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[Sguardo] Ceuta: guardare la mappa prima di avere paura

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Ormai sono diventata abbastanza intollerante all'ignoranza, non perché io sia in possesso di chissà quale intelligenza, ma se ho un pregio è quello che, prima di aprire la bocca, leggo e mi informo e, prima di postare, mi informo ancora una volta! Di cosa sto parlando? Di Ceuta! A me le notizie arrivano abbastanza in ritardo, ma la colpa non è neanche delle news, ma del fatto che ho escluso la parola «politica» dalle ricerche. Ma qualcosa scappa sempre. Ed ecco che vedo il titolo di un giornale online. Il titolo e l'articolo contenevano queste parole che, come quasi sempre, sono costruite per attivare una paura già esistente: «migliaia di migranti», «invasione», «confine sfondato», «58.000 persone invadono la Spagna»... Io non sono tra le più sveglie delle persone, ma leggendo quella cifra la prima domanda è stata: cosa? Aspetta, 58 mila persone che hanno invaso la Spagna e questo dove è successo? A Ceuta? E io, ignorante, non sapendo dove fosse quella città, h...

[Sguardo] Due pesi e due misure: italiani all’estero e integrazione

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Una riflessione sulla nostra diaspora e sul modo in cui giudichiamo le comunità straniere in Italia. Qualcuno di voi ha letto quell’articolo su Antônio Prado, la città brasiliana dove si parla ancora il dialetto talian? Bello vero? Ah, com'è commovente! Tradizioni, patrimonio culturale, museo a cielo aperto… insomma, la solita autocelebrazione da italiani all’estero. Ed è qui che mi sale il crimine. Perché diciamolo: noi italiani siamo intolleranti verso chiunque arrivi da fuori, ma intanto siamo andati a rompere gli zebedei ovunque nel mondo. Brasile, Argentina, Stati Uniti, Belgio, Svizzera… ovunque ci fosse da emigrare. Trovatemi un posto dove non ci sono italiani! Ci siamo piazzati con le nostre valigie di cartone e abbiamo imposto lingua, tradizioni, chiese e chiassose feste patronali. Quando lo facciamo noi, diventa " patrimonio culturale ". Quando lo fanno gli altri in Italia, diventa " problema di integrazione ". Un ...