sabato 27 luglio 2019

Odiare costa, una nuova pagina per fermare l'odio dilagante. Fermiamolo!

Sono stanca, tanto! Stanca di tutta questa cattiveria gratuita! Gente che insulta con un odio che mi chiedo davvero come si possa conviverci e vivere bene!
Ieri sera mi è capitato di leggere questo screen dovo l'odio è palese e ben radicato! Così tanto che la "signora", Lucia Albacello, in questione mi ha risposto  che "non ho detto nulla di male"... Ecco, scrivono cose simili e nemmeno si rendono conto di cosa hanno scritto!




Da questa sono stata bloccata e so che Sara Bergamin ha cancellato l'account, ma rimangono Daniela Palombo, Annarita, Foschi,Mara Ricrosio, Alessio del''Abate, Patrizia Quercioli, Rosalba Vitale e Cristiano Panella e sono ancora liberi di commentare!
A questo riguardo voglio segnalare una pagina che sta facendo molto. Vi prego di dargli un'occhiata perché l'odio deve avere davvero i giorni contati!
Prendetevi un paio di minuti per leggere e aderite anche Voi a questa battaglia fatta solo di segnalazioni, una guerra che colpisce solo chi odia!

Grazie! 

EDIT; dei sopra citati solo Annarita Foschi ha ancora l'account aperto. Gli altri sono chiusi. Magari ne riapriranno un altro, però ora la loro vita social si è interrotta e chissà, magari  capiranno che non sempre si può dire ciò che si pensa.

Li trovate qua: Odiare ti costa

Da oggi #odiareticosta!
L’ODIO HA I GIORNI CONTATI
FATE GIRARE AMICI
Da ORA ODIARE TI COSTA!
Da oggi non vi consentiremo più di danneggiare impunemente gli altri col vostro odio.
Di offendere, diffamare, calunniare, minacciare, impunemente.
Da oggi i danni arrecati alle vittime di odio su Facebook, Messenger, Instagram, Youtube, vi costeranno.
E non vi costeranno una condanna penale di pochi mesi che vi appunterete al petto come una medaglia.
No.
Vi costeranno denaro, perché agiremo in sede civile.
E sarà un giudice a stabilire con quanto denaro dovrete risarcire la vittima delle vostre azioni.
Perché se il diritto di critica è sacro e inviolabile,
se la libertà di opinione è sacra e inviolabile,
se la libertà di dissenso, anche aspro, duro, netto, schietto, è un diritto sacro e inviolabile, la diffamazione no, l'ingiuria no, la calunnia no, l'offesa no, la minaccia no.
Quelli sono delitti. Anche e soprattutto sui Social.
E arrecano danni.
E quei danni vanno risarciti.
Criticare una donna per le sue posizioni politiche è un sacro diritto.
Augurarle lo stupro è invece un delitto. Criticare una persona perché solidarizza con i migranti è un sacro diritto. Insultarla, accusarla senza prove di qualche crimine, calunniarla è invece un delitto.
Criticare un omosessuale per le sue idee è un sacro diritto: insultarlo, offenderlo, ingiuriarlo, augurargli o promettergli violenza no.
Quello è un delitto. È un danno.
E si paga.
Fino a oggi le vittime di questi delitti sono state lasciate sole.
Adesso basta.
Adesso facciamo da noi.
WildSide e Tlon hanno messo in piedi un gruppo di avvocati, filosofi, comunicatori, investigatori privati, informatici forensi che raccoglieranno le vostre segnalazioni.
Se siete stati diffamati, offesi, calunniati, minacciati sui social inviateci il LINK (non lo screenshot, ma il link) del post incriminato al seguente indirizzo:
odiareticosta@gmail.com

Ci occuperemo noi di tutto.
E faremo in modo che il danno d'immagine e di reputazione che avete subito vi sia economicamente risarcito.
Da oggi non siete più soli, da oggi cambia tutto: saranno le vittime a far valere i propri diritti, e saranno i colpevoli a pagare di tasca propria i danni arrecati.
È il momento di cambiare il modo di vivere i Social.
Se non lo cambiano loro, allora lo cambieremo noi.
Da oggi #odiareticosta
Cathy La Torre

venerdì 26 luglio 2019

Trentatre trentini tornarono a Trento... a no, questa è un'altra storia!!

La sera prima c'era stato un temporale. Veramente per tutto il mese  il cielo aveva buttato tanta acqua,  un luglio freddo e piovoso a dispetto di quelli che, tempo prima, avevano detto che la scelta del giorno era sbagliata...
-Troppo caldo e i tuoi ospiti non saranno contenti!- Mi dissero in molti, ma noi non abbiamo ascoltato, quando mai lo abbiamo fatto!

Sono le sette di mattina e per prima cosa corro alla finestra. Scosto le tende che rendono buia la mia stanza e vedo che il sole è già alto, il cielo è terso, di un azzurro da togliere il fiato! Apro le finestre e l'aria che entra sa di pulito e fresco.... bello!
Suona il campanello e mamma fa entrare l'acconciatrice, il vociare al piano di sotto me lo conferma.
Mi attardo ancora un attimo in quella che è stata la mia stanza per gli anni dell'adolescenza.
Guardo il cuscino che ha asciugato tante lacrime e ascoltato tanti sospiri. Su quella scrivania ho scritto il mio diario, sdraiata sul quel letto ho aspettato  le sue chiamate e ascoltato la musica quando lui non c'era.
In quella stanza lui non c'è mai entrato, ora sorrido  al pensiero dei divieti che c'erano in quell'epoca lontana.
Mia  sorella non c'è, dev'essere giù con mamma, ora questa stanza resterà tutta per lei... con sua grande gioia! 
Di sotto sbatte una porta, ora anche mio padre è in casa, sento che parla con mio fratello. Voci che ho sentito per tanti anni, e che non sentirò più. Si ride, è una bellissima giornata e i cuori sono allegri c'è davvero di che festeggiare!

Guardo il mio vestito sulla gruccia, un vestito bianco di cady di seta e pizzo e li vicino, sul comodino i fiori che metterò nei capelli, ed ecco che  l'emozione inizia a prendermi!
Il pensiero corre a lui che ha deciso di condividere il resto della sua vita con me. Anche lui come me crede al "per sempre". Il nostro è un amore puro, puro nel vero senso della parola, ci siamo mantenuti così aspettando la persona giusta e  il grande giorno, anche questo mi da emozione e in fondo anche un poco di paura.
Lo amo tanto e le mie aspettative sono alte. La vita mi darà modo di scoprire che le aspettative alte richiedono anche molto impegno e la stessa mi darà la prova che la scelta è stata quella giusta!

Sento profumo di caffè, ora devo scendere, la mia famiglia mi sta aspettando.. mi concedo un ultimo sguardo e non un ultima emozione... tra qualche ora mi sposo!

Da quel giorno sono passati ben 33 anni... tanta roba vero?
Auguri di buon anniversario Tomino bello!

venerdì 5 aprile 2019

... e questo mi rende davvero felice!



C'è una cosa che mi rende davvero tanto tanto felice; è che per quanto tu ci provi con la tua cattiveria il tuo disprezzo e la tua voglia di annientare chi è diverso da te, non esisterà mai la razza pura, rassegnati perché non è mai esistita e nonostante te, continuerà a non esistere.

Uscendo dai confini della propria mente scoprirà la bellezza del mondo in tutte le sue sfumature e ne verrà conquistato. La gente continuerà a cercare nuovi orizzonti, si innamorerà di altri colori e di altri odori. 

Non sarai tu così schifato dalla diversità e non sarà nemmeno tuo figlio, ma magari sarà tuo nipote che lontano dal tuo pensiero lo farà. 

E allora il mondo sarà bello perché la razza pura, così radicata nel non-cambiamento, smetterà di esistere; non ci sarà "la mia terra" o "il tuo posto"... ci sarà un solo ed unico luogo dove le tue parole di disprezzo per il diverso cesseranno di esistere e non esisterà nemmeno più il ricordo della tua esistenza e sopratutto delle tue parole.

E quel giorno io sarò lì, insieme a te in un'alta vita e un altro involucro a godere di quel tempo dove il mondo sarà di un'unica bellissima sfumatura di beige e con occhi a mandorla, e sì, sarà bellissimo rivederti e riconoscerti... proprio in quei tratti che tu oggi odi tanto!
See you later! 😉

venerdì 1 febbraio 2019

Come tutto cambia.



Ed ecco che tutto prende un'alta luce.
O forse il tutto prende un'altra direzione.

Martedì stavo passeggiando con la mia bici che ad un tratto un pullman di quelli doppi e belli lunghi accosta per fare la sua fermata. L'autista non mi vede (?) e mi stringe, mi stringe e mi stringe... finché mi batte contro e io cado. Sono alla fine del pullman, per fortuna, quando cado rovinosamente in mezzo alla strada. Sinceramente il mio pensiero erano la ruote, in quei lunghissimi secondi ho pensato che potevo davvero finirci in mezzo e invece mentre mentalmente dicevo cazzocazzocazzocazzo il pullman finiva e io rimanevo libera di cadere.

