Questa sera lo prendo io...

 


Questa sera sono stanca.

Sono andata a letto, ho letto, mi sono rilassata, mi sono messa giù a dormire. E, meraviglia, mi stavo addormentando.

E lei,  questa infame nevralgia, ha deciso di mandarmi una lunga serie di fulmini ai piedi.

Ma santa vergine madre e tutti i santi del paradiso... che due palle che ne ho! 

Sono ormai le due di notte e io già lo so che mi ci vorrà chissà quanto per addormentarmi. E ogni sera ce n'è una.

Ormai sono tre anni.
Tre anni in cui, a volte, è davvero dura.
E stasera lo è più del solito.

E non ho nemmeno voglia di guardare chi sta peggio di me. Mi spiace per tutti, certo. Ma mi spiace anche per me.

Perché c'è una cosa che forse pesa quasi quanto il dolore: il mondo, intorno a me, si è abituato al mio malessere.

Io ho dolore, piango e attorno a me?
Sì, ok...
E avanti, che la vita continua. Come è giusto che sia.

Ovvio, non pretendo che tutti si pieghino al mio dolore. Non voglio che la mia sofferenza fermi la vita degli altri.
Ma mentre tutti si adeguano, io no.
Io non posso abituarmi davvero.

Posso imparare a gestirlo. Posso continuare a fare quello che devo fare. Posso avere giornate buone, ridere, cucinare, occuparmi delle mie cose, vivere.
Ma quando arriva, è ancora lì.

E a volte vorrei soltanto qualcuno che mi prendesse, mi abbracciasse e mi dicesse:

«Questa sera lo prendo io. Tu riposa.»

E io, appoggiata la testa al cuscino, potrei finalmente addormentarmi.

La cosa peggiore è che nessuno può farlo.
Nessuno può prendere questo schifo e portarselo via.

Possono starmi vicino. Possono ascoltarmi. Possono volermi bene.
Ma il dolore resta dentro di me.

E allora questa sera piango.

Non perché non sappia quanto sono fortunata rispetto ad altri.
Non perché non sappia che c'è chi sta peggio.
Piango perché mi spiace per tutti e mi spiace per me.

E questa sera voglio soltanto buttare un po' di questo dolore, qua, nel mio angolo di cuore.
Così, magari, almeno per qualche ora, peserà un po' meno.

Traccie nel tempo

Diario di bordo 4-10 Il fiume che ci somiglia

Il potere di una virgola: l’aneddoto di Carlo V e il destino di un uomo

Colazione brasiliana: pane, caffè, tapioca e Pão de Queijo