Post

Guararema con gli occhi di chi ama: capibara, ali di farfalla e il bello curato

Immagine
  Ho portato Alessandra a Guararema. Per chi non la conosce, Guararema è "una piccola città a circa ottanta chilometri da São Paulo, nel Vale do Paraíba. La chiamano Pérola do Vale,  la Perla della Valle. Il suo nome viene dal tupi-guaraní e significa pau d'alho , il nome di un albero un tempo così presente da segnare per sempre l'identità del luogo. Ancora oggi nella piazza principale c'è un esemplare di trentatré metri, imponente e silenzioso come un testimone di secoli. Per secoli, prima che esistessero strade asfaltate, Guararema era tappa obbligatoria per chiunque viaggiasse tra São Paulo e Rio de Janeiro. Un luogo di passaggio che ha imparato a farsi ricordare." Poi abbiamo visto i capibara, lei li ama così tanto! E come potrebbe essere diversamente? C'è qualcosa di inaspettatamente tenero in questi animali enormi che pascolano come se il mondo fosse sempre stato gentile... A un certo punto mi ha scattato una foto. Io seduta su una panchina, dietro...

[Sguardo] Mollaccioni? Prima di dirlo, guardiamoci allo specchio

Immagine
I ragazzi di oggi sono dei mollaccioni. Lo sentiamo dire spesso, e lo diciamo ancora più spesso. Con una facilità che dovrebbe farci vergognare un po'. Sì, perché mentre li chiamiamo mollaccioni, non ci fermiamo mai a chiederci in quale mondo li abbiamo messi a vivere. Partiamo dalla casa. Per andarsene di casa, quel gesto che la nostra generazione considera il minimo sindacale dell'indipendenza, i ragazzi di oggi devono ripiegare su stanze condivise a prezzi che farebbero impallidire chiunque. Novecento euro a stanza. Novecento! E non un appartamento. Una stanza! Quegli appartamenti erano dei nonni. Oggi, macchine da soldi. E qualcuno, con grande senso degli affari e pochissimo pudore, ha deciso che speculare sulla necessità altrui si chiama mercato. Sarà... Ma il mercato, in certi casi, ha proprio la puzza di chi se ne sta approfittando. E non è solo la casa. È il lavoro, precario, sottopagato, a progetto, a chiamata, a tempo determinato rinnovato al...

[Vi porto con me] Paraty e Trindade: un fine settimana da mostrare a chi ami

Immagine
"Vi porto con me" non nasce oggi. Sfogliando gli articoli degli anni passati, ho ritrovato tante foto di viaggi, pranzi, spiagge, momenti, storie raccontate senza ancora sapere che stavano formando una rubrica. Ora ha un nome. E continua. Quindi… allacciate le cinture. Si parte. E oggi vi porto con me in un fine settimana che mi ha fatto battere il cuore. Questo fine settimana siamo stati prima a Paraty, poi a Trindade. Wow, wow, wow. Code infinite per tornare a casa, ma ne è comunque valsa la pena! Paraty è un paese unico nel suo genere! Splendido, con la marea che entra nelle strade creando un'atmosfera surreale. Camminare tra quei vicoli bianchi con l'acqua ai piedi è qualcosa che non si dimentica. E poi Trindade, un villaggio che si snoda sulla spiaggia, con sentieri che portano a spiagge incontaminate. Il tipo di posto che ti fa venire voglia di non tornare mai a casa. Le foto parlano da sole. Buona visione! Gilda, la signora in giallo ora è sul mio...

