[Vi porto con me] Partenza per l'Australia: visto dimenticato e tutto il resto
!Si sa, il viaggio inizia con la partenza e la nostra è mooolto prima! Mia madre e mia sorella dovevano passare a prenderci per accompagnarci in aeroporto alle 16.00, alle 16.30 avremmo dovuto metterci in viaggio per la Malpensa. Puntualmente è arrivata a casa mia alle... 14.45.
O_O.... Ok, siamo pronti, tanto vale portarsi avanti!
Sono già stanca: la settimana e la stessa mattinata sono state davvero dure! Anche il rogito della casa, fatto il giorno prima, ci ha fatto correre! Ma ne è valsa la pena, partiamo con qualcosa di fatto bene e un paio di porte chiuse. (FINALMENTE!)
La strada per Malpensa scorre veloce e senza intoppi, arriviamo che son le 16.30. Abbiamo un bel po' di ore ma non ci perdiamo d'animo e attacchiamo bottone con un iraniano che è in fila per il check-in. Siamo i primi e speriamo di poter scegliere i posti migliori!
Check-in aperti, tocca subito a noi e... il primo intoppo:
"Destinazione finale?"
"Brisbane..."
"Mi blocca la seconda tratta... avete pagato il visto turistico?"
"What?... Visto?... Nessuno ci ha detto del visto..."
Gentilissimi, si attivano subito per vedere cosa fare. Arriva il responsabile che con una cortesia fuori misura ci spiega:
"Senza visto turistico in Australia non si entra, ma nessun problema: vi spostiamo di fila così lasciamo che il flusso continui e lo facciamo noi, voi dovete solo andare in biglietteria e pagare."
Ci mandano nella fila del check-in online, ma anche qui la fila si blocca e così ci spostano al check-in della business. Qui ci godiamo l'immeritata invidia della classe economica che ci guarda come... come si guarda uno che ha un sacco di soldi e se la gode! (Dirò che siamo in economica senza soldi, ma me la godo lo stesso!)
"La trafila è un po' lunga e mi serviranno dei dati..."
"Certo, quello che le serve. Grazie ancora e scusate il disturbo..."
"Ma vi pare! Per noi non c'è problema. :-)"
E così, espletato l'iter, ci danno i nostri biglietti. Biglietteria per il pagamento e con 30 euro siamo a posto!
"Non ci siamo ricordati di chiedere i posti!"
"Guarda un po' dove siam finiti!"
Vedendo i posti assegnati ci ricordiamo che la prenotazione l'avevamo fatta all'atto dell'acquisto del biglietto: 39G e 39D. Siamo in una fila da quattro, uno all'inizio e uno alla fine. Mi sa che viaggiamo divisi!
Sono le 19.30 e mi chiama Gianna, dove siete mi chiede.
"Al check-in 1..."
"Io al 17!"
"Arrivo!"
Ci si incontra a metà strada, lei è molto, moltissimo più emozionata di me: sembra che sia lei quella che parte! Sta con noi un'ora e il tempo vola che è un piacere! Mi porta un pensiero: una coccinella portafortuna che indosso subito!
Ma come detto il tempo vola e lei, visti i costi proibitivi dei parcheggi, se ne va non senza averci dato un abbraccione!
Ok, quasi quasi facciamo dogana!
Mettiamo tutto sul tapis roulant, passo nel metal detector e... bip bip bip...
"Si levi le scarpe e la cintura, per cortesia..."
Bip bip bip...
"Alzi le braccia..."
Pat pat pat, vengo perquisita e mi fanno passare!
In un vento arriva anche l'ora dell'imbarco. È vero, siamo uno all'opposto dell'altro, ma sarà una fortuna visto che in mezzo non c'è nessuno!
La compagnia è Emirates: tra le tante che ho usufruito, questa schizza al primo posto per cortesia, efficienza e qualità! Già la divisa è uno spettacolo, fa tanto notte dei tempi, e l'aereo è uno spettacolare Boeing 777, proprio quello della foto.
