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Il giorno in cui ho deciso di appartenere

Oggi, stavo piegando dei calzini e li stavo prendendo da uno stendino, sai, quelli che si attaccano al filo. Un pensiero; questo non voglio portare con me, e ho capito che qualcosa è cambiato. Non fuori, ma dentro. È stato un pensiero semplice, quasi banale, eppure ha avuto il peso di una rivelazione: “Questo non lo voglio nella mia nuova casa.”   E quella frase, solo pensata, ha aperto una porta che non sapevo nemmeno esistesse.  Per più di vent’anni ho vissuto “per il mondo”, cambiando case, città, paesi, continenti. Ho abitato spazi che non erano miei, arredati da altri, vissuti da altri. Ho passato la vita a predicare la leggerezza, l’essenzialità, il non attaccamento. E l’ho vissuta per davvero: l’ultimo trasloco erano due valigie e un trolley. Quattro scatole, punto. La mia intera vita, compressa in un formato trasportabile. Eppure oggi, mentre ristrutturo un vecchio garage per farne casa, sento un desiderio nuovo, forte, quasi urgente: voglio cose mie. Piatti, bicc...

Il documentario su Elize Matsunaga: una narrazione che non riesco a digerire.

Consapevolezza.

Attiriamo ciò che siamo?

La consapevolezza come abbraccio del destino.

E se evaporassi?

Piastrelle e... provvidenza!

Un anniversario pieno d'amore!

Tu per me... ❤️

Sei battiti di vita, sei stagioni per vivere

Dentro una leggenda nasce un Bandiera

Come si vive il lutto in Brasile