[Sguardo] Ceuta: guardare la mappa prima di avere paura



Ormai sono diventata abbastanza intollerante all'ignoranza, non perché io sia in possesso di chissà quale intelligenza, ma se ho un pregio è quello che, prima di aprire la bocca, leggo e mi informo e, prima di postare, mi informo ancora una volta!

Di cosa sto parlando?

Di Ceuta!

A me le notizie arrivano abbastanza in ritardo, ma la colpa non è neanche delle news, ma del fatto che ho escluso la parola «politica» dalle ricerche.

Ma qualcosa scappa sempre.

Ed ecco che vedo il titolo di un giornale online. Il titolo e l'articolo contenevano queste parole che, come quasi sempre, sono costruite per attivare una paura già esistente: «migliaia di migranti», «invasione», «confine sfondato», «58.000 persone invadono la Spagna»...

Io non sono tra le più sveglie delle persone, ma leggendo quella cifra la prima domanda è stata: cosa?

Aspetta, 58 mila persone che hanno invaso la Spagna e questo dove è successo? A Ceuta?

E io, ignorante, non sapendo dove fosse quella città, ho preso la mappa e ho guardato.

Aspetta: Ceuta non è in Spagna, o perlomeno non è sulla costa spagnola, ed è attaccata al Marocco...

Quindi?

E un'altra domanda è seguita subito dopo: 58.000 persone che si sono riversate in «Spagna» per chiedere... asilo? 58.000 tutti a chiedere asilo?

E così, continuando a cercare, ho verificato anche la cifra. E qui la sorpresa: non era gonfiata. Le fonti ufficiali di Ceuta stessa parlano di numeri anche superiori, tra i 49.000 e gli 80.000 ingressi in poche ore, su una popolazione locale di 85.000 abitanti. Il fatto c'è, è vero, è enorme.

Quello che resta falso non è il numero. È la mappa che il titolo disegna nella tua testa. «Invadono la Spagna» ti fa pensare a Madrid, a Barcellona, a un paese che crolla. Non a un'enclave di poche migliaia di metri quadri incollata al Marocco, dall'altra parte dello stretto.

Qualcuno parla di messaggi su canali WhatsApp e sui social, dicendo che la Spagna aveva aperto le porte per tutti.

E io non ce l'ho con chi ci ha creduto.
Se una persona vive in una situazione disperata e qualcuno le dice che da qualche parte si è aperta una porta, è perfettamente comprensibile che possa aggrapparsi a quella possibilità.
Chi si è riversato in quella parte, poteva benissimo essere la fuga da una pessima realtà, non credete?

Il problema nasce da chi invece ha pompato la notizia, da chi ha esagerato non i numeri, ma il quadro, e soprattutto da chi ne ha fatto un ritorno personale, politico...

E allora forse, prima di indignarsi, prima di avere paura, prima ancora di condividere, basterebbe fare quello che ho fatto io:
fermarci un momento e guardare la mappa.
E poi controllare anche i numeri, pronti ad ammettere quando sono veri.
Non è intelligenza.
È semplicemente il buon vecchio vizio di informarsi prima di parlare.



Sguardo

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