venerdì 5 ottobre 2018

I motivi che mi spingono a girare il mondo?

Oggi ho fatto una foto e l'ho messa nell'immagine di copertina di FB. Gianni, un caro amico blogger mi ha fatto una domanda al quale, li per li, non ho saputo rispondere ma mi ha portato a fare una riflessione.
[...]Ancora oggi non riesco a comprendere bene i motivi che ti spingono a girare il mondo. Di motivi ce ne sono tanti in effetti. Tuttavia intuisco che c'è qualcosa di interiore in te che non riesco ad afferrare nella sua interezza. Ma, aldilà di qualsiasi eventuale ragionamento, io ti seguo sempre e ti voglio bene. A prescindere.[...]

Quali sono i motivi che mi spingono a girare il mondo? Beh, i motivi, come ha detto Gianni, sono tanti ma la prima parola che mi viene è; la scoperta!

Sono da sempre una persona curiosa. Ricordo da bambina quando i miei per la scuola mi hanno comprato l'atlante geografico... passavo ore a guardare la cartina chiedendomi come fossero quei luoghi e chi ci vivesse. La fantasia era quella di una bambina che amava immaginare, ma l'immaginazione ha lasciato il posto ad una profonda e impellente curiosità che non era più solo un sentimento ma si è trasformata in una vera e propria necessità fisica.
Col tempo la necessità è diventata ossessione.  Un sentimento così forte che guardare programmi di viaggio era diventata una sofferenza. Sono arrivata a seguire Licia Colò nei suoi viaggi e a soffrire per non poterli fare, l'invidia era una costante e la sofferenza una condanna. Ma guardare quei posti lontani non mi bastava più e quando nel 2001 c'è stata la possibilità di andare in Brasile mi ci son fiondata! Dovete sapere che quando è arrivato il momento di partire Tomo ha avuto paura e aveva fatto il classico passo indietro, così io sono andata in agenzia di viaggi  e ho fatto il biglietto; quella era la mia occasione e non potevo farmela sfuggire, quel giorno ha avuto inizio il Tutto.
Un inizio molto difficile, lo devo ammettere,  perché il mio spirito era pronto ma la mia mente no. Ho sofferto la lontananza da amici e parenti e ho fatto impazzire la mia famiglia. Così dopo quasi due anni sono tornata con la coda tra le gambe con la ferma intenzione di non muovermi mai più dall'Italia. Troppo difficile per me, mi dicevo, viaggiare comporta troppo impegno, dedizione e senso dell'avventura e io non ce la posso fare! Ultime parole famose!

Ma non non c'è niente da fare; quando quel fuoco si accende non si spegne più. Il tempo passava e io iniziavo a provare nostalgia di quei panorami, di quei modi di vivere, della gente che avevo conosciuto e delle diverse energie. Ero cambiata troppo e tornare indietro a quella che ero stata era ormai impossibile.

Sono rimasta in italia per quasi tre anni fino a che abbiamo deciso di tornare in Brasile. Da li siamo andati in Repubblica Dominicana dove ho avuto la più pazzesca delle mie avventure. Garantisco che  dopo aver vissuto certe emozioni la routine italiana mi andava davvero troppo stretta.
Da li in poi c'è stata l'Australia e il nord del Brasile per poi ritornare di nuovo dove tutto era iniziato; San Paolo. Ma anche li, dopo qualche tempo ho cercato un'altra occasione, ho pregato l'universo che mi desse qualcosa d'altro. Ogni giorno dicevo; ti prego ti prego ti prego, portami altrove... io non so dove ma che sia altrove. L'universo deve avermi ascoltato visto che ora sono qua in terra africana, sapendo che sarà per un breve periodo ma proprio per questo con la continua voglia di vedere ed esplorare.

Ma il perché me lo chiedo pure io!

Perché io ho necessità di conoscere meglio me stessa. Non sono così in gamba da riuscire a farlo in patria. Ho continuamente bisogni di stimoli, di mettermi alla prova, di spostare i miei limiti un pezzetto più in la. Ho bisogno di esperienze forti come quella in Dominicana, esperienze che mi diano l'effetto WOW. Ho bisogno di incantarmi di fronte a tramonti ogni volta diversi, di conoscere persone differenti da me che mi insegnino e mi mostrino il loro punto di vista, perché  vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri, per me rimane una grandissima fonte d'ispirazione! Capire le dinamiche esistenziali di religioni, di politiche e di esperienze di vita è sempre un'esperienza eccitante.

