Dal Sangha: la pratica quotidiana come strada verso se stessi — una voce Theravada
Voci diverse, stesso sentiero.
Dhanly cammina lungo questo percorso da anni, e quando scrive lo fa con la precisione di chi ha trasformato le parole in pratica quotidiana.Non teoria. Esperienza vissuta.
Oggi parla di semplicità, di obiettivo intimo, di cosa significa davvero essere arrivati.
Finché non si pratica quotidianamente ciò in cui si crede, non è possibile stabilire se si sta percorrendo la strada giusta.
Se nel praticare il tuo credo vivi positività, vuol dire che vi è un'autentica similarità tra te e ciò in cui affermi di credere. Per questo è necessario essere sempre sinceri con se stessi e soprattutto onesti di fronte alle proprie intenzioni.
Esistono tante verità, tante cose stupefacenti e incredibili da scoprire attraverso una pratica di crescita spirituale, ma ogni passo in avanti può risultare sterile se non è supportato da una costante pratica nei confronti della semplicità della vita.
La vita è uno strumento per raggiungere il proprio obiettivo intimo. Conosciamo l'obiettivo se innanzitutto sappiamo analizzare ciò che siamo.
Il Maestro ci insegna che nessuno ti può cambiare, nessuno può darti o toglierti qualcosa. In te c'è tutto.
A questa verità si giunge partendo dal dare valore a ogni singolo momento, a ogni singola azione che decidiamo di compiere.
L'uomo arrivato non è colui che fa sfoggio di grandi poteri, ma è colui che, pur avendosi conquistato grandi poteri, vive semplicemente la propria vita, disponibile a essere utile agli altri, mantenendo saldo l'equilibrio.
Arrivato è l'uomo che non si ferma mai, crea in ogni qui e ora, e in ogni qui e ora vive la totalità dell'essere.
A grandi mete si giunge attraverso tanti piccoli passi.
Dhanly
