giovedì 14 gennaio 2021

Risvegli

 


Oggi stavo facendo il bucato, sapete no, quello a mano per i delicati che altrimenti si rovinano? Ecco, io amo farlo, mi piace quando sto li con i gomiti affondati nella bianca schiuma,  credo sia bello tornare a fare ciò che in tutti i paesi evoluti non si fa più! Le lavatrici sono sempre più tecnologiche e così, mentre loro avanzano in tecnologia noi, con essa noi retrocediamo.
E mentre son lì che sbatacchio con gusto penso e pensando mi chiedo il perché di questa passione e in special modo di quando sia nata. Oh sì, la risposta è arrivata subito e mi ha portato a quel lontano e meraviglioso giorno... il giorno del mio risveglio.
Abitavamo già da un po' in quel della Repubblica Dominicana, nonostante il fatto che vivessi nel terzo mondo da quasi due anni, rimanevo comunque una donna emancipata. (seh, come no).
Però ci sta dai, dopotutto venivo da un mondo dove l'apparenza contava e conta tutt’ora, dove mi truccavo di tutto punto anche quando dovevo fare il turno 6-14 in tessitura, dove guidavo uno sportivissimo coupè rosso fiammante, dove vestivo in tailleur in qualsiasi occasione e dove le scarpe dovevano essere sempre coordinate alle borsa.

 Poi un giorno succede che si decide di cambiare vita e di scegliere un posto totalmente diverso, un posto lontano dove, nostro malgrado, manca tutto, ma proprio tutto tutto! A iniziare dall'elettricità che c'era per meno della metà del tempo e insieme ad essa anche l'acqua, essendo che le pompe funzionavano con la corrente.
E poi arrivò quel fatidico giorno che a causa di pioggia fortissima saltò il trasformatore principale... questo significò più di tre settimane senza elettricità e... senza acqua!
A quell'epoca avevo la lavatrice e la usavo molto volentieri, ma senza corrente non funzionava e soprattutto senza acqua c'era poco da fare! 

Un paio di giorni dopo:
-Tomo... io dovrei lavare un po' di vestiti...-
-Lasciali li... magari arriva corrente e lavi tutto assieme...-
-Ok, aspettiamo...-
I giorni passano ma nessun tecnico all'orizzonte...
-Tomo, i vestiti sporchi si ammucchiano... devo andare a lavarli...
-E dove vorresti lavarli se non c'è acqua?-
-Non è che ci sono altre alternative; vado al fiume...-
-No, al fiume non vai... non siamo venuti qua per tornare indietro, lavare al fiume ma te pensa!!  Nemmeno mia madre lo ha mai fatto e non lo farai nemmeno tu, suvvia, porta pazienza e vedrai che la corrente arriva!-
-Ok, come vuoi!-
Lascio passare ancora una giornata e il mio nervosismo si fa sempre più evidente. Capisco la sua frustrazione da uomo evoluto quale è, ma a me interessa avere dei vestiti puliti e basta. Così quel giorno decido.
-Tomo, io vado al Rio!-
-Ma sai...-
-No, non lo so, so solo che i vestiti puzzano e io devo lavarli prima che prendano muffa... non c'è bisogno che vieni anche tu, basta che mi accompagni il Fanciullo, solo per portare i secchi giù, più vicino alla foce... per favore...-
-Ok, fai come vuoi!-
Prendo i due secchi di panni sporchi e li metto sul davanti della "moto", il Fanciullo ne prende un altro e lo mette sul sedile dietro di me, ci butta dentro sapone e spazzola, sale anche lui e ci avviamo.
Arriviamo al fiume e ci spostiamo più giù possibile, nessuno ha l'acqua in casa perciò c'è un sacco di gente che si lava, loro sono abituati a lavarsi in mezzo a tutti ma io preferisco lasciarli alla loro privacy...(Dovete sapere che il Rio di Los Patos è il fiume più corto al mondo; nasce da sotto la montagna, si getta in un laghetto e poi, dipendendo se il mare è calmo oppure no, sfocia dopo qualche metro. Nel nostro caso il mare era calmo e il Rio serpeggiava lungo la costa per una sessantina di metri.)

