 😉
      Ti abbraccio caro amico, a presto! 💕

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  2. Non sono affatto d'accordo su quanto questo signore scrive in questo articolo, credo piuttosto siano pensieri partoriti da un individuo arrabbiato col mondo intero. Le sue parole... i suoi insulti... sprigionano tutto il malcontento che porta dentro. Forse lui non è felice di vivere e allora la paura della morte non gli fa alcun effetto. E allora che si offra volontario nei luoghi dove veramente c'è bisogno!
    La paura è insita nell'essere umano, e quando si sente minacciato cerca di proteggersi con qualunque mezzo... è solo questione di sopravvivenza!
    Sarebbe piuttosto il contrario una cosa anormale!
    Chi non ha paura della morte significa che non ha nulla da perdere, ma chi ha affetti importanti, e non parlo di cose materiali, ma di ama ed è amato... allora tutto cambia!
    Esistono persone su questa terra che non possono delegare ad altri la loro missione, proprio perchè la loro vita è talmente importante... non per se stessi, ma per chi si devono prendere cura...
    E ti confesso che io ho paura di morire, non per me, ma perchè mio figlio senza di me sarebbe perso...
    E non è vero il detto che dice "Siamo tutti utili e nessuno indispensabile! Perchè alcune persone su questa terra sono state e saranno indispensabili!

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    1. Rispetto il tuo pensiero cara Betty e tu lo sai benissimo, ma non bisogna essere arrabbiati col mondo per pensarla così.
      Io sono serena amo la vita e... non ho paura di morire.
      Ovviamente parlo per me, nessuno è obbligato a condividere questo mio pensiero,o ma non ho paura perché so che è inevitabile e con tutte le mie incertezze questa è l'unica cosa che mi dà conforto.
      E sai perché? Perché la vita è così preziosa che va vissuta adesso senza dare retta a tutti questi allarmismi. Bisogna viverla a dispetto di chi dice che moriremo tutti oggi, viverla senza chiudersi in casa, senza fare mambassa di cibo, senza ansie e senza paure. Farsi manipolare il cervello senza nessun fondamento, non lo trovo rispetto per la vita ma un vero e proprio insulto.
      Io invece credo proprio il contrario, nessuno è indispensabile. Si muore da sempre e il detto dice; chi muore giace e chi vive si dà pace.

      Quello che ho visto in questi giorni non fa un'ora nessuno Gente insulta per un colpo di tosse, gente che litiga per una bottiglia di acqua, gente che fino al giorno prima non si dispiaceva per quei poveri martiri mare e ora impazzisce per una semplice influenza.

      Come ho già detto non entro nelle singole vite, io parlo in generale è quello che sto vedendo
      quello che succede nel mondo in questi giorni non ha nulla a che vedere con la vita... anzi.

      Un abbraccio stretto a te!💕

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    2. Appena di finito di scrivere alla televisione ho sentito questa frase; Nessuno di noi sa quanto tempo gli resta ma a me piace vivere come se restassero solo quei due ultimi giorni!
      Mi piace credere che sia un messaggio dell'universo s conferma di ciò che ho sempre pensato! ❤️❤️
      Ciao Betty!

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  3. Mai come in questi giorni molti hanno messo a nudo la predilezione per le false notizie rispetto alle notizie partecipate dagli addetti ai lavori medici e medicali

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    1. Cia carissimo, ben ritrovato, come stai?
      Giusto l'altro giorno sono passata da te, volevo lasciare un saluto ma non ho trovato dove commentare…
      Ebbene, sì, qualcuno preferisce l'opinione del "chiunque" di turno anziché l'esperto. E' più semplice credere ai laureati della vita!
      Ti abbraccio e a presto!