Non è stato un incidente grave, non ho visto angeli o la mia vita passarmi davanti, nulla di tutto ciò, ma quello che ricordo, oltre uno fottuto spavento era la situazione surreale che si stava creado. Sono a terra e guardo il pullman che non raccoglie le persone; si ferma, ma appena si rende conto che sono a terra, riparte. Un ragazzo che sta prendendo la sua corsa mi guarda indeciso se aiutarmi o meno ma opta per venire da me. Mi da la mano e sorreggendomi mi accompagna sul ciglio della strada, si assicura che io stia bene, due donne (anche loro lasciate senza la loro corsa) mi parlano concitate in arabo ma io non capisco nulla.
Arriva il titolare della lavanderia lì di fronte con una bottiglia di acqua e qualcuno mi aiuta a bere perché tremo troppo per farlo da sola. Mi chiedono se sto bene, o almeno credo, sono tutti arrabbiati con il loro stesso popolo e sento anche qualche parolaccia in italiano. Ma io non voglio che si insultino, l'imbecille è stato l'autista del mezzo, mica il popolo tunisino.

E io son li, sola, non capisco cosa devo fare, non riesco a comunicare e tutti si agitano intorno a me.
Poi arriva il titolare di un bar con un'altra bottiglia, capisce la mia difficoltà nel capire e allora mi parla in inglese. Mi chiede se non c'è nessuno che possono chiamare, se ho amici che possono venire. Rispondo che no, qua, non c'è nessuno e che mio marito è a Tunisi ma voglio chiamarlo io. Ci provo e  con non poche difficoltà riesco a rintraccialo. Gli dico che non mi son fatta nulla di grava e di stare pure li.
Il ragazzo insiste che dovrei chiamare la polizia per denunciare, io mi chiedo se possa servire e lui dice che sì, serve per me, per loro e per tutti. Io so già che nessuno si presenterà ma lo lascio fare.
Un'altro pullman arriva e la gente che aveva perso la corsa precedente sale e se ne va.
Io ora rimango davvero sola.

Sono seduta su quel muretto e il dolore inizia ad arrivare; il ginocchio si gonfia e la botta all'anca inizia a farsi sentire. Il dolore alla spalla, quello arriverà in nottata.
Sì, sono seduta su quel muretto, ho freddo, sono dolorante e aspetto. Aspetto solo per rispetto di chi ha chiamato e forse anche perché le gambe non sono ancora del tutto stabili.
Il ragazzo del bar torna al suo lavoro, il signore della lavanderia ha clienti e le donne, dopo essersi assicurate di nuovo che io stessi bene e dopo avermi dato tutte le benedizione del caso,  prendono un taxi e se ne vanno anche loro.

Ma la cosa che ricordo in assoluto di più è la totale e completa solitudine! Sono totalmente sola in un continente dove non conosco nessuno e non capisco una sola parola, ma invece di sentirmi smarrita... mi sento stanamente libera! Mi guardo attorno e mi rendo conto solo in quel momento di quanto io sia davvero libera... solo libera e sopratutto forte!

La polizia non arriva e io ho solo voglia di andare a casa. Saluto il signore della lavanderia e restituisco la bottiglia, ringrazio, dico che vado a casa perché non ha senso rimanere ad aspettare qualcuno che non verrà e con la mia bicicletta, anche lei ammaccata come me vado. Cammino appoggiandomi a lei, e con calma e lentezza mi avvio verso casa.

Non sono per niente arrabbiata, anzi, mi sento grata di questa piccola ma (per me) grande, grandissima prova. Non ho provato panico, rabbia o disappunto, ho solo sentito questa grande forza entrare in me, forza che molti mi hanno sempre attribuito ma dove io probabilmente non avevo mai interiorizzato.
Non ho detto niente a nessuno, sul momento non avevo voglia di attirare troppa attenzione, anche perché non si sa mai come uno legge ed essendo lontana non aveva senso mettere in allarme chi mi vuol bene.

Ma ora, mentre stavo seduta sul mio divano, mi è venuta quella irrefrenabile voglia di scrive le sensazioni che questa vicenda mi la lasciato... E' ancora tutto molto strano e forse ancora non lo riconosco ciò che sto sentendo, ma è una sensazione che sa di buono... di appagamento e di grande ricchezza!

Un abbraccio a tutti e... che la forza sia con Voi! 😉



Credit immanine https://goo.gl/K2aVRR

mercoledì 12 dicembre 2018

E torno a parlare di solitudine!

Tante volte ho parlato di solitudine ed oggi ne parlo... ancora.
La mia prima "solitudine" l'ho provata tanti anni fa, quando il mio Tomo ha lavorato lontano per parecchi anni e io stavo intere settimane da sola. Una solitudine relativa, dove c'erano le telefonate serali del Tomo  e di giorno c'era il web a farmi compagnia; ore e ore connessa con un mondo  che seppur virtuale riempiva il mio tempo. Ho comunque imparato a stare da sola senza dover dipendere dalla fisicità come era invece negli anni passati, l'ho considerato un gran bel passo avanti!
Poi siamo partiti per il Brasile e là non ho più avuto modo di stare da sola. Nonostante tutto mi ritagliavo i miei momenti di solitudine ma non passavano più di un paio di ore che tornavo nel mondo fisico e chiacchieroso, il tutto è durato tre anni.

Ed ora eccomi qua, in terra straniera e sola per tutto il giorno ma in questo frangente non voglio più avvalermi del supporto virtuale. Perché? Ecco, settimana scorsa mi sono resa conto di passare davvero tropo tempo sui social; una nuova applicazione di FB mi ha fatto sapere che su quell'aggeggioci passavo in media più di due ore e mezza! Wow mi son detta, così tanto tempo solo su Facebook senza contare Instagram e affini. Così ho ridotto la permanenza sul cellulare e mi sono dedicata ad altro.
Ma ecco che togliendo le distrazioni si arriva a capire che il "vuoto" da riempire è davvero tanto. Ci si rende conto come tutto fino a quel giorno è stato davvero tutto estremamente effimero. I cosiddetti amici alla fine nemmeno esistono e se sono "esistiti" è solo per una mia costante presenza nel loro mondo, ma nel momento che mi assento nessuno se ne accorge. E così mi sono resa conto che quando mi dicevo che non ero nessuno era davvero così. Incredibile, è bastata poco più di una settimana per rendermene conto ed ecco che mi trovo a tirare le mie conclusioni; siamo soli e dobbiamo contare su noi stessi. Frasi dette e ripetute all'infinito ma che ora prendono una connotazione diversa, un pochetto più concreta.

E allora ti abitui a stare davvero sola. Ti alzi al mattino fai colazione, qualche lavoretto in casa ed esci a fare un giro. Non puoi nemmeno fare due chiacchiere perché il francese ti è così ostico che non trova spazio tra spagnolo, portoghese e inglese e se qualcuno magari ci prova pure e parlare con te alla fine tu rispondi; je ne parle francais e questi sorridono e se ne vanno.

Capisci che che se qualcuno dice: se vuoi chiamare qualcuno hai solo da prendere in mano in telefono è chiami, alla fine non è davvero così. Ti metti dall'altra parte e immagini che se quel qualcuno non chiama mai è perché non ha voglia di sentirti e allora lasci perdere.

E allora smetti di rimanerci male per i messaggi visualizzati senza risposta e per i tanti; sto lavorando ti richiamo quando questo non succede praticamente mai.

Ci si abitua a tutto, senza incazzatura e  rabbia alcuna... sono una pacata e pacifica consapevolezza.
Sembro triste? Beh sì, può essere e in fondo posso anche concedermelo, dopotutto quando si è pensato a qualcosa che non è mai stato... si rimane male, per qualche minuto soltanto però. Dopotutto questa è la vita che mi sono scelta e contravvenendo a quando si dice che la distanza è solo un fatto mentale rispondo;  la distanza sarà pure mentale ma questo impedisce comunque al mondo di mantenere i contatti.

Questa mattina dopo i vari lavoretti di casa non sono uscita e mi son messa qua davanti a questa tastiera, come faccio sempre quando ho bisogno di fare chiarezza. Ora alzerò gli occhi, rileggerò ciò che ho scritto e come sempre troverò l'input per dare l'ennesima svolta al mio intercedere in questa vita di crescita.

Concludo col dire che ci si abitua a tutto, ma questo non lo dico con rammarico, ma come una forza nuova e una consapevolezza in più: tanto più ci appoggiamo agli altri pretendendo sempre qualcosa in cambio, tanto più ci rendiamo dipendenti a quel qualcuno che, diciamolo, non potrà mai soddisfare le nostre richieste. Ognuno ha la sua vita, i sui problemi e il suo modus operandi che si perpetua giorno dopo giorno e se noi non siamo inclusi, beh pazienza, si va avanti comunque facendo conto solo... su noi stessi!

Sempre io e sempre Vostra! 😊

venerdì 26 ottobre 2018

Differenze culturali, quello che molti definiscono Culture Shock!



Diciamoli; venendo direttamente da caotico Brasile, l'arrivo in Tunisia è stato più che mai soft e ancora prima di toccare questa bellissima terra l'ho amata. Guardavo affascinata dall'oblò dell'aereo e pensavo; ci sono quasi...questa sarà la mia terra!
All'aeroporto c'era il mio Tomo ad aspettarmi e all'uscita l'aria tiepida di Tunisi mi ha accolta. Sono finalmente in Tunisia!!

