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La mia Itaca

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  Il pensiero del martedì Non stavo cercando un luogo, stavo cercando me stessa in un luogo che mi riconoscesse!! Ho guardato la serie TV Troy: Fall of a City. Wow, mi è piaciuta un sacco! Siccome dalle medie, periodo in cui ho studiato la mitologia greca, sono passati parecchi anni e non ricordo un granché, ho cominciato a informarmi. E leggendo tutte quelle informazioni mi è tornato alla mente il mio periodo in Tunisia. Ci sono stata cinque anni e, in quei cinque anni, ho imparato, tra tante altre cose, a stare da sola. Una cosa che avevo cercato di imparare per tutta la vita e che, finalmente, ho imparato davvero. A un certo punto mi sono detta: ora posso andare ovunque. E infatti avrei potuto rimanere lì ancora per molto tempo. Tomo prendeva un buon stipendio, io ero sistemata bene: una bella casa, una bella macchina, dalla mia stanza si vedeva il mare e potevo andarci quando volevo... Però... Dopo tutti quelle informazioni ho trovato la parola giusta. Un...

[Sguardo] Ceuta: guardare la mappa prima di avere paura

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Ormai sono diventata abbastanza intollerante all'ignoranza, non perché io sia in possesso di chissà quale intelligenza, ma se ho un pregio è quello che, prima di aprire la bocca, leggo e mi informo e, prima di postare, mi informo ancora una volta! Di cosa sto parlando? Di Ceuta! A me le notizie arrivano abbastanza in ritardo, ma la colpa non è neanche delle news, ma del fatto che ho escluso la parola «politica» dalle ricerche. Ma qualcosa scappa sempre. Ed ecco che vedo il titolo di un giornale online. Il titolo e l'articolo contenevano queste parole che, come quasi sempre, sono costruite per attivare una paura già esistente: «migliaia di migranti», «invasione», «confine sfondato», «58.000 persone invadono la Spagna»... Io non sono tra le più sveglie delle persone, ma leggendo quella cifra la prima domanda è stata: cosa? Aspetta, 58 mila persone che hanno invaso la Spagna e questo dove è successo? A Ceuta? E io, ignorante, non sapendo dove fosse quella città, h...

L'Impero Utopico di Sara: Terrolare, la Stagione che Radica

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  Vi porto con me Eccoci, cari amici del Tempo Utopico: benvenuti in Terrolare, la stagione che radica. Se Lucenera è il cuore che si raccoglie, Terrolare è il corpo che tocca terra. È il tempo della gratitudine profonda, delle origini onorate, della ricchezza che non si conta in numeri ma in radici. Tre mesi la compongono, ciascuno come un passo diverso sullo stesso suolo antico. 🌱 RADICIA, Il Contatto con le Origini Il mese in cui si torna alla terra, letteralmente e simbolicamente. Si rallenta, si respira, si sente il peso buono del corpo. È il tempo di ricordare da dove si viene, per capire dove si va. Rituale consigliato: 🌍 Cammina a piedi nudi su un pezzo di terra, erba o sabbia. Fermati. Senti il contatto. Lascia che il suolo ti ricordi che sei fatta della stessa materia del mondo. 🍂 ONORAVA, Il Tempo della Gratitudine Il mese dei riti, degli abbracci, delle memorie onorate. Qui si celebra chi è venuto prima, chi ha seminato senza vedere il ra...

La logica dell'aglio, sempre che ci sia una logica!!

