Un amico blogger, quando ancora vivevo in Tunisia, mi aveva chiesto come fosse una colazione berbera. Non l’ho mai assaggiata e non ne ho potuto parlare. Ora che vivo in Brasile, si aspetta che lo faccia almeno qui! Ecco Pier, la colazione è servita! La colazione più comune La tipica colazione brasiliana prevede solitamente pane croccante e caffè nero o caffè con latte. È la colazione più diffusa in tutto il Paese. Il pane è l’elemento più importante. Il tipo più consumato è il Pão Francês, chiamato anche Pão de Sal o Cacetinho, a seconda della regione. C’è poi il Pão de Forma (pane in cassetta), usato per preparare il Queijo Quente o il Misto Quente (panino grigliato con formaggio e prosciutto). Assieme al pane non mancano burro o margarina. Io amo il burro salato, che con la marmellata di arance è la morte sua! Il mio Tomo, invece, preferisce formaggio, prosciutto e petto di tacchino, anch’essi molto comuni a colazione. ...
Trovata nel web... Il potere di una virgola: la storia di Carlo V Un aneddoto sorprendente su come una semplice virgola possa cambiare il destino di un uomo. Un tal Carlo V, re di Spagna, ricevette al suo cospetto un uomo accusato di non ricordo più quale colpa. Dal momento che non era in suo potere dichiararlo colpevole o innocente, passò il caso alla corte, sperando però in cuor suo nella magnanimità degli uomini incaricati di giudicare. Trascorso il tempo necessario, giunse il responso di condanna a morte: “Perdono impossibile, eseguire la sentenza.” Il re non era d’accordo, ma purtroppo non poteva cambiare la sentenza. “Cambiare la sentenza… no. Ma spostare una virgola… questo sì che posso farlo!” pensò. E scrisse: “Perdono, impossibile eseguire la sentenza.” E fu così che il condannato si salvò. Hai detto niente! 😉
Rotta precedente ⛵ C’è qualcosa di profondamente umano nel modo in cui un fiume scorre. Non è solo acqua: è memoria, trasformazione, resistenza. In queste righe, Sara ci invita a guardare oltre la superficie, a scoprire come il fluire silenzioso di un grande fiume possa insegnarci qualcosa sulla Vita — quella vera, che toglie e restituisce, che si sporca e si purifica, che cambia senza mai smettere di essere sé stessa... Avete mai pensato alla bellezza di un fiume? No, non parlo dei torrenti, che o sono incazzati o sono vuoti... No, io parlo di quei grandi fiumi che scorrono lenti, placidi e sempre uguali. Che poi, in fondo, uguali non sono mai! A ben guardare, non perdono mai nulla: nelle curve tolgono, per poi lasciarlo all'interno. È un continuo fluire, nonostante il movimento sia appena impercettibile, immutato, eppure diverso. Se ci penso, mi ricorda la Vita, o meglio...