Quello che mi ha colpito fin da subito è stata la discrezione delle tunisine; in Brasile, almeno dove vivevo io, le donne sono abbastanza chiassose, vestite con abiti parecchio succinti e con teste colorate con colori a basso costo. Qua invece, anche chi non ha la testa coperta è molto discreta, silenziosa e a tratti elegante.

Il panorama mi piace, anche se sulla strada che mi porta a quella che sarà la mia casa la spazzatura la fa da padrona, nulla che non abbia già visto nell'esperienza precedente. Gli ulivi prendono il posto degli eucalipti e il colore verde/grigio predomina su tutto.

Le case sono diverse, sopratutto quella che ho scelto. Se ad Arujà il legno e i colori scuri comandavano su tutto, qua predomina il bianco e  le cupole si fanno amare all'istante! Il prezzo è lo stesso che pagavamo prima ma la qualità è nettamente superiore.
Se prima c'era sempre qualche aereo che decollava sulla nostra testa e la musica altissima che arrivava da qualche vicino o da macchine col baule aperto, ecco, qua il silenzio regna sovrano, silenzio assoluto rotto solo dal canto di qualche gallo in lontananza e da qualche uccellino.

Il mio primo madame mi ha emozionato al pari di Donna Sara, anche se la cortesia dei tunisini l'ho trovata superiore. E' successo più volte che se ho un uomo davanti quello prontamente mi apre la porta... viva la cavalleria!
Certo, per contro qua non amano essere toccati e da quello che ho capito non si usa dare la mano, a differenza di prima che ogni volta che ci si incontrava ci si abbracciava sempre... ecco, essendo io un'abbracciona seriale, questo un po' mi manca!

Non ho ancora sentito apprezzamenti pesanti. No, non verso di me, quello nessun popolo lo fa, ma verso le bellezze locali; ho notato che se passa una bella ragazza guardano ma con molta discrezione e non fanno battute pesanti, oh, a me piace un sacco! Non so ancora come siano i rapporti uomo donna, ma per quanto mi riguarda nei miei confronti ho ricevuto solo grande rispetto.

Il prezzo del cibo e dei trasporti è nettamente inferiore; quando l'ho detto alla mia Dolce Vipera mi ha gentilmente mandata a qual paese. Si è scandalizzata sopratutto per il costo del pane, se qua una baguette costa 0.06 centesimi dalle sue parti costa più di 1 euro! Pure la frutta e la verdura costano decisamente meno e qua abbiamo trovato una pasta locale buona al pari delle più famose paste locali che costa una minima parte! E poi diciamolo... qua ci sono i datteri!!

Ma la cosa che mi ha conquistato di più è la sensazione di sicurezza che si respira. Per farvi capire; ad Aruja vivevamo in un residence con portineria pattugliata da guardie armate che a turno fanno la ronda ogni 10 minuti. Andare a San Paolo è diventato pericoloso, gli assalti nelle code in autostrada la normalità. Sparare in testa per un cellulare è fin troppo comune e gli assalti in casa pure! Mi capite dunque se dico di  amare lo stare qua? Guardare costantemente indietro se arriva qualcuno, scattare una foto con la paura di essere sbattuti a terra, non poter portare nemmeno la borsa e camminare sola col terrore è storia passata e ad ogni volta che ci penso tiro un sospiro di sollievo! Ed è per questo che spero che i miei ragazzi decidano in fretta di venir via di là!

Ecco, se dovessi dare un punteggio la Tunisia vince con un ampio margine; diciamo un 7 a 3 e nessuno se la prenda ma il Brasile non mi manca nemmeno un po'!

Spero di non venir smentita troppo presto anche se sono pronta a tutto, le mie esperienze di vita in Dominicana mi hanno temprato tanto... chi vivrà vedrà!



PS:Ovviamente tutto ciò che ho scritto è frutto di una mia diretta esperienza, che potrebbe essere diversa da chi ha vissuto lo stesso percorso, sopratutto visto che descrivo della prima impressione che ho avuto.

venerdì 5 ottobre 2018

I motivi che mi spingono a girare il mondo?

Oggi ho fatto una foto e l'ho messa nell'immagine di copertina di FB. Gianni, un caro amico blogger mi ha fatto una domanda al quale, li per li, non ho saputo rispondere ma mi ha portato a fare una riflessione.
[...]Ancora oggi non riesco a comprendere bene i motivi che ti spingono a girare il mondo. Di motivi ce ne sono tanti in effetti. Tuttavia intuisco che c'è qualcosa di interiore in te che non riesco ad afferrare nella sua interezza. Ma, aldilà di qualsiasi eventuale ragionamento, io ti seguo sempre e ti voglio bene. A prescindere.[...]

Quali sono i motivi che mi spingono a girare il mondo? Beh, i motivi, come ha detto Gianni, sono tanti ma la prima parola che mi viene è; la scoperta!

Sono da sempre una persona curiosa. Ricordo da bambina quando i miei per la scuola mi hanno comprato l'atlante geografico... passavo ore a guardare la cartina chiedendomi come fossero quei luoghi e chi ci vivesse. La fantasia era quella di una bambina che amava immaginare, ma l'immaginazione ha lasciato il posto ad una profonda e impellente curiosità che non era più solo un sentimento ma si è trasformata in una vera e propria necessità fisica.
Col tempo la necessità è diventata ossessione.  Un sentimento così forte che guardare programmi di viaggio era diventata una sofferenza. Sono arrivata a seguire Licia Colò nei suoi viaggi e a soffrire per non poterli fare, l'invidia era una costante e la sofferenza una condanna. Ma guardare quei posti lontani non mi bastava più e quando nel 2001 c'è stata la possibilità di andare in Brasile mi ci son fiondata! Dovete sapere che quando è arrivato il momento di partire Tomo ha avuto paura e aveva fatto il classico passo indietro, così io sono andata in agenzia di viaggi  e ho fatto il biglietto; quella era la mia occasione e non potevo farmela sfuggire, quel giorno ha avuto inizio il Tutto.
Un inizio molto difficile, lo devo ammettere,  perché il mio spirito era pronto ma la mia mente no. Ho sofferto la lontananza da amici e parenti e ho fatto impazzire la mia famiglia. Così dopo quasi due anni sono tornata con la coda tra le gambe con la ferma intenzione di non muovermi mai più dall'Italia. Troppo difficile per me, mi dicevo, viaggiare comporta troppo impegno, dedizione e senso dell'avventura e io non ce la posso fare! Ultime parole famose!

Ma non non c'è niente da fare; quando quel fuoco si accende non si spegne più. Il tempo passava e io iniziavo a provare nostalgia di quei panorami, di quei modi di vivere, della gente che avevo conosciuto e delle diverse energie. Ero cambiata troppo e tornare indietro a quella che ero stata era ormai impossibile.

Sono rimasta in italia per quasi tre anni fino a che abbiamo deciso di tornare in Brasile. Da li siamo andati in Repubblica Dominicana dove ho avuto la più pazzesca delle mie avventure. Garantisco che  dopo aver vissuto certe emozioni la routine italiana mi andava davvero troppo stretta.
Da li in poi c'è stata l'Australia e il nord del Brasile per poi ritornare di nuovo dove tutto era iniziato; San Paolo. Ma anche li, dopo qualche tempo ho cercato un'altra occasione, ho pregato l'universo che mi desse qualcosa d'altro. Ogni giorno dicevo; ti prego ti prego ti prego, portami altrove... io non so dove ma che sia altrove. L'universo deve avermi ascoltato visto che ora sono qua in terra africana, sapendo che sarà per un breve periodo ma proprio per questo con la continua voglia di vedere ed esplorare.

Ma il perché me lo chiedo pure io!

Perché io ho necessità di conoscere meglio me stessa. Non sono così in gamba da riuscire a farlo in patria. Ho continuamente bisogni di stimoli, di mettermi alla prova, di spostare i miei limiti un pezzetto più in la. Ho bisogno di esperienze forti come quella in Dominicana, esperienze che mi diano l'effetto WOW. Ho bisogno di incantarmi di fronte a tramonti ogni volta diversi, di conoscere persone differenti da me che mi insegnino e mi mostrino il loro punto di vista, perché  vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri, per me rimane una grandissima fonte d'ispirazione! Capire le dinamiche esistenziali di religioni, di politiche e di esperienze di vita è sempre un'esperienza eccitante.

Settimana scorsa un signore italiano conosciuto a Tunisi mi ha detto che qua io sarò sempre straniera. Me lo ha detto con un tale rammarico che quasi mi sono sentita in colpa quando gli ho risposto; lo so, siamo stranieri e ovunque andremo lo saremo sempre. Ma io amo essere straniera!  Mi ha guardato strano non riuscendo a capirmi.Tra me e me ho pensato; mettiti in fila fratello... ma sappi che la fila di chi non mi capisce è molto lunga!
Essere straniera, per come la vivo io, mi da il vantaggio di non dover essere mai pienamente coinvolta o responsabile. Per quanto io possa cercare di capire la realtà del paese in cui vivo non sarà mai la mia realtà. Non è mia abitudine criticare il popolo che mi accoglie, (a differenza della maggioranza di italiani) visto che io sono ospite, le loro abitudini, i loro pensieri e le loro convinzioni appartengono solo loro e io non ne sono responsabile, e credetemi quando dico che c'è un'enorme senso di liberazione in questo che nemmeno ve lo immaginate! E rimango sempre basita quando sento italiani dire pesta e corna dei nativi... quasi che il loro modo di essere fosse di loro competenza. Invece di giudicare cerco di vedere il loro mondo attraverso le loro storie e il loro vivere quotidiano, e devo dire che c'è sempre della magia in tutto questo! Magia che accresce sempre di più la mia voglia di scoperta!

