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Relazioni senza catene: imparare a lasciare andare con leggerezza

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Un racconto personale sul valore dei legami che cambiano: imparare a lasciare andare senza sentirsi abbandonati, trasformando la delusione in leggerezza e libertà. C’è un modo di stare nelle relazioni che pesa più della solitudine. È quello fatto di frasi che tornano sempre uguali: “Con tutto quello che ho fatto per lui.” “Io ci sono sempre stata per lei.” “Dopo tutto quello che abbiamo passato insieme.” E poi sparisce, non si fa più sentire. Frasi che non sono ricordi, ma conti aperti. In questo modo di vivere i legami, nulla è davvero gratuito: ogni gesto diventa un credito, ogni presenza una garanzia, ogni distanza una colpa. La gratitudine, qui, non ha scadenza. E proprio per questo non libera mai. Io ho sempre vissuto i rapporti in un altro modo. La mia vita è come un treno: le persone sono libere di salire, di restare il tempo che serve e di scendere quando vogliono.  Non ho mai avuto grandi aspettative. Non perché non senta, ma perché non ...

Desideri veri e desideri indotti: riflessione sulla felicità e il coraggio di restare autentici

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  Desideri veri e desideri indotti: uno sguardo personale Una riflessione ispirata da Galimberti sulla felicità e sul coraggio di restare fedeli ai propri desideri autentici. Leggendo questo articolo  sulle parole di Galimberti riguardo alla felicità mi sono fermata a pensare. Questo pensiero non vuole assolutamente correggere nessuno, ma aggiungere solo uno sguardo.  Da quello che sento, che leggo e che percepisco, credo che molti desideri non siano davvero nostri. Arrivano dai genitori, dagli amici, dalle aspettative, dalle mode del momento. Li assorbiamo senza accorgercene e poi li chiamiamo sogni. Ma non è sempre così. Io, per esempio, da bambina avevo un desiderio chiarissimo: volevo venire in Brasile. Era così mio che per regalo di compleanno ho chiesto un atlante geografico. Non era una fuga, non era un’idea romantica: era semplicemente un richiamo. Eppure, intorno a quel desiderio, c’erano sempre domande: Ma dove vuoi andare? ...

Fine corsa (e nuovo inizio): chiudo il diario di bordo e cambio ritmo

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Rotta precedente ⛵ Concludo il mio diario di bordo, nato per disintossicarmi dai social e ritrovare me stessa... Questo diario di bordo è nato in un tempo in cui avevo bisogno di ritrovarmi. Scrivere ogni giorno era il mio modo per restare a galla, per mettere ordine nel caos, per rispondere, anche solo a me stessa, a un mondo che mi sembrava troppo rumoroso, troppo veloce, troppo finto. È stato il mio rifugio dai social tossici, dalla ricerca di approvazione, dal bisogno di esserci sempre. Mi ha aiutata a guardarmi dentro, a sentire il peso e la bellezza delle cose vere. Mi ha fatto compagnia. Mi ha guarita , un po’. Ora sento che quel bisogno è cambiato. Non ho più voglia di rincorrere il ritmo quotidiano. Non ho più bisogno di raccontare tutto, subito, sempre. Non mi mancano più quei social che prima mi sembravano indispensabili. È tempo di rallentare. Di scrivere quando serve, non per dovere. Di lasciare che le parole arrivino qu...