Dal Sangha: la vita come unica vera ricchezza. Una voce Theravada

 C'è stato un tempo in cui, ogni sabato, questo blog ospitava voci che non erano la mia.

Voci di persone che camminavano, e camminano, lungo un sentiero che conosco bene: la filosofia Theravada. Non una religione. Una forma di buonsenso applicato alla vita, trasmessa da un Maestro a chi sceglie di ascoltare. 

Quello che i buddhisti chiamano Sangha, la comunità di chi condivide lo stesso ideale, per me ha un volto preciso, dei nomi, delle parole che nel tempo mi hanno accompagnata.

Poi quella rubrica si è fermata. La vita cambia, le strutture cambiano.

Adesso torna, in forma diversa. Una domenica al mese, la prima, lascerò spazio a qualcuno del Sangha. Non sarò io a scrivere. Sarò io a firmare le loro parole con il loro nome, e a fare da cornice silenziosa.

Oggi è Ada a parlare.




La storia Theravada, dove uomini di valore che avevano lo stesso ideale si sono incontrati millenni fa.

La filosofia Theravada, che non è religione, ma spiritualità applicata alla vita pratica. Il buonsenso, il rispetto e tante altre cose che il Maestro ci ha detto, ma che non basterebbe una vita per approfondire.

Di un punto però vorrei dire due parole: «La vita, la tua vita è l'unica cosa che in verità possiedi». E non faresti di tutto per conservare l'unica cosa che hai?

Il Maestro insegna che la vita, la vera vita, non è la realtà di ciò che è fuori di noi, non è il lavoro, i soldi, la casa, il divertimento, il compagno o la compagna. La vera vita è quello che c'è nel nostro intimo, quello che c'è dentro di noi, quello che ci fa scegliere tra bene e male, tra positività e negatività, tra ciò che è buono e ciò che è cattivo per noi.

È quell'intimo, quel fuoco, quella nostra vita, fatta anche di carne e ossa, che dobbiamo difendere a tutti i costi. Il mondo deve girare intorno a noi. E non è egoismo, è puro buonsenso.

In verità, come fai a insegnare ad altri se tu per primo non conosci, se non hai toccato con mano?

La nostra vita inizia al mattino e finisce alla sera, perché non abbiamo la certezza di svegliarci la mattina dopo. Diamole dunque un valore, viviamo come se fosse l'ultimo giorno, non lasciamo questioni irrisolte, addormentiamoci in pace e da uomini liberi, nel buonsenso.

Siamo nati liberi e abbiamo il potere di scegliere. Scegliamo ciò che è meglio e che è giusto per noi in positività. Non ha senso incolpare gli altri delle nostre scelte, e non ha senso incolpare gli altri se non viviamo la vita che avremmo voluto vivere.

Abbiamo il libero arbitrio: scegliamo il meglio per noi. Dobbiamo averne il coraggio e la forza, da veri guerrieri, senza farci torturare dai sensi di colpa, perché se crediamo fermamente in un ideale, niente e nessuno ci potrà fermare.

Questo ho compreso.
Ada

Traccie nel tempo

Colazione brasiliana: pane, caffè, tapioca e Pão de Queijo

Diario di bordo 4-10 Il fiume che ci somiglia

Il potere di una virgola: l’aneddoto di Carlo V e il destino di un uomo