Amo la gente, gli scenari nuovi, la scoperta del cibo e imparare nuove lingue! Mi emoziono a vedere i bambini e amo l'interazione con gli adulti. Mi considero atea ma mi affascinano le religioni e amo cercare di capirne i meccanismi.
Ho profondo rispetto di chi è diverso da me e ne accetto il loro essere.
Amo amo amo sentirmi persa sapendo che se anche non capisco una parola di ciò che mi si dice, ho in me la piena consapevolezza che c'è quel qualcosa che ci lega tutti quanti; siamo tutti ospiti di questa terra e come tali io avrò sempre qualcuno che mi porgerà la mano e mi aiuterà in questo viaggio alla scoperta di me stessa!

Ecco... questo è ciò che mi spinge a girare il mondo... spero davvero di avervi fatto sentire queste mie emozioni! Grazie di averle condiviso con me questo momento!

venerdì 14 settembre 2018

Ora la mia anima è più leggera

Non ci riesco ancora... la paura e la preoccupazione di quei giorni è ancora li, in agguato e sembra che aspetti solo per venir fuori. E quando fa capolino lo mando via come un cattivo pensiero.
Non ne parlo con nessuno, penso che nessuno capirebbe ciò che ho provato nonostante mi chiedano come io sia riuscita. Ma sono forte, mi dicono, ho superato di peggio. Poi qualcuno, al contrario, mi dice che c'è la salute e va bene così.
E allora come faccio a lasciare andare se mi sto letteralmente cacando sotto dalla paura al pensiero di farlo venire fuori?
Poi penso che non succederà nulla, è stato ciò che è stato, che si fotta la paura e vado avanti.
Ma quel qualcosa pare sia li e che non se ne voglia andare!

Alzo lo guardo per pensare a come continuare questo scritto e lo sguardo finisce sul comodino dove c'è il il mio Manuale del guerriero della luce, sembra mi guardi... che voglia dirmi qualcosa? Lo apro in una pagina a caso e...

-Primo. Dio è sacrificio. Soffri in questa vita e sarai felice nella prossima. 
-Secondo. Chi si diverte è un bambino.
-Terzo. Gli altri sanno ciò che è meglio per noi, perché hanno più esperienza.
-Quarto. Nostro dovere è rendere contenti gli altri. È necessario gratificarli, anche se ciò comporta rinunce importanti.
-Quinto. Non bisogna bere alla coppa della felicità, altrimenti potrebbe piacerci. E non sempre l'avremo fra le mani. 
-Sesto. È necessario accettare tutti i castighi. Siamo colpevoli. 
-Settimo. La paura è un segnale di allarme. Non correremo rischi. 
Sono questi i comandamenti ai quali nessun guerriero della luce può obbedire.

Ok, pure io decido di non obbedire a nessun comandamento... e ora la mia anima è più leggera!

Anche questa volta scrivere mi ha aiutato... devo tornare  al mio angolo di riflessione più spesso!
A presto....

lunedì 3 settembre 2018

Lettera a Lho Thay

Ciao dolce amica!
Questa sera son qua per parlare un po' con Te...
Ho pensato un sacco alle tue parole in questi giorni... un sacco davvero, e riflettendo ho capito parecchie cose; una di questa sere passate ho visto un film, nonostante non fosse la prima volta che lo vedevo mi ha colpito una parola che mi è tornata in mente un sacco di volte nei giorni a seguire. 
La parola è Antevasin: colei che vive sul confine, ma è un confine che si sposta in continuazione, anche se avanzo nei miei studi e nelle mie realizzazioni, il confine rimane sempre a qualche metro da me, non sono né questo né quello, sono solo una che cerca e che si avvicina al confine che sempre in movimento in questa magnifica e temibile vita nel nuovo.

Ed ecco che mi son tornate le parole dette da Te tanto tempo fa quando alla mia smania di trovare "casa" Tu mi hai risposto che era possibile che in questa mia vita io fossi destinata alla ricerca continua senza mai trovarla questa agognata "casa".


Ed ecco qua l'illuminazione che ha seguito una profonda pace: il fatto che proprio questa mia ricerca fosse il mio possibile destino mi ha svuotato di tutte le aspettative che avevo riguardo a questa mia vita, la ricerca finalizzata a se stessa senza per forza trovare qualcosa alla fine!
Ho sorriso a questa cosa così ovvia... ho immaginato il tuo sorriso a vedere la mia sorpresa, sapendo benissimo che era davanti a me da tempo immemore! Ma la velocità di deduzione non è il mio forte e nonostante tutto l'accetto come una mia prerogativa.

Il 22 di settembre parto per questa mia nuova avventura con uno spirito diverso, questa nuova consapevolezza mi mostra una prospettiva differente che non vede ne un finale o una tappa, ma solo l'ennesimo e continuo cammino! 
Ti penso con gioia, gratitudine e amore per ciò che continui ad insegnarmi, il Tuo viso pieno di pace è di grande ispirazione per me e la Tua gioia mi trasmetta la certezza che questa è la strada giusta... dura e piena di ostacoli ma con la gioia di poterli superare con la forza che contraddistingue noi Guerrieri!

Lascio che la forza mi pervada e mi permetto di vivere in armonia senza che la paura la faccia da padrona con quel pizzico di incoscienza che ha sempre accompagnato le mie scelte!

Ti voglio bene dolce amica... e ti abbraccio d'amore, in un abbraccio dei nostri!
A presto...
Sara    



Dolcissima . . . 
ebbene sì, ho sorriso immaginandoti sorpresa per la "nuova" rivelazione!
Non esistono forse le tartarughe (che i saggi considerano colme di sapere)
 che la loro casa la portano con sé?
Tu devi cercare sempre e solo il Tuo star bene, quello interiore, quello profondo, 
quello che non viene intaccato da nessuna umana vicissitudine.
Le forme o i modi che darai a questa ricerca sono i Tuoi, 
quindi sempre e comunque corretti perché scelti da Te.
Ti invio anch'io un abbraccio "dei nostri" che in fondo è un eterno abbraccio
 tra le  nostre essenze
Buona avventura e non dimenticare che, 
se lo vuoi, non sei sola!!

Lho Thay

venerdì 3 agosto 2018

Una nuova solitudine...

Un mese... è ormai passato un mese da quando il compagno della mia vita, il mio Tomo, è rimasto bloccato all'estero per un assurdo caso di omonimia. Ma non è di questo di voglio parlare... ma di quello che questa assurda situazione  mi ha lasciato dentro!

I sentimenti che ho provato sono stati tanti e per molti versi devastanti; la rabbia, l'incredulità, lo sconforto, il panico, l'ansia, l'indignazione e la frustrazione. Ma la peggiore è stata la solitudine.
Non quel tipo di solitudine che qualche pagina riporta nel web: La solitudine è indipendenza: l'avevo desiderata e me l'ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri, no, si è trattato di qualcosa di più profondo e molto più doloroso.
Non perché io fossi sola, ma perché proprio in mezzo alla gente non potevo esprimere i miei sentimenti. Non ho potuto raccontarlo a nessuno, ho mentito a chi mi chiedeva come stavo e cercavo di stare calma quando dentro di me sentivo che stavo andando a pezzi.
Sono arrivata a sminuire la gravità della situazione perché nessuno avrebbe capito ciò che provavo e gli sguardi di biasimo mal li sopporto. Ho pianto di nascosto per non far impensierire e ho urlato in silenzio per lo stesso motivo.

E mi sono resa conto che nella mia vita ho sempre parlato dei miei sentimenti con il mio migliore amico ma questa volta non ho potuto farlo perché lui... beh, lui stava peggio di me!
Como potevo piangere per il fatto che mi lui mancava quando lui era ancora più solo e ancor più lontano da casa? Come potevo arrabbiarmi della situazione quando era lui che la stava vivendo in prima persona? Come potevo lamentarmi dei giorni senza risposte se nemmeno lui le aveva? Come potevo incavolarmi dell'impotenza se lui stesso la stava vivendo dentro di se?

In questi giorni appena passati sono diventata monotematica, proprio perché il pensiero era solo quello e non riuscivo a pensare ad altro. Avrei voluto urlare tutto ciò che provavo al mondo ma invece no; non potevo parlarne, anche solo per evitare inutili polemiche, per non dover dare continuamente spiegazioni ma sopratutto il mio silenzio è stato  per non tediare il mondo, gli altri hanno i loro problemi... come potevo caricarli con i miei? Senza dimenticare la situazione era così delicata che non aveva bisogno di interferenza alcuna.
Ma forse la sofferenza maggiore è solo per il semplice fatto che io ho sempre usato la comunicazione per gestire ciò che in passato mi ha afflitto e non poterlo fare ha avuto su di me l'effetto di una lenta e inesorabile implosione.


