Dal Sangha: la pratica quotidiana come strada verso se stessi — una voce Theravada
In questa rubrica mensile desidero lasciare spazio alle parole del Sangha, condividendo riflessioni e insegnamenti che accompagnano il nostro cammino.
Ringrazio Maestro Chen e le guide per avermi concesso la possibilità di pubblicare questo testo.
Finché non si pratica quotidianamente ciò in cui si crede, non è possibile stabilire se si sta percorrendo la strada giusta.
Se nel praticare il tuo credo vivi positività, vuol dire che vi è un'autentica similarità tra te e ciò in cui affermi di credere. Per questo è necessario essere sempre sinceri con se stessi e soprattutto onesti di fronte alle proprie intenzioni.
Esistono tante verità, tante cose stupefacenti e incredibili da scoprire attraverso una pratica di crescita spirituale, ma ogni passo in avanti può risultare sterile se non è supportato da una costante pratica nei confronti della semplicità della vita.
La vita è uno strumento per raggiungere il proprio obiettivo intimo. Conosciamo l'obiettivo se innanzitutto sappiamo analizzare ciò che siamo.
Il Maestro ci insegna che nessuno ti può cambiare, nessuno può darti o toglierti qualcosa. In te c'è tutto.
A questa verità si giunge partendo dal dare valore a ogni singolo momento, a ogni singola azione che decidiamo di compiere.
L'uomo arrivato non è colui che fa sfoggio di grandi poteri, ma è colui che, pur avendosi conquistato grandi poteri, vive semplicemente la propria vita, disponibile a essere utile agli altri, mantenendo saldo l'equilibrio.
Arrivato è l'uomo che non si ferma mai, crea in ogni qui e ora, e in ogni qui e ora vive la totalità dell'essere.
A grandi mete si giunge attraverso tanti piccoli passi.
Dhanly
