Diventare casa: rifugio tra foresta e imperfezioni

Un racconto personale sulla nuova casa, tra natura, silenzio e il coraggio di abitare il proprio abisso...




Da qualche giorno siamo nella casa nuova. Lo avevo raccontato qui un po’ di tempo fa.

Ho sempre amato i panorami, quei luoghi dove i miei occhi potevano perdersi oltre l’orizzonte, lontano, e sognare posti nuovi. Ho sempre immaginato una grande casa in cima a una collina, magari rivolta a ovest, così da poter ammirare il sole che tramonta e godere del giorno che svanisce, salutandolo con la promessa di un ritorno il giorno dopo.

Mai avrei pensato di vivere chiusa su tre lati di foresta vergine e, sebbene avessi detto che andava bene così, pensavo che me la stessi raccontando.

E invece, sorpresa sorpresa, lo adoro!

Dentro questo muro verde pieno di vita ho trovato il mio rifugio. Nessuno mi vede e non vedo nessuno. Solo il suono del vento tra le foglie.

Questo mio nuovo nido non ha nulla di perfetto: una ristrutturazione fatta da noi ha mille imperfezioni. Mai avrei pensato di amare muri irregolari, pavimenti di tonalità diverse, porte che non chiudono alla perfezione, finestre che sembrano fatte a mano più che a macchina, e mobili spaiati che raccontano storie diverse.

Eppure sono qui, nonostante tutto sia ancora nelle scatole, a godermi il mio tempo, il mio silenzio e la mia nuova dimensione.

È un po' come una stanza appena finita di intonacare: non appendo ancora i quadri, ma finalmente posso sedermi sul pavimento e respirare.

Ma devo dirlo, mi è costato tantissimo arrivare fino a qua. Non in termini di sacrificio, ma di scendere a patti con la vita, con me stessa. Sono scesa nel mio abisso, ho buttato all’aria il tavolo dove c’erano tutte le pedine della mia vita. Ora sono tutte sparpagliate tra le scatole, anche quelle in attesa di essere messe in ordine.

Sono scesa nel mio fondo, e ora, seduta, guardo il mio “luogo”: lo attraverso, lo annuso, lo respiro, lo vivo.
Ma non è un abisso da cui devo risalire. Non c’è luce in alto, nulla da seguire ma tutto da vivere. Da qua non si torna indietro, non perché io non possa, ma semplicemente perché non voglio...

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