Taglio di capelli fai da te: il ricordo tra cipolle e risate in Repubblica Dominicana
Taglio di capelli fai da te: il ricordo tra cipolle e risate in Repubblica Dominicana
Un racconto ironico e personale dal 2005 in Repubblica Dominicana: un taglio di capelli tra cipolle, odori pungenti e la nascita della fase “hazlo tú mismo”.
Ci sono ricordi che riaffiorano all’improvviso, magari per un dettaglio insignificante. A me è bastato pensare al fatto che da anni mi taglio i capelli da sola per tornare indietro al 2005, quando vivevo in Repubblica Dominicana. Quella volta, però, non fu un’esperienza proprio indimenticabile… anzi, direi che ebbe un profumo — o meglio, un odore — davvero particolare!
Era il 2005 e vivevo in Repubblica Dominicana da qualche mese. All’epoca avevo un taglio scalato che arrivava alle spalle: ricci, un bel caschetto sbarazzino. Ma con un difetto: se li lasciavo crescere, facevano effetto teepee! Così chiesi alla mia vicina Andreia chi tagliasse i capelli nel villaggio. Mi fece il nome di Regina.
Una mattina, verso le 10, mi avvio ed entro nel “salone”. Chiamo, ma nessuno risponde. Aspetto un attimo e richiamo. Sento un chiacchiericcio provenire dal cortile sul retro, esco e mi paleso.
— Hola, Regina.
— Holà, linda, lo siento, pero no te escuché!
Le dico che ho bisogno di un taglio e chiedo se ha tempo.
— ¡Por supuesto! Espera un momento que llegue. ¡Tú siéntate!
Mi siedo e aspetto. Rientra e mi chiede se ho lavato la testa; rispondo di sì. Allora prende uno spruzzino e inizia a bagnarmi i capelli quasi asciutti. Già sento un odore pungente. Lei nota il mio naso che si muove e spiega:
— Sé que mis manos apestan… ma devi sapere che mi hanno regalato un sacco di cipolle. Un po’ le do alle vicine y con lo que sobra preparo el locrito para todos!
Felice per lei e per il locrito, immagino la bontà del piatto… ma intanto io non riesco a respirare e mi lacrimano gli occhi! Tra una sforbiciata e l’altra continua a spruzzare acqua: sento rivoli perfino giù per la schiena. Tengo gli occhi chiusi e respiro il minimo indispensabile. Che agonia!
— Terminado. ¿Cómo se ve?
Mi guardo allo specchio: sembro un pulcino affogato nell’acqua di cipolle. Mento dicendo ¡maravilloso! Pago e vado.
Fuori finalmente respiro… ma l’odore lo sento ancora! Incontro i miei bimbi, mi mostrano i loro tesori — una pietra, un rametto, le manine pulite — e loro non sembrano percepire il puzzo. Forse è rimasto tutto nel mio naso.
Arrivata a casa chiedo al Fanciullo se anche lui sente odore.
— Wow… potresti fare un soffritto con ciò che hai in testa!
— È così grave?
— Mmmh, non peggio dell’aspetto… Vai a specchiarti, non vorrei rovinarti la sorpresa…
Vado allo specchio e… oh santa madre divina! Sembro un fungo! Con i capelli bagnati non si vedeva, ma ora che si sono asciugati ridono di me. Doccia immediata per togliere l’odore, poi forbici in mano per sistemare il sistemabile.
Ecco, quel giorno è iniziata la fase hazlo tú mismo. Negli anni ho affinato la tecnica e nelle mie varie vite all’estero ho sempre fatto da sola. Solo nelle pause italiane mi sono affidata alle mani esperte di Francesca.
Questa è una delle tante decisioni prese nella mia vita. Qual è la differenza? Questa… ha l’odore di cipolle bianche!