La solitudine... e pensare che credevo di sapere di cosa si trattasse, ma non è così. Giorni fa sulla mia pagina Fb ho scritto che l'unico modo per capirlo è passarci, ed è così, come in tutte le cose. Così ho capito che anche questa cosa avrei dovuto viverla come volevo senza dover dare nessuna spiegazione.
E' certamente un sentimento che apprezzerò, ora che tutto è finito, e ce se va come sempre capirò la lezione col tempo, perché so che anche dietro a questa grande esperienza c'è una grandissima lezione.

Ma ora vado... il mio Tomo mi aspetta in aeroporto! 

venerdì 22 giugno 2018

Un altro inizio!

Eccoci qua in questo ultimo giorno di vita Brasiliana... non sappiamo ancora che succederà e nemmeno dove andremo vivere.
Qualche idea c'è ma bisogna vedere se troverà lo spazio per realizzarsi.
Un salto le buio come mai prima prima d'ora...noi ci siam già buttati, ora stiamo a vedere dove i nostri piedi atterreranno!
Buona vita e in bocca la lupo a noi... ovunque sarà!!
Avanti sempre!


sabato 16 settembre 2017

Oriani è morta...




Oriani è morta... morta per incuria, per abbandono, per il disinteresse di chi doveva prendersi cura di lei! Caduta in un pozzo, a seguito di una micro emorragia celebrale si è spenta poco per volta aspettando le cure di qualcuno che non è mai arrivato. Chi l'ha vista mi ha riferito che ormai era solo pelle e ossa.
Chi era Oriani? Per la sua famiglia e per il mondo Oriani non era nessuno! Non voluta, nata per la conseguenza di un semplice atto sessuale è stato un peso fin dalla sua venuta. La madre adolescente e il padre uno dei tanti.


L'ho saputo una settimana fa e la mia reazione è stata fuori controllo... ho provato un tale dolore che non avrei pensato di provare per quella bellissima bimba, cielo quanto ho pianto!
Conosciuta nel 2006 nella mia esperienza Dominicana, l'ho amata fin dal primo sguardo e mi ha conquistato definitivamente al suo chiamarmi con quella voce leggermente roca di chi piange tanto. Fuori dal cancello chiuso il suo Saraaaa mi faceva sorridere ogni volta. Entrava e sapeva che la cosa che doveva fare subito era lavarsi le manine sempre sporche. (caspita com'era sempre sporca)
Si lavava anche la faccia e mi faceva ridere quando si leccava l'acqua dal viso dicendo che; aveva un buon sapore. Aveva circa due anni quando è entrata nella mia vita e poco più di tre quando ne è uscita. Un giorno al mio risveglio se ne era andata... sua madre l'aveva portata via.

Per il tempo che son rimasta a Los Patos mi è mancato il suo chiamarmi, il suo attendere il mio ritorno da Barahona per lanciarsi tra le mie braccia. Sembrava vivesse per questo, per un bacio, un abbraccio e tanto solletico. Mi è mancata sempre e il giorno che me ne sono andata ho guardato quella casa sperando di vederla per l'ultimo saluto. Ho pensato sempre tanto a lei e mi sono sempre chiesta che facesse, come vivesse e come fosse la sua vita. Dentro di me ho sempre sperato che non vivesse le brutture che la maggior parte delle bambine passano in quei luoghi. Ho pregato che non conoscesse lo stupro e la violenza e che potesse crescere serena come una bambina merita di vivere.
L'ho amata, tanto, e senza presunzione alcuna penso di essere l'unica che l'abbia amata davvero.


Dopo aver pianto tanto mi sono resa conto con sollievo che ora so dove pensarla, non è più in un posto indefinito alla mercé di chiunque volesse approfittasi di lei, ora so che è in un posto sicuro e so si prenderà il tempo necessario per riposarsi e riscattarsi di questa vita infame nell'attesa del suo ritorno.

E' morta la mia dolce Oriani e per il mondo non è cambiato nulla, nulla perché il mondo non sapeva nemmeno della sua esistenza. Sconosciuta, non rientrava un nessuna statistica, in nessun municipio, in nessun libro di casistica... niente di niente. Ecco perché ho voluto scrivere di lei, perché non sia dimenticata, un tributo ad una vita, la sua, che non merita di essere dimenticata.

Per il mondo non era nessuno ma per me era e rimane la mia dolce scimmietta!


sabato 22 luglio 2017

Scarpette rosse

Premetto che non sono una patita di scarpe... per farvi un esempio io e Carry di Sex and the City siamo agli antipodi e io a differenza sua le compro solo quando ne ho bisogno! Certo, farlo da queste parti è sempre un'avventura diversa!

Mesi fa ero in giro per comprare scarpe al mio Tomo e in vetrina vedo delle bellissime Converse All Star bianche. Costavano poco più di 100 R$ ed ero tentata di prenderle ma avevo ancora le mie Geox che ancora traspiravano bene e ho pensato di aspettare ancora un po'. Il problema è che le  Geox alla prima pioggia hanno traspirato fin troppo... respiravano così tanto che è entrata acqua! Così oggi torno da Rossi per vedere la loro "quotazione"!
Mi avvicino alla vetrina e vedo che hanno raggiunto il prezzo di 159.99 R$, puxa vida... sono aumentate!

Il commesso mi vede e mi si avvicina:
-Buonasera signora, vuole vedere qualcosa?-
-Sim, volevo comprare le All Star ma son troppo care!-
-Parliamone- mi fa sornione.

Già, perché voi dovete capire che qua non è che si va in negozio, si scelgono le scarpe e si va in cassa a pagare... no nò, qua ci sono vari step; c'è la richiesta, il servizio, la contrattazione e la vendita, ecco perché parlavo di avventura!

-C'è poco da parlare... io non voglio spendere più di 120 R$ e qua ne volete 160... di che stiamo a parlare?-
-Uuuh, possiamo parlare tantissimo... per esempio di rateizzare la spesa...-

Altra premessa, qua si rateizza tutto... anche 5 R$ en treis vesez sem juro! come cita lo spot in sottofondo! (in tre rate senza interessi)

-No, nessuna parcela, pago a vista-
-Venga a parlare col responsabile... aspetti che lo chiamo!-

Aspetto un attimo ed ecco che arriva il ragazzo responsabile.
-Cosa voleva signora?- mi chiede sorridente.
-Volevo le All Star ma l'ultima volta erano meno costose... se non sbaglio erano appena sopra i 110R$-
-Posso concordar com a segnora... era assim mesmo- ripete senza perdere il sorriso, - ma queste sono della nuova serie e sono un po' più care!-
-Ok.... allora aspettiamo che si abbassino di nuovo- risponde pronto il mio Tomo.
- Aspettate un momento, mentre voi vi accomodate io vado a vedere in deposito se c'è qualcosa in stok del valore che volete, magari trovo qualcosa delle vecchia linea che incontra i vostri gusti!_
-Lei è un ottimo venditore- fa il Tomo parlandogli sopra...e il ragazzo fa un sorriso tipo; sgamato! ;-)
-Numero di piede della signora? E il colore?-
-In Italia il 39... qua in verità non lo so!E bianche grazie-
Il primo commesso mi accompagna alle poltrone e mi fa accomodare.
Ci intrattiene chiacchierando del più e del meno
L'altro torna con cinque scatole...
-Ci sono queste e possiamo farle il prezzo di 99.99 R$!!- Esorta entusiasta.
Mette le stringhe e me le mette al piede.

Io, a dirla tutta un po' mi imbarazza... mica sono abituata ad un ragazzo inginocchiato davanti a me che faccio la Cenerentola!

-Ops... sono grandi... molto!-
-Guardi, ho qua anche il 38!-
-Sono grandi anche queste... mi spiace!- Caspita se mi scoccia farli tribolare!
-Oh, nessun problema!- Si gira verso l'altro ragazzo- Um numero menor eu acho-

Aspetto e arriva il responsabile rammaricato...
-Del 37 abbiamo solo di jeans nero... quelle bianche costano, al minimo che posso fare, 130R$... sennò ci sono queste!-
E me le porge come se fosse la reliquia più bella del negozio!
-Rosse... a 99.99... - nemmeno aspetta una mia reazione e ripassa a quelle nere.
Io rimango folgorata... le rosse sono davvero belle... e allora dico
-Un attimo... le provo!-

Faccio di nuovo Cenerentola e ... perfette... sono perfette!
-Prendo queste! Mi conferma il valore?
-Claro que sim 99.99... fechado?-
-Fechado sim!- ^_^

Ce ne andiamo dopo aver stretto la mano almeno a quattro presone!
Sorridendo penso che qua le vendite non sono solo una semplice avventura... è un vero e proprio rituale!
I Love Brasil!



domenica 16 luglio 2017

Italiani all'estero... oggi mi gira di brutto e mi sfogo!

São Paulo, 16 luglio 2017

L'altro ieri scorrevo e leggevo post e commenti in un gruppo di italiani in Brasile... una sola cosa; bello schifo davvero, complimentoni!
Dopo aver letto l'ennesimo commento ho deciso di scrivere un post nel gruppo! Ho deciso di condividerlo con voi! (Ah, ad oggi nessuno ha ancora contestato le mie parole!)