Il fanciullo mi chiede se ho bisogno di una mano, ma rispondo che faccio da sola, impiegherei più tempo a spiegare che farlo io direttamente. Allora ne approfitta per farsi un bagno!
Mi metto sul bordo del fiume, ma sono seduta  in mezzo all'acqua, l'acqua infatti mi passa vicina creando piccoli vortici. Prendo in mano i primi capi. Li bagno, li insapono per bene, li strofino e li metto da parte in attesa che il sapone faccia il suo lavoro e continuo finché tutti hanno avuto lo stesso trattamento. Poi, uno ad uno li riprendo e inizio a risciacquarli. Metto una maglia insaponata dentro all'acqua e  i vortici, prima limpidi, si fanno di sapone, io guardo rapita la schiuma andar via mischiandosi nell'acqua pulita, dissolvendosi per poi scomparire.
Wow... quel gesto, quel mulinello e quel sapone che se ne va ha un che di atavico... primordiale... anzi, la parola più consona è ancestrale... Mi immergo in quel attimo e lo faccio mio. Lo vivo e lo bevo con avidità di chi non si disseta da una vita! Sono li e non so dove sono, resto paralizzata nell'ipnosi  quegli innumerevoli vortici bianco sapone... mi trattengo e nello stesso attimo vado.
Ma ecco tutto ad un tratto l'illuminazione; io... sì proprio io! Donna emancipata che viene da un primo mondo, dove se non è truccata di tutto punto non esce di casa, che si comporta come una diva, che disprezza tutto e tutti... proprio io sono qua, seduta dentro un fiume a lavar mutande e magliette maleodoranti. Ma... come ci sono arrivata...  quando ci sono arrivata?
Immaginavo che una domanda così rilevante mi avrebbe lasciato sconvolta e invece no, mi lascia una grandissima sensazione di quiete, di pacifica armonia. Realizzo in quel momento che tutta la mia vita è stata una grande commedia dove la maschera e il copione mutava quando cambiava mio interlocutore. Lavando i panni nel fiume il sapone se ne va  e con esso ne va anche la donna che ero stata fino a qual momento! Il cambiamento era già in atto da tempo, ma probabilmente  non me ne ero ancora resa conto! La trasformazione era in già atto ma ci voleva un banale guasto elettrico per farmelo capire! Quel giorno se n'è andata quella che ero e in quella nuova dimensione germogliava una nuova me. Una nuova Sara che probabilmente non ha mai smesso di cercare, di volere e di sperimentare! I miei viaggi sono serviti proprio a fare questo; portare alla luce la mia vera essenza... In verità, dentro di me pensavo di scappare da qualcosa che non mi piaceva, ho scoperto invece stavo semplicemente scappando da me stessa, e se non mi fossi concessa la pazzia del mollo tutto, non sono sicura che ci sarei riuscita... o perlomeno, non l'avrei fatto così in fretta!

Ecco perché amo ancora lavare a mano... probabilmente nel mio inconscio vengo portata là dove è stato l'inizio. L'inizio di questo periodo che io amo chiamare Vita!

Sempre io e sempre Vostra!

martedì 12 gennaio 2021

Folle è colui che si fa carico del dolore.

 

 

 

Ma buongiorno a Voi!
Oggi sono qua bella pimpante e piena di energia. Fuori il sole splende e gli uccellini cantano mentre li guardo giocare nella loro vaschetta di acqua. La fontana del pozzo perde qualche goccia, così ho pensato di mettere un contenitore con dei sassi dentro, in modo di avere varie altezze, infatti ora c'è di tutto, passerotti, merli, colombe, corvi e altre specie che non conosco. Anche le tartarughe si servono con gusto. Li guardo e vado in brodo di giuggiole ogni volta! Lì vicino ho messo anche un piatto dove giornalmente metto cibo avanzato; pane, pasta e anche verdure lesse, ne vanno matti. E sapete cosa ho capito? Che nel chiudere definitivamente con i social media... la vita mi si è rivelata! E' incredibile quanto tempo libero io abbia ora! Ovviamente non mi sono tagliata fuori dal mondo. Non guardando più i programmi di stato ma concedendomi Netflix e Amazon, mi rimangono comunque i motori di ricerca. Lì trovo di tutto e il contrario di tutto ma così mi libero degli analfabeti funzionali che ammettiamolo, quelli non servono proprio a nulla.
Sì perché c'è gente che oltre a condividere notizie false si bea di tutta la sofferenza di questo povero mondo. Twitter, Facebook e Instagram sono il bacino dove gli illetterati  sguazzano nel loro guano diffondendo supplizio a piene mani.

