[Sguardo] Non possiamo prenderli tutti: la risposta che vorrei dare
Domenica scorsa ho parlato di quella frase:
“Mica possiamo prenderli tutti.”
Pensavo fosse finita lì.
Poi ho visto un film…
Il film racconta una storia vera: The Red Sea Diving Resort, dove un uomo ha messo su un hotel in Sudan per salvare i rifugiati politici etiopi.
In una scena, un militare dice: non posso prenderli tutti, sono troppi. E lì mi è salito il crimine, un'altra volta. Ma Ari risponde: ok, scegli tu chi far salire e chi lasciare a terra, chi deve vivere o morire. Scegli tu. Ti devi vivere con questo. Perché io non lo farò per te.
Esatto. Questa è la risposta che vorrei dare a chi solleva sempre quella maledetta frase: non possiamo prenderli tutti. E a chi la pensa così dico solo una cosa: ok, vai tu. Ti pago io l'aereo.
Vai tu, che so, in Etiopia, in Congo, o in un paese a tua scelta dell'Africa centrale. Li accompagni a casa loro, e visto che ci sei, e soprattutto che sono io a pagare, il volo di ritorno te lo prenoto dopo una settimana. Visto che insisti a lasciarli lì, stacci un po' anche tu. Non dovrebbe esserci nessun problema, no? Tu puoi riportarli a casa loro, perché là che devono stare, perché lì è bello, non manca nulla, c'è pace e democrazia, provaci tu. Solo una settimana.
Solo che io lo so con certezza che non resisteresti nemmeno un'ora in quelle condizioni. Perché tu sei nato nella parte giusta del mondo, quella parte che tu pensi di esserti meritato per grazia divina
E invece no: ci sei nato per pura fortuna. E loro questa fortuna non l'hanno avuta. Ma tu questo non lo sai, perché non sai nemmeno di cosa stai parlando. E se lo fai è solo per dar fiato alla bocca.
Dentro al frigo, tu decidi tra yogurt e prosciutto. Fuori, nel mare, qualcuno affoga. Ma tranquillo: non possiamo prenderli tutti.
Sguardo.