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  4. Vivere come se non si dovesse morire, quindi fare progetti, avere sogni, interessi, per me è fondamentale, allo stesso tempo essere consapevoli che la vita nel suo ciclo include la morte, che, come siamo entrati, arrivati su questo pianeta, così dobbiamo lasciarlo. Penso che questo virus offra la possibilità di riflettere veramente sulla nostra natura, crediamo di essere i padroni del mondo, tutto ci dimostra il contrario. Causiamo disastri ambientali, variazioni climatiche, e la Natura pone in essere misure per ottenere un nuovo equilibrio (non importa che per noi siano catastrofi naturali, lei ne ha bisogno ed è primario rispetto a noi), arriva un invisibile, microscopico virus, ed ecco tutti rinchiusi per cercare di non ammalarsi tutti insieme altrimenti sarebbe un vero sterminio, e nel frattempo, velocemente, la natura si rigenera, gli animali conquistano qualche spazio.
    Le paure fanno parte della vita, servono pure, a metterti in guardia a volte, altre a darti la spinta ad andare avanti, a cercare in te quella forza sopita da una quotidianità ripetitiva, e chissà a quanto altro, anche a sopravvivere di certo. E di fronte ad una minaccia di morte così repentina, la paura si fa sentire, e allora dai fondo a tutte le tue risorse per fare del tuo meglio nell'oggi, in quello che puoi fare, che è in tuo potere.
    Spero si possa imparare da tutto questo che siamo ospiti e non padroni, e dovremmo essere custodi di un pianeta che stiamo avvelenando e distruggendo, questo per me è il messaggio di questo tempo, essere consapevoli di noi e di ciò che facciamo, e raddrizzare il timone.
    Un abbraccio

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    1. Ti chiedo scusa del ritardo nella risposta ma il mio allontanamento dai social mi ha fatto dimenticare di controllare le mail.😉

      Concordo su tutto ciò che hai scritto e mi auguro veramente che questa pandemia ci porti a una crescita interiore di cui abbiamo veramente bisogno! Anche se temo che la speciazione sia andata troppo oltre e per la maggior parte delle persone si ormai troppo tardi. Ma il pianeta ha bisogno di noi e ora più che mai dobbiamo essere consapevoli di ciò che sta succedendo... speriamo!

      Grazie della testimonianza, sono state veramente delle belle parole!!
      Un abbraccio a te a presto! ❤️

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  5. Ciao Sara, ho aspettato l'evoluzione della "crisi" per vedere se queste parole fossero solo una reazione al "momento" o se, come temevo, fossero l'indicazione dei limiti dell'umanità.
    A tre mesi dall'inizio della pandemia non ci resta che certificare l'incapacità di uomini e donne di gestire qualsiasi cosa che esca dall'ordinario, il panico è onnipresente, sono pochi che riescono a mantenere una parvenza di lucidità.
    A questo va aggiunta la convinzione di essere indispensabili, nessuno lo è, l'universo segue logiche a noi sconosciute, se pensiamo che qualcuno di noi sia indispensabile non abbiamo capito quanto siamo insignificanti nell'immensità che ci circonda, il mondo, conosciuto e non, ha fatto a meno dell'uomo per milioni di anni, se dovessimo scomparire nessuno lo noterebbe.
    Viviamo alla giornata e convinciamoci che siamo importanti per le persone che amiamo, non andiamo oltre.
    Buona giornata.

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  6. Io che non scrivo quasi più, ho voluto postare questo proprio per futura memoria.
    Rileggendo il post dopo tre mesi è triste vedere che è proprio come tu hai scritto: è l'indicazione dei limiti dell'umanità.

    Qualche ingenuo aveva pensato che questa crisi ci avrebbe migliorato, ma mi tocca ammettere che per molti questa pandemia ha fatto emergere il peggio.
    Non per tutti ovviamente, chi era già consapevole il cammino è stato senz'altro interessante, per chi invece era ignaro della propria esistenza c'è stata una grande regressione, proprio come citato da Enrico Dalbuono.

    Vero, viviamo giorno per giorno dando il megio di noi e domani... chi virà vedrà!
    A presto e grazie!

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