Ed ecco che mi ritornano le parole del mio Maestro Chen; Folle è colui che si fa carico del dolore del mondo. Nulla puoi cambiare se non il tuo mondo e solo di quello  ti devi preoccupare, null'altro puoi fare. Ma questo non vuol dire non viverne il dolore ma la sofferenza, no, quella non ci deve essere!
Il giorno che gli ho scritto ero veramente triste: In questi giorni non faccio che pensare alle brutture del mondo, alla cattiveria, alla violenza e a tutto ciò che sta succedendo a questo povero pianeta. Come si fa a sopravvivere senza esserne sopraffatti? Io ci provo sempre ma per me è impossibile non starci male.
Ed ora, l'aver preso le distanze dalla fonte del malessere, fa si che io mi allontani anche dalla sofferenza, senza comunque disinteressarmi al mondo.

Il sole continua a splendere, gli uccellini cantano tra loro e i panni stesi si muovono al vento. Il fatto che io sia disperata o felice non cambierà il corso della storia e il mondo continuerà a girare lo stesso.

Sempre io e sempre Vostra! 
Vi abbraccio.

martedì 5 gennaio 2021

Uomini soli.

 


 

Oggi è ricominciata la solita routine, Tomo è andato al lavoro e io mi sono prefissa di mettere in ordine questa mia stramba vita. Nel farlo ho messo un po' di musica a random su Spotify e così mi è arrivata Uomini soli dei Pooh.
Amo amo amo quella canzone l’avrò sentita centinaia di vole ma questa volta l'ho ascoltata davvero. Vediamo se si può imparare questa vita e magari un po' cambiarla prima che ci cambi lei. Cambiarla prima che ci cambi lei... Esatto, cambiare il nostro modus operandi prima che quello che crediamo vita prenda il sopravvento.

Ho conosciuto più persone che mi hanno detto; io sono così, prendere o lasciare. Sarò sincera ci sono arrivata giusto l'altro ieri, ma finalmente ho capito che no, io non prendo più nulla per partito preso! 

Porta pazienza ma io sono così. No, non porto pazienza e lasciatelo dire; se sei così sei fatto male!

Lasciami fare che ti costa. Mi costa e non ho voglia di pagare io il fastidio!

Ho passato i quaranta vorrai mica costringermi a cambiare adesso? Se non ora, quando? 

Sai che se non faccio così vado i paranoia!  Ma vai dove vuoi, l'importante che sia lontano da me!

Non è colpa mia se sono fatto così così! Sta a vedere che adesso è colpa mia!

E poi dai; ma che  tristezza sono le persone che si nascondono dietro alla frase Sono fatto così? come se avere un carattere di merda fosse una scusa. No mi dispiace, Io sono fatto così  non si può più sentire! Il cambiamento è un atto dovuto a se stessi; crescere, evolversi, ampliarsi, migliorare e vivere... suvvia! Come quella famosa amica che quando le ho detto che era una stronza lei mi ha risposto; lo so! LO SAI? Minkia, io ti sto dando della stronza e tutto quello che hai da dire è LO SO? Azzo, che genio!
Oltretutto rimanere fermi in certe posizione è pure da maleducati; ci si impone in un atteggiamento altamente fastidioso e se ne va addirittura fieri? Ma de che? Di essere guano e sentirsi valorosi? Mah!

Ed ecco perché alla fine, questa benedetta vita, bisogna iniziare a cambiarla, proprio prima che ci cambi lei, prima di finire di essere inibiti in un'infinità di scuse, intrappolati dietro ad un io sono fatto così, smettere di nascondersi dietro ad una colossale bugia senza mai mettersi in discussione. Perché non è vero che siamo fatti così, così ci siamo diventati ed a un certo punto tornare alle origine è d'obbligo. 

E allora io brindo! Brindo alla trasformazione, agli imprevisti, alle cadute, alle sorprese e ai passi avanti che non sai mai dove ti portino ma che senti, in cuor tuo, di dover fare!
Cin cin e viva i cambiamenti! 

