La libertà tranquilla, quando il cambiamento non ha bisogno di fare rumore
Oggi la routine è tornata, come sempre.
La casa, i gesti, i silenzi che si infilano tra una cosa e l'altra.
Parte una canzone a caso. Uomini soli dei Pooh.
La conosco a memoria.
Eppure oggi la ascolto davvero.
Vediamo se si può imparare questa vita. E magari un po' cambiarla prima che ci cambi lei…
E penso che sì, è proprio così.
Solo che oggi non lo sento come una lotta.
Lo sento come una responsabilità tranquilla.
Non ho più voglia di "mettere in ordine la vita" come se fosse qualcosa da sistemare una volta per tutte.
Piuttosto, la guardo mentre si muove. E scelgo dove stare.
Per anni ho sentito persone dire: io sono così, prendere o lasciare.
Una volta mi faceva arrabbiare.
Oggi no.
Oggi semplicemente non prendo, senza principio e senza ribellione.
Ho capito che non tutto mi riguarda, non tutto mi spetta, non tutto devo accoglierlo.
C'è stato un tempo in cui avevo bisogno di dirlo forte, quasi spingendo via.
Oggi non serve più.
Non è vero che siamo fatti così.
Così ci siamo diventati.
E questa cosa non mi fa più arrabbiare.
Mi rende libera.
Libera di cambiare, senza aspettare il momento giusto.
Libera di non aspettarmi che cambino gli altri.
Libera di spostarmi quando qualcosa non mi somiglia più.
Crescere non è diventare migliori in senso assoluto.
È diventare più veri, più aderenti a sé stessi, anche quando questo significa lasciare, rivedere, ricominciare da un posto diverso.
I cambiamenti ci sono già. Accadono.
E io ci sto dentro, con più presenza e meno resistenza.
Se devo brindare, oggi lo faccio così:
alla chiarezza.
Ai passi che non fanno rumore.
A quello che cambia senza bisogno di essere dichiarato.
Cin cin.
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