Chissenefrega: la parola che contiene una filosofia di vita


Il pensiero del martedì

Non mi ha insegnato nulla di nuovo.

 Mi ha solo ricordato chi sono.


 

Ho visto il film Je m'appelle Agneta.
Uno dei più bei film che abbia mai visto. E non sto parlando della regia o della recitazione, no. Parlo di quello che mi ha trasmesso.

Parla di gioia di vivere. Di essere se stessi. E del chissenefrega.

Che parola meravigliosa. Riuscite a vederne la bellezza?

"Chissenefrega" è una di quelle parole che contengono un'intera filosofia. Non è menefreghismo, non è cinismo, non è indifferenza.
È qualcosa di completamente diverso: è la libertà di essere senza doversi giustificare.
È togliersi di dosso lo sguardo degli altri come ci si sfila un cappotto bagnato e pesante.

E la cosa straordinaria è che in italiano si può scrivere così, tutta attaccata.
Come un blocco unico. Una decisione presa in un solo respiro.
Non "chi se ne frega", con le pause del dubbio, ma chissenefrega: compatta, decisa, allegra.

C'è gioia in quella parola. Non rabbia, non ribellione. Pura gioia.

Sono così emozionata...
Perché questa emozione la riconosco. È mia.
Mi fa sentire al posto giusto, nella mia storia.
Una storia fatta di scelte che altri hanno sentito il bisogno di giudicare.
Scelte che, invece, mi hanno portata a me stessa.

«Ma dove vuoi andare? Tanto torni. Tu torni sempre.»
«Sappi che ogni mondo è paese.»
«Ma perché vai via? Non ti bastiamo noi?»
«Come fai a lasciare la tua terra, le tue radici?»

Ecco.

Chissenefrega se non sono come gli altri.
Chissenefrega se non piaccio a tutti.
Chissenefrega se il mondo va da una parte, e io no.

E non è ribellione. Non è "ve la faccio vedere io".
È qualcosa di molto più semplice e più vero: io sono andata verso di me.
Le mie scelte non erano contro qualcuno. Erano per me.

E forse è per questo che il film mi ha toccata così tanto: non mi ha insegnato qualcosa di nuovo.
Mi ha solo ricordato quello che so già.

Il mio "chissenefrega" non è leggerezza, né superficialità.
È semplicemente qualcosa che mi sono guadagnata.

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