Sempre io e sempre Vostra.

venerdì 1 gennaio 2021

Primo giorno di questa nuova Vita


Ed ecco che è arrivato anche il primo giorno del 2021... e ci ha colto entrambi ammalati e io anche parecchio confusa. Dopo un anno come quello passato non  poteva che iniziare così! Visto il tampone negativo si tratterà di una brutta influenza e passerà presto.

Ma in questo nuovo giorno son successe altre cose: la cancellazione di Facebook e l'invisibilità su Instagram. Era tempo che meditavo di farlo e oggi, mentre leggevo un articolo di psicologia, mi sono decisa! 

Ma devo fare un passo indietro. Ricordate quel post dove mi lamentavo di amici assenti causa del mio brutto carattere? Rammentate che ho assicurato che nessuno si sarebbe fatto male? Beh, mentivo; mi sono fatta male io. Sì perché con quel post speravo di smuovere le acque. Era l'ultimo tentativo, dopo averlo detto a voce e non essere stata ascoltata, speravo che un post così cattivo avrebbe scalfito qualche animo e invece no, è stato letto, qualcuno sembrava essersi offeso ma poi è finita lì. A quanto pare l'amicizia a cui io davo tanta importanza era importante solo per me. Quanto meno io mi sono incazzata e l'ho scritto, ma dall'altra parte ho avuto solo spallucce.

Ed ecco qua la voglia di sparire dai radar. Su Facebook ero già sparita da un paio di anni, su Instagram invece ero attiva con le foto dei miei viaggi. Ma la voglia di invisibilità mi ha fatto  cancellare le tracce per sparire nell'oblio.

Ora rimane il Blog, ma non è mia intenzione cancellare nulla di tutto ciò. Nel web molto è arrivato e altrettanto se n'è andato ma se il mio angolino di vita non è mai stato messo in discussione un motivo ci sarà, o no?

Bene, io  ricomincio da qui! Magari non sarà bello ma (e ne sono sicurissima)  ne varrà comunque la pena! 😉

Ciao 2021, benvenuto!

Sempre io e sempre Vostra!


PS. Mi rendo di aver scritto a casaccio e senza apparente filo logico ma c'erano troppi pensieri e poco tempo per riflettere. Nell'urgenza ho messo parecchia confusione, ma avevo davvero bisogno di scrivere, so che mi perdonerete visto che io l'ho già fatto! 

Vi abbraccio!❤️


lunedì 14 dicembre 2020

Guidare in Tunisa, una serie di no sense che vi manterranno vivi!



 

 

Bene, oggi voglio scrivere di tunisini alla guida che, nonostante loro la pensino diversamente,  il meglio che possono fare è un completo disastro!

Sul serio, quanto ci si butta nel traffico si capisce già che qui le regole le fa chi è al volante e ognuno fa ciò che gli viene in mente. In virtù di questo, è normale trovare tutto ciò che non pensereste mai trovare, nemmeno con tutta la fantasia possibile!
Per esempio, potreste trovare auto che camminano sulla stessa carreggiata.
E che c'è di strano chiederete voi, il fatto è che non vanno nel tuo stesso verso di marcia e infatti capita di trovarvi con auto che vi vengono incontro e... secondo loro la colpa è solo vostra!

Oppure capita di trovare qualcuno che ha deciso di fare inversione di marcia lo faccia improvvisamente li davanti a voi, un traffico della madonna in una strada da una corsia e tre quarti, facendo millemilla manovre per riuscire a girare quella scatola d'auto. E non pensare di poter dire qualcosa, lo sguardo sarebbe di sorpresa del genere; perché, qual è il problema? Nessuno rispondi tu, fai pure con comodo che tanto noi ci siam presi i popcorn...

Per non parlare delle strisce pedonali, quelle le considero uno spreco di materia prima e di forza lavoro. A meno che ci si butti col rischio di essere travolti, altrimenti nessuno vi farà mai passare! Ma forse un sistema l'ho trovato! Un giorno io e una signora vogliamo attraversare la strada, facciamo un passettino avanti, poi un altro e un altro ancora e niente, le auto si spostano sull'altra corsia, rallentando il traffico nell'altro verso ma, morire se qualcuno si ferma. Al che io mi metto in mezzo alla corsia e girandomi verso l'auto in arrivo esclamo un e che cazzo! Le auto finalmente si fermano e noi passiamo. Giunte dall'altro lato la donna tunisina mi guarda sorridendo ed esclama un accorato e divertito; e che cazzo!