L'aereo ha parecchi posti vuoti e vicino a noi ce ne son tre: dopo cena Tomo si sposterà, lasciando a me la fila da quattro. Mi stendo e... dormo!
Cinque ore passano in fretta, mi sveglio solo quando le hostess mi chiamano per allacciare le cinture a causa di turbolenza. Come angeli silenziosi passano e ripassano per idratarci, mi sento coccolata!
Dubai è vicina, mi rimetto in ordine, toilette, pulizia generale e via, si atterra in modo molto soft!
Siamo a Dubai: un aeroporto bellissimo e moderno, una marea di gente, letteralmente il mondo! Gente di ogni razza: dal classico arabo con tanto di kefiah e dishdasha alle donne con il burqa. Indiani, cinesi, giapponesi, europei... c'è davvero il mondo intero, le lingue si sovrappongono in una cacofonia incredibile!
Troviamo delle comode poltrone dove sdraiarsi in attesa del prossimo imbarco. Nel frattempo mi collego al pc per vedere se il Fanciullo è in linea. Ah, la connessione a Dubai è gratuita!
C'è! Allora, per non disturbare chi sta dormendo vicino a me, mi metto il pc sulla faccia e mi faccio una bella chiacchierata!
Sebbene abbia dormito, la stanchezza si fa sentire. Per sgranchirmi un po' decido di andare in bagno, Tomo mi accompagna.
"Eccolo lì."
"Il bagno?" (Io non vedo la scritta WC, ma c'è qualcosa con vicina la scritta lady.)
"Sì!"
Ok, entro, ma come entro capisco che è tutto tranne che un bagno: ci sono scarpe abbandonate sulla moquette e donne nel loro abito tradizionale che si muovono su dei tappetini. OPS, questo non è un bagno, ma un luogo di preghiera! La scritta Prayer Room avrebbe dovuto farci intendere qualcosa!
Arriva l'ora di imbarcarci, i posti assegnati sono gli stessi ma pensiamo che, vista la quantità di gente, questa volta non ci andrà altrettanto bene.
Saliamo, ci sediamo e... incredibile, nella fila da quattro siamo di nuovo soli!
Si parte. Quando siamo in quota ci servono la cena, altrettanto squisita come quella della volta precedente! Mangiamo e beviamo e poi le luci si abbassano. Io e Tomo ci prendiamo un paio di tavor a testa, appoggio i tre cuscini vicino al bracciolo di Tomo e... mi addormento!
Insomma: dormo, mi sveglio, wc, mi sdraio e dormo! Di nuovo: mi sveglio, wc, mi sdraio e ri-dormo! Peccato solo che davanti a noi ci sia una bimba che piange tutta la notte. (Un consiglio: se scegliete i posti, mai dietro a quelli destinati alle culle. È inevitabile che capiti un bambino!)
Comunque per me le tredici ore di volo passano in fretta, per Tomo molto meno. Ma che ci posso fare?
Atterriamo in perfetto orario, ora ci aspetta una luuuuuunga fila in dogana e controllo bagagli. Speriamo non ci facciano storie per le cose del Fanciullo!
Dogana a posto, prendiamo i bagagli e ci avviamo. Quelli prima di noi vengono mandati in un settore dove vedo che aprono tutte le valigie, noi invece ci piazzano in fila su un tappeto rosso. Vanno a prendere un cane e veniamo annusati con cura, il cane ci gira intorno tutto felice scodinzolando. Passata l'annusatura ci dicono che è tutto ok e ci lasciano andare!
La porta d'uscita è lì vicino e quando si apre... ecco il mio Fanciullo!! Faccio una corsetta con le valigie al traino, poi mollo tutto e vengo avvolta da due braccia forti che stringono, proprio come piace a me! Solo in quel momento mi rendo conto di quanto mi sia mancato!
Tocca a Tomo, aspetto un attimo e... chiedo il bis! Lo sguardo mi cade per un secondo su una giapponese che ci guarda sorridendo, commossa. È proprio vero, le emozioni forti si percepiscono, e in un aeroporto... love actually!
Continua...