-Lo volete sapere? Sono davvero schifata del vostro modo di pensare ed agire nel paese che vi ha accolto!
Non è possibile che vi lamentiate di tutto e sopratutto di tutti! Ma chi vi credete di essere? Pensate davvero di essere migliori di loro solo per il fatto di essere italiani? Pensate che dare dei deficienti ai brasiliani sia una cosa che vi rende onore? Pensate davvero che senza di voi il Brasile non se la caverebbe comunque? Vi ricordo che tra di noi ci sono di quegli "sveglioni"che ve li raccomando davvero!
Prima di scrivere questo post però, sono andata sulle vostre bacheche e da qualcuno ho letto che protestate degli stranieri che si lamentano in italia e che "Se non vi va bene l'italia tornate a casa vostra negri di merda!" E dopo aver scritto queste porcherie avete il coraggio di scassare il cazzo qua? Ma vi guardate allo specchio ogni tanto ipocriti che non siete altro?

Leggo poi dei commenti di incitazione; "Vai a fai vedere a quei burini di sudamericani quanto NOI siamo intelligenti, che smettessero di approfittare degli stranieri!" dopo che il brasiliano di turno ci ha provato!
Vorrei ricordare che a noi italiani non devono insegnarci nulla visto che siamo i primi noi ad approfittare degli stranieri in italia!  Non vorrei ricordarvi che a Roma E IN TUTTE LE CITTÀ TURISTICHE ci sono i "paninari" che vendono panini a 3 euro agli italiani e 15 agli stranieri... senza parlare dei prezzi assurdi di caffè, acqua e vestiti... no dico, ma pensate davvero di prendermi per il culo per caso?
Siete venuti qua per uscire dalla fogna italiana e fate pure i "fighaccioni"? Siete venuti qua con quattro soldi e avete pure il coraggio di fare gli "sboroni"? Ma fatemi un piacere va! Ringraziate solo che i brasiliani adorano l'italia e gli italiani, non vi meritate nemmeno un loro fottuto sorriso!
Anche io ho incontrato qualcuno che ha approfittato del fatto che fossi straniera, per carità,  ma ne ho incontrati tanti di più che hanno cercato di aiutarmi! Gli imbroglioni sono ovunque ma questo non vi da il diritto di dire "peste e corna" sul popolo che vi ha accolti!
Ora ve lo dico io una cosa: se non vi va bene qua, fate un favore a tutti quelli che amano questo paese; TORNATEVENE A CASA VOSTRA!-

PS: E poi mi chiedono perché non voglio frequentare gli italiani che vivono qua...
PPS. E oggi non chiedo neppure scusa per i linguaggio!

martedì 27 giugno 2017

Avete mai pensato alla bellezza di un fiume?

Avete mai pensato alla bellezza di un fiume?
No, non parlo dei torrenti che; o sono incazzati o sono vuoti... no, io parlo di quei grandi fiumi che scorrono lenti, placiti e sempre uguali. Che poi in fondo uguali non sono mai!
Non perdono mai nulla, sulle curve tolgono qualcosa all'esterno e lasciano qualcosa d'altro all'interno. E' un continuo fluire nonostante il movimento sia appena impercettibile, tutto immutato eppure nulla uguale.
A volte mi ricorda la Vita, o meglio... quello che la Vita dovrebbe essere. La Vita che toglie e la Vita che da, in continua evoluzione.
Da un'occhiata superficiale il fiume non da segni di mutamento, no, quello si nota solo dalle sponde, dalla grandezza degli alberi e dalla presenza o mancanza di foglie, da più ghiaia o da meno rocce.
Poco importa se ci sia tanta acqua o meno... potrebbe anche seccarsi ma alla prima poggia tornerà a scorrere. Potranno anche scaricagli quantità immense di spazzatura, liquami e porcherie, ma con il suo scorrere continuo e con l'aggiunta di altri fiumi minori tornerà di nuovo limpido, e per quanto male noi possiamo infliggergli lui tornerà sempre pulito!
Avrà sempre la meglio su tutto e su tutti, per poi con pace infinita, andrà a ricongiungersi al grande mare...

giovedì 15 giugno 2017

Prova ancora, fallisci ancora. Fallisci meglio!

Ieri su Facebook ho postato un video dove Peter Dinklage , tra tante cose parla di fallimento. 
Una mia conoscente mi scrive in privato e mi chiede: Scusa Sara... come si fa a fallire meglio?
Probabilmente, essendo io esperta in fallimenti la domanda l'ha fatta alla persona giusta!😉 
Cosa vuol dire "fallire meglio"? Non so cosa intendesse Peter Dinklage, ma posso dire cosa penso io. 
Prima di tutto bisogna capire che significa fallire. Tra i tanti significati si trova anche questo: persona che nella vita non ha concluso nulla, non è riuscita in nessuna delle sue aspirazioni. Ok, ma secondo me fallisce solo chi non tenta... perciò "fallire bene" significa non riuscire a portare a termine una cosa nonostante si sia provato di tutto.

Ma voglio considerare la cosa ancora più nello specifico, e qua parlo di me; se io non ho portato a termine nulla, è perché mi sono arresa prima di averle provate tutte! Che se poi, il più delle volte mi sia andata anche meglio facendomi fare esperienze grandiose, qua non si discute, ma se quelle volte non sono riuscita a cogliere il segno è perché ho mollato prima. Anche perché a volte si capisce che non ne vale la pena, che probabilmente chiudendo quel capitolo se ne può aprire un altro o che semplicemente ero stufa e ho intrapreso strade diverse. Ma questo non è fallire, e "fallire meglio" (lo metto tra virgolette) è perché io non ho mai fallito nella mia vita; primo perché ci ho provato e secondo è che in fondo   ho "fallito" vivendo la vita come volevo.

Anche a me a volte viene lo sconforto (nei canoni stabiliti dall'odierno andazzo sei non sei "qualcuno" non sei nessuno) e mi dico che non ho combinato nulla nella vita, poi mi guardo indietro e vedo tutto quelle esperienze, le persone conosciute, i posti visitati, le sensazioni e gli sconforti provati... ho un tale bagaglio emozionale che mi ci potrei tuffare.
Ecco cosa significa per me "fallire meglio", significa fare il tutto per tutto per riuscire a Vivere!

venerdì 28 aprile 2017

La fanciulla e la foglia d'oro.

Un giorno una fanciulla seduta sulla banchina di un limpido lago vide, appoggiato sul fondale, una foglia d'oro. Come la vide capì che la voleva a tutti i costi!
Si sdraiò sulla pancia e mise il braccio in acqua, l'acqua era fredda ma lei voleva la foglia a tutti i costi e così si allungò ancor di più. Nulla da fare, la foglia era più in profondità di quanto lei stessa pensava.
Pensò che con un ramo abbastanza lungo potesse raggiungerla. Si alzò e cercò un ramo sufficientemente lungo da raggiungere il fondo. Tornò sulla banchina col suo lungo bastone e lo mise in acqua.
-Accidenti- pensò- non riesco nemmeno così, come posso riuscire? Dovrei tuffarmi ma l'acqua è così fredda... e poi non ho voglia di bagnarmi, devo trovare un ramo più lungo!-
Così fece, cercò un ramo all'altezza giusta e torno sulla banchina.
Questa volta il ramo raggiunse la foglia d'oro ma come si avvicinava la foglia, mossa dal movimento dell'acqua si spostava. Riprovò ancora e ancora ma più agitava il bastone più la foglia si spostava in là! La fanciulla era sempre più arrabbiata con la foglia e il ramo perché non volevano saperne di collaborare.

Si fece buio e così tornò a casa con intenzione di tornare l'indomani, e così fece.
Partì all'alba col timore che qualcun'altro potesse averla vista e presa... ma arrivò alla banchina e vide che la foglia era ancora in acqua, solo un poco più lontana di come l'aveva lasciata.
-Questa volta la prendo- disse decisa- oggi ho un retino con me lo attaccherò al bastone di ieri e la raccoglierò!-
Legò il retino al bastone, lo immerse in acqua e cercò di raggiungere la foglia d'oro ma, caspita, la foglia si era allontanata troppo e ora non riusciva più a raggiungerla! Si allungò il più possibile ma nulla... cercò per tutto il giorno un bastone più lungo e alla fine ci riuscì ma era troppo sottile e appena fece per metterlo in acqua si spezzò!
-Non è giusto... io ho fatto tutto il possibile, perché non ci riesco? Maledetti rami che non mi aiutano; o sono troppo corti, troppo fini o troppo pesanti, io non posso entrare in acqua, è davvero troppo fredda e io continuo a non aver voglia di bagnarmi!-
Andò avanti così per giorni... arrivò addirittura a dormire in riva al lago per paura che qualcuno riuscisse a prendere la foglia prima di lei!

