Un mondo tutto da scoprire! Australia!!!

Suona il telefono.
"Ciao! Ho una notizia terribile!"
La voce è allegra e non mi preoccupo.
"Che succede? Qual è la notizia terribile?"
"Sai la richiesta del visto che abbiamo mandato?… ACCETTATO!"
"Accettato? Ma già?"
"Hanno fatto in fretta, vero? Sia per me che per lei… mi sa che presto si parte!"
"Quando?"
"Penso a metà febbraio… 14/16… domani vado e confermo!"
"Ok… sono contenta! Dai, ora lo dico a papà… ci sentiamo dopo… un bacio!"



Ecco la telefonata di martedì sera: mio figlio e la sua compagna hanno ottenuto il visto per andare in Australia per un anno!
AUSTRALIA!! Caspita… ancora non realizzo. Sono passati tre giorni e ancora non mi capacito!
La domanda che mi sento fare dagli amici è: e tu come stai?
Già… e io come sto?
Io, in verità, sto bene, alla grande!

È così strano che io stia bene? Mi sento eccitata, fiduciosa, piena di speranza per loro!
È così bello essere giovani oggigiorno: basta volerlo e il mondo diventa così piccolo!
Probabilmente la poesia di Gibran che gli ho dedicato l'ho applicata fino in fondo! O forse attraverso loro riempirò la mia voglia di esplorare e, perché no, per noi si apre la possibilità di vedere un mondo che nemmeno nei miei sogni più ambiziosi avrei pensato di vedere!

Il mio ragazzone ha solo 22 anni e lei 24. Insieme hanno deciso di affrontare la vita australiana con il profilo più basso che ci sia: lavorare in una farm! Partiranno il 16 febbraio alle 14.
Ci staranno il tempo che vorranno e, scaduto l'anno, decideranno se restare o tornare. Si vedrà!
Certo, ci sarà il giorno delle lacrime, ma ci penseremo a febbraio. Per ora mi godo il loro entusiasmo!
 





Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta! Cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre "Andiamo"  e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.

Charles Baudeleire

Traccie nel tempo

Colazione brasiliana: pane, caffè, tapioca e Pão de Queijo

Il potere di una virgola: l’aneddoto di Carlo V e il destino di un uomo

Diario di bordo 4-10 Il fiume che ci somiglia