[Sguardo] Vagoni rosa: perché nel 2026 servono ancora
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Ho letto un'intervista online sul giornale locale. Parlava di Charlles Batista, che lavora come addetto alla fiscalização della metropolitana di Rio de Janeiro.
Su questa linea, così come a San Paolo e in molte altre città del Brasile, esistono i cosiddetti vagoni rosa: carrozze riservate esclusivamente alle donne.
No, non sono un privilegio.
No, non sono un capriccio.
Sono la dimostrazione che un problema esiste, ancora.
Ogni santo giorno Charlles sale su quei vagoni e invita gli uomini a scendere. E, ogni santo giorno, gli viene rivolta la stessa domanda:
«E i vagoni per soli uomini? Ci sono?»
La sua risposta è tanto semplice quanto disarmante:
«No. Non ci sono. Perché gli uomini non subiscono molestie da parte delle donne. Grazie a Dio, aggiungerei. Quindi, per favore, alzati e scendi, adesso!»
Eppure è sempre la stessa storia.
Perché io, donna, sono esasperata di sentire la tua mano che "casualmente" mi sfiora il sedere. Il tuo gomito che "casualmente" si appoggia sul mio seno.
E, già che ci siamo, anche del fatto che tu possa pensare che il tuo pene in erezione, premuto contro la mia coscia in un vagone affollato, possa, in qualche universo parallelo, farmi piacere.
Spoiler: no!
Anzi, se il tuo pene in erezione viene premuto contro la mia coscia, non è un complimento.
È una molestia!
Mi fa schifo che tu pensi di potertelo permettere.
Mi fa schifo che tu creda che mi piaccia.
Mi fa schifo che tu immagini che io lo voglia.
Ed ecco che arriva Charlles che, ogni santo giorno, deve fare lo stesso identico giro sul vagone rosa.
E lo fa con una gentilezza che, francamente, io non so se avrei.
«Oi, amigo. Desça do vagão do trem. É exclusivo para mulheres. Desculpe fazê-lo levantar, mas este é o lugar para mulheres.»
A volte l'invito viene accolto.
Altre volte no.
Altre volte deve intervenire la polizia.
Ed è forse questa la parte più assurda della storia.
Non che esistano i vagoni rosa.
L'assurdità è che nel 2026 servano ancora.
E che, ogni santo giorno, ci sia un uomo costretto a ricordare ad altri uomini una regola così semplice da sembrare banale:
il corpo di una donna non è uno spazio pubblico.
Sguardo