 
I semafori! Ecco, anche qua non ho bene capito la funzione. Quando scatta il verde non significa passa pure, no no, vuol dire date fiato alle trombe! Sì perché nel primo nano-secondo dalla comparsa del verde inizia una sinfonia di clacson. Non danno nemmeno il tempo ai neuroni di accorgersi che il semaforo è diventato verde, far partire l'ordine, mettere il piede sull'acceleratore e partire. A distanza di un anno non ho ancora capito se in mancanza di clacson riuscirebbero a partire comunque!

I parcheggi. Ah, i parcheggi sono ovunque; per strada, sui marciapiedi, in curva, in doppia, terza e quarta fila. Dove hanno bisogno di fermarsi questi si fermano.
Mi trovavo su di un taxi in una strada a senso unico (qua mi rifaccio anche al primo punto) sulla sinistra macchine parcheggiare, sulla destra moto parcheggiate e di fronte macchine in senso contrario. Il tutto avvolto da un caldo torrido, polvere e una cacofonia di clacson e parole arabe espresse ad altissima voce! Non ci si muove di un centimetro e quando dopo tante male parole e suoni si inizia ad andare, i pedoni iniziano a fare slalom tra le macchine riprendendo così la trafila di suoni e urla avvolti da sudore e polvere!

E a proposito di pedoni. Ormai hanno abbandonato l'idea di passare sulle strisce e così si vendicano. Come? passando in mezzo alle rotonde!
Uno spettacolo davvero! Da soli, in coppia, o addirittura in gruppo si buttano nelle rotonde senza senso alcuno; in diagonale, in cerchio o a zig zag ma mai e poi mai in linea retta! E siccome la vendetta deve essere fatta come si deve, la lentezza è una costante. Se la chiacchierano, rispondono al telefono, guadano le farfalle,  sorseggiano un tè alla menta o il classico caffè.

Per descrivere le rotonde non c'è un modo semplice, anzi, ma devo trovare il modo!
Allora, tu arrivi alla rotonda e non guadi a sinistra per vedere se avviva qualcuno, no, tu entri in rotonda succeda ciò che succeda. Se arriva qualcuno che pensa di avere la precedenza il problema è solo ed esclusivamente suo. Vienimi addosso gli dici con lo sguardo, dai così se mi fai male mi avrai sulla coscienza per tutta la vita. Mi stai dicendo che hai ragione tu? Echissenefrega, la mia vita è sacra e tu lo sai... lasciami passare senza fare storie, nessuno si farà male e vivremo bene entrambi!
Ed ecco che le rotonde diventano il caos allo stato puro, nessuno passa e son tutti immobili. Ritorna la consueta cacofonia; clacson, male parole, afa e oblio! Se ne esce, prima o poi, con estrema lentezza cercando spiragli di passaggio e schivando i pedoni in una mezz'oretta scarsa la rotonda si supera... fino a quella dopo! insomma, le rotonde qua non funzionano come nel resto del mondo... qua hanno una vita tutta loro!

Ma torniamo a parlare dei tassisti. Per una legge tutta loro hanno precedenza su tutto e tutti; se devono svoltare tagliandoti la strada, tu lo devi lasciar passare. Devono fermarsi in mezzo alla superstrada? Tu li devi lasciar fermare. Devi entrare nel parcheggio del supermercato e loro sono parcheggiati all'entrata? Lasciali li! Diciamolo, sono dei veri e propri pericoli viaggianti. Se tu stai guidando dietro a loro e il cliente dice ferma qui, loro non guardano se qualcuno arriva o mettono la freccia, ma no,  quella è roba da fricchettoni radical chic. Loro inchiodano e basta, se non vuoi andargli addosso mantieni la distanza di sicurezza! Semplice no?

Insomma, qua vi dovete attenere scrupolosamente al no sense! Se guidate secondo i canoni a cui siete abituati non ne uscirete vivi anzi, ne uscirete con lentezza e morendo male! Perciò improvvisate, inventatevi nuovi modi di guidare e azzardate, avrete la loro stima e arriverete a casa sani e salvi... forse!