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Il pensiero del martedì Sono al supermercato e mi fermo, incuriosita, davanti a una scena che ormai conosco bene. C'è una montagna di aglio. Un cassone colmo, dove la gente pesca a mani nude. I guanti non sono obbligatori qui, nessuno li usa, nessuno li chiede. Si rovista nel mucchio, si soppesa, si sceglie. Fin qui, tutto normale. Ma poi arriva il momento creativo. Un sacchetto ben aperto da un lato, lo spicchio nell'altra mano: via la buccia, via il cuore, e dentro finisce solo il necessario. Pulito, già pronto, selezionato con cura quasi chirurgica. Il ragionamento è semplice: perché pagare qualcosa che non si usa? Tornata a casa faccio due conti. La buccia e il cuore di una testa d'aglio pesano circa cinque grammi. Al prezzo medio del supermercato — tra i 15 e i 20 reais al chilo — il risparmio è di circa dieci centesimi. Forse. Dieci centesimi per un chilo d'aglio. E un chilo, in realtà, è tanta roba. E soprattutto: non si può fare. C'è il cartell...

[Dal Sangha] La Vita è Bella e va vissuta pienamente

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Dal Sangha In questa rubrica mensile desidero lasciare spazio alle parole del Sangha, condividendo riflessioni e insegnamenti che accompagnano il nostro cammino. Ringrazio Maestro Chen per avermi concesso la possibilità di pubblicare questo testo.   Il termine Theravada significa "Insegnamento degli Anziani". La filosofia Buddhista Theravada racchiude esperienze raccolte nel corso di millenni e tramandate inizialmente solo per via orale da uomini il cui spirito è stato destato, illuminato e reso consapevole: i Buddha. Essi definirono questo sapere Dhamma (in sanscrito: Dharma ), termine che riunisce in sé i significati di legge eterna, dovere morale, virtù, dottrina vera e giustizia: l'Insegnamento. Una schiera di Buddha che insegnarono "la Via" verso la saggezza precedette il Buddha Siddharta Gautama (560 a.C.), il più conosciuto. Davvero lontane sono, quindi, le origini di questo modello di vita basato sulla semplicità e sul buonsenso, che p...

L'Impero Utopico di Sara: Lucenera, la Stagione che Ascolta

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 Prima Vi porto con me Eccoci, cari amici del Tempo Utopico: benvenuti in Lucenera, la stagione che ascolta. Se Sfolgoria è l'anima che si accende, Lucenera è il cuore che si raccoglie. È il tempo del silenzio che guarisce, delle domande che non cercano risposta, della luce piccola e ostinata che brilla anche nel buio più fondo. Tre mesi la compongono, ciascuno come un respiro diverso della stessa notte. 🕯️ QUIETA, La Soglia del Silenzio Il mese in cui ci si ferma e si ascolta. Non c'è nulla da fare, nulla da risolvere. Solo spazio da creare. È il tempo della gentilezza verso se stessi, dove il silenzio non è vuoto ma preparazione. Rituale consigliato: 🌿 Scegli ogni giorno cinque minuti di silenzio vero. Niente telefono, niente musica. Solo tu e il tuo respiro. Osserva cosa emerge. 🌑 ABISSARA, Il Fondo Luminoso Il mese delle domande senza risposta, del buio che non spaventa. Qui si scende in profondità, senza fretta di risalire. È il tempo dell...

La natura non bussa alla porta (e a volte entra lo stesso)

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  Il pensiero del martedì Ho scelto di vivere in mezzo alla natura. Nessuno però mi aveva avvertita che la natura, a volte, avrebbe scelto di vivere anche dentro casa mia. Dopo la riflessione di domenica, nella rubrica Sguardo, sulla vicenda di alcuni turisti a Serina che si sono lamentati del rumore dei campanacci delle mucche e dell'odore di stalla, mi sono ritrovata a pensare alla mia esperienza di vita in una riserva naturale. Ora, posso capire che certi rumori e certi odori, per alcune persone, possano essere davvero difficili da sopportare. Ognuno ha il proprio livello di tolleranza, le proprie sensibilità e le proprie abitudini. Ma da qui ad andare dal sindaco per chiedere di intervenire su qualcosa che fa parte dell'identità stessa di quel luogo, forse si va un po' oltre. Perché le mucche con i campanacci non sono un disturbo arrivato da fuori. Sono parte della montagna. Così come l'odore di stalla non è un errore da correggere: è il profumo del lavor...