L'accento che non devo perdere
Il pensiero del martedì «Essere accolti non significa diventare qualcun altro. Significa sentirsi a casa restando sé stessi.» Oggi al supermercato una cassiera mi ha chiesto: «Sei italiana?» Le ho risposto di sì. Lei ha sorriso e mi ha detto: «Si sente. Hai un accento molto forte.» Allora ho scherzato: «Già... e non so se riuscirò mai a perderlo.» La sua risposta mi ha colpita più di quanto immaginassi. «Ma non lo devi perdere. Tu sei italiana. Il tuo accento è bello così com'è.» Sono parole semplici. Probabilmente per lei era solo una frase gentile. Per me, invece, è stato molto di più. Perché chi vive lontano dal proprio paese conosce bene quella sensazione sottile di essere sempre un po' diverso. L'accento ti segue. Ti accompagna negli anni. Ti tradisce prima ancora che tu abbia finito una frase. E a volte ci si chiede se un giorno sparirà. Se un giorno si parlerà come tutti gli altri. Se un giorno non si verrà più riconosciuti ...