Vetri, bottiglie e silicone: l’arte di complicare la vita
Avete mai notato che esiste una categoria di professionisti che sembra avere un unico obiettivo: rendere la vita del cliente un percorso a ostacoli? Sto parlando dei vetrai.
Sì, quelli che ti portano il vetro nuovo, lo montano con grande maestria che Michelangelo spiccia casa… e poi ti lasciano un mosaico di cartoni incollati con silicone come se stessero sigillando il Santo Graal
Il vetro arriva scintillante, tu già immagini la luce che entrerà in casa come in una pubblicità di arredamento scandinavo. Poi ti avvicini e scopri che è ricoperto da cartoni incollati con una sostanza che nemmeno la NASA riuscirebbe a rimuovere.
E lì capisci che il vero lavoro non è stato il montaggio, ma la maratona di pulizia che ti aspetta.
Il silicone è il loro pennello preferito. Lo usano ovunque, per fissare, per proteggere, forse anche per firmare le opere. Risultato? Tu passi ore con raschietti, alcool e bestemmie, mentre loro se ne vanno soddisfatti, convinti di averti consegnato un capolavoro.
Non bastavano i vetrai. Ci sono anche i produttori di bottiglie, (il fatto che siano di vetro sarà un caso?) che hanno deciso che la colla delle etichette deve resistere a guerre nucleari, uragani e lavastoviglie industriali. Pensa che scema che sono, io volevo solo riutilizzare la bottiglia, ma finisco a strofinare come se stessi lucidando un diamante grezzo. Con il risultato che alla fine, però, mi ritrovo una semplice bottiglia di vetro!
Sbaglierò, ma secondo me c’è una setta segreta di artigiani e produttori che si riunisce di notte e decide: “Come possiamo rendere la vita delle persone più difficile domani?”
- Vetrai: “Silicone ovunque!”
- Produttori di bottiglie: “Colla indistruttibile!”
- Designer di imballaggi: “Etichette che si strappano a metà, così il cliente non gode mai della vittoria completa!”
Cari vetrai e cari produttori di bottiglie: non siete artisti concettuali, siete terribili complicatori seriali. La prossima volta, invece di pensare a come incollare il mondo, pensate a chi dovrà pulirlo. Perché la vera arte non è montare un vetro: è consegnarlo pulito! Grazie né!
