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Visualizzazione dei post con l'etichetta famiglia

Quando l'incontro vero non dipende dall'età

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  È arrivata dall'Italia a trovare la sua vecchia zia. È giovane, bellissima, con uno spirito e un entusiasmo che si adatta a tutto. Ironia della sorte: sono andata dall'altra parte del mondo e la persona che mi capisce arriva da dove io sono partita. Ieri sera cena insieme, chiacchiere fino alle due di notte. Ventinove anni di differenza che spariscono nel giro di una forchettata. Mi guarda come chi ha già capito tutto. E in quello sguardo mi riconosco, non come ero, ma come voglio continuare a essere. Parliamo di quella voglia di smettere di controllare tutto. Di smettere di accontentare tutti. Della parola no...  corta, difficile, liberatoria. Io ci sono quasi arrivata. Lei ci vuole arrivare il prima possibile. E questa differenza, invece di dividerci, ci unisce. C'è un'intelligenza rara nel saper riconoscere i propri limiti. Ce ne vuole ancora di più per decidere di superarli. Lei ce l'ha già, quella intelligenza. Io la guardo e p...

Il bosco, la scena e lo [Sguardo]: quando vivere diventa recitare

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Bisogna ammetterlo: in Italia non esistono fatti, esistono solo scene. Drammatiche, teatrali, favoleggianti... Ogni cosa, OGNI COSA , prima o poi viene trascinata sul palco: illuminata male, amplificata troppo, caricata di pathos fino a perdere qualsiasi contorno reale. Non importa cosa sia accaduto davvero. Importa come può essere raccontato. E di solito viene raccontata male! La famiglia del bosco non fa eccezione. Anzi: è perfetta. Perché c’è il bosco, che in questo Paese non è mai solo bosco. È fuga, è minaccia, è purezza e regressione, è colpa, è sogno. Certo, dipende da chi guarda. E da cosa deve dimostrare. La loro unica colpa non è aver sottratto i figli alla scuola, né aver rifiutato un modello, né aver scelto una vita ai margini. La loro unica colpa è aver fatto una scelta: non il bosco, ma il bosco in Italia . Perché in Italia le scelte devono essere spiegate, giustificate, rese digeribili. A tutti, ovviamente. Devono diventare...

Cronache di una fossa tappata!

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  L'inizio dell'avventura... Il Chicco di Mais e il Tombino Perduto Il lavoro non è stato finito bene, come già detto, e il problema rimane: l’acqua non defluisce, insieme a tutti gli stronzi  che ci galleggiano sopra. Abbiamo capito che il problema è nel tratto tra il secondo pozzetto e la fossa. Ce ne siamo accorti quando il tizio ha sparato aria compressa vicino alla fossa e il tappeto erboso si è sollevato. Questo vuol dire che c’era qualcosa d’altro. Il mio Tomo,arrabbiato e demoralizzato, sa che deve scavare quel tratto, circa due metri, per capire perché l’aria compressa uscisse sollevando l’erba. Così, armato di santa pazienza e di una pala, inizia a scavare. Dopo appena 10 cm, sentiamo un rumore strano: tong tong. Non è un suono che la terra dovrebbe fare. Prende una paletta, sposta un po’ di terra e… sorpresa sorpresa: c’è un altro tombino di ispezione. A quel punto mi rivolgo a tutti gli dei del cielo, e chiunque sia in ascolto, e l...

Blackout: Quando la luce non c’è: il silenzio che mi ha cambiata.

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Il blackout in Europa mi ha portato in tempi lontani, era il 2005 o giù di lì... Siamo qua a Los Patos de Barahona da qualche tempo ormai e ci stiamo abituando ai loro ritmi… Lavoriamo a questa casa che abbiamo affittato, con la lentezza che caratterizza questo popolo, e vi dirò che non è poi così male!   La giornata per me inizia alle nove, e mi sveglia Tomo con il rumore del giornale e la colazione pronta. Il fanciullo dorme fino a tardi: lui sta sveglio la notte quando finalmente c’è corrente.   Fatta la colazione, Tomo si occupa delle piccole incombenze della casa, come il giardino e l’orto, e poi passa alle cose che immancabilmente si rompono. Io, invece, mi occupo della casa. Non ci sono ancora soldi per la lavatrice, quindi per mesi lavo tutto a mano. La sera prima metto a bagno il bucato, e al mattino inizio a sbattere e strofinare tutto per poi risciacquare sotto la canna dell’acqua (ovviamente quando c’è acqua, che arriva solo finché funzionano le pompe!)....

Caro Diario: quando le lacrime non hanno bisogno di una spiegazione

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Blog... un blog dovrebbe essere un diario, e a me pare di averlo scordato. Quando qualcuno mi chiede perché non scrivo più, io rispondo che non ho nulla da scrivere, e quasi quasi ci credo pure io! Ma in testa ho tanti pensieri che girano e rigirano senza trovare uno sfogo. Eppure è tanto semplice, basta che io ritorni alle origini del perché di questo diario: scrivere! E allora che sia! Caro Diario... Che dire di questi giorni? Sono giorni di confusione, dove tutto mi batte in testa e non riesco a trovare una collocazione, dove le lacrime scendono al solo sentire un profumo o una canzone. Non posso dire di essere triste, non nel vero senso della parola. Forse sono lacrime di preoccupazione, di incertezza o di paura. Anche ora, mentre ti scrivo, piango, sento questa nausea salire e trasformarsi in quest'acqua salata che esce dai miei occhi, e forse va bene così. Liberarsi di tutto, senza remore, senza giudizi, senza che per forza io mi senta debole. Sono forte, ne ho passate...

Un mondo tutto da scoprire! Australia!!!

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Suona il telefono. "Ciao! Ho una notizia terribile!" La voce è allegra e non mi preoccupo. "Che succede? Qual è la notizia terribile?" "Sai la richiesta del visto che abbiamo mandato?… ACCETTATO!" "Accettato? Ma già?" "Hanno fatto in fretta, vero? Sia per me che per lei… mi sa che presto si parte!" "Quando?" "Penso a metà febbraio… 14/16… domani vado e confermo!" "Ok… sono contenta! Dai, ora lo dico a papà… ci sentiamo dopo… un bacio!" Ecco la telefonata di martedì sera: mio figlio e la sua compagna hanno ottenuto il visto per andare in Australia per un anno! AUSTRALIA!! Caspita… ancora non realizzo. Sono passati tre giorni e ancora non mi capacito! La domanda che mi sento fare dagli amici è: e tu come stai? Già… e io come sto? Io, in verità, sto bene, alla grande! È così strano che io stia bene? Mi sento eccitata, fiduciosa, piena di speranza per loro! È così bello essere giovani oggigiorno: basta vole...