Anch'io? Certo che sì: quando un gruppo di sconosciuti ti fa sentire a casa

Immagine
  Ho voluto far conoscere il mio paradiso a mia nipote, e il fine settimana è stato bellissimo. Non tanto per i luoghi, anche se il panorama era quello di sempre, meraviglioso, ma per una leggerezza che non mi aspettavo. Ero lì, ferma, a godermi il panorama in silenzio. Dietro di me sento una ragazza che dice ai suoi amici: "Dai, facciamo una foto tutti insieme!" Mi giro. Li guardo. E con tutta la mia faccia tosta chiedo: "Anch'io?" Lei non ha esitato un secondo: "Certo che sì!" Ho sorriso, ho fatto per andarmene, perché in fondo non li conoscevo, erano estranei, e loro: "No no, rimani! Tutti insieme!" Così mi sono messa in posa. Foto fatta. Ho ringraziato e me ne sono andata. Con il sorriso fino alle orecchie. Quello che non sapevo è che mia nipote, da lontano, stava fotografando me mentre facevo la foto con loro. Quattro estranei che si immortalavano insieme, senza sapere nulla l'uno dell'altro. E lei lì, a catt...

[Sguardo] La chiamano modernizzazione: la nuova legge sul lavoro in Argentina che riporta indietro il tempo

Immagine
In Argentina hanno approvato una legge. Si chiama Legge di Modernizzazione del Lavoro. Il nome è già tutto un programma. Di cosa si tratta? Be lo racconto : i datori di lavoro possono estendere l'orario di lavoro, in modo arbitrario, da otto a dodici ore giornaliere. Gli straordinari non vengono più pagati in denaro. Vengono compensati con un giorno di riposo. Va che culo, direbbe qualcuno. E ovviamente, ovviamente , vengono facilitate le procedure di licenziamento. E ridotte le indennità massime. Gli argentini si sono arrabbiati, come era prevedibile, si sono radunati fuori dal Parlamento. Indovinate com'è andata a finire? La polizia ha represso i manifestanti. E il governo li ha denunciati. Per terrorismo. Terrorismo ragazzi!! Lavoratori che protestano contro dodici ore di lavoro al giorno. Terroristi. Nel frattempo, nel nord Europa si discute di ridurre la settimana lavorativa a quattro giorni. Più tempo per la famiglia. Per la salute...

Havaianas: da sandalo dei poveri a souvenir più richiesto d'Italia

Immagine
  Quando qualcuno in Italia sa che torno dal Brasile, la risposta alla domanda : cosa vuoi che ti porti, è sempre la stessa. Secca, sicura, senza esitazioni. "Portami le Havaianas." Non il caffè brasiliano, non una maglietta, non qualcosa di tipico. Le Havaianas. Un semplice sandalo di gomma. E io sorrido ogni volta, perché chi le chiede probabilmente non sa che quello che considera un oggetto esotico e desiderabile, qui in Brasile è semplicemente... la ciabatta di casa. Anzi, le ciabatte. Perché in Brasile, e posso confermarlo per esperienza diretta, non si ha un paio di Havaianas. Io, per esempio ne ho tre: quelle per la casa, quelle per il giardino e quelle per uscire. Sì, per uscire. Perché qui le Havaianas si mettono ovunque, dal supermercato alla spiaggia, dalla festa di compleanno al matrimonio. Eppure non è sempre stato così. Nate nel 1962, ispirate al sandalo giapponese Zori, quello con la suola in paglia e i nastri in tessuto, le Havaianas erano un ...

Quando l'incontro vero non dipende dall'età

Immagine
  È arrivata dall'Italia a trovare la sua vecchia zia. È giovane, bellissima, con uno spirito e un entusiasmo che si adatta a tutto. Ironia della sorte: sono andata dall'altra parte del mondo e la persona che mi capisce arriva da dove io sono partita. Ieri sera cena insieme, chiacchiere fino alle due di notte. Ventinove anni di differenza che spariscono nel giro di una forchettata. Mi guarda come chi ha già capito tutto. E in quello sguardo mi riconosco, non come ero, ma come voglio continuare a essere. Parliamo di quella voglia di smettere di controllare tutto. Di smettere di accontentare tutti. Della parola no...  corta, difficile, liberatoria. Io ci sono quasi arrivata. Lei ci vuole arrivare il prima possibile. E questa differenza, invece di dividerci, ci unisce. C'è un'intelligenza rara nel saper riconoscere i propri limiti. Ce ne vuole ancora di più per decidere di superarli. Lei ce l'ha già, quella intelligenza. Io la guardo e p...