Dal “tudo bom” al silenzio finlandese: quando le parole raccontano i popoli

 

Un viaggio tra rituali linguistici: la prolissità brasiliana e l’essenzialità nordica.


Un viaggio tra rituali linguistici: la prolissità brasiliana e l’essenzialità nordica.

Poco fa ho letto che in Finlandia non si usano i nomi propri. Curiosa, mi sono fiondata sull’articolo per capire quale strana usanza ci fosse in quel meraviglioso paese.

Poi però mi sono ricordata che anche dove vivo c’è un modo tutto particolare di comunicare. Qui non si bada al risparmio di parole: la prolissità è un’arte, un’abitudine, quasi un obbligo sociale.

Prendiamo il celebre “tudo bom?”. Si incrocia una persona per strada e la formula è sempre la stessa: “Bom dia, tudo bem?”. La risposta, altrettanto obbligatoria: “Tudo!”.

Dal macellaio la scena si ripete: lui ti accoglie con un “pois não” (anche qua bisognerebbe farci un articolo perché pois não letteralmente significa poi no, Ma viene usato come un "mi dica") e tu, diligente, rispondi: “Tudo bom? Preciso de…” (Ho bisogno di…). E così via, con chiunque si incontri. La risposta è sempre quella, come un mantra collettivo.

Nei messaggi la regola non cambia: non puoi iniziare con un semplice “Buongiorno, avrei bisogno di un’informazione”. No, no. Dopo il buongiorno ci va sempre il rituale: “Tudo bem?”.

Questa abbondanza di formule non è solo cortesia: è un modo per dire “ti vedo, ti riconosco, ti includo”. Ogni “tudo bom” è un piccolo ponte sociale, un gesto che crea appartenenza.

In Finlandia, da quello che ho capito, l’essenzialità domina. Poche parole, niente fronzoli, persino i nomi propri possono sparire. È un linguaggio che riflette un’altra cultura: più riservata, più silenziosa, più attenta alla sostanza che alla forma.

  • Al supermercato: prima di chiedere il prezzo delle mele, devi passare dal “tudo bom”.
  • In autobus: il saluto è breve, ma il “tudo” non manca mai.
  • Dal dentista: anche lì, tra trapani e anestesie, la conversazione inizia con “tudo bom?”.
  • Anche quando ti ferma la polizia; "tudo bem?"
  • La regola vale anche nei messaggi, non si può partire con; avrei bisogno di/ arrivo appena posso/non torno a casa a mangiare... Prima di aggiungere qualsiasi cosa bisogna scrivere: tudo bom?

Morale della  favola

Forse la verità sta nel mezzo: né il silenzio totale, né il “tudo bom” ripetuto cento volte al giorno. Ma intanto, qui, se non rispondi “tudo”, sei già un alieno.

Magari la prossima volta che sentirò un “bom dia, tudo bom?”, invece di pensare che sia prolisso, lo prenderò come un abbraccio verbale.

Ah, se vuoi vedere un brasiliano in tilt alla domanda: tudo bon?, Bene, rispondi mais o meno! Vedrai che ti guarderà come se avessi appena mandato in crash l’intero sistema operativo brasiliano! 😉


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