[Sguardo] Nessuno ci ha visti
Mia mamma ha 82 anni e spinge la sedia a rotelle di mio padre di 86. L'ha fatto per tre mesi, con quella forza silenziosa che hanno le persone abituate a prendersi cura senza fare rumore. Mia madre è così.
L'altro giorno mi ha raccontato una cosa piccola, ma che mi è rimasta dentro. Era ferma davanti a una porta, in attesa di passare con la sedia. Ha aperto. La gente ha iniziato a entrare. Una persona, due, tre. Nessuno si è fermato. Nessuno li ha visti.
Me lo ha detto con la voce di chi non ci crede: «Ero lì ferma in attesa di passare e la gente continuava a entrare. Nessuno ci ha visti. L'ho anche detto, ma che cavolo, ci fate passare? E niente.»
In quella frase ho sentito tutto. L'incredulità e un pizzico di dolore. Anzi, qualcosa di più profondo: la consapevolezza. Forse per la prima volta, di cosa significa diventare anziani, lenti, vulnerabili in un mondo che ha fretta. Fretta di passare senza accorgersene, senza vedere chi hanno davanti. Senza fermarsi.
Gliel'ho detto: «Mamma, non voglio giustificare, ma quelle persone non sono cattive. Sono assenti. Immerse nella loro vita, nei loro pensieri, nei loro problemi. Vivono in automatico, come tante persone ormai ogni giorno, senza mai chiedersi chi sono veramente, perché sono qui, cosa c'è intorno a loro. Non vedono loro stessi... vuoi che vedano voi?»
Mentre lo dicevo mi è venuto un sorriso, amaro, ma un sorriso. Ho pensato a quando leggo dei "grandi dibattiti" sulla coscienza dell'intelligenza artificiale. Si teme che un algoritmo possa un giorno svegliarsi, diventare consapevole, acquisire qualcosa che assomiglia a un'interiorità. Una preoccupazione seria, per carità. Ma mi chiedo: mentre ci preoccupiamo della coscienza delle macchine, cosa facciamo con quella umana?
Non è un giudizio. È un semplice dato di fatto, e lo dico con tutto il rispetto per la complessità di questa vita: non tutti camminano nel mondo con gli occhi aperti.
Non tutti si fermano a chiedersi davvero chi sono, cosa faccio e perché sono qui? E chi non si è mai guardato dentro di sé fatica a vedere fuori. Fatica a vedere una donna anziana ferma davanti a una porta, con la sedia a rotelle di suo marito, in attesa che qualcuno si accorga di lei.
Beata ignoranza, si dice. E in quella frase c'è un universo intero.
Buona festa della mamma a tutte le mamme che ancora vedono. Anche se non sempre vengono viste.
Sguardo