Poi un giorno decise: -Basta, se voglio quella foglia d'oro devo andare a prenderla!-
Si levò di dosso tutto ciò che poteva intralciarla nei movimenti e si tuffo nell'acqua gelida!
-Accipicchia che freddo... meglio nuotare un po'!-
Nuotando tentò di scendere sott'acqua per raggiungere la foglia d'oro ma era davvero troppo profonda. Riemerse, prese fiato e ritentò... provò di nuovo, di nuovo e ancora un'altra volta.
-Non ci riesco!- urlò con frustrazione- non è possibile, sono qua, bagnata, infreddolita e stanca e non riesco a prendere quella bellissima foglia tutto d'oro!-
Piangendo battè i pugni e calciò l'acqua come se fosse impazzita. Stremata e delusa decise di abbandonare il desiderio di quella bellissima foglia. Ma appena si fermò vide che la foglia si era spostata e capi che i movimento dei piedi aveva creato dei turbinii che avevano sollevato la foglia.
Presa così da nuovo vigore iniziò ad agitare i piedi, con grazia stavolta, senza isterismi e rabbia. Mulinò le sua gambe come in una danza e così facendo vide la la foglia d'oro si sollevava sempre più dal fondo. Sempre più su e sempre più in alto.
Così facendo iniziò una danza e alla fine alla fanciulla bastò allungare il braccio che la foglia si depositò dolcemente sulla sua mano...

C'è una morale in tutto ciò e ognuno, se vorrà,  potrà trovare la sua! ;-)
Sempre io e sempre vostra.
Grata.

giovedì 19 gennaio 2017

Cinquant'anni!

Sono mesi che non scrivo nel mio blog... e in verità erano altrettanti mesi che nemmeno ci venivo, ma non c'è nulla da fare, è sempre come tornare a casa!

E oggi non potevo certo mancare per questa data... oggi è il mio compleanno e festeggio la mia nascita avvenuta esattamente cinquanta anni fa!

Cinquanta son tanti e quasi mi sento in dovere di onorarli in modo diverso... non voglio festeggiamenti ma voglio una celebrazione tutta mia per questo nuovo cammino!
Li ho attesi a lungo, con crescente gioia, nessun patema ne rammarico ma solo tanta consapevolezza di questi miei, ormai tanti, anni!

Consapevolezza di questa mia vita dove ho fatto tanta esperienza, qualcuno potrà trovarli sbagli, ma vi assicuro che non è così!
Ho vissuto tutto ciò che la vita mi ha offerto e non ho nessun rimpianto, nessun se, nessun ma e nessun forse. E' andata esattamente come doveva andare consapevole che questo è il destino che mi son scelta e l'ho accettato nonostante tutto!

Non so cosa ci sia legato a questa data ma sento che tutto sta cambiando, c'è in me questa nuova evoluzione che mi sta trasformando nella Donna che ho sempre voluto essere! Fin da bambina adoravo queste donne consapevoli e sicure di se stesse, padrone del loro tempo, del loro corpo e del loro spazio. Mi dicevo che era così che volevo essere. Crescendo ho letto di Donne complete degne di questo nome... donne vere, autentiche!
Certo... non ci arriverò ne domani ne dopo, ma ora so esattamente qual è il mio obbiettivo!

Sicuramente non ci sono arrivata da sola, ho avuto la fortuna di aver avuto vicino a me un uomo che mi ha sempre spronato a crede in me, infondendomi la fiducia che a volte veniva a mancare, che non ha mai smesso di credere nelle mie capacità e con la perseveranza che lo contraddistingue mi ha spinto più e più volte a crederci!

E poi c'è anche Lui Maestro Chen, Lui che mi ha dato il supporto spirituale che mi mancava, la sicurezza che in questo determinato cammino non sono sola! Lui e tutti i componenti del Samgha hanno contribuito a rafforzare questa mie fondamenta permettendomi di camminare spedita in questa mia straordinaria Vita!

Oggi mi sento colma... colma, in pace e piena di gioia! Sono Io e conto di continuare in questa dimensione ancora a lungo!

Un abbraccio all'universo e tutti i suoi abitanti!



La libertà di poter sbagliare è stato tutto quello che ho sempre voluto.
-Mance Rayder

mercoledì 31 agosto 2016

Perchè? Ecco il perchè!

In questi giorni dove il mondo web impazziva di rabbia e rancore , io cercavo un po' di svago in posti più leggeri.
Navigando mi sono ritrovata a leggere un articolo in QUESTA pagina Facebook dove l'autore dice; Nella maggior parte dei blog si raccontano di viaggi "perfetti", fatti di incontri con personaggi perfetti, in luoghi magici e paradisiaci; i viaggi alternativi e improvvisati, però, possono essere pieni di imprevisti. Bisogna raccontare il viaggio in tutti i suoi aspetti, anche quelli negativi, fatti di disagi, attese, incontri antipatici. Non si vuole certo scoraggiare le persone a viaggiare, ma è corretto essere più obiettivi possibile: i veri viaggi sono incerti e pieni di sorprese, nel bene e nel male, ed è proprio questa incertezza a renderli avventurosi
Ed ecco che è partita la domanda: perché si racconta solo il bello dei viaggi?
Ci ho pensato un bel momento e piano piano la risposta è arrivata!

Io ovviamente parlo solo per me, non posso sapere cosa passi nella testa degli altri Viaggiatori e forse l'articolo si riferisce solo a viaggi andata e ritorno... Ma sta di fatto che ora so perché alla fine io abbia la tendenza a raccontare solo il bello di quello che succede anziché il brutto... 

Il tutto parte da quando si prende la decisione di partire. Per noi è stata una partenza "definitiva"... ma quanti stop abbiamo ricevuto nel mentre? Quanti ci hanno riso in faccia dicendoci ma dove volete andare? O chi diceva davanti a noi rivolgendosi ad altri: tempo sei mesi e questi ritornano a casa! Oppure siete andati e tornati tante volte... non sarà certo l'ultima! e ancora tanto torni!!
Quando si parte per un viaggio come il nostro le notti insonni non si contano, le strette allo stomaco fanno venire il vomito più di quanto lo si dia a vedere, la paura dell'ignoto è sempre presente nella mente.... che gira e rigira come un criceto mai stanco.  

Ed ecco perché una volta partiti si racconta solo di quanto succede di bello, perché sappiamo benissimo che ci ha detto quelle frasi è li che aspetta solo di poter dire: e che vi creavate, di trovare l'America? Pensavate di fare solo la bella vita? Ricordate che tutto il mondo è paese! Certo che ve le andate a cercare tutte!

Ecco, forse qualcuno non lo immagina, ma queste cose noi le sapevamo già da prima, ma siamo voluti partire lo stesso. Sapevamo che si sarebbero stati  tempi bui, l'adattamento, la burocrazia, lo sconforto, ma nonostante tutto siamo andati e ora non serve a nulla venire a dirlo... lo sapiamo già! Ed ecco che basterebbe stare zitti e lasciarci parlare anche quando si è giù di morale. E se proprio non se ne può fare a meno una parola di incoraggiamento è sempre gradita.

Io non ho mai postato immagini o storie per suscitare invidia, che mi conosce sa bene che vorrei che tutti fossero felici della loro vita come io lo sono in quel momento, lo faccio per semplice condivisione di un momento mio di felicità e stupore.. ma non lo faccio quando sono triste o preoccupata! Vorrei poterlo fare senza aver paura di preoccupare qualcuno o ancora peggio senza preoccuparmi delle frecciatine di scherno, anche perché se la stessa non ha presa su di me quando sono tranquilla, mi ferisce tantissimo quando sono triste! Infatti molte volte se scrivo uno sfogo solo in pochi lo vedono.

Ecco, è per questo che mi tengo tutto dentro e non condivido nulla che non sia pura felicità! Non perché voglio far credere che tutto va bene per mero orgoglio ma per semplice difesa, e anche se è stata una mia scelta, una pacca sulla spalla senza infierire... dai, quella non si nega a nessuno!

domenica 5 giugno 2016

Il cervello degli Italiani.


Questo articolo l'ho trovato su Facebook. Mi ha lasciato senza respiro da tanto l'ho trovato vero e triste! Per me rappresenta quello che io uso chiamare il Popolino Italico...


Un popolo sospeso tra normalità e follia.

"Il cervello- come mostrano gli splendidi risultati delle neuroscienze- è unico e differente. Usare il termine cervello al di fuori del singolo individuo appare perciò inadeguato. E tuttavia possiamo allargare il termine anche in relazione al popolo italiano, cercando di individuarne le caratteristiche mentali principali positive e negative.
Intanto come appare l’Italia? Un Paese stressato, stanco, triste e angosciato. Però, è ricco di fascino e di straordinaria suggestione in quanto luogo di poesia, di arte e di creatività. La coscienza di essere italiano è una percezione speciale, gratificante. Che non è somigliante all’essere francese, inglese o tedesco.


Storicamente, ci sono stati scrittori che hanno sofferto l’essere italiano. Nelle opere di Dante, Petrarca o Leopardi, per esempio, è presente un insieme contrastante di sofferenza, conflittualità, malessere, disagio, pathos, orgoglio, gioia, sofferenza, dolore”.
E quali i tratti principali e il suo stato di salute? “E’- d’accordo con Benedetto Croce- la sua storia, tutta la sua storia, nient’altro che la sua storia. E’ l’idea di avere una storia in comune, di avere una memoria condivisa e dunque una coscienza collettiva capace di esprimere un futuro da progettare insieme.
Circa lo stato di salute mentale, autorevoli studiosi parlano di malattia sociale, di popolo malato, di un declino che coinvolge quasi tutti i settori del nostro Paese. Un Paese- ha scritto il professor Vittorino Andreoli, uno dei maggiori psichiatri italiani- ‘sospeso fra normalità e follia’. Una diagnosi, quella formulata nel suo libro “Ma siamo matti”( Rizzoli, 2015), che contiene una severa e indignata analisi sociale, culturale e scientifica dei mali dell’Italia.


