[Sguardo] Substrak e la superficialità dei social: la scrittura lunga come atto di resistenza
Oltre a qui, scrivo anche su Substrak. Giuro, lo avevo immaginato come un posto dove leggere cose interessanti, scambiare opinioni e magari trovare qualche riflessione degna di nota. Invece mi sono ritrovata davanti a un flusso di domande banali; che fate il 25 aprile? Oppure foto di gattini che inseguono una luce. Per non parlare di video triti e ritriti, che alla fine lasciano il tempo che trovano. Che delusione. Ma non è colpa solo di Substrak. È il sintomo di qualcosa di ben più grande. I social di oggi puntano tutto sulla velocità. Post rapidi, interazioni immediate, contenuti ridotti all'osso. È la stessa logica di Facebook, Instagram, Threads e compagnia: micro-contenuti che non ti chiedono nessuno sforzo, nessuna profondità. E funziona, nel senso che piacciono alla massa. Ma il problema grande è che impoverisce tutto. Chi prova a scrivere qualcosa di articolato fatica a farsi notare, perché è come parlare in una stanza dove tutti urlano cose a caso...