Settimana scorsa un signore italiano conosciuto a Tunisi mi ha detto che qua io sarò sempre straniera. Me lo ha detto con un tale rammarico che quasi mi sono sentita in colpa quando gli ho risposto; lo so, siamo stranieri e ovunque andremo lo saremo sempre. Ma io amo essere straniera!  Mi ha guardato strano non riuscendo a capirmi.Tra me e me ho pensato; mettiti in fila fratello... ma sappi che la fila di chi non mi capisce è molto lunga!
Essere straniera, per come la vivo io, mi da il vantaggio di non dover essere mai pienamente coinvolta o responsabile. Per quanto io possa cercare di capire la realtà del paese in cui vivo non sarà mai la mia realtà. Non è mia abitudine criticare il popolo che mi accoglie, (a differenza della maggioranza di italiani) visto che io sono ospite, le loro abitudini, i loro pensieri e le loro convinzioni appartengono solo loro e io non ne sono responsabile, e credetemi quando dico che c'è un'enorme senso di liberazione in questo che nemmeno ve lo immaginate! E rimango sempre basita quando sento italiani dire pesta e corna dei nativi... quasi che il loro modo di essere fosse di loro competenza. Invece di giudicare cerco di vedere il loro mondo attraverso le loro storie e il loro vivere quotidiano, e devo dire che c'è sempre della magia in tutto questo! Magia che accresce sempre di più la mia voglia di scoperta!

Amo la gente, gli scenari nuovi, la scoperta del cibo e imparare nuove lingue! Mi emoziono a vedere i bambini e amo l'interazione con gli adulti. Mi considero atea ma mi affascinano le religioni e amo cercare di capirne i meccanismi.
Ho profondo rispetto di chi è diverso da me e ne accetto il loro essere.
Amo amo amo sentirmi persa sapendo che se anche non capisco una parola di ciò che mi si dice, ho in me la piena consapevolezza che c'è quel qualcosa che ci lega tutti quanti; siamo tutti ospiti di questa terra e come tali io avrò sempre qualcuno che mi porgerà la mano e mi aiuterà in questo viaggio alla scoperta di me stessa!

Ecco... questo è ciò che mi spinge a girare il mondo... spero davvero di avervi fatto sentire queste mie emozioni! Grazie di averle condiviso con me questo momento!

venerdì 14 settembre 2018

Ora la mia anima è più leggera

Non ci riesco ancora... la paura e la preoccupazione di quei giorni è ancora li, in agguato e sembra che aspetti solo per venir fuori. E quando fa capolino lo mando via come un cattivo pensiero.
Non ne parlo con nessuno, penso che nessuno capirebbe ciò che ho provato nonostante mi chiedano come io sia riuscita. Ma sono forte, mi dicono, ho superato di peggio. Poi qualcuno, al contrario, mi dice che c'è la salute e va bene così.
E allora come faccio a lasciare andare se mi sto letteralmente cacando sotto dalla paura al pensiero di farlo venire fuori?
Poi penso che non succederà nulla, è stato ciò che è stato, che si fotta la paura e vado avanti.
Ma quel qualcosa pare sia li e che non se ne voglia andare!

Alzo lo guardo per pensare a come continuare questo scritto e lo sguardo finisce sul comodino dove c'è il il mio Manuale del guerriero della luce, sembra mi guardi... che voglia dirmi qualcosa? Lo apro in una pagina a caso e...

-Primo. Dio è sacrificio. Soffri in questa vita e sarai felice nella prossima. 
-Secondo. Chi si diverte è un bambino.
-Terzo. Gli altri sanno ciò che è meglio per noi, perché hanno più esperienza.
-Quarto. Nostro dovere è rendere contenti gli altri. È necessario gratificarli, anche se ciò comporta rinunce importanti.
-Quinto. Non bisogna bere alla coppa della felicità, altrimenti potrebbe piacerci. E non sempre l'avremo fra le mani. 
-Sesto. È necessario accettare tutti i castighi. Siamo colpevoli. 
-Settimo. La paura è un segnale di allarme. Non correremo rischi. 
Sono questi i comandamenti ai quali nessun guerriero della luce può obbedire.

Ok, pure io decido di non obbedire a nessun comandamento... e ora la mia anima è più leggera!

Anche questa volta scrivere mi ha aiutato... devo tornare  al mio angolo di riflessione più spesso!
A presto....

lunedì 3 settembre 2018

Lettera a Lho Thay

Ciao dolce amica!
Questa sera son qua per parlare un po' con Te...
Ho pensato un sacco alle tue parole in questi giorni... un sacco davvero, e riflettendo ho capito parecchie cose; una di questa sere passate ho visto un film, nonostante non fosse la prima volta che lo vedevo mi ha colpito una parola che mi è tornata in mente un sacco di volte nei giorni a seguire. 
La parola è Antevasin: colei che vive sul confine, ma è un confine che si sposta in continuazione, anche se avanzo nei miei studi e nelle mie realizzazioni, il confine rimane sempre a qualche metro da me, non sono né questo né quello, sono solo una che cerca e che si avvicina al confine che sempre in movimento in questa magnifica e temibile vita nel nuovo.

Ed ecco che mi son tornate le parole dette da Te tanto tempo fa quando alla mia smania di trovare "casa" Tu mi hai risposto che era possibile che in questa mia vita io fossi destinata alla ricerca continua senza mai trovarla questa agognata "casa".


Ed ecco qua l'illuminazione che ha seguito una profonda pace: il fatto che proprio questa mia ricerca fosse il mio possibile destino mi ha svuotato di tutte le aspettative che avevo riguardo a questa mia vita, la ricerca finalizzata a se stessa senza per forza trovare qualcosa alla fine!
Ho sorriso a questa cosa così ovvia... ho immaginato il tuo sorriso a vedere la mia sorpresa, sapendo benissimo che era davanti a me da tempo immemore! Ma la velocità di deduzione non è il mio forte e nonostante tutto l'accetto come una mia prerogativa.

