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[Sguard]o Luce. Guarigione. Consapevolezza. Perché certe parole non aprono: chiudono

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Di solito non rileggo quello che scrivo. Se lo faccio, è solo per riprendere un tema, non per rivedermi. Oggi invece mi è successo. Tempo fa avevo scritto questo e mi ero sentita giudicante, presuntuosa, magari anche un po' saccente. Rileggendolo oggi, mi sa che ero solo molto cauta. Forse fin troppo gentile. Da tempo ormai sui social è esploso un certo tipo di linguaggio: parole grosse, solenni, sempre uguali. Luce. Guarigione. Consapevolezza. Verità. Parole che dovrebbero aprire e invece chiudono. Perché quando qualcuno parla così, spesso non sta cercando: sta affermando. Il problema non sono i life coach o gli influencer spirituali. Il problema è quanto facilmente gli si crede. Quanto siamo disposti a smettere di pensare con la nostra testa pur di sentirci dire che stiamo andando nella direzione giusta. Chi si definisce guida, di solito vuole essere seguito. Chi promette cambiamenti, spesso non sopporta le domande. E chi parla sempre di luce, raramente ...

[Sguardo] Fuori target: smontare le narrazioni sull’intelligenza artificiale

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Domenica l'altra ho parlato di intelligenza artificiale. Di nuovo. Non perché io ne sia ossessionata, anche se la apprezzo, ma perché ne ho piene le palle di essere presa in giro. Non dall’ IA . Dai racconti che le vengono costruiti intorno. Da parole gonfiate, metafore sbagliate, frasi che sembrano profonde e invece servono solo a evitare una cosa semplice: dire chi decide e chi è responsabile. Quindi sì, torno sull’argomento. Non per spiegare cos’è l’intelligenza artificiale, ma per smontare l’ennesima narrazione che tratta i lettori come cretini e l’imbecillità come un pubblico da accontentare. Fuori target (non fuori tempo) In questo periodo succede una cosa curiosa: apro giornali seri, testate seguite, nomi “autorevoli”, e mi ritrovo a leggere frasi che mi fanno venire una domanda semplice: ma mi stanno per caso prendendo per i fondelli? Perché quando leggo che l’intelligenza artificiale sarebbe “un corpo in evoluzione , cap...

[Sguardo] "Di colore" non è politically correct: è solo un eufemismo che fa più danni che altro

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Spesso sento e leggo persone che usano l'espressione "di colore" pensando di essere super sensibili e politicamente corrette, ma in realtà rischiano di fare più danni di un elefante in un negozio di cristalli. Innanzitutto, è un eufemismo per evitare di dire "nero", come se ci fosse qualcosa di strano o sbagliato nell'essere neri. Spoiler: non lo è! Inoltre, il termine ha una storia che puzza un po' di colonialismo e segregazione razziale, soprattutto nei paesi anglofoni. E finisce per mettere sotto un'unica etichetta un sacco di persone con esperienze e origini diverse, cancellando la loro unicità. Rispetto per le preferenze degli altri è la chiave: in molte culture, "nero" è considerato il termine più giusto e rispettoso. E, indovinate un po'? A volte, per paura di offendere, finiamo per farlo ancora di più. E non è mai bello essere il re dell'indelicato! Includere davvero significa anche accettare e usare i termini ...