La mia Itaca

 


Il pensiero del martedì

Non stavo cercando un luogo, stavo cercando me stessa in un luogo che mi riconoscesse!!

Ho guardato la serie TV Troy: Fall of a City. Wow, mi è piaciuta un sacco!

Siccome dalle medie, periodo in cui ho studiato la mitologia greca, sono passati parecchi anni e non ricordo un granché, ho cominciato a informarmi.

E leggendo tutte quelle informazioni mi è tornato alla mente il mio periodo in Tunisia.

Ci sono stata cinque anni e, in quei cinque anni, ho imparato, tra tante altre cose, a stare da sola. Una cosa che avevo cercato di imparare per tutta la vita e che, finalmente, ho imparato davvero.

A un certo punto mi sono detta: ora posso andare ovunque.

E infatti avrei potuto rimanere lì ancora per molto tempo.

Tomo prendeva un buon stipendio, io ero sistemata bene: una bella casa, una bella macchina, dalla mia stanza si vedeva il mare e potevo andarci quando volevo...

Però...

Dopo tutti quelle informazioni ho trovato la parola giusta. Una parola che, senza saperlo, avevo sempre cercato.

Non era saudade, come pensavo.

Certo, era anche quella.

Ma per me il Brasile non era semplicemente nostalgia. Era un posto dove tornare.

Era il mio Nostos.

Poter essere me stessa ad Arujá.

La memoria di chi ero.
La mia terra.
Il posto al quale appartengo.

Non mi identifico in Ulisse, ma trovo qualcosa che gli assomiglia.

Perché in questi miei ultimi vent'anni, un po' come lui, ho combattuto, ho trovato i miei mostri, mi sono persa nell'oblio della comodità, ho attraversato le mie tempeste e mi sono ritrovata più volte a cercare la strada.

Eppure, quello che non ho mai perso è stato il Nostos.

Quante volte, nella mia mente, ho ripetuto:

"Voglio tornare a casa."

Quando ancora non sapevo né dove fosse quella casa, né quando ci sarei tornata.

Ma la frase era sempre quella.

Voglio tornare a casa.

Quante volte, anche piangendo, rivolgendomi a chiunque mi stesse ascoltando, ho ripetuto più e più volte:

"Ti prego, fammi tornare a casa..."

Adesso finalmente capisco che cosa stavo cercando.

Non cercavo soltanto un luogo.

Cercavo il luogo in cui poter essere me stessa.

E forse è proprio questo il significato più profondo del Nostos: non semplicemente tornare da qualche parte, ma ritrovare ciò che ci appartiene.

Io non sapevo ancora dove fosse la mia Itaca.

Ma, in qualche modo, sapevo che esisteva.

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