Quando l'incontro vero non dipende dall'età

 


È arrivata dall'Italia a trovare la sua vecchia zia.
È giovane, bellissima, con uno spirito e un entusiasmo che si adatta a tutto.

Ironia della sorte: sono andata dall'altra parte del mondo e la persona che mi capisce arriva da dove io sono partita.

Ieri sera cena insieme, chiacchiere fino alle due di notte.
Ventinove anni di differenza che spariscono nel giro di una forchettata.

Mi guarda come chi ha già capito tutto.
E in quello sguardo mi riconosco, non come ero, ma come voglio continuare a essere.

Parliamo di quella voglia di smettere di controllare tutto.
Di smettere di accontentare tutti.
Della parola no... corta, difficile, liberatoria.

Io ci sono quasi arrivata.
Lei ci vuole arrivare il prima possibile.
E questa differenza, invece di dividerci, ci unisce.

C'è un'intelligenza rara nel saper riconoscere i propri limiti.
Ce ne vuole ancora di più per decidere di superarli.

Lei ce l'ha già, quella intelligenza.
Io la guardo e penso: buona strada.
Lei mi guarda e pensa: ci sono quasi 

Forse è questo, l'incontro vero tra due persone:
non l'età che coincide,
ma il cammino che si riconosce.

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