Un altro autore, Franco Cordero, eccellente giurista e scrittore, ha parlato di ‘Morbo italico’, che è poi il titolo del suo libro pubblicato dall’Editore Laterza. Cinque secoli dopo i morbi ispanico e gallico, descritti da Gerolamo Fracastoro agli inizi del 1500, “una epidemia italiana- dichiara Cordero- corrompe pensiero, sentimento, gusto. Recenti sventure rinfocolano antichi mali italiani.


Sudditi congeniti cercano padrone e lo servono con una grossa paura d’essere liberi: pensano poco o niente, moralmente sordi, rifuggono dalla società tragica, né sopportano la cultura e l’ arte, intenti a tristi farse, l’anarcoide ipocrisia conformistica maschera un socievole cannibalismo. L’esito- aggiunge- è una miseria comica.
Una condizione di “marasma”. Una patologia che ha forme senili. Il paziente (il popolo italiano) appare ‘deperito, confuso, inerte, catalettico. Come nelle fiere, s’affollano -prosegue l’autorevole giurista- portaborse, pifferai, sicari, baciapile pronti ai versi della scimmia”.


Invero, sono numerosi i tratti di personalità del popolo italiano, che indicano che qualche cosa non va. I sintomi principali sono, d’accordo con Andreoli, masochismo, individualismo, invidia, maldicenza, sesso, cibo.
Il termine masochismo deriva dal nome dello scrittore Sacher Masoch ed è stato descritto per la prima volta dallo psichiatra Krafft-Ebing per indicare un disturbo della sfera sessuale e il senso di piacere provato nel subire sofferenza, umiliazione o maltrattamenti. Riferito al popolo italiano, questo comportamento rivela storicamente la nostra propensione a compiere ”scelte dannose per la comunità, mostrandoci-sostiene Andreoli- disfattisti e distruttori di noi stessi”.
Il masochismo si esprime soprattutto in politica, dove emerge la filosofia del contrario, del compromesso, del ricatto e del vilipendio. Il grande scienziato e linguista statunitense, Noam Chomsky, ha dichiarato che gli italiani “non fanno politica, litigano e seguono le direttive imposte dall’ Europa”. Di qui, l’incapacità del popolo italiano a “scegliere persone in grado di guidarci con dignità, consegnandoci con le debite differenze a politici e politicanti mediocri, ridicoli e privi di spessore”.


Circa il concetto di individualismo, in questa sede non ci riferiamo alla dottrina filosofica di individualismo, ma alla connotazione dell’individuo che vuole affermarsi, svalutando e danneggiando gli altri. Il comportamento indica una ipertrofia di sé che porta a vedere solo se stessi. 
Gli italiani, secondo autorevoli studiosi, sono individualisti e dunque “egoisti e narcisisti”, entrambi sintomi di un’alterazione della personalità. Si ritengono “unici, superiori, con una grandiosa stima di sé, che raggiunge livelli patologici”.


Domina una morale dell’utile per “me” e per il “mio”. L’italiano si ritiene libero di agire “al di fuori delle regole”. L’Italia, per questi autori, è un Paese dove la morale è morta, dove tutto è possibile e dunque niente è proibito, a causa dell’assenza della percezione del bene e del male. Stiamo creando una generazione di ragazzi e una società ‘senza morale’. L’assurdo- rileva Andreoli- è che ‘per primi i politici e gli amministratori della cosa pubblica assumono comportamenti immorali’. Un popolo senza morale muore, rovinando un Paese ricco di bellezza, storia e cultura e mettendo a rischio la stessa civiltà”.
Sulla nozione di invidia e di sesso-cibo, dobbiamo dire che l’invidia è un sentimento penoso, che oscilla dall’ostilità, alla maldicenza sino all’odio violento e distruttivo verso chi possiede ciò che l’invidiato brama e ritiene di non poter mai avere. L’individuo che invidia mostra di avere una pulsione primitiva, distruttiva e autodistruttiva legata a uno stato di frustrazione, insicurezza e angoscia. Un delirio persecutorio. Per Freud, una pulsione di morte.

Il popolo italiano è “invidioso”, è la “disgrazia più grande, per questo studioso, che potesse capitargli. Mentre  altri popoli, come per esempio i francesi, sono abituati ad esaltare le loro qualità e i lori principi, gli italiani sono disfattisti e amano la “maldicenza”. C’è una desiderio inguaribile di dire male, di offendere e di proiettare sull’altro le proprie malvagità e meschinità.
L’italiano poi è ritenuto “un consumatore straordinario di sesso-cibo. Il ristorante è “un luogo sacro”. Il vino è un balsamo, nella depressione e in altri disturbi maniacali e psichiatrici. L’eleganza è un modo di essere. Arte, gusto, raffinatezza, creatività: sono qualità innate del popolo italiano. E’ l’Italia del bello, del sole, della grazia.


E’ possibile a questo punto formulare una diagnosi e indicare una terapia?
La situazione mondiale preoccupa non solo gli studiosi, ma anche la gente comune. L’umanità va smarrendosi. L’ Europa è senz’anima e vive la sindrome dell’ansia-paura. L’Italia è in forte declino e attraversa una condizione di incertezza e impotenza. Il cervello è bloccato con tutto ciò che è umano. Sembrano ferme tutte le funzioni della mente del popolo italiano. Un cervello senza senso, pieno di immagini irreali e di deliri sociali e televisivi, che impediscono di vedere la realtà. Dobbiamo smetterla di attribuire tutti i mali alla crisi economica. La crisi riguarda il senso dell’uomo nel mondo. Si cammina, ma senza un progetto e una meta, senza sapere chi siamo e dove andiamo.


La terapia è possibile. E’ possibile riattivare il funzionamento dei sistemi neuronali del cervello. Punto di partenza, la presa di coscienza della malattia. Quindi, operare per realizzare, come andiamo sottolineando da anni nei nostri scritti e come concordano insigni studiosi, un nuovo umanesimo. Che metta al primo posto la persona e quindi il popolo. E’ dall’umanesimo che derivano principi, valori, norme giuridiche e norme morali. E’ da questo impianto concettuale che nasce la politica, contro una “società liquida”, una società, per Bauman, del ‘non senso’.


Un Paese fragile il nostro, fra vizi (tanti) e virtù (poche). Ma con la capacità di superare il ‘mal di essere’. Una condizione esistenziale originata dal decadimento.


Sul mal di vivere e su tanti altri problemi esistenziali, le neuroscienze stanno fornendo le prime risposte e le prime indicazioni risolutive. Sul piano storico, l’uomo ha cercato sempre di superare se stesso come aspirazione al soprannaturale. Dobbiamo porre l’ attenzione sulle qualità dell’ uomo di modificare la realtà, nella feconda prospettiva di abitare nuove frontiere e nuovi mondi. Già Nietzsche affermava che l’uomo è ‘una corda tesa tra l’umano e il post-umano’ e Pascal precisava che l’uomo è un essere tra l’animale e l’angelo. L’uomo precisava Heidegger non è ‘la sentinella del nulla, ma il pastore dell’essere’. Come infine non sottolineare l’illuminante intuizione di Rosmini, il quale poneva a fondamento della persona l’essere nelle sue tre forme: ideale, reale, morale.
L’attuazione di un nuovo umanesimo significa costruire un Paese fondato su solidi sentimenti che si chiamano empatia, altruismo, generosità. Il post-umanesimo deve nascere nell’alveo di queste linee vettoriali non per soppiantare l’uomo, ma per elevarlo.
Una vita senza la ricerca di questi principi e valori non è degna di essere vissuta.

Posted By Guido Brunetti

Guido Brunetti vive e lavora a Roma. Ha tenuto lezioni nelle Università di Roma, Lecce e Salerno. Ha esercitato attività sanitaria nella cura delle malattie mentali come libero professionista e presso istituzioni p che spaziano nei più diversi campi delle neuroscieze, della psichiatria e della psicoanalisi. Il professor Raffaello Vizioli, neuroscienziato di fama mondiale, ha definito Brunetti un "umanista- scienziato" e uno "scrittore completo". 
Un altro scienziato, Edoardo Boncinelli, ha dichiarato che Brunetti "è uno dei pochi autori capaci di scrivere un libro sul cervello, la mente e la coscienza". Collabora alla "Rivista di psichiatria" e a "Formazione psichiatrica". 
ubbliche e private. Ha svolto altresì attività nel Ministero di Grazia e Giustizia, Tribunale di Roma e Presidenza del Consiglio dei Ministri. E' autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche che spaziano nei più diversi campi delle neuroscieze, della psichiatria e della psicoanalisi. Il professor Raffaello Vizioli, neuroscienziato di fama mondiale, ha definito Brunetti un "umanista- scienziato" e uno "scrittore completo". 
Un altro scienziato, Edoardo Boncinelli, ha dichiarato che Brunetti "è uno dei pochi autori capaci di scrivere un libro sul cervello, la mente e la coscienza". Collabora alla "Rivista di psichiatria" e a "Formazione psichiatrica".