Il 22 di settembre parto per questa mia nuova avventura con uno spirito diverso, questa nuova consapevolezza mi mostra una prospettiva differente che non vede ne un finale o una tappa, ma solo l'ennesimo e continuo cammino! 
Ti penso con gioia, gratitudine e amore per ciò che continui ad insegnarmi, il Tuo viso pieno di pace è di grande ispirazione per me e la Tua gioia mi trasmetta la certezza che questa è la strada giusta... dura e piena di ostacoli ma con la gioia di poterli superare con la forza che contraddistingue noi Guerrieri!

Lascio che la forza mi pervada e mi permetto di vivere in armonia senza che la paura la faccia da padrona con quel pizzico di incoscienza che ha sempre accompagnato le mie scelte!

Ti voglio bene dolce amica... e ti abbraccio d'amore, in un abbraccio dei nostri!
A presto...
Sara    



Dolcissima . . . 
ebbene sì, ho sorriso immaginandoti sorpresa per la "nuova" rivelazione!
Non esistono forse le tartarughe (che i saggi considerano colme di sapere)
 che la loro casa la portano con sé?
Tu devi cercare sempre e solo il Tuo star bene, quello interiore, quello profondo, 
quello che non viene intaccato da nessuna umana vicissitudine.
Le forme o i modi che darai a questa ricerca sono i Tuoi, 
quindi sempre e comunque corretti perché scelti da Te.
Ti invio anch'io un abbraccio "dei nostri" che in fondo è un eterno abbraccio
 tra le  nostre essenze
Buona avventura e non dimenticare che, 
se lo vuoi, non sei sola!!

Lho Thay

venerdì 3 agosto 2018

Una nuova solitudine...

Un mese... è ormai passato un mese da quando il compagno della mia vita, il mio Tomo, è rimasto bloccato all'estero per un assurdo caso di omonimia. Ma non è di questo di voglio parlare... ma di quello che questa assurda situazione  mi ha lasciato dentro!

I sentimenti che ho provato sono stati tanti e per molti versi devastanti; la rabbia, l'incredulità, lo sconforto, il panico, l'ansia, l'indignazione e la frustrazione. Ma la peggiore è stata la solitudine.
Non quel tipo di solitudine che qualche pagina riporta nel web: La solitudine è indipendenza: l'avevo desiderata e me l'ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri, no, si è trattato di qualcosa di più profondo e molto più doloroso.
Non perché io fossi sola, ma perché proprio in mezzo alla gente non potevo esprimere i miei sentimenti. Non ho potuto raccontarlo a nessuno, ho mentito a chi mi chiedeva come stavo e cercavo di stare calma quando dentro di me sentivo che stavo andando a pezzi.
Sono arrivata a sminuire la gravità della situazione perché nessuno avrebbe capito ciò che provavo e gli sguardi di biasimo mal li sopporto. Ho pianto di nascosto per non far impensierire e ho urlato in silenzio per lo stesso motivo.

E mi sono resa conto che nella mia vita ho sempre parlato dei miei sentimenti con il mio migliore amico ma questa volta non ho potuto farlo perché lui... beh, lui stava peggio di me!
Como potevo piangere per il fatto che mi lui mancava quando lui era ancora più solo e ancor più lontano da casa? Come potevo arrabbiarmi della situazione quando era lui che la stava vivendo in prima persona? Come potevo lamentarmi dei giorni senza risposte se nemmeno lui le aveva? Come potevo incavolarmi dell'impotenza se lui stesso la stava vivendo dentro di se?

In questi giorni appena passati sono diventata monotematica, proprio perché il pensiero era solo quello e non riuscivo a pensare ad altro. Avrei voluto urlare tutto ciò che provavo al mondo ma invece no; non potevo parlarne, anche solo per evitare inutili polemiche, per non dover dare continuamente spiegazioni ma sopratutto il mio silenzio è stato  per non tediare il mondo, gli altri hanno i loro problemi... come potevo caricarli con i miei? Senza dimenticare la situazione era così delicata che non aveva bisogno di interferenza alcuna.
Ma forse la sofferenza maggiore è solo per il semplice fatto che io ho sempre usato la comunicazione per gestire ciò che in passato mi ha afflitto e non poterlo fare ha avuto su di me l'effetto di una lenta e inesorabile implosione.


La solitudine... e pensare che credevo di sapere di cosa si trattasse, ma non è così. Giorni fa sulla mia pagina Fb ho scritto che l'unico modo per capirlo è passarci, ed è così, come in tutte le cose. Così ho capito che anche questa cosa avrei dovuto viverla come volevo senza dover dare nessuna spiegazione.
E' certamente un sentimento che apprezzerò, ora che tutto è finito, e ce se va come sempre capirò la lezione col tempo, perché so che anche dietro a questa grande esperienza c'è una grandissima lezione.

Ma ora vado... il mio Tomo mi aspetta in aeroporto!