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Visualizzazione dei post da aprile, 2024

Ho bisogno di un miracolo...

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  E niente, non ne vengo fuori! Sono dolorante, stanca e demoralizzata. Questa nevralgia post-erpetica non mi dà pace. Passo le notti in lacrime e le giornate piegata in due dal dolore. Mai avrei pensato di provare così tanto dolore! Ho fitte lancinanti lungo gli arti e la pelle mi brucia ovunque, e la cosa peggiore è che non c'è medicina che mi dia sollievo... La mia vita sta diventando uno strazio e questo dolore mi sta togliendo la voglia di vivere! Giuro, non ce la faccio più! Non so perché lo stia scrivendo, probabilmente spero che, buttando qua la mia disperazione, se ne vada anche tutto questo dolore. Davvero, non so... So solo che ogni attimo prego chiunque sia in ascolto di fare il miracolo e farmi guarire... perché così non riesco ad andare avanti.

Tra i fiori il ciliegio Tra gli uomini il guerriero (Sabato in filosofia)

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  Dhanly ci racconta di un antico detto giapponese che recita: Tra i fiori il ciliegio  Tra gli uomini il guerriero È stato scritto all'epoca dei Samurai, membri della casta militare del Giappone feudale. La vita di un fiore di ciliegio può finire in ogni istante... è sufficiente una folata di vento e si staccherà dal ramo sul quale si presenta nel suo splendore. Lo stesso poteva accadere al samurai, sempre pronto ad incontrare la morte. C'è un concetto molto bello che permea la cultura giapponese, si chiama yushu no bi (la bellezza della fine). I giapponesi danno molta importanza alla fine di ogni cosa che ha avuto un inizio poiché è proprio la fine che determina il ricordo . È importante chiudere in bellezza non solo le imprese ma anche (e soprattutto) le piccole azioni quotidiane. Questo nasce dalla consapevolezza del filo sottile che ci unisce a coloro che ci hanno preceduto, a chi abbiamo intorno e a chi verrà dopo di noi. Ecco perché in Giappone si da importa...

Una Geometria che va oltre il singolo Uomo. (Sabato in Filosofia )

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    Shoei scrive... La possibilità di scorgere la Verità si svela a chi innanzitutto si dimostra capace di vivere una chiara ed aperta visione mentale della realtà impedendone una sua contaminazione e distorsione.  Per quanto mi riguarda il mondo che ho visto finora non è la realtà bensì ciò che la mia mente ha voluto farmi parzialmente vedere, di quel movimento che per sua natura è impermanente, mutevole e dove solo l’Energia resta nell'Essenza della Vita.  Una mente condizionata da ciò che ha studiato ed appreso da cultura e contesto sociale, seleziona fra tutti gli stimoli esterni solo quelli che meglio si adattano alla sua concezione di mondo.  Che cos'è dunque il mondo?  La mia personale ricerca interiore ha inizio nel momento in cui scelgo di abbandonare tutto ciò che ho pensato in forma di pregiudizi e preconcetti su me stesso e sugli altri; l’attimo in cui colgo la falsità di teorie, dogmi, nazionalismi e fedi che condizionano ...