Porta laterale

 


È inutile fare finta di niente. La notizia è esplosa, ma non perché sia incredibile. In fondo, sapevo benissimo come funzionano certe cose.

È esplosa perché, questa volta, certi privilegi sono saltati agli occhi di tutti.

Di chi sto parlando? Sempre lui, sempre loro. Quelli che, con i soldi, il potere e le conoscenze giuste, riescono a ottenere velocità, garanzie e lasciapassare.

In questo caso parliamo dei Bolsonaro, di tutta la famiglia. Ma non è della famiglia Bolsonaro che voglio parlare.

La questione della cittadinanza italiana, ottenuta attraverso il riconoscimento della discendenza da un antenato italiano, ha seguito un iter incredibilmente rapido: 58 giorni dalla convocazione alla conclusione della procedura, secondo quanto emerso in Parlamento.

Mentre i comuni mortali aspettano anni, affrontano trafile infinite e una burocrazia capace di trascinarti in un buco nero, qualcun altro riesce a cavarsela in 58 giorni... 58!!

E perché tutto questo continua a funzionare?

Perché stiamo tutti zitti.

Ma come? Non siamo mica tutti ricchi, direte voi. Perché allora non protestiamo?

Perché oggi non siamo ricchi, ma domani potremmo esserlo.

E allora lasciamo lì quella porta laterale. Non la nascondiamo nemmeno. Anzi, la lasciamo bene in vista, con un bel colore acceso, affinché tutti possano individuarla.

Tutti la vedono. Pochi possono attraversarla, ma molti sperano, un giorno, di poterlo fare.

E così, invece di pretendere che quella porta venga chiusa, aspettiamo pazientemente il nostro turno.

In fondo, non siamo contrari ai privilegi. Siamo contrari soltanto al fatto che, per il momento, ne usufruiscano gli altri...

Traccie nel tempo

Diario di bordo 4-10 Il fiume che ci somiglia

Colazione brasiliana: pane, caffè, tapioca e Pão de Queijo

Il potere di una virgola: l’aneddoto di Carlo V e il destino di un uomo