[Sguardo] MA.NON.SEI.A.MILANO!

 




Quando vanno all'estero, di solito in qualche paese considerato "povero", e vedono i prezzi delle case, parte subito il ritornello:

"A Milano non ci compri nemmeno un garage."

Grazie al piffero. Non sei a Milano.

Gli affitti bassi:
"A Milano non ci affitti nemmeno una panchina."

NON SEI A MILANO.

Il cibo:
"A Milano non ci compri nemmeno una michetta."

NON. SEI. A. MILANO.

E avanti così.

Il mango costa 0,80 pesos.
Le banane 0,50 reais.
Il pane 2,5 dinari.

E ogni volta:
"A Milano?"

Sì, ma non siamo a Milano. Siamo in posti dove gli stipendi spesso sono un terzo dei nostri, dove i servizi funzionano diversamente, dove il contesto economico è completamente un altro.

Ma questo quasi nessuno lo dice.

Si celebra il prezzo basso come fosse un miracolo o un trucco segreto scoperto dagli italiani furbi, non come la conseguenza logica di una realtà diversa.

Stavo guardando uno di quei video su YouTube: youtuber sorridente, drone, tramonto, musica rilassante, tono entusiasta. A un certo punto mostra un appartamento vista mare a Mazara del Vallo.

"250 euro al mese. A Milano non affitti nemmeno una panchina."

Ho stretto i denti.

E mi è tornato in mente Peppino Scoglionato,  nomignolo che ho dato a uno che conosco, uno fissato con questi confronti.

Anni fa parlava di una casa a Los Patos de Barahona, in Repubblica Dominicana:

"20.000 euro! A Milano non ci compri nemmeno mezzo garage!"

Vedi te.

Peccato che Los Patos sia praticamente in mezzo al nulla, a due passi da Haiti, con il supermercato a decine di chilometri, l'ospedale lontanissimo e acqua e corrente che vanno e vengono quando hanno voglia.

Però oh, vista mare.

Poi arriva sempre il capolavoro contrario.

"I peperoni in Australia costano 25 dollari australiani! A Milano costano meno!"

Eh grazie. In Australia gli stipendi sono quattro volte quelli italiani.

Quindi i peperoni costano tanto.
Esattamente come il mango costa poco dove gli stipendi sono bassi.

Il prezzo nasce da un contesto.

Lo capisce un bambino. Senza offesa per i bambini.

A quel punto ero quasi tentata di chiudere il video. Quel tono di meraviglia continua, quella supponenza da "io ho capito tutto e voi no", come se stesse rivelando un segreto nascosto all'umanità.

Ma ho resistito.

E infatti è arrivata la frase finale:

"Certo, in questi posti magari mancano servizi, ospedali, vita sociale… però la casa vista mare ripaga di tutto."

Ma te possino.

La vista mare non ti porta all'ospedale.
La vista mare non ti fa la spesa quando il supermercato è a 40 chilometri.
La vista mare è bella, certo. Ma non è una risposta. È una distrazione.

Il prezzo basso non è un miracolo.
Non è un'occasione mistica scoperta dagli espatriati illuminati.

È il riflesso preciso di un contesto: stipendi, infrastrutture, servizi, stabilità, qualità della vita.

Tutto insieme forma il prezzo.
E tutto insieme forma la vita che ci stai dentro.

Chi guarda da uno schermo vede il numero.

Chi ha vissuto davvero in quei posti vede tutto il resto.


Sguardo


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