Casimiro e CazéTV: il Mondiale 2026 su YouTube gratis per tutti i brasiliani
In Brasile, il calcio non è uno sport.
È una lingua.
Una di quelle che non si imparano sui libri: si assorbono, si respirano, si urlano.
E il Mondiale, qui, non è un evento. È un rito collettivo che attraversa ogni strato del paese: la favela, il condominio elegante, la casa di campagna, il cortile con una sedia di plastica e un ventilatore che gira lento.
Ma c'è sempre stato un problema.
Un problema che, forse, in Italia si fatica a comprendere fino in fondo: vedere una partita qui non è mai stato uguale per tutti.
La televisione a pagamento esiste. I pacchetti sportivi esistono. Ma per una grande parte dei brasiliani quei pacchetti semplicemente non fanno parte della realtà quotidiana.
Non perché non li desiderino.
Perché non possono permetterseli.
Il 65% delle famiglie brasiliane ha accesso a internet ma non alla televisione a pagamento.
In un paese di oltre duecento milioni di abitanti significa decine di milioni di persone che, a ogni Mondiale, dovevano arrangiarsi: il televisore del vicino, il bar all'angolo, uno schermo condiviso in strada.
L'ingegno brasiliano trova quasi sempre una soluzione.
Ma trovare una soluzione non significa che il problema non esista.
Poi è arrivato Casimiro.
Casimiro Miguel, per tutti Cazé
Un ragazzo di Rio de Janeiro che aveva capito prima di molti altri che il modo di raccontare lo sport stava cambiando.
Ha lasciato la distanza formale della televisione tradizionale e ha costruito una comunità su YouTube e Twitch parlando di calcio come fanno milioni di brasiliani: con entusiasmo, ironia e naturalezza.
Nel 2022 è nata CazéTV.
E durante il Mondiale del Qatar è successo qualcosa che pochi avrebbero immaginato.
Ventidue partite trasmesse gratuitamente su YouTube.
Milioni di persone collegate.
Durante una partita della Seleção furono superati i sei milioni di dispositivi connessi contemporaneamente.
Non una rete televisiva.
Un canale YouTube.
La FIFA ha osservato.
E il messaggio è arrivato forte e chiaro.
Il Mondiale del 2026
Per il Mondiale del 2026 CazéTV ha ottenuto in Brasile i diritti di trasmissione di tutte le 104 partite.
Tutte.
Gratuitamente.
Per la prima volta nella storia, in uno dei paesi più calcistici del pianeta, il principale detentore dei diritti del Mondiale non è una televisione tradizionale ma una piattaforma digitale nata sul web.
La storica Globo continuerà a trasmettere il Brasile, la finale e molte altre partite.
Ma il torneo completo sarà nelle mani di CazéTV.
Io vivo in un contesto privilegiato.
Lo so e non lo dimentico.
Ma in questi anni ho parlato con molti brasiliani che appartengono a realtà molto diverse dalla mia.
E in questi giorni ne ho sentiti diversi dire la stessa cosa:
"Finalmente posso vedere tutto."
A casa.
Sul telefono.
Senza pagare nulla.
Detta così sembra una piccola cosa.
Non lo è.
Perché dietro quella frase c'è qualcosa che prima mancava.
E che oggi, semplicemente, c'è.
La parte che più mi colpisce di questa storia non è la tecnologia.
Non sono nemmeno i numeri impressionanti delle sponsorizzazioni, che dimostrano come la gratuità possa essere un modello economicamente sostenibile.
Quello che mi colpisce è altro.
È l'idea, profondamente brasiliana, che il calcio appartenga a tutti.
Sempre.
Indipendentemente dal portafoglio.
Un ragazzo di Rio de Janeiro, con una telecamera, un canale YouTube e la testardaggine di chi crede in quello che fa, è riuscito a prendere il Mondiale e a riportarlo nel luogo dove molti brasiliani hanno sempre pensato che dovesse stare.
Nelle case.
Nei bar.
In strada.
Nelle mani di tutti.
Confesso una cosa: io il calcio non lo seguo.
Eppure mi sono iscritta al canale.
Durante la partita di questa sera CazéTV ha superato i trentadue milioni di iscritti.
Non l'ho fatto per il calcio.
L'ho fatto perché mi piace l'idea che qualcosa che appartiene a tutti possa davvero arrivare a tutti.
