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Visualizzazione dei post con l'etichetta La mia vita in dominicana

E voi che mi dite?

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  Nella mia vita sono stata chiamata in tanti modi. Ah-ha, so a cosa state pensando ma no, non si tratta di parolacce. Certo, nella mia vita mi hanno chiamato in modi molto pittoreschi ma non è di questo che voglio parlare! Sono sincera quando dico che non mi ha mai dato fastidio che mi si chiamasse signora , anche quando avevo qualche anno di meno. L'ho sempre considerata una forma di rispetto, specialmente se a farlo erano i più giovani, se poi a farlo erano i più vecchi, ho sempre pensato che probabilmente è perché mi vedevano come una persona matura! Giuro, mai sentita a disagio o più vecchia per questo! Poi succede che nel 2001 ci trasferiamo in Brasile e lì hanno iniziato a chiamarmi senhora o il più usato  dona . Devo dire che dona Sara mi è piaciuto subito per il suono che dava la pronuncia! Nulla di reverenziale, solo un modo carino di chiamare. Quando chiedevo di chiamarmi semplicemente Sara mi guardavano come a voler dire; non potremmo mai farlo !! Poi è stata la...

Donne!

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Oggi volevo scrivere qualcosa sulle Donne , ma leggendo un po' in giro ho visto che si è detto di tutto e anche di più. Allora ho pensato alle donne che ho incontrato. Il mio pensiero è andato a Loro. Parlo delle donne che ho conosciuto nella mia vita Dominicana. Con loro ho scoperto che non tutto è come sembra, anzi, c'è tanto di più, esse stesse sono tanto di più ! Le foto non sono scatti rubati, erano loro che volevano farsi fotografare. Io lo facevo volentieri ma dicevo loro che non riuscivo a stamparle non avendo una stampante. Al che mi chiedevano che ne facessi. -Le metto sul computer per ricordo.- -Ma le farai vedere a qualcuno vero?- -Certo!- E così si mettevano in posa felici al pensiero che qualcuno potesse un giorno vederle! Ecco a voi le mie Donne! Le bimbe venivano a casa mi per poter colorare, scappando così dai loro lavori domestici ... essere bambine per qualche ora!

Quando alcune decisioni hanno l'odore di cipolle bianche

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  Mi taglio i capelli da sola da tempo ormai, saranno circa 16 anni. Vivevo in Repubblica Dominicana da qualche mese. All'epoca avevo un taglio scalato che arrivava alle spalle, erano ricci e formavano un bel caschetto sbarazzino. Ma avevano un difetto; se li lasciavo crescere questi facevano effetto tepee! Allora ho chiesto alla mia vicina di casa Andeia chi tagliasse i capelli nel villaggio,  lei mi ha fatto il nome di Regina. Una  mattina, erano le 10 circa, mi avvio ed entro nel"salone". Chiamo ma non mi risponde nessuno. Aspetto un attimo e richiamo. Sento un chiacchiericcio provenire dal cortile sul retro e allora esco e paleso la mia presenza. -Hola Regina -Holà linda, lo siento pero no te escuchè!- Avevo immaginato che non mi avesse sentito e non ha nulla da scusarsi. Le dico che ho bisogno di un taglio e chiedo se ha tempo. - Por supuesto! Espera un momento que llegue! Tu sièntate!- Ok, ha tempo, mi siedo dove indicato e aspetto che torni. Rientra e mi chiede se...

My wall.

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Eccolo qua il mio amato muro! E' il muro che mi segue da tempo immemore nelle mie tantissime case. Ad un certo punto, arrivata a venticinque traslochi, ho smesso di contarle, ma i miei cappelli mi hanno sempre seguito, che fosse una reggia o una stamberga. Purtroppo, tra un trasloco e l’altro qualcuno è andato perso e altri si sono rotti. Ma d’altronde è facile quando si pretende di traslocare con due valige a testa! Non sono solo i cappelli dei miei viaggi ma anche delle mie esperienze di vita e sono li a ricordarmi la bellezza che c'è stata in ogni mio cambiamento. Non   è   mai stato   facile, proprio mai ,  ma non per questo meno bello! Ricordo ogni stato d'animo di ogni singolo acquisto; ho avuto momenti di profonda tristezza fino a toccare picchi di smisurata felicità.  Ed è per questo che amo questi miei cappelli, li considero dei trofei. Medaglie vinte nelle perseveranza e l'ostinazione di voler provare cose nuove,  sempre e nonostante tutto!

Risvegli, quelli belli!

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    Oggi stavo facendo il bucato. Sapete, quello a mano per i delicati che altrimenti si rovinano? Ecco, io amo farlo. Mi piace quando sto lì, con i gomiti affondati nella bianca schiuma. Credo sia bello tornare a fare ciò che in tutti i paesi evoluti non si fa più! Le lavatrici sono sempre più tecnologiche e, mentre loro avanzano in tecnologia, noi retrocediamo con essa. E mentre sono lì che sbatacchio con gusto, penso. Pensando mi chiedo il perché di questa passione, in particolare quando sia nata. Oh sì, la risposta è arrivata subito e mi ha riportato a quel lontano e meraviglioso giorno... il giorno del mio risveglio. Abitavamo già da un po' nella Repubblica Dominicana. Nonostante vivessi nel Terzo Mondo da quasi due anni, mi consideravo comunque una donna emancipata. (Seh, come no). Però ci sta, dai, dopotutto venivo da un mondo dove l'apparenza era tutto: trucco impeccabile, scarpe abbinate alla borsa e un’auto sportiva rosso fuoco che mi faceva sentire